Luoghi della Cultura e Cultura dei Luoghi, per Aldo de Bernart

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Luoghi della Cultura e Cultura dei Luoghi”    

Note a margine del volume in memoria di Aldo de Bernart

 

di Maria Antonietta Bondanese

Sol chi non lascia eredità d’affetti/poca gioia ha dell’urna”. Spontaneo torna alla mente il verso foscoliano dei Sepolcri , scorrendo le pagine dello splendido volume Luoghi della cultura e cultura dei luoghi, dedicato alla memoria di Aldo de Bernart. Testimonianze e saggi compongono questo florilegio, denso di Sud e di Salento, la cui storia è indagata con metodo rigoroso e appassionata ricerca. Caratteri, questi, distintivi di Aldo de Bernart alla cui infaticabile attività di studioso, pubblicista, educatore e promotore di cultura non si poteva rendere più significativo omaggio.L’operosità poliedrica di de Bernart risalta appieno dalla pluralità di scritti e punti di vista che ne delineano il ritratto morale e professionale, di profondo conoscitore della storia locale, di fine cultore di arte e letteratura, di straordinario uomo di scuola per la quale tanta parte della vita aveva speso.

Il volume, edito nella Collana “Quaderni de l’Idomeneo” della Società di Storia Patria di Lecce¹, è stato presentato la sera del 20 giugno scorso a Ruffano, presso il Teatro Paisiello.

Agli indirizzi di saluto del Sindaco, dott. Carlo Russo e della prof.ssa Madrilena Papalato, Dirigente Scolastica, hanno fatto seguito gli articolati interventi dei relatori, i professori Vincenzo Vetruccio, Alessandro Laporta, Luigi Montonato, Hervè A. Cavallera. Infine, il prof. Mario Spedicato, direttore dei “Quaderni” oltre che di “Cultura e Storia”, altra prestigiosa Collana della Società di Storia Patria di Lecce, ha osservato che il libro, includendo gli apporti di vari studiosi tra cui gli amici e i collaboratori di de Bernart riuniti in “ideale cenacolo”, di lui riesce a restituirci

“ il suo mondo, le sue piste di ricerca, i suoi contributi alla valorizzazione anche degli aspetti meno noti del territorio, la sua partecipazione ad intraprese culturali collettanee”.

Quale la pubblicazione nel 1980 di Paesi e figure del vecchio Salento, due preziosi volumi a cura di de Bernart che, assieme al terzo dell’89, restano “testo base per ogni tipo di indagine storiografica sui paesi del territorio della nostra provincia” come annotato dal nipote Alessandro Laporta, partecipe di tale iniziativa, eminente per la qualità degli intellettuali coinvolti e per il fascino di “romantico sogno salentino”² che da quelle pagine promana. Di fatti, non solo l’accuratezza e serietà scientifica ma il sentimento e un amore sconfinato per il Salento hanno contraddistinto de Bernart, nel cui animo albergava un lirismo gentile per cui intenso avvertiva il richiamo della bellezza e della poesia.

Di lui, “cantore delle mille figure, aspetti, storie e leggende, aneddoti e tradizioni, costumi e luoghi che, quali tessere di un mosaico pur concorrono a delineare il grande affresco della millenaria terra salentina”³, non si può sottacere dunque il culto dell’arte ed il mecenatismo sagace per cui ha tenuto a battesimo tanti ingegni , “da Mandorino a Greco, da Sparaventi a De Salve, per fare solo qualche nome e fermarsi alla pittura”⁴. Artisti del passato come Saverio Lillo (1734-1796) e Antonio Bortone (1844-1938), pittore l’uno e scultore di fama europea l’altro, entrambi figli illustri di Ruffano, hanno ricevuto una illuminata e completa rivisitazione storica grazie ad Aldo de Bernart. “Parabitano per nascita, ruffanese per adozione, gallipolino per discendenza”⁵, a questi “tre centri gravitazionali della sua vita”⁶ egli ha dedicato molto della sua missione di studioso, come sottolinea Paolo Vincenti tracciandone l’esauriente profilo biografico e intellettuale, a complemento del quale passa in rassegna la collana intitolata “Memorabilia”, una serie di raffinate plaquettes stilate nell’ultimo quindicennio, in tiratura limitata di copie, che restano impareggiabile documento dell’attenzione per il territorio, per i suoi aspetti inediti, da parte del Maestro.

Gino De Vitis ne ricorda, inoltre, il “sentito trasporto” per Supersano dove era di frequente invitato “per celebrazioni di vario genere, quando la figura del prof. de Bernart era vista come la necessaria presenza dell’uomo colto e vero conoscitore della nostra storia”⁷. Nel 1980 il “Nostro Giornale” ospitava una ‘perla’ di de Bernart, “La foresta di Supersano”, prezioso contributo sul Bosco di Belvedere, l’immenso latifondo di querce ormai scomparso, del quale solo pochi esemplari testimoniano oggi la superba bellezza ma la cui “storia è narrata nel ‘Museo del Bosco’ (MuBo) di Supersano, nato dall’esigenza di far conoscere questo particolare ecosistema del territorio salentino, attestato storicamente almeno dall’età romana fino agli inizi del secolo scorso”⁸. L’incanto del Belvedere tornava nelle parole di de Bernart che catturava l’ascolto e seduceva con la sua voce “dolce e suadente, sicura e melodiosa”⁹, come ha scritto Gigino Bardoscia con amicale devozione.

Note di affetto e stima risuonano nel commiato alla “guida sapiente e sicura”¹⁰ che Vincenzo Vetruccio pronunciava nel giugno 1990 per il Dirigente de Bernart che lasciava il servizio scolastico attivo. Discorso riportato nella prima sezione del volume, incentrata su “L’uomo e l’intellettuale”, mentre la seconda tratta “L’eredità della ricerca” e la terza è riservata ad “Arte, storia, cultura del Mezzogiorno” per lumeggiare il rapporto di imprescindibile osmosi tra de Bernart ed il contesto in cui egli si è formato ed ha operato.

Il 19 settembre scorso, durante la presentazione del libro a Vigna Castrisi, il prof. Francesco De Paola ha svolto una magistrale disamina dei contenuti del volume, avendone seguito l’intera gestazione perchè incaricato, assieme al prof. Giuseppe Caramuscio, della cura dell’opera.

Da parte dell’Amministrazione Comunale di Ortelle si è voluto onorare, infatti, Aldo de Bernart con un consesso di studiosi presieduto dal prof. Mario Spedicato e la presenza dei figli Ida e Mario, amorosi custodi della sua memoria.

Coltivare il ricordo, proseguire gli itinerari di ricerca di Maestri come de Bernart è quanto mai necessario oggi, per vincere ansietà e paure, opporre alla ferocia dei tempi la difesa che viene dai valori della conoscenza, della comprensione del passato, dell’intelligente visione del futuro.

Ida e Mario de Bernart , la sera del 20 giugno a Ruffano, Teatro Paisiello
Ida e Mario de Bernart , la sera del 20 giugno a Ruffano, Teatro Paisiello

Note:

¹ F.De Paola-G.Caramuscio (a cura di), Luoghi della cultura e cultura dei luoghi, Lecce, Edizioni Grifo 2015

² A. Laporta, Ritratto di Aldo de Bernart, “Anxa News”, 5-6 Maggio Giugno 2013, pp. 6-9

³ F. De Paola, nota a Caro Aldo, ti scrivo…in Luoghi della cultura e cultura dei luoghi, cit. p.77

⁴ A. Laporta, Ritratto di Aldo de Bernart,  cit.

⁵ L.C. Fontana, Bibliografia degli scritti di Aldo de Bernart, in AA.VV., Studi in onore di Aldo de Bernart, Galatina, Congedo Editore 1998, p. 1

⁶P. Vincenti, Aldo de Bernart:profilo biografico e intellettuale, in Luoghi della cultura e cultura dei luoghi, cit., p.13

⁷ G. De Vitis, Aldo de Bernart, la necessaria presenzadi un uomo colto, ivi , p.71

⁸ M.A. Bondanese, Il plurimillenario Bosco del Belvedere negli scritti di de Bernart, ivi, p. 100.

Per un’agile guida al Museo del Bosco, si veda M.A. Bondanese, Supersano Arte e Tradizione, Scoperta e Conoscenza, CentroStampa, Taurisano 2014

⁹ G. Bardoscia, Per il professore Aldo de Bernart, in Luoghi della cultura e cultura dei luoghi, cit.,            p. 58

¹⁰ V. Vetruccio, Aldo de Bernart: il cursus honorum di un Maestro, ivi, p. 90

L’ Università di Taurisano negli archivi dell’antica Terra d’Otranto

De Paola Francesco, L’ Università di Taurisano negli archivi dell’antica Terra d’Otranto (sec. XIII – XVI), Casarano (Lecce), Carra Editrice, 2006.

Questo lavoro affronta gli stessi temi già presenti nel testo precedente, ma allarga la sua indagine estendendola alle Numerazioni dei Fuochi del 1522, 1532, 1561, 1574, 1586, 1596 e alle informazioni per aggravii di fuochi dell’Università nel 1561, offrendo così una grande messe di notizie sulla vita del casale di Taurisano nel ‘500.
Il lettore vi potrà trovare, inoltre, i documenti di epoca angioina attestante la presenza del casale e dei suoi signori nell’antica Terra d’Otranto e in altre località del Regno di Napoli; il problema storico, quello della data di edificazione e quello della lettura dei simboli dell’antica chiesa di S. Maria della Strada; e, infine, note sul sistema fiscale, la qualità delle abitazioni, le strutture del quotidiano e il costo della vita in quest’angolo di Terra d’Otranto nel Cinquecento.

Vanini e il primo Seicento anglo-veneto

De Paola Francesco

Vanini e il primo Seicento anglo-veneto : ricerca su alcuni personaggi e movimenti politici, religiosi e filosofici e sugli anni anglo-veneti di G. C. Vanini ricostruiti con l’ausilio di documenti inediti e non, Cutrofiano, Toraldo & Panico, 1979.

 

Una dettagliata ricostruzione della fuga di Vanini in Inghilterra, con la descrizione dei suoi retroscena e del progetto politico – religioso sarpiano che ne era a monte, con l’indicazione delle personalità della politica e della cultura coinvolte, con i contributi dati da Marc’Antonio De Dominis ed altri protagonisti.

Effettuato in seguito alla concessione di due incarichi conferiti nel 1974 e nel 1977 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche su proposta del Prof. Mario Dal Pra dell’Università degli Studi di Milano, questo lavoro sul filosofo Giulio Cesare Vanini, cui piacque dichiararsi cittadino del centro salentino di Taurisano, fornisce nuovi particolari sugli avvenimenti della sua vita e getta nuova luce sulle sue relazioni con alcuni personaggi come Paolo Sarpi, Fulgenzio Micanzio, Antonio Foscarini, Giovan Francesco Biondi, Giovanni Maria Genocchi, William Bedell, Thomas Horne, Sir Henry Wotton, Sir Dudley Carleton, Ascanio Bagliano, Gerolamo Moravo, Giulio Muscorno ed altri protagonisti della scena politico-culturale anglo-veneta nei primi anni del Seicento e a cui egli afferma di essersi collegato.

Nell’opera vengono altresì noti nuovi particolari sulle ragioni e sui modi della sua fuga a Londra e sulla sua permanenza in questa città.

Inoltre, con un’indagine a largo raggio, il lavoro presenta una vasta documentazione su alcuni movimenti religiosi e filosofici e progetti politici che caratterizzarono quel periodo in Venezia e in Inghilterra, cui il carmelitano di Taurisano, almeno formalmente, aderì. Vi trovano ospitalità, quindi, accenni alle lotte tra il partito dei “vecchi” e quello dei “giovani” in Venezia; i rapporti con la Francia e i Gallicani; la figura dell’ambasciatore veneto a Londra, Antonio Foscarini, e la sua tragica fine; il ruolo centrale di Paolo Sarpi e le sue relazioni con il mondo protestante; l’azione diplomatica di Francesco di Castro in Venezia durante l’Interdetto lanciato dalla Santa Sede e che Vanini invocò quale suo protettore; un poema latino inedito di Giovanni Maria Genocchi, compagno di Vanini nella sua fuga in Inghilterra, contro la Chiesa di Roma; e infine un sermone inedito contro la stessa Chiesa Romana pronunciato dall’arcivescovo di Spalato, da poco transfuga nella protestante Inghilterra.

Libri/ Humanitas et Civitas. Studi in memoria di Luigi Crudo

di Paolo Vincenti

Humanitas et Civitas. Studi in memoria di Luigi Crudo. Questo il titolo della preziosa pubblicazione, a cura di Giuseppe Caramuscio e Francesco De Paola, edita, per la Società di Storia Patria-Sezione di Lecce, nell’ambito della collana “Quaderni de l’Idomeneo”, diretta da Mario Spedicato, da Edipan Galatina, 2010.

Si tratta del più compiuto omaggio che la città di Taurisano e il mondo delle belle lettere salentine abbia potuto fare alla memoria di un intellettuale finissimo e gentleman, colto, brillante e umile, quale Luigi Crudo  (1939-2007), con l’affetto della famiglia, la moglie Maria Sabato e i figli Massimiliano e Carlo.

Una bellissima foto di Luigi Crudo, “Gigi” per tutti, Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, compare in apertura del libro, prima di

Libri/ La civica Università di Taurisano nel 600

De Paola Francesco, La civica Università di Taurisano nei Registri del ‘600 dell’antica Terra d’Otranto, Casarano (Lecce), Carra Editrice, 2005.

Questo lavoro propone al lettore le Numerazioni dei Fuochi dell’antico casale di Taurisano del 1632 e 1643.

Tra la documentazione relativa alla vita delle comunità dell’ex Regno di Napoli nel ‘500 e nel ‘600, le Numerazioni dei Fuochi, su cui essenzialmente si basa questo lavoro, erano i periodici censimenti della popolazione che le massime autorità di Napoli facevano effettuare da funzionari appositamente inviate nei territori da loro governati, al fine di stabilire l’identità e la quantità degli abitanti, sulla base delle quali fissare poi le quote fiscali dovute dalle singole Università alle autorità centrali.

Dalla lettura di esse e dai registri dei numeratori emerge una grande ricchezza di notizie ed il lettore vi potrà rinvenire tutti i nomi degli abitanti, la loro età, la composizione delle loro famiglie; note su alcuni mestieri o professione; sulla struttura della popolazione per sesso, età e stato civile; notizie sui costumi e sull’ordinamento sociale del tempo; sui servizi disponibili e sulle attività praticate nella Universitas civium, nella comunità; sulla mobilità della popolazione; cenni sulle fonti e sulla distribuzione della ricchezza tra gli addetti all’agricoltura, tra gli artigiani e i praticanti di alcune professioni; sulle strutture del quotidiano e sulla qualità e lo snodarsi della vita; sui prezzi d’acquisto di alcuni beni primari e sulla loro diffusione sul territorio; su alcuni tragici episodi del tempo, quali l’imperversare della peste e gli assalti dei Turchi sulle nostre terre; sui luoghi di culto, sul tipo di rito religioso praticato, greco o latino / greco e latino, e sul loro avvicendarsi; sui rappresentanti delle autorità civili e religiose nel corso del secoli XVI, XVII e XVIII; notizie sulla vita del padre, dei fratelli e del nipote del filosofo Giulio Cesare Vanini; ed altri elementi di confronto o semplice curiosità, che il lettore potrà facilmente ricercare e trovare al fine di ricostruirsi uno spaccato di vita di epoca tardo-medievale e moderna, semplice e posta nell’antica Terra d’Otranto.

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