Lecce: progetto di ampliamento del Collegio dei Gesuti (2 gennaio 1693)

di Armando Polito

È contenuto in una pianta custodita nella Biblioteca Nazionale di Francia. La riproduco di seguito dal relativo link (http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b531066018/f1.item.r=Lecce.zoom) avvertendo il lettore che mi sono ingegnato a ricavarne un’immagine qui fruibile integralmente in alta definizione cliccando di sinistro sulla stessa una prima volta e, quando il cursore avrà assunto l’aspetto di una lente d’ingrandimento, una seconda.

In alto a destra in posizione trasversale il dettaglio che qui riproduco opportunamente ruotato per facilitare la lettura del testo:

Prima lo trascrivo: Ideam hanc Collegii Lupiensis approbamus hac die s.a Januarii 1693 Thyrsus Gonzalez e poi lo traduco:  Approviamo questo progetto del Collegio di Lecce in questo secondo giorno di gennaio 1693 Tirso Gonzalez.

Nella scheda informativa (cui si accede dalla schermata comparsa al link segnalato all’inizio cliccando sulla prima icona in alto a destra recante la lettera i) si legge: Appartient à : Recueil … contenant tous les Plans originaux des Maisons, Eglises qui appartenoient à la Société des Jésuites avant leur abolition. [Assistance d’Italie]. [Pièces de grand format]. Tome XIV (Appartiene a: Raccolta … contenente tutte le piante originali delle Case, Chiese che appartenevano alla Società dei Gesuiti prima della loro abolizione. [Assistenza d’Italia]. [Documenti di grande formato].

Il documento è particolarmente importante perché, a differenza di altre piante facenti parte della raccolta, reca l’annotazione dell’avvenuta approvazione di  Tirso González de Santalla, che il 6 luglio 1687 fu eletto tredicesimo generale della Compagnia, carica che ricoprì fino alla morte avvenuta a Roma il 27 ottobre 1705. Il ritratto che segue è da Arnoldo van Westherout, Imagines Praepositorum Generalium Societatis Jesu, Monaldini, Roma, 1751.

Vi si legge

Electus in Congrega(tione) Generali XIII 6 Iulii 1687 obiit 27 Octob(ris) 1705 aetatis Ann(o) LXXXIV  (Eletto nella tredicesima congregazione generale il 6 luglio 1687; morì il 27 ottobre 1705 a 84 anni).

Da notare che nel testo appena indicato nella biografia allegata la data di nascita indicata è il 28 gennaio 1622 (dunque gli 84 anni di vita sono compatibili), mentre l’Enciclopedia Treccani (http://www.treccani.it/enciclopedia/gonzalez-de-santalla-tirso/) registra solo un 1624 integrato in Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Tirso_Gonz%C3%A1lez_de_Santalla) da un 18 gennaio.

Docente di teologia, il González fu protagonista di rapporti conflittuali nell’ordine per la sua avversione al probabilismo. Per questo potè pubblicare solo nel 1694 il Fundamentum theologiae moralis che nel 1676 non aveva avuto dai superiori l’imprimatur.

Piazzetta Giosué Carducci a Lecce: luogo di cultura e vandalismo

Lecce, piazzetta Giosuè Carducci (ph Giovanna Falco)

di Giovanna Falco

 

Da le vie, da le piazze glorïose, / Ove, come del maggio ilare a i dí / Boschi di querce e cespiti di rose, / La libera de’ padri arte fiorí;

Questi versi di Carducci calzano a pennello con le vicende recenti e passate della piazza di Lecce dedicatagli nel 1904[1]:

 

le piazze glorïose: è pregno di storia questo larghetto su cui, sin dal XIII secolo, si affacciava il Convento di San Francesco d’Assisi, spiazzo la cui toponomastica ne sintetizza la storia: largo dei Gesuiti (1832), piazzetta degli Studi (1871), piazzetta Giosuè Carducci (1904);

Boschi di querce: richiama una delle figure nello stemma civico di Lecce;

cespiti di rose: Ilias Miahm è il venditore di rose aggredito nei pressi della piazzetta;

La libera de’ padri arte fiorí: è questo un luogo d’istruzione, che, dal 1816 al1960, ha formato generazioni di giovani leccesi.

L’ignobile aggressione a Ilias Miahm, avvenuta il quattro novembre nei pressi della piazzetta, ha scatenato una ridda di reazioni contrastanti, ben evidenziate dalla stampa nell’ultimo mese: se da una parte si è potuto assistere al flash mob antirazziale in piazza Sant’Oronzo[2] e ascoltare le critiche costruttive di Gerard Depardieu[3] e di tutti coloro che sono avvezzi a proporre e non a disporre, dall’altra si è assistito alla richiesta di far chiudere lo spiazzo, azione che causerebbe la conseguente migrazione in altro spazio dei maleducati che insozzano la piazza e le sue vicinanze, con la conseguente preclusione ad accedervi delle persone che la rispettano e la amano, anche nelle ore serali. Nel frattempo si sono intensificati i controlli delle forze dell’ordine. Ben venga! Da molto tempo gli esasperati residenti della zona, segnalano i disagi causati dal non saper convivere[4], sino ad ora, però, sono state pochissime o nulle le azioni mirate a far rispettare questo slargo[5].

Chi maltratta piazza Giosuè Carducci è consapevole di offendere, non solo i residenti della zona, ma anche un’istituzione fondamentale di Lecce e

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