Dell’origine, sito ed antichità della Città di Nardò. La ristampa anastatica a cura di Massimo Perrone

Dell’origine, sito ed antichità della Città di Nardò”, del 1735

Ristampa anastatica arricchita da preziosi contributi

Le origini di Nardò secondo Tafuri

 

In Cattedrale il 10 dicembre la presentazione del volume

con interventi di Alessandro Laporta e Sandro Barbagallo

copertina

Si terrà nella Cattedrale di Nardò, in Piazza Pio XI, sabato 10 dicembre 2016, alle ore 19,30, la presentazione della ristampa anastatica del libro “Dell’origine, sito ed antichità della Città di Nardò”, di Giovan Bernardino Tafuri, a cura di Massimo Perrone.

All’incontro porteranno il loro saluto il Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli Mons. Fernando Filograna e il Sindaco di Nardò Giuseppe Mellone. Oltre a Perrone, saranno presenti Alessandro Laporta, direttore emerito della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce, Sandro Barbagallo, curatore delle collezioni storiche dei Musei Vaticani e direttore del Museo del Tesoro della Basilica di San Giovanni in Laterano e Mons. Giuliano Santantonio, parroco della Cattedrale di Nardò e direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali e l’Arte sacra.

  

  • RISTAMPA ANASTATICA DEL VOLUMETTO DEL 1735

La ristampa è una fedele riproduzione dell’opera del Tafuri apparsa nel raro libretto “Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici”, tomo XI, pubblicato a Venezia nel 1735, fonte preziosa e insostituibile per una ricostruzione della società e dell’urbanistica neretina prima del terribile terremoto del 20 febbraio 1743. Giovan Bernardino Tafuri, dunque, nonostante sul valore delle sue opere la discussione sia vivace tra gli studiosi, ha dato un contributo unico con i suoi numerosi scritti che meritano di essere divulgati anche a distanza di secoli.

 

  • UN’EDIZIONE ARRICCHITA DA CONTRIBUTI PREZIOSI

Massimo Perrone, dottore commercialista, appassionato di cultura locale e della storia della Chiesa e delle sue istituzioni, ha attinto alla collezione personale per contribuire all’appassionante indagine storica e letteraria sulle origini di Nardò, arricchendo la ristampa dell’antico volume con i contributi di Laporta e Barbagallo, due autorevoli studiosi, le cui analisi aiutano a comprendere il lavoro del Tafuri, fornendo interessanti spunti per approfondimenti e nuove indagini.

La pubblicazione propone inoltre in copertina un acquerello inedito, riproduzione a colori di un’antica veduta di Nardò, realizzato dal fiorentino Giovanni Ospitali, recentemente scomparso. è, questa, una delle tre tavole fuori testo allegate all’opera originale, insieme alla moneta che raffigura San Michele Arcangelo e alla pianta della città. Il volume, fuori commercio, è stato stampato dalla Tipografia Biesse di Nardò.

 

SANDRO BARBAGALLO, curatore delle collezioni storiche dei Musei Vaticani e direttore del Museo del Tesoro della Basilica di San Giovanni in Laterano. Storico dell’arte, ha collaborato ad alcune grandi mostre organizzate dal Complesso del Vittoriano di Roma (Manet, Bonnard, Matisse) e curato monografie di artisti contemporanei (Baj, Tilson, Weller). Dal 2008 scrive di critica d’arte su “L’Osservatore Romano” e, come corrispondente dal Vaticano, su “Il Giornale dell’Arte”. Dal 2012 lavora per la Direzione dei Musei Vaticani dove ha riqualificato il Padiglione delle Carrozze, ha curato l’allestimento della Galleria dei Ritratti dei Pontefici e dell’appartamento privato del Santo Padre nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, che ha visto, tra l’altro, lo storico incontro di Papa Francesco con il Papa Emerito Benedetto XVI, recentemente aperto al pubblico. È autore di diversi libri editi da Libreria Editrice Vaticana, Utet, Ed. Musei Vaticani, Ed. Focus storia.

 

ALESSANDRO LAPORTA, direttore emerito della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce. Già docente di “Storia della stampa e dell’editoria” presso la facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, vice presidente della Società Storica di Terra d’Otranto, socio della Società di Storia Patria per la Puglia e del Centro Studi Salentini. Ha redatto le prefazioni a oltre 50 libri di autori salentini e attualmente sta curando la ristampa dei “Successi dell’armata turchesca nella città d’Otranto nel 1480”, che non è solo il primo libro in assoluto pubblicato nella provincia di Lecce, a Copertino nel 1583, ma è stato uno dei testi base che ha portato alla santificazione dei Martiri d’Otranto.

 

MASSIMO PERRONE, dottore commercialista, ha conseguito il diploma di Archivistica nella Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica presso l’Archivio Segreto Vaticano e ha pubblicato diversi contributi in miscellanee e riviste specializzate. È Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e ricopre dal 2012 la carica di Preside della Sezione Salento Lecce – Brindisi.

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme in Puglia

Dalla Terra Santa alla Puglia.

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

 

di Massimo Perrone

Nella sua storia millenaria l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme è tra i più antichi e gloriosi ordini cavallereschi nel mondo[1]. Esso si sviluppa nel corso di quattro periodi ben delineati: il periodo delle Crociate e del Regno Latino di Gerusalemme (1099-1291); il periodo della Cavalleria suprema (1335-1499); il periodo dell’Ordine organizzato (1500-1847); il periodo moderno (1847 ai giorni nostri).

L’Ordine trae le sue origini storiche nel sodalizio cristiano avente finalità religiose e di difesa della Terra Santa che fu costituito presso la basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme nel 1099, subito dopo la conquista della città da parte dei crociati.

Mostre/ Uniformi, decorazioni e cimeli dei cavalieri dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme

a cura di Massimo Perrone

Il 20 giugno 2010 si è inaugurata presso la Galleria della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce  la mostra storica “ Uniformi, decorazioni e cimeli dei cavalieri dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di

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