Limoncello, un gusto superbo del Mediterraneo

di Daniela Lucaselli

“E poscia per lo ciel, di lume in lume

ho io appreso quel che s’io ridico,

a molti fia sapor di forte agrume”

Così Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso, Canto XVII, vv. 115-117) associa la sua satira aspra al “forte agrume”.

L’albero del limone fiorisce e fruttifica tutto l’anno. Il frutto d’oro, dal dolce profumo, è succoso e genuino ed è ricco di proprietà curative.

Gli si attribuisce una valenza salvifica, grazie al suo colore giallo che richiama la luce dei raggi del sole che ne favoriscono la crescita. E’ spesso associato all’essenza femminile e lunare ed è  considerato simbolo della fedeltà amorosa e della fertilità.

Il limone… tracciamo la sua storia…

L’agrume (le origini del nome derivano dal persiano لیمو Limu), scoperto allo stato spontaneo in Estremo Oriente, in particolare in India e  Cina, fu ben presto conosciuto  anche nelle civiltà mesopotamiche per le sue proprietà antisettiche, antireumatiche e tonificanti. Ritenuto sacro nei paesi islamici, veniva impiegato come antidoto contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche e per tenere lontano il demonio dalle case.

Gli antichi egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie. I Greci lo importavano dalla Media e lo utilizzavano a scopo ornamentale, per profumare la biancheria e difenderla dalle tarme.  Teofrasto, l’allievo di Aristotele, considerato il fondatore della fitoterapia, indica, nei suoi trattati, l’impiego del limone a scopo terapeutico. Gli Ellenici coltivavano gli alberi di limone vicino agli ulivi per preservare questi ultimi da attacchi parassitari. Plinio nelle sue opere prescrisse il limone come antidoto verso diversi veleni.

Si riteneva che gli antichi Romani non conoscessero il frutto, ma nel 1951, durante gli scavi effettuati a Pompei (distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.), venne alla luce una casa, denominata la “Casa del frutteto”, con degli affreschi alle pareti che ritraggono varie piante tra cui, appunto, il limone. Pertanto si può dedurre che il limone fosse presente in Campania nel primo secolo dopo Cristo. Si presuppone che l’imperatore Nerone ne fosse un assiduo consumatore, intimorito  dal presentimento di un suo possibile avvelenamento.

In Occidente il limone si diffuse intorno all’anno 1000 grazie agli Arabi che lo portarono in Sicilia. La prima descrizione del limone, introdotto dall’India due secoli prima, apparve infatti in scritti arabi del dodicesimo secolo.

In Europa la prima coltivazione di limoni si registra a Genova intorno alla metà del quindicesimo secolo. Nel 1494 i limoni comparvero nelle Azzorre,

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