Quando l’ulivo è monumentale?

ph. http://www.frantoionline.it/

di Mimmo Ciccarese

 

La tutela degli alberi monumentali è legge dello Stato, è stata pubblicata con la G.U del 1 febbraio 2013, per la prima volta in Italia. I comuni dovranno censirli, documentarli e chi ne provoca l’abbattimento potrebbe essere sanzionato con ammende salate. Tali norme riguardano anche il verde urbano e prevedono l’istituzione della giornata degli alberi il 21 novembre. Già si contano in Italia circa 22.000 alberi notevoli tra cui 2.000 esemplari di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico. È senza dubbio un passo di rilievo per lo sviluppo sostenibile delle città che comunque peccano ancora di riferimenti comuni sulla manutenzione degli spazi verdi urbani.  I sindaci, a cui si appella l’esplicita richiesta di consultare le giuste competenze di tecnici e appassionati, dovranno rendere noto alla fine del loro mandato il bilancio del verde. Tale regolamento convalida la bontà e la perseveranza  delle campagne ecologiche sostenute fino ad adesso, in favore del patrimonio arboreo e boschivo.

Con l’attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo si giunge ad evidenziare la monumentalità come fattore vitale. Con il rito della giornata degli alberi si vogliono interessare le scuole di concerto ai ministeri dell’Istruzione e delle Politiche agricole per promuovere iniziative in sostegno all’ecosistema, nel rispetto di tutte le specie vegetali. Modelli di educazione civica e ambientale senza dubbio forti e ricchi di volontà di cambiare gli attuali atteggiamenti d’indifferenza o d’imperizia amministrativa in tema di verde.

Allora cosa cambierà con tale legge per gli ulivi millenari e soprattutto adesso le domande diventano più che pertinenti!

 ulivo23

Cosa definisce la “monumentalità”?

C’è da riflettere sul David o la Pietà di Michelangelo, sul Quarto Stato di Pellizza da Volpedo o l’Urlo di E.Munch e poi associarli ad uno solo dei nostri ulivi; per quelli che un mio amico salentino mi ripete sempre: “se riesci a vedere un solo profilo su queste piante è troppo poco”.

Per la legge regionale del 2007 sulla “Tutela e Valorizzazione del paesaggio degli Ulivi della Puglia” si definisce il carattere di monumentalità quando la pianta possiede un’età plurisecolare. L’art.2 della legge, lo deduce dalla dimensione del tronco, che deve avere un diametro uguale o superiore a un metro misurato all’altezza di un metro e trenta dal suolo; nel caso di alberi con tronco “frammentato” il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero.

 ulivo6

Avete mai provato a misurare un albero d’olivo millenario?

La monumentalità non è solo una questione di assi cartesiani! Saremmo certamente in grado di ricavarne grandezze come altezza o circonferenza, quando un fusto è regolare o la sua impalcatura non deriva da un innesto su olivastro. Quasi sicuramente potrebbero sfuggire tante altri variabili utili all’intenzione di valutarne monumentalità o perfino l’età di un albero, come quelle relative alla velocità d’accrescimento, all’incidenza della sua chioma, alla sua biomassa o alla sua produzione di CO2.

Se la purezza di queste valutazioni si traduce con una misura del tronco inferiore alle aspettative, si dovrebbe valutare anche il “carattere”.  “Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60 per cento di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale”. Va bene porre un parametro per questa stima, ma si sa, il territorio pugliese, in particolare quello più meridionale è molto frazionato ed ancora intorpidito da incertezze sociali ed economiche.

 ulivo-silvana1

Ma  cosa s’intende per “unità colturale”?

L’azienda olivicola media ha pochi ettari e, in genere, ha differenti unità produttive sparse in più comuni; il rilevamento satellitare in tempi recenti ha rivalutato questo concetto e i ritocchi su questa materia potrebbero essere in itinere. Per queste sollecitazioni dovremmo solo rendere merito a migliaia di piccoli conduttori di piccoli unità secolari, che con amorevole dedizione tra tante difficoltà hanno tutelato questo patrimonio conoscendo solo le leggi della natura. Purtroppo, a questo proposito, va accentuato il riferimento all’uso dei pesticidi sotto chioma degli ulivi per la preparazione delle piazzole di raccolta. Per questo motivo, un sistema di tracciabilità di un olio proveniente da olivi secolari ben venga, ma che sia anche salutare; non è certo piacevole pensare alla tutela di un olivo senza considerare anche il suo agro-ecosistema, compreso quello delle aree protette.

 

La legge sulla Tutela degli ulivi accetta la monumentalità quando accerta il “valore storico-antropologico, quando sono citati o rappresentati in documenti o in rappresentazioni iconiche – storiche”.

 ulivogiusto1

Quanti epiteti d’eccezione conoscete nel vostro agro?

Fortunatamente, d’immagini, ritratti e testimonianze ce ne sono a bizzeffe da accreditare e conservare un intero territorio, basterebbe solo consultare le antiche mappe medioevali. A differenza di altre regioni, dove gli olivi secolari sono rari, identificati e appellati, la Puglia possiede un patrimonio così esteso che non riesce neanche a marcare un’identità per ognuno di essi e comunque individuarli o mapparli è già un atto di tutela che ogni cittadino potrebbe assumere. Un censimento è difficile ma non impossibile se ci si avvale dei moderni mezzi di rilevamento e di tracciabilità disponibili. In Puglia il valore storico-antropologico ed emotivo oltrepassa qualsiasi valutazione tecnica o teorica.

 

Cosa definisce una forma teorica nel regolamento di Tutela degli ulivi?

La cosiddetta  forma teorica, infatti, può essere: spiralata, alveolare, cavata, con portamento a bandiera o con presenza di formazioni mammellonari tanto che qualcuno riesce a riconoscerne una faccia, un’espressione, una danza o addirittura una caricatura. Forse sarebbe il caso di consultare  una commissione di esperti d’arte per valutare la struttura scultorea dell’albero e magari anche di definire il suo limite spaziale ed estetico.  Per la “Tutela degli ulivi” una pianta è monumentale quando trovasi (localizzata) adiacente a “beni d’interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137)”. Una regione come il Salento, con centinaia di migliaia di alberi secolari di respiro messapico dovrebbe essere rivalutata o meglio dettagliata. In questa terra non c’è uliveto secolare senza un menhir, un dolmen, un ipogeo o un’antica masseria.

L’adiacenza non specifica la distanza reale, anzi, in alcuni casi diventa paradossalmente un infelice anomalia per la stessa pianta. Basterebbe, quindi, riconoscere meglio il valore di questi ultimi per proteggere un solo ulivo e di chi vive della loro presenza.

 

Allora non sarebbe il caso di riassumere le nostre riflessioni su questo argomento?

L’ulivo secolare dovrebbe essere vissuto come un richiamo per chiunque voglia relazionare il proprio status creativo con il territorio. L’osservatore percepisce questa dimensione ecologica e naturale con lo stesso stupore con cui ammira un opera d’arte, s’incuriosisce e quota con interesse; quasi sempre ritorna ai piedi del suo albero più caro in segno di devozione e ringraziamento. Si dovrebbe dire monumentale anche quando si riconosce il suo valore simbolico ed ecologico; questa definizione avrebbe una considerevole valenza anche per i gruppi olivicoli più appassionati, quelli che per intenderci, sarebbero eticamente i veri custodi degli alberi secolari con cui adesso ogni comune dovrebbe relazionare. L’ulivo è stato da sempre portavoce di pace per i popoli del mediterraneo ed indubbiamente emblema di grazia e sacralità da millenni. Secondo il mito fu proprio Atena a ingentilire l’oleastro per farlo diventare simbolo di castità. Per i romani era il simbolo degli uomini illustri, per gli ebrei era simbolo di giustizia e sapienza, mentre per i cristiani è figura di rigenerazione e di riconciliazione della terra con il cielo tanto che il suo olio è ancora oggi usato nelle celebrazioni liturgiche.

 

L’Italia con l’art 9 della costituzione Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Lo Stato italiano demanda alle Regioni la tutela e la selezione delle aree protette, tra cui i monumenti naturali. La Legge quadro 394 del 1991, chiamata anche legge Moschini, al comma 8 dell’art. 2 recita: «la classificazione e l’istituzione dei parchi e delle riserve naturali d’interesse generale e locale sono compiute dalle Regioni». Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio naturale, le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che hanno rilevante valore naturalistico e ambientale. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2, specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le seguenti finalità: a) “conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici”. b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; c) promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui al comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili.

Alla luce di tali regolamenti e dell’insieme di valori sarebbe importante considerare la regione Puglia come un enorme Parco degli Ulivi secolari, magari accompagnato da un valido disciplinare di produzione, in cui gli enti locali dovrebbero acquisire le prerogative e la volontà di farne parte integrante, come una sorta di debito etico nei confronti di una civiltà rurale ancora fondata sull’atavica passione per il suo patrimonio estremamente vulnerabile. Evidentemente c’è ancora molto da censire: si spera che questo impegno abbia la sua utilità.

 

Quando l’ulivo è monumentale?

ph. http://www.frantoionline.it/

di Mimmo Ciccarese

 

La tutela degli alberi monumentali è legge dello Stato, è stata pubblicata con la G.U del 1 febbraio 2013, per la prima volta in Italia. I comuni dovranno censirli, documentarli e chi ne provoca l’abbattimento potrebbe essere sanzionato con ammende salate. Tali norme riguardano anche il verde urbano e prevedono l’istituzione della giornata degli alberi il 21 novembre. Già si contano in Italia circa 22.000 alberi notevoli tra cui 2.000 esemplari di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico. È senza dubbio un passo di rilievo per lo sviluppo sostenibile delle città che comunque peccano ancora di riferimenti comuni sulla manutenzione degli spazi verdi urbani.  I sindaci, a cui si appella l’esplicita richiesta di consultare le giuste competenze di tecnici e appassionati, dovranno rendere noto alla fine del loro mandato il bilancio del verde. Tale regolamento convalida la bontà e la perseveranza  delle campagne ecologiche sostenute fino ad adesso, in favore del patrimonio arboreo e boschivo.

Con l’attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo si giunge ad evidenziare la monumentalità come fattore vitale. Con il rito della giornata degli alberi si vogliono interessare le scuole di concerto ai ministeri dell’Istruzione e delle Politiche agricole per promuovere iniziative in sostegno all’ecosistema, nel rispetto di tutte le specie vegetali. Modelli di educazione civica e ambientale senza dubbio forti e ricchi di volontà di cambiare gli attuali atteggiamenti d’indifferenza o d’imperizia amministrativa in tema di verde.

Allora cosa cambierà con tale legge per gli ulivi millenari e soprattutto adesso le domande diventano più che pertinenti!

 ulivo23

Cosa definisce la “monumentalità”?

C’è da riflettere sul David o la Pietà di Michelangelo, sul Quarto Stato di Pellizza da Volpedo o l’Urlo di E.Munch e poi associarli ad uno solo dei nostri ulivi; per quelli che un mio amico salentino mi ripete sempre: “se riesci a vedere un solo profilo su queste piante è troppo poco”.

Per la legge regionale del 2007 sulla “Tutela e Valorizzazione del paesaggio degli Ulivi della Puglia” si definisce il carattere di monumentalità quando la pianta possiede un’età plurisecolare. L’art.2 della legge, lo deduce dalla dimensione del tronco, che deve avere un diametro uguale o superiore a un metro misurato all’altezza di un metro e trenta dal suolo; nel caso di alberi con tronco “frammentato” il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero.

 ulivo6

Avete mai provato a misurare un albero d’olivo millenario?

La monumentalità non è solo una questione di assi cartesiani! Saremmo certamente in grado di ricavarne grandezze come altezza o circonferenza, quando un fusto è regolare o la sua impalcatura non deriva da un innesto su olivastro. Quasi sicuramente potrebbero sfuggire tante altri variabili utili all’intenzione di valutarne monumentalità o perfino l’età di un albero, come quelle relative alla velocità d’accrescimento, all’incidenza della sua chioma, alla sua biomassa o alla sua produzione di CO2.

Se la purezza di queste valutazioni si traduce con una misura del tronco inferiore alle aspettative, si dovrebbe valutare anche il “carattere”.  “Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60 per cento di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale”. Va bene porre un parametro per questa stima, ma si sa, il territorio pugliese, in particolare quello più meridionale è molto frazionato ed ancora intorpidito da incertezze sociali ed economiche.

 ulivo-silvana1

Ma  cosa s’intende per “unità colturale”?

L’azienda olivicola media ha pochi ettari e, in genere, ha differenti unità produttive sparse in più comuni; il rilevamento satellitare in tempi recenti ha rivalutato questo concetto e i ritocchi su questa materia potrebbero essere in itinere. Per queste sollecitazioni dovremmo solo rendere merito a migliaia di piccoli conduttori di piccoli unità secolari, che con amorevole dedizione tra tante difficoltà hanno tutelato questo patrimonio conoscendo solo le leggi della natura. Purtroppo, a questo proposito, va accentuato il riferimento all’uso dei pesticidi sotto chioma degli ulivi per la preparazione delle piazzole di raccolta. Per questo motivo, un sistema di tracciabilità di un olio proveniente da olivi secolari ben venga, ma che sia anche salutare; non è certo piacevole pensare alla tutela di un olivo senza considerare anche il suo agro-ecosistema, compreso quello delle aree protette.

 

La legge sulla Tutela degli ulivi accetta la monumentalità quando accerta il “valore storico-antropologico, quando sono citati o rappresentati in documenti o in rappresentazioni iconiche – storiche”.

 ulivogiusto1

Quanti epiteti d’eccezione conoscete nel vostro agro?

Fortunatamente, d’immagini, ritratti e testimonianze ce ne sono a bizzeffe da accreditare e conservare un intero territorio, basterebbe solo consultare le antiche mappe medioevali. A differenza di altre regioni, dove gli olivi secolari sono rari, identificati e appellati, la Puglia possiede un patrimonio così esteso che non riesce neanche a marcare un’identità per ognuno di essi e comunque individuarli o mapparli è già un atto di tutela che ogni cittadino potrebbe assumere. Un censimento è difficile ma non impossibile se ci si avvale dei moderni mezzi di rilevamento e di tracciabilità disponibili. In Puglia il valore storico-antropologico ed emotivo oltrepassa qualsiasi valutazione tecnica o teorica.

 

Cosa definisce una forma teorica nel regolamento di Tutela degli ulivi?

La cosiddetta  forma teorica, infatti, può essere: spiralata, alveolare, cavata, con portamento a bandiera o con presenza di formazioni mammellonari tanto che qualcuno riesce a riconoscerne una faccia, un’espressione, una danza o addirittura una caricatura. Forse sarebbe il caso di consultare  una commissione di esperti d’arte per valutare la struttura scultorea dell’albero e magari anche di definire il suo limite spaziale ed estetico.  Per la “Tutela degli ulivi” una pianta è monumentale quando trovasi (localizzata) adiacente a “beni d’interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137)”. Una regione come il Salento, con centinaia di migliaia di alberi secolari di respiro messapico dovrebbe essere rivalutata o meglio dettagliata. In questa terra non c’è uliveto secolare senza un menhir, un dolmen, un ipogeo o un’antica masseria.

L’adiacenza non specifica la distanza reale, anzi, in alcuni casi diventa paradossalmente un infelice anomalia per la stessa pianta. Basterebbe, quindi, riconoscere meglio il valore di questi ultimi per proteggere un solo ulivo e di chi vive della loro presenza.

 

Allora non sarebbe il caso di riassumere le nostre riflessioni su questo argomento?

L’ulivo secolare dovrebbe essere vissuto come un richiamo per chiunque voglia relazionare il proprio status creativo con il territorio. L’osservatore percepisce questa dimensione ecologica e naturale con lo stesso stupore con cui ammira un opera d’arte, s’incuriosisce e quota con interesse; quasi sempre ritorna ai piedi del suo albero più caro in segno di devozione e ringraziamento. Si dovrebbe dire monumentale anche quando si riconosce il suo valore simbolico ed ecologico; questa definizione avrebbe una considerevole valenza anche per i gruppi olivicoli più appassionati, quelli che per intenderci, sarebbero eticamente i veri custodi degli alberi secolari con cui adesso ogni comune dovrebbe relazionare. L’ulivo è stato da sempre portavoce di pace per i popoli del mediterraneo ed indubbiamente emblema di grazia e sacralità da millenni. Secondo il mito fu proprio Atena a ingentilire l’oleastro per farlo diventare simbolo di castità. Per i romani era il simbolo degli uomini illustri, per gli ebrei era simbolo di giustizia e sapienza, mentre per i cristiani è figura di rigenerazione e di riconciliazione della terra con il cielo tanto che il suo olio è ancora oggi usato nelle celebrazioni liturgiche.

 

L’Italia con l’art 9 della costituzione Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Lo Stato italiano demanda alle Regioni la tutela e la selezione delle aree protette, tra cui i monumenti naturali. La Legge quadro 394 del 1991, chiamata anche legge Moschini, al comma 8 dell’art. 2 recita: «la classificazione e l’istituzione dei parchi e delle riserve naturali d’interesse generale e locale sono compiute dalle Regioni». Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio naturale, le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che hanno rilevante valore naturalistico e ambientale. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2, specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le seguenti finalità: a) “conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici”. b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; c) promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui al comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili.

Alla luce di tali regolamenti e dell’insieme di valori sarebbe importante considerare la regione Puglia come un enorme Parco degli Ulivi secolari, magari accompagnato da un valido disciplinare di produzione, in cui gli enti locali dovrebbero acquisire le prerogative e la volontà di farne parte integrante, come una sorta di debito etico nei confronti di una civiltà rurale ancora fondata sull’atavica passione per il suo patrimonio estremamente vulnerabile. Evidentemente c’è ancora molto da censire: si spera che questo impegno abbia la sua utilità.

 

Lequile (Lecce). Si profila ancora una strage per 720 innocenti nonni argentei

Comunicato stampa congiunto Urgente del Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino e del Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto)

Lequile (Le) ENORME oliveto a Rischio. Foto satellitare-indicazioni

FERMIAMO La “STRAGE DEI 1000 INNOCENTI” OLIVI !

La strage dei “GIGANTI BUONI”, si deve evitare!

SI DENUNCIA E SEGNALA CON URGENZA MASSIMA QUANTO RISCHIA DI AVVENIRE A LEQUILE (Lecce).

NO AD UN’ALTRA STRAGE DEGLI INNOCENTI !

Lequile. L’uliveto che dovrà essere espiantato

Appello urgente a

-) Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

-) Assessore della R. Puglia alla’ Agricoltura, Dario Stefano

-) Assessore all’ Assetto del Territorio, Angela Barbanente

-) Assessore all’ Ambiente Lorenzo Nicastro

Per una richiesta di ampliamento della zona industriale già cospicua del paese, il Comune di Lequile avrebbe richiesto alla Commissione regionale preposta alla valutazione delle domande di espianto degli uliveti, l’autorizzazione all’espianto di circa 1000 alberi d’ulivo, di cui diversi anche monumentali ed ultra centenari. Un uliveto che si estende su numerosi ettari a perdita d’occhio!

L’area in cui si vorrebbe ampliare la già cospicua zona industriale fa anche da cuscinetto tra un’ oasi di protezione faunistica in cui insiste anche un bosco-

Accade in Puglia. 90 giorni per espiantare un ulivo secolare. La parola all'agronomo

Per i Consiglieri della Regione Puglia per spiantare un Olivo Monumentale basta il silenzio assenso

 

di Antonio Bruno

«I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite» (Tucidide, V secolo a.C.)

Mi dispiace in questo ultimo scorcio di 2011 dover rimpiangere il codice babilonese che regolava il commercio dell’olio d’oliva, un’attività a cui per millenni è stata attribuita straordinaria importanza. Addirittura mi trovo a vergognarmi se penso ai Greci che furono i primi a regolamentare la coltivazione dell’olivo, i cui alberi dominavano la rocciose regioni rurali della Grecia e divennero i pilastri della società ellenica; pensate amici miei che erano così sacri che chi ne abbatteva uno era condannato alla morte o all’esilio. La coltivazione era protetta ed incentivata: ad Atene si poteva incorrere in severe sanzioni, passibili anche di condanna a morte, se si violavano le leggi promulgate da Solone a difesa degli olivi.

C’è un fantasma che si aggira nella Regione Puglia
Invece nella Regione Puglia c’è un nemico da battere. Sapete chi è? Ma i

Un ulivo non piange…

ph Mino Presicce

di Michele Stursi

Questa è la storia di un esproprio. Una sentenza ingiusta, proclamata da un ignobile giudice, ci ha privato senza alcun preavviso del nostro spazio vitale, costringendoci in pochi, risicati metri quadrati. Chi non fosse a conoscenza dell’accaduto, crederebbe che queste siano le farneticazioni di un piccolo e fragile arbusto. Si sbaglia costui, perché a urlare la sua rabbia è un raggrinzito e incazzato ulivo.
Questa è la storia di un esproprio, dicevamo, ma non pensi il lettore che in codeste note si vadano a esporre le ragioni di una delle parti, quella perdente si intende. Non saremmo in grado di tenere discorsi molto lunghi allo scopo di persuadervi, non conosciamo le leggi dell’ars oratoria, né tantomeno ci intendiamo di diritto agricolo.Il nostro è un racconto e come tale ha la sacrosanta urgenza di essere raccontato, affinché gli uomini, specie egoista per natura, si sentano in colpa in ogni singolo attimo della loro futura annaspante esistenza.
Albeggiava quando giunsero in sella ai loro portentosi e assordanti ronzini. La luce del sole vezzeggiava le nostre foglie argentee e la rugiada ingioiellava la fredda corteccia; una brezza leggera solleticava le nostre fronde e un brivido fulmineo, di risposta, scorreva nella linfa per tutto il tronco, portandosi sino alle radici, per poi perdersi nel terreno.
Credevo che nulla al mondo sarebbe stato in grado di dissuadermi dalla convinzione che ogni mattino è concepito nel silenzio più intimo, incontro tra la nostalgia della notte, sbiadita dalla fioca luce della luna, e la speranza del giorno, che si riflette nel nuovo sole. Quello che vidi però mi fece ricredere: gli uomini avanzavano sicuri, calpestando quella stessa natura che li aveva dato la vita, e si dirigevano proprio verso di noi. Nel pugno di quella chiassosa

Memento, sallentinus: Legge di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali

2007: Legge di Tutela e Valorizzazione del paesaggio degli Ulivi monumentali della Puglia

Regione Puglia Legge Regionale n. 14 del 04-06-2007
(B.U.R. Puglia n. 83 del 7-6-2007)

 

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
la seguente legge:

TITOLO I
FINALITÀ E DEFINIZIONI

ARTICOLO 1
(Finalità)
1. La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale.
2. La tutela degli ulivi non aventi carattere di monumentalità resta disciplinata dalla legge 14 febbraio 1951, n. 144 (Modificazione degli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, concernente il divieto di abbattimento di alberi di ulivo), e dalle norme applicative regionali.

ARTICOLO 2
(Definizioni)
1. Il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di ulivo possiede età plurisecolare deducibile da:
a) dimensioni del tronco della pianta, con diametro uguale o superiore a centimetri 100, misurato all’altezza di centimetri 130 dal suolo; nel caso di alberi con tronco frammentato il diametro è quello complessivo ottenuto ricostruendo la forma teorica del tronco intero;
b) oppure accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche.
2. Può prescindersi dai caratteri definiti al comma 1 nel caso di alberi con diametro compreso tra i centimetri 70 e 100 misurato ricostruendo, nel caso di tronco frammentato, la forma teorica del tronco intero nei seguenti casi:
a) forma scultorea del tronco (forma spiralata, alveolare, cavata, portamento a bandiera, presenza di formazioni mammellonari);
b) riconosciuto valore simbolico attribuito da una comunità;
c) localizzazioni in adiacenza a beni di interesse storico-artistico, architettonico, archeologico riconosciuti ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137).
3. Il carattere di monumentalità può attribuirsi agli uliveti che presentano una percentuale minima del 60 per cento di piante monumentali all’interno dell’unità colturale, individuata nella relativa particella catastale.

ph Francesco Politano

 

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!