E oggi tutti a scuola di… fichi fracazzani

 

FRACAZZÁNU, DA CARTAGINE E DA NARDÒ, È STATO LEI A PROVOCARE LA TERZA GUERRA PUNICA?

   

di Armando Polito

Nello sfruttare, non senza una punta di ironia, il leitmotiv di un programma televisivo attualmente in onda per dare un titolo a questo mio post,  mi illudo che il fine giustifichi i mezzi.

Tra le varietà di fichi ancora presenti nel territorio neretino un posto di rilievo occupa il fracazzànu, di cui esistono tre tipi: iàncu, russu e gnoru (in sequenza nelle foto).

Il Rohlfs sulla scorta di panni serici africazzani tres de altare del Codice diplomatico Cav.1 considera la voce, sia pure in forma dubitativa, deformazione di africano; di varietà genericamente africane di fichi riporto la testimonianza di vari autori latini:

a) Catone (III-II secolo a. C.), De re rustica, 8: Ficos mariscas in loco cretoso et aperto serito; Africanas et Herculaneas, Sacontinas, hibernas, Tellanas atras pediculo longo, eas in loco crassiore aut stercorato serito.

(Pianta i fichi marisci in luogo ricco di creta e aperto; gli africani ed ercolanesi, i sacontini, gli invernali , i tellani neri dal lungo picciolo piantali in un luogo più fertile o concimato.)

b ) Varrone (I secolo a. C.), De re rustica, I, 1: Sic genera ficorum, Chiae ac Chalcidicae et Lydiae et Africanae, item cetera transmarina in Italiam perlata.

(Così le varietà di fichi, quelle di Chio, di Lidia e dell’Africa, allo stesso modo le altre di oltremare introdotte in Italia.)

c) Columella  (I secolo d. C.), De re rustica, V, 10-11: Ac semper conveniet, simul atque folia agere coeperit ficus, rubricam amurca diluere, et cum stercore humano ad radicem infundere. Ea res efficit uberiorem fructum et fartum fici pleniorem ac meliorem. Serendae sunt autem praecipue …Africanae… hibernae…

(E sempre converrà, non appena il fico avrà cominciato ad avere le foglie, sciogliere terra rossa in morchia e spargerla presso le radici insieme con sterco umano. Ciò rende più abbondante il frutto e più pieno e migliore l’interno del fico. Bisogna piantare poi soprattutto le varietà africane…le invernali…).

d) Plinio (I secolo d. C.), Naturalis historia, XV, 74-75: Sed a Catone appellata iam tum Africana admonet Africae ad ingens documentum usi eo pomo. Namque perniciali odio Carthaginis flagrans nepotumque securitatis anxius, cum clamaret omni senatu Carthaginem delendam, adtulit quodam die in curiam praecocem ex ea provincia ficum ostendensque patribus: Interrogo vos, inquit, quando hanc pomum demptam putetis ex arbore. Cum inter omnes recentem esse constaret: Atqui tertium, inquit, ante diem scitote decerptam Carthagine. tam prope a moeris habemus hostem! Statimque sumptum est Punicum tertium bellum, quo Carthago deleta est, quamquam Catone anno sequente rapto. Quid primum in eo miremur, curam ingeni an occasionem fortuitam, celeritatemque cursus an vehementiam viri?

(Ma la varietà già allora da Catone chiamata africana ci dice che ci si serviva di quel frutto come prova importante. Infatti, tormentato da un funesto odio di Cartagine e ansioso per la sicurezza dei nipoti, mentre strillava in ogni adunanza del senato che Cartagine doveva essere distrutta, portò un giorno nell’assemblea un fico precoce2 proveniente da quella provincia e, mostrandolo ai senatori, disse: “Vi chiedo quando pensate che questo frutto sia stato raccolto dall’albero”. Siccome tutti convenivano che era stato raccolto di recente, disse: “Sappiate che è stato colto due giorni fa da Cartagine”. E immediatamente venne decisa la terza guerra punica, con cui Cartagine fu distrutta, nonostante Catone morisse nell’anno successivo. Cosa potremmo ammirare  in lui per prima, l’inquietudine di una mente o l’occasione fortuita e la celerità della carriera o l’energia dell’uomo?) 

Ma, quella varietà di fico africano può identificarsi col nostro fracazzànu? La domanda costituente il titolo, perciò, difficilmente sarà inserita in un quiz televisivo di prossima generazione, in cui i protagonisti non siano persone reali ma frutti, a meno che i cosiddetti autori (per lo più di nomina politica, diretta o per subappalto) non individuino (ma come ?) la risposta esatta.

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1 Aggiungo che si tratta di un codice salernitano del 1049 e che varianti compaiono pure in altri codici sempre salernitani e dello stesso periodo: cortine due, planete due…panni serici africati, zani due da coperire altare (1043); planete due de serico de panni de Africa(1057); sindonem unam ad acum, sindones africactianas  sericas quinque, sindonem de zendato auro textam (1058); sindones africaczanas sericas quinque (1065); infine, in un codice di Amalfi del 1058: sindones quinque de serico afreaczano.

2 La qualifica di precoce escluderebbe la possibilità di identificarlo col nostro fracazzànu, a meno che Catone non abbia mostrato un fiorone (che matura entro giugno) e non un vero fico o pedagnuolo o fornito (che matura da agosto).

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