Il geco salentino

Riportiamo gli abstract dei saggi pubblicati sul nuovo numero de Il delfino e la Mezzaluna

 geco

Fabio Protopapa, Il geco salentino

in Il delfino e la Mezzaluna, Periodico della Fondazione Terra d’Otranto, anno V, nn° 6-7, 2018, pp. 197-201.

 

ITALIANO

La figura del geco è radicata nella cultura del meridione,tanto da rappresentare oggigiorno un simbolo del Salento.Da tempi immemori, i rettili dominano la macchia mediterranea, nascondendosi tra le pietraie e nutrendosi di piccole prede. La salvaguardia delle tre specie che sopravvivono nel sud Italia è di fondamentale importanza per mantenere un equilibrio stabile e delicato che dura da milioni di anni. Molto spesso questi sfuggenti e timidi animali vengono travolti dalle auto nelle ore notturne. Altre volte vengono uccisi irragionevolmente dall’uomo per scarsa e confusa conoscenza tramandata nel corso dei secoli. Infine, l’utilizzo di insetticidi e diserbanti, insieme ad una antropizzazione galoppante, ha contribuito in maniera significativa alla distruzione dei loro habitat naturali. L’informazione e la giusta empatia possono essere da stimolo per osservare con occhi diversi il geco, contributo essenziale per la futura ingegneria biomedica.

 

ENGLISH

The image of gecko is so rooted in the southern culture that today it is a symbol of Salento. From oblivious times, the reptiles have been dominating the Mediterranean scrub, hiding among heaps of stones and feeding on little pries. The preservation of the three species that survive in the south of Italy is very important to maintain the stable and delicate equilibrium that goes on for millions of years. Very often these slippery and timid animals are run over by cars during the night. Sometimes they are killed unreasonably by men for a limited and vague knowledge handed down over the years. Finally, the use of insecticides and herbicides, with a galloping antropization, has helped in a significant way to destroy their natural habitat. The knowledge and the right empathy can be a stimulus to observe with different eyes the gecko, essential contribution for the future biomedical engineering.

Keyword

 

Fabio Protopapa, geco, tarantula, Askàlabotes, Stellione

Il geco

di Elio Ria

geco

Eccolo. Puntuale. Passo lento e meditato su rughe di muri a grattarsi il ventre con le zanzare intorno. Si lascia osservare. Non sfugge. Si confonde con il bianco della luce. Chissà cosa penserà. Poi un leggero avanzare e una sosta su una piega più consistente. Immobile. Sonnambulo? Riparte! Avrà fiutato qualcosa? Prediligo la nudità di questo silenzio che si è fatto attivo. Questo luogo, dimora dei miei affanni, incanta. Non so cosa gli passa per la testa al geco. Siamo diversi. Lui educato e modesto, mai un atteggiamento di posa. Io in misteri di poesia, anche nelle ore febbrili.

Geco, quale verità adombri?

Immerso nei pensieri della filosofia ravvedo una speranza di salvezza, ma non comprendo la magnificenza della ragione.

Tornerai a trovarmi, lo so.

La serenità delle linee dell’orizzonte tacitano normali tristezze che negli istanti superflui di tempo concepiscono opere di volontà.

Geco, qualche altra volta saziami della tua presenza affinché possa concludere questa mia opera di poesia.

 

http://www.elioria.com/la-lente-di-elio/il-geco/

Uno strano modo per selezionare gli amici

di Armando Polito 

Nelle sere estive, si sa, è abituale cenare all’aperto da soli o in piacevole compagnia. A me capita spesso, anzi sfrutto tutti i pretesti per non mancare all’appuntamento con la geca Natalina (non capisco perché dovrei dire geco femmina, dal momento che perfino la compagna dell’asino si chiama asina). A Nardò la bestiolina, graziosa, lo ammetto, solo per me e per pochi altri, è chiamata lucèrta fracitàna o lucerta libbròsa. L’ultima denominazione è la più chiara ed inquietante, corrispondendo alla traduzione italiana lucertola lebbrosa; alla povera bestiolina è stato, così, appioppato un nome che evoca una terribile malattia infettiva unicamente perché la conformazione della sua pelle ne ricorda vagamente gli effetti orripilanti. Meno inquietante a prima vista lucèrta fracitàna in cui lucèrta è, come nel nesso precedente, nient’altro che la denominazione italiana antica, variante del latino classico lacèrta. E fracitàna? Non è altro che una forma aggettivale ottenuta aggiungendo il relativo suffisso all’aggettivo fracido, variante regionale centrale di

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