Giorgio Castriota Skanderbeg. Un eroe tra Puglia e Albania

Sconfisse più volte l’esercito ottomano in terra d’Albania

GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG

Un eroe leggendario

Dopo la sua morte, il figlio Giovanni, non riuscendo ad emulare le gesta del genitore, riparò in Italia, stabilendosi nel ducato di Galatina, avuto in dono da Ferdinando I d’Aragona

di Rino Duma

Ancor prima di Madre Teresa da Calcutta, suora albanese nota a tutti per le sue doti d’infinito amore per le genti povere ed emarginate dell’India, un altro grande uomo, Giorgio Castriota Scanderbeg, suo connazionale, ha lasciato dei segni profondi nella storia europea del quindicesimo secolo. Le sue gesta sono legate alle vittoriose battaglie combattute contro l’esercito ottomano.

Giorgio nasce nel 1405 (?) a Kruja, una bella cittadina posta alle falde di una montagna, al centro dell’Albania, da una delle famiglie nobili di quei tempi, quella dei Castriota. Il padre Giovanni aveva per anni contrastato, con alterne fortune, l’avanzata dell’impero ottomano, interessato ad occupare ad ogni costo l’Albania, terra strategicamente importante per la sua posizione geografica. Da lì i turchi avrebbero potuto facilmente controllare il commercio navale che dall’Europa era diretto verso i paesi mediterranei e viceversa, ma, al tempo stesso, attraversando la strettoia di Otranto, si sarebbero potuti riversare in poche ore nel mondo occidentale della cristianità. Se non ci fosse stata la strenua difesa dell’eroe albanese, oggi staremmo a leggere un’altra pagina di Storia e, forse anche, ci troveremmo a pregare nelle moschee, piuttosto che nelle chiese.

Giorgio Castriota e i suoi condottieri nella monumentale scultura del museo dedicato all’eroe albanese, a Kruja

Giovanni Castriota, purtroppo, fu definitivamente sconfitto dal sultano Murad II e sottoposto ad una resa incondizionata. Per aver salva la vita, fu costretto a pagare un ingente tributo e a “donare” al sultano i suoi quattro figli maschi, dei quali, Stanislao e Reposio furono uccisi, Costantino preferì rinchiudersi in un monastero, mentre Giorgio frequentò la corte di Adrianopoli e ben presto fu avviato all’istruzione militare.

Il giovane albanese percorse brillantemente le varie tappe della carriera militare, distinguendosi per senso del dovere, intelligenza, capacità

Libri/ Scanderbeg. Un eroe moderno

 

di Vincenza Musardo Talò

 

Gennaro Francione,  Scanderbeg. Un eroe moderno

 C. D’Agostino editore, Roma 2003, pp. 350.

 

Nel novero dei miei studi sull’antica Albania Tarantina e su Giorgio Castriota Scanderbeg, ho sempre apprezzato la voce di quanti hanno saputo cogliere la complessa e straordinaria fisionomia di un Uomo che ha fatto della Patria e della Religione gli ideali della sua spada e del suo cuore, ma non avevo ancora studiato il pregevole volume a firma di Gennaro Francione, il “giudice-scrittore”, la cui già nota statura cultura non abbisogna certamente di presentazione alcuna.

      Intanto, il fascinoso titolo del volume lo trovo già spiegato – con fine e acuta intuizione – dai due diretti discendenti del Castriota, i principi Alessandro e Giulio Castriota Scanderbeg d’Albania, che, nella loro Introduzione, riflettono sulla “modernità” del loro nobilissimo antenato. Modernità che si legittima per almeno tre connotazioni essenziali: “la sua visione unitaria dello Stato, frutto prematuro del superamento del particolarismo feudale; la sua lotta estrema e vincente per la salvaguardia dell’autodeterminazione dei popoli e della sovranità territoriale” e, infine, la lucida prefigurazione di quel teorema di pace fraterna tra i popoli e le civiltà, definito dalle stesse parole di Scanderbeg morente, quando dice, col tono di un profeta:”Conquisteremo mai una pace giusta in cui mussulmani, cristiani e fedeli di ogni altro rito rinunceranno all’uso della violenza, per dirimere alla fine ogni controversia?”. 

        Per quel che attiene l’impianto strutturale del volume di Gennaro Francione, questo si avvale di una solida e meditata ideazione, felicemente supportata da doviziose e fortunate ricognizioni d’archivio. Il narrato scorre quasi come la trama di un romanzo, scandita in tre sezioni:

–         la prima, Scanderbeg. Storie di superficie dell’aquila bicipite, comprensiva di otto compendiosi capitoli;

–         la seconda offre un esito espositivo di quattro capitoli, con capotitolo Scanderbeg. Storie di profondità dell’aquila bicipite;

–         la terza, La scala di Scanderbeg, è un dramma il cui surreale tessuto compositivo è quanto mai ricco nell’intreccio di eventi e personaggi.

E, in primis, mi fermo proprio a questa terza parte del lavoro del Francione, tra

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!