Dialetti salentini/ ngafare

di Armando Polito

 

 

NGAFARE: far entrare premendo; sprofondare nel fango. Le varianti ncafàre di San Cesario di Lecce e Manduria e ncafàri di Mesagne consentono con sufficiente sicurezza di affermare che il corrispondente italiano è incavare, dal latino incavàre, composto da in=dentro e cavus=cavo. Difficoltà fonetiche insormontabili impediscono di collegarlo a nghièfa=zolla , dal latino gleba con l’influsso dell’osco *glifa. Tra l’altro, contrariamente a quanto è stato detto in questo forum (naturalmente il padre o la madre di ogni proposta hanno il diritto di replica…), il latino gleba (e il neritino nghiefa) non hanno come radice primaria “geo” (dal greco ghe=terra) ma gl-, cioè lo stesso di globus (da cui l’italiano globo) e glomus (da cui l’obsoleto ghiomo che poi ha dato vita, incrociandosi con gomito, a gomitolo), con evidente riferimento alla forma più o meno arrotondata della zolla.

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