Teatro a Brindisi| Miseria e nobiltà

Miseria e nobiltà [ufficio stampa Nuovo Teatro Verdi Brindisi]
Miseria e nobiltà [ufficio stampa Nuovo Teatro Verdi Brindisi]

di Tore Scuro

 

Un passato che insegna. Per la stagione del Teatro Verdi di Brindisi, in via Santi 1, giovedì 21 gennaio (sipario ore 20.30), va in scena “Miseria e nobiltà”, commedia in due parti di Eduardo Scarpetta, adattamento, regia e interpretazione Luigi De Filippo e con Fabiana Russo, Stefania Aluzzi, Stefania Ventura, Vincenzo De Luca, Giorgio Pinto, Massimo Pagano, Luca Materazzo, Carlo Zanotti, Paolo Pietrantonio, Michele Sibillo, Luca Negroni, Francesca Ciardiello, Claudia Balsamo. Durata: due ore più intervallo. Biglietto intero da 25 a 18 euro, ridotto da 22 a 16 euro (ridotto studenti 6 euro). Info: 0831.562554.

Luigi De Filippo riprende questo lavoro scritto nel 1887, nelle vesti ora dimesse ora luccicanti di don Felice, con lo scopo di rendere omaggio a Eduardo Scarpetta, a poco più di novanta anni dalla morte del grande drammaturgo, che proprio con “Miseria e nobiltà” aveva compiuto la sua riforma, con l’invenzione e la consacrazione di un personaggio prototipo del napoletano piccolo borghese, Felice Sciosciammocca, che sostituisce Pulcinella, maschera d’altri tempi.

La fame è la protagonista della commedia, che non è solo fame di cibo ma anche di giustizia, di lavoro, di dignità. Una fame figlia di un innato istinto di sopravvivenza che, anche oggi, soprattutto in alcune realtà del Mezzogiorno, ci porta ad agire senza porci troppe domande, proprio come fanno i protagonisti sulla scena, quando, alla fine del primo atto, entrano due cuochi che portano un pranzo, e tutti si gettano sulla tavola, afferrando i maccheroni con le mani, senza neppure chiedersi chi li abbia mandati. Finale reso celebre dal film omonimo di Mario Mattoli del 1954 con Totò.

La vicenda racconta di due famiglie poverissime di Napoli, quelle di don Felice e di don Pasquale, avvilite dalla fame vera, dalla miseria e dalla povertà, e costrette a dividere lo stesso sottoscala: la fortuna sembra bussare alla loro porta quando sono tutti ingaggiati dal ricco marchesino Eugenio per fingersi suoi parenti davanti alla famiglia della fidanzata, la ballerina Gemma, figlia di un cuoco arricchito.

Uno spettacolo di tradizione, omaggio non solo a Scarpetta, ma all’intero teatro napoletano, che diverte cercando una luce propria rispetto al film e facendo riflettere sulle miserie umane con amarezza e insieme con il sorriso sulle labbra. La grandezza di Scarpetta, in linea con la tradizionale comicità partenopea, sta nel muovere alla risata mettendo in scena una realtà più vera e profonda: la commedia, figlia di un’epoca, segna l’ascesa della borghesia commerciale a scapito della decadente nobiltà, cinquant’anni prima dell’avvento della Repubblica. Decadenza che oggi, in piena crisi economica, si ritrova nella bramosia di ricchezza e nella mancanza di lavoro, a dispetto dei sentimenti e della stabilità.

Il teatro di Nardò Nostra

di Marcello Gaballo

Sono molto restìo a parlare di me stesso, ma l’occasione odierna, con l’ennesima rappresentazione della fortunata commedia Don Galeazzo da Lucugnano, questa sera replicata al Paisiello di Lecce, mi porta a elencare quanto scrissi di teatro negli anni 80.

Con un gruppo affiatatissimo e numeroso di amiche ed amici, nella gloriosa sede di Nardò Nostra, opportunamente ispirato e musicalmente supportato dall’amico e maestro Toni Saina, scrissi alcuni lavori, quasi tutti portati in scena, che elenco:

Pi lla catena ti lu sicchiu

1984. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

 

Lu munaceddhu

1986. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

 

Don Galeazzo da Lucugnano

1989. 2 atti in vernacolo neritino. Musiche originali di Toni Saina.

Primo classificato miglior testo teatrale, migliori musiche, miglior attore non protagonista rassegna Teatro nel Salento. Debutto 30 aprile 1990 presso il teatro Politeama di Lecce.

Numerosissime repliche nel Salento, oltre che a Roma, presso il Teatro Trianon (1 giugno 1991).

 

Miseria e Nobiltà

1991. Libero adattamento in 3 atti della commedia di E. Scarpetta.

Debutto 4 maggio 1991 presso il teatro Comunale di Nardò, con repliche fino al 12 maggio.  Il 18 maggio replica al Politeama di Lecce nell’ambito di Rassegnazero 91, Premio Politeama Greco per il teatro nel Salento, dove si qualifica primo classificato miglior testo teatrale, migliori musiche di scena, miglior attore non protagonista.

Numerosissime altre repliche nel Salento, tra cuila IXedizione “Aradeo e i Teatri”, oltre che a Roma, presso il Teatro Opera Brancaccio (15 marzo 1992). Premio Leuca per il Teatro quale miglior gruppo teatrale, con la seguente motivazione: “con notevole maestria ha saputo tradurre nel linguaggio e nella cultura salentina un testo classico del teatro comico napoletano. La giuria all’unanimità, ha apprezzato particolarmente la scioltezza del testo e della sceneggiatura che, al di là di una semplice e pedissequa trasposizione del materiale linguistico originale, e pur rimando fedele al tracciato scarpettiano, hanno saputo offrire una perfetta ambientazione salentina. A dare risalto all’intera rappresentazione è stata poi la recitazione vivace, ricca di comicità, esperta, di un insieme di attori, ben compaginato e armonico pur nella diversità delle parti e delle caratterizzazioni, si da evidenziare in alcuni di loro inconfondibili tratti di professionalità”. Il debutto a Leuca il 25 luglio.

 

Caterina (la pazza)

1994. 2 atti in vernacolo neritino. Inedita.

 

L’ Ospite

1995. 2 atti in vernacolo neritino. Debutto il 22 giugno 1995 presso il Teatro Antoniano di Nardò.

 

Il castello di Otranto

1996. Inedita.

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