Pasquale Quaranta, cantante e attore, in continuità ideale con la cultura popolare tradizionale

Un percorso nella tradizione delle antiche rappresentazioni sceniche italiche non letterarie (i fescennini, la satura, il mimo, il pantomimo e le atellane): il caso del cantante e attore salentino  Pasquale Quaranta.

di Paolo Rausa

Lo spettatore che partecipa alle rappresentazioni di Pasquale Quaranta è immediatamente coinvolto dalle sue canzoni (la voce), dalla musica (il suono) e da tutto il corpo che si lascia andare a movenze particolari, che sembrano dettate dall’improvvisazione ma in realtà affondano nella tradizione delle rappresentazioni teatrali plebee, popolari, non letterarie.

Non solo, i testi fanno riferimento esplicito a situazioni tipiche degli usi e costumi popolari, per es. la frequentazione del mercato, come luogo del commercio minuto di prodotti locali, e della piazza, l’agorà, intesa come luogo pubblico in cui si discute su tutto, dagli avvenimenti locali a quelli nazionali e oltre.

L’economia di sussistenza trova nel mercato del paese (a chiazza) il luogo naturale ove far confluire i prodotti alimentari frutto del proprio lavoro, esporre i manufatti artigianali o altri beni non di lusso che servono per le necessità quotidiane. Dall’incontro delle necessità vitali della popolazione con l’offerta che qui viene esposta e decantata nasce una prima forma di comunicazione elementare: economia e socialità si fondono in questo evento economico, per lo più settimanale, che assume un ruolo significativo per la comunità del paese/villaggio, simile ai mercatini (o suk) organizzati in varie forme in tutto il bacino mediterraneo.

Chi porta ed espone in bancarelle improvvisate il frutto del suo lavoro per venderlo e riuscire a racimolare un po’ di denaro per far fronte alle spese, si improvvisa agente promozionale e richiama l’attenzione con urla, inviti, battute a doppio senso con effetti esilaranti fin a quando regge il fiato in gola. Si decantano le qualità dei prodotti venduti (è forte u citu…),  a cui fanno eco le

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