Libri/ “La Malamara” di Giuseppe Triarico

di A. C.

Una copertina in cui è raffigurata quella che sembra una bambina nuda che galleggia tra inquietanti macchie color ocra scuro non può non attirare l’attenzione. Ed è così che si scoprono piacevoli sorprese, anche se vengono da un autore esordiente, anche se pubblicate da un editore locale, Lupo Editore, per la verità sempre molto attento a che i nuovi talenti possano esprimersi.

Si scopre così che questo è un romanzo che ha tutto il potenziale per diventare un cult per i salentini (e non). Una volta che lo si prende in mano, non si riesce più a mollarlo, spinti dalla voglia frenetica di sapere come si svilupperanno le vicende dei quattro giovani protagonisti leccesi: Sandro, Rocco, Fausto e Antonia, chiamati dagli altri coetanei “Quelli del Paisiello”. Amici per la pelle che costituiscono un unicum inscindibile, ma che non vengono risparmiati dalla MalaMara, “minestrone energetico di insoddisfazioni, vittorie schiaccianti, ansie, partite giocate male, frustrazioni, gol al 94’, magic moments e sorbetti al catrame”. Grazie ad una scrittura fresca, spigliata, mai piatta, Giuseppe Triarico accompagna il lettore nelle strade di pietra del centro storico di Lecce, tra le banchine del porto di Brindisi, lo fa divertire in un sudato ferragosto gallipolino e gli fa festeggiare il capodanno in una Otranto magica. I luoghi sono facilmente

Libri/ La Malamara

La Malamara di Giuseppe Triarico  (Lupo editore)

 

a cura di Stefano Donno

Dall’adolescenza all’età adulta, il tempo inarrestabile trascina via
con sé ogni magia e svela impietoso la forza distruttiva delle
passioni, mette a nudo fragilità e rancori, scardina la purezza degli
affetti adolescenziali che hanno nutrito un mondo, disperdendolo.
È la storia di “quelli del Paisiello”, narrata in chiave di
contrappunto tra passato e presente, quasi in una corsa che ha la
rapidità degli anni e l’intensità del vivere.
Fausto e Rocco, Sandro e Antonia – legati da un’amicizia esclusiva e
totalizzante – vivono, gioiscono e soffrono insieme, in una dimensione
che credono inattaccabile ma che non li risparmia dalla solitudine,
dall’irrequietezza e dal tormento.
L’insidia della MalaMara, quel misto di felicità e dolore, quel
chiedere sempre qualcosa in più che in vario modo si insinua nella
loro formazione, finisce col vincolarli ad un eterno presente,
rendendoli adulti incapaci di confrontarsi con la realtà a viso aperto
e vittime di una logica che – per eccesso di amore – si manifesta
devastante.
Una storia ambientata nel Salento, ma che può essersi svolta ovunque
coinvolgendo una stessa generazione e toccando gli stessi tasti, per
questo intrigante quanto basta a suscitare riflessione e ad accogliere
il monito rivolto a chi di quella generazione è erede.

Nato nel 1977 a Noci, ma è cresciuto a San Donaci. Architetto, si
divide per lavoro tra il Salento e le sue terre natìe. Ama i film di

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