Tra le pietre dell’Orto dei Tu’rat

parole-sante

Daniela Liviello

 

Io avevo una pietra

e questa pietra aveva un orizzonte

e l’orizzonte un desiderio

di spaccarsi, di fendersi

in melagrana…..”         Vittorio Bodini

 

Il nostro Bodini, il poeta che ne LA LUNA DEI BORBONI scriveva:

“Sulle pianure del sud non passa un sogno” avrebbe incontrato un sogno di pietra

e di terra che aspetta un sospiro di vento; così voglio immaginare, pensare un suo sorriso mentre piano cammina tra le pietre dell’ Orto dei Tu’rat. E mi piace immaginare che avrebbe continuato la passeggiata tra ventagli di pietra con in alto la luna, vecchia signora che scosta le tende a guardare, con Antonio Verri, il poeta che ha ispirato la prima antologia poetica PAROLE SANTE, curata dall’associazione culturale Orto dei Tu’rat per Kurumuny edizioni.

“Parlava a pietre una sull’altra”. E’ il verso che ha ispirato i ventotto poeti presenti nella raccolta e che hanno seguito l’incitazione verriana del “fate fogli di poesia, poeti! “ Voci poetiche dell’Italia intera, dal “profondo” nord all’estremo sud hanno letto nel giardino “della pietra che ha un orizzonte” per ancora richiamare Bodini. Si, perché qui, nell’orto, la pietra sposa l’orizzonte e il vento umido di scirocco che, poggiando, libera il suo potere umidificante e fecondante la terra ed i suoi frutti.

Libri/ Delle volte il vento

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di Stefano Donno

Delle volte il vento fa uno strano giro e genera destini nuovi, in rapido divenire. Un viaggio verso una terra promessa che non c’è. L’approdo su una spiaggia di fuoco che è avamposto di un altro domani e gabbia dorata di un’idealità perduta. La nostalgia del ritorno compressa in mille ricordi sedimentati senza valigia e un Salento sempre sospeso tra un passato e un futuro troppo lenti. In mezzo due donne scandalosamente forti e radicate nel loro vissuto ma esposte a un’incertezza nucleare. Un continuo misurarsi con l’orizzonte di un mare che unisce e divide, esaspera la percezione, adultera i colori. Delle volte il vento. Lume è una fervente comunista e seguace di Hoxha, incarcerata per dieci anni dal suo stesso padre padrone per aver inteso il comunismo come punto di vista critico e mai ortodosso. Questa donna senza più mondo arriva nel Salento, nel vuoto di storia e di prospettive esistenziali e culturali dell’altra protagonista, Carmelina. Arriva con altri albanesi in cerca di povere ricchezze, a caccia di delusioni. Ma lei non è come gli altri: non è più in Albania ma non vuole essere nemmeno in Italia. Non è più all’Est ma neppure all’Ovest, forse solo nel mare, perché nel mare delle volte ci si può illudere di

Libri/ Cici Cafaro

a cura di Stefano Donno

Esce per Kurumuny edizioni CICI CAFARO – IO SCRIVO LA REALTA’ (con cd allegato) a cura di Eugenio Imbriani, rinomato studioso di etnoantropologia, con le illustrazioni dello studio B22.

Una testimonianza preziosa, un lungo racconto in cui il flusso dei ricordi sembra riannodare le fila del rapporto tra passato e presente, tra memoria e appartenenza. Un’autobiografia che ci rivela una personalità emblematica e rappresentativa della cultura dell’area grica del Salento. Cici Cafaro è un uomo che sembra aver vissuto dieci vite in una: contadino, ambulante, poi emigrante e soldato, sempre cantastorie instancabile che conosce, come gli antichi aedi, il segreto del ritmo delle parole per incantare.

Libri/ Alan Lomax in Salento

  

 

 

Alan Lomax (1915-2002) è stato uno dei più importanti e influenti etnomusicologi del XX secolo. Uno studioso appassionato, uno studioso irregolare, uno studioso la cui figura si staglia ancora oggi imponente sulla cultura musicale del Novecento. Non esagera perciò Brian Eno quando sostiene che senza Alan Lomax probabilmente non ci sarebbe stata l’esplosione del blues, e neppure i Beatles, i Rolling Stones e i Velvet Underground. Dalle registrazioni pionieristiche degli anni Trenta nel Delta del Missisipi, ai successivi ritorni sul campo negli anni Quaranta e Cinquanta, egli ha infatti scavato nel cono d’ombra dell’America della segregazione razziale e della Grande Depressione per recuperare le indimenticabili “biografie cantate” di personaggi leggendari che altrimenti sarebbero stati relegati nell’oblio dell’anonimato.

Ma nell’universo esistenziale e culturale di Lomax non scorre solamente un’anima musicale, ma anche il senso intrinseco dell’incontro tra esperienza etnografica, pratica riflessiva e percorso politico. Resta giustamente celebre, alla luce di quanto affermato, la campagna di rilevazione, svolta nel 1954-55 insieme a Diego Carpitella, che ha in un certo senso fondato l’etnomusicologia

Non ero mai stato a Cannole…

di Gianni Ferraris

Non ero mai stato a Cannole. Ne avevo sentito parlare e, chissà poi perché, avevo l’idea di un paese in cui prima o poi sarei andato, giusto per vedere i luoghi in cui erano fuggiti gli otrantini mentre i turchi massacravano.  Invece vale la pena andarci, anche se è un sabato sera di giugno. C’è anche il castello, piccolo ma austero, e c’è un’aria da paese, appunto, di tranquillità.

Signori seduti su una panchina che parlano facendosi scivolare addosso la sera d’estate, qualche ragazzo, pochi in verità. “Scusi, dov’è che presentano un libro?” “Un disco presentano, alla Pro Loco” e mi indica la strada. Il salone è grande e tappezzato da manifesti “antichi” della Festa te la Municeddhra. Antichi, parliamo del ‘900, quando chi scrive sapeva già di antico lui pure, ma questo non c’entra.

Ne è valsa la pena veramente ascoltare “Le ragazze del novecento” che cantano. Loro si chiamano Gina, Assuntina, Rosaria, Rosalba, Eva, Ndata, Nzina e cantano a cappella, senza musica come voleva il canto popolare, nei campi mentre si lavorava o nelle sere d’estate. “Al massimo c’era un tamburello e poco più” dice Luigi Chiriatti che ha curato il volume e il doppio CD delle ragazze. E c’è qualcosa di stupefacente scorrendo i titoli ed ascoltandole cantare, molti testi sono in italiano e provengono dal centro sud,

Libri/ Scirocchi barocchi

Bozzetti, istantanee, schizzi, novelle, documentari, registrazioni e cartoline postali provenienti dal profondo sud-est della penisola.

Un viaggio nel presente e nel recente passato, tra personaggi e interpreti del Salento di ieri e di oggi.

I racconti, alternandosi tra commedia e tragedia, si sviluppano intorno a quella pulitica intesa dai vecchi salentini come dignità civica, come rigore etico, come presentabilità sociale.

Un ritratto ironicamente impietoso, e senza infingimenti, su di una realtà sociologica sciroccata.

Da un rapporto d’amore contrastato con questa terra, la riflessione su come eravamo e come siamo diventati, così da ripartire per migliorarci.

 

Dalla quarta pagina di copertina:

Ormai ben più di dieci anni fa, quando per la prima volta mi capitò di leggere i pezzi narrativi di Giuseppe Resta, gli scrissi: “Tu sei uno scrittore bulimico come me, fluviale, straripante, si sente che provi un piacere fisico nello scrivere”. Mi rispose, fra l’altro, che scrivere lo faceva sentire “in salute”, e l’espressione mi impressionò moltissimo poiché rendeva con esatta icasticità l’habitus mentale al quale mi riferivo. La stessa lingua sincera, potente e

Ricci i tuoi capelli. Arie e canti popolari di Cannole

a cura di Stefano Donno

Esiste un altro Salento, diverso da quello da cartolina. È il Salento più autentico e vero, quello della quotidianità, fatto di storie, di gente, di paesi arsi dal sole che vivono all’ombra delle chiese e delle masserie in pietra leccese. Dopo aver apprezzato la forma, la curiosità richiede, necessita che venga svelata anche la sostanza, l’anima, il cuore di questa terra. Lontane o solo lambite dai circuiti turistici sopravvivono, infatti, tante piccole realtà piene di fascino dove la memoria dell’antico resiste al lento scorrere del tempo e all’incessante galoppare della modernità. Incorniciati da teorie di ulivi che procedono senza soluzioni di continuità, i paesi del Salento nascondono e custodiscono piccoli grandi tesori, e tocca alla curiosità del turista o del ricercatore scoprirne la bellezza più profonda, quella che riannoda i fili del tempo.

Uno di questi è senza dubbio Cannole, piccolo paese situato nella zona centro-orientale del Salento, noto ai più per la famosa sagra della Municeddha (lumaca), oltre che per lo splendido parco Torcito, che conserva una meravigliosa masseria fortificata del XVII secolo. Qualche altro, tra i

Libri/ Sulle orme di Idrusa

Protagonista del racconto di Wilma è Idrusa, personaggio di donna otrantina creata da Maria Corti e trasfigurata dalla storia nel mito.

Quella raccontata da Wilma è quasi un’epopea e Idrusa ha la potenza di un’eroina della classicità: è senza età, non è soggetta alle categorie del tempo e dello spazio, incarna l’archetipo di donna proviene dal passato e si proietta indomita nel futuro.

Idrusa ci riporta alla mente il ricordo di donne eccezionali, dotate di una straordinaria e inquietante personalità che si esterna nei rapporti interpersonali o che emerge a livello della coscienza individuale. Idrusa ha la stessa forza di Didone innamorata, che per amore mette in discussione il suo

Libri/ Morso d’amore – viaggio nel tarantismo salentino

“Kurumuny” e “Il ritmo che cura” presentano:

Morso d’amore – viaggio nel tarantismo salentino

(Kurumuny Edizioni) con l’autore Luigi Chiriatti

 

A seguire Concerto ‘u Papadia “La Peronòspera”

folk-rock originale salentino

con la partecipazione dell’ospite Luigi Chiriatti

 

Venerdì 16 Marzo ore 19,30

KE NAKO

via dei Piceni 22/24, Roma (San Lorenzo)

Trasferta romana per la casa editrice Salentina Kurumuny, che porta “Morso d’amore – viaggio nel tarantismo salentino” (Kurumuny Edizioni) di Luigi Chiriatti. Si tratta dell’opera più significativa degli ultimi vent’anni nell’ambito della musica popolare, che è oramai diventata un punto di riferimento per gli studiosi del settore ento-musicale e per gli amanti della pizzica salentina.  A

Libri/ Il morso d’amore e altre fascinazio​ni

a cura di Stefano Donno

Autore: Luigi Chiriatti
Titolo: Morso d’amore
Prezzo: € 12.00
Pagine: 184
Uscita: Giugno 2011
Note: Volume realizzato con il contributo del Centro sul tarantismo e costumi salentini di Galatina
C.so Porta Luce, 2 – 73013 Galatina (Le)
3805310814 | tarantate@supereva.it

L’autore presenta lo svolgersi del suo lavoro sul tarantismo, dalle prime inchieste alla collaborazione con la regista Annabella Miscuglio per la realizzazione del film documentario Morso d’amore (1981), alle ultime interviste e verifiche degli anni Novanta.
Racconta la propria esperienza di ricercatore, nato e cresciuto nei luoghi e nella cultura su cui indaga, che si ferma sulla soglia del rito nel timore di esserne catturato e di non potersene allontanare.
L’autore, quindi, più dei suonatori terapeuti, più delle tarantate stesse, si offre come protagonista di una ricerca a ritroso dei simboli e dei luoghi magico-rituali frequentati da bambino: quasi un esorcizzare razionalizzante per poter unificare le due anime, quella di portatore conoscitore dei fenomeni della propria etnia e quella di ricercatore e studioso degli stessi.

Luigi Chiriatti da decenni si dedica all’attività di ricerca nel campo delle tradizioni popolari del Salento. Dopo aver inciso nel 1977 con il Canzoniere Grecanico Salentino il disco Canti di terra d’Otranto e della Grecìa

SULU di Dario Muci

 

Centro servizi culturali e bibliotecari | Kurumuny | Anima Mundi
nell’ambito della rassegna Il maggio dei libri
 
organizzano
 
Giovedì 26 Maggio ore 19,30
Chiostro dei Carmelitani Nardò
Presentazione del libro con cd audio
SULU di Dario Muci
 

 
Dario Muci si fa cantastorie e usa la voce e il canto, strumento di socializzazione riconosciuto della tradizione orale salentina, per raccontare gli scenari in cui versa il Sud, le condizioni dei migranti, il razzismo e l’intolleranza, il peso delle politiche ingiuste nella distribuzione della ricchezza e delle risorse.
Con una voce che si fa dolce, rabbiosa, ironica, Dario narra storie senza nostalgie, senza rimpianti, in fuga da ogni luogo comune del folklore e dedica il suo canto a chi è partito per fame o per sogni mancati.
 

Libri/ Vivere e morire all’Ilva di Taranto

Fulvio Colucci
Giuse Alemanno

INVISIBILI
Vivere e morire all’Ilva di Taranto

Non molto tempo fa gli operai dell’allora Italsider vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno.
L’Italsider non c’è più. C’è l’Ilva. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa, da carabiniere.
Per i nuovi operai dell’Ilva, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimangono la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i tornelli dell’Ilva. La

Libri/ Giocattoli di tradizione del Salento

GIOCATTOLI DI TRADIZIONE DEL SALENTO

 giocattoli

 AUTORE: Luigi Chiriatti; 

TITOLO: Giocattoli di tradizione del Salento; 

ANNO: 2008;

PAGINE: 120;

PREZZO: 15,00 €;

FORMATO: 19×19 cm.

In una modernità iper tecnologica, che si alimenta di ritmi frenetici e risposte telematiche, in cui il rapporto millenario di convivenza con la natura diventa una “scoperta” e non la quotidianità, dove la fantasia, la creatività sono relegate a pochi ed intimi spazi, anche il gioco ha avuto una sua naturale evoluzione approdando ad una dimensione più meccanica, più globalizzata, meno comunitaria, probabilmente meno sociale.

Ci sono “sette ragioni per raccogliere, studiare, insegnare i giochi e i

Libri/ Le ragioni della passione

Nell’ambito dell’iniziativa
“Se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro”
Kurumuny presenta
“Le ragioni della Passione”
di Antonio Errico
con la partecipazione di Vito Antonio Conte
Piazzetta Arco di Prato, Lecce, 21 Maggio 2010
Ore 19,30

In collegamento con la Giornata nazionale per la promozione della lettura, indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 23 maggio,

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