Appello accorato per gli ulivi del Salento

Riceviamo e pubblichiamo:

a cura di Forum Ambiente Salute

 

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I cittadini delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto

in coordinamento permanente per la difesa degli ulivi rivolgono un

Appello accorato a tutti i Consiglieri regionali per una forte levata di scudi a difesa degli ulivi del Salento.
Si sospenda immediatamente la mattanza inutile degli espianti, si azzerino le sanzioni vessatorie e ingiuste a danno dei cittadini del Salento
e si prenda le responsabilità a non indurre migliaia di cittadini e famiglie sul baratro del fallimento economico creando il peggior dissesto sociale della storia e di tutti i tempi.
Urge un radicale cambio di rotta nel verso della cura del disseccamento e l’impegno per istituire sin da subito una commissione d’inchiesta interna alla Regione che affianchi la Magistratura per far luce sulle reali e gravissime inadempienze e omissioni e ristabilire il vero e pieno lume Scientifico e della Ragione ad oggi del tutto perso.
ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello

 

 

A tutti i Consiglieri della Regione Puglia

All’indomani della pubblicazione del nuovo assurdo piano d’intervento, e alla luce delle eradicazioni in queste ore in atto, tramite il quale si vorrebbe portare all’eradicazione di migliaia di ulivi si rivolge un accorato appello a tutti i consiglieri regionali per una immediata e decisa levata di scudi istituzionale: il consiglio regionale della Puglia discuta e prenda una ferma decisione nel verso della urgente e salvifica sospensione sine die degli espianti e delle immorali sanzioni entrambi previsti dal Piano Silletti bis e assuma responsabilmente la funzione, di difesa dei cittadini e dei loro lesi interessi economici e dei territori, del patrimonio arboreo, biologico e naturale in essi contenuti fermando la folle mattanza di ulivi del Salento.

Si invitano tutti i consiglieri regionali, ed in particolare i consiglieri salentini,a farsi promotori per l’urgente inserimento, nell’ordine del giorno del Consiglio regionale in calendario per martedì 13 ottobre, del punto di discussione sul Piano Silletti bis chiedendone l’immediata sospensiva, con lo stop agli inutili e drammatici espianti e al rischio di sanzioni che pendono rovinosamente sulla testa degli agricoltori che coscientemente si rifiutano di essere autori della mostruosa distruzione del Salento e di contro vogliono proseguire ad accudire i propri ulivi, nel rispetto dell’ambiente e della salute, con interventi e sperimentazioni che presentano quantomeno una riduzione dei sintomi. I contadini, l’olivicoltura il Salento tutto stanno subendo un incalcolabile danno d’immagine tradotto in ingentissimo danno economico situazione che si rischia ulteriormente di aggravare, a danno di decine di migliaia di cittadini e famiglie che stanno subendo da mesi e in queste ore il più macroscopico danno economico rappresentato dalla folle richiesta di espianto di piante vive e cariche di frutti, piante che rappresentano oltre a un immenso patrimonio affettivo e paesaggistico anche, talvolta, l’unica fonte di reddito e di sostentamento economico per decine e decine di famiglie e per le stesse comunità, un danno economico che senza dubbio affosserà le loro condizioni economiche, già messe a dura prova, creando uno scompenso sociale le cui ricadute sono indescrivibili; e di fronte al quale gli indennizzi sono una misera e ricattatrice offerta che offende e indigna.

Si rivolge un appello a tutti i consiglieri regionali perché sia istituita in Regione una commissione d’inchiesta non solo sugli aspetti scientifici, ma anche su tutti quegli aspetti burocratico-amministrativi che hanno permesso di giungere fino a questo punto con danni incommensurabili d’immagine a danno della regione Puglia tutta e i cui risultati siano posti a servizio delle indagini in corso da parte della Magistratura. I piani antixylella (ma non antidisseccamento) sono fondati sul riscontro di una esigua percentuale di piante sulle quali sarebbe stata riscontrato il batterio; ciò implica un riapprofondimento di tutta la vicenda al fine di individuare le carenze e gli interessi che sono alla base dello scandalo “Xylellagate” e che minaccia non solo il paesaggio ma l’economia dell’intero Salento.

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Sia lanciata anche una forte richiesta da parte dei consiglieri all’Unione Europea affinché oltre alle indagini scientifiche effettuate da EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, sia anche dato pieno mandato a Europol l’Agenzia di Polizia Europea perché sviluppi indagini parallele a quelle della magistratura italiana sulla discutibile gestione dell’intera vicenda.

Chiediamo un’inversione di rotta da parte della Regione Puglia che si articoli nei seguenti interventi, assunti dai sigg. consiglieri regionali:

impugnazione del Piano Silletti, soprattutto per quanto concerne l’eradicazione degli ulivi e l’uso di agrochimica di veleni e biocidi rivolti contro la flora e la fauna selvatica e rurale;

immediata moratoria degli espianti, soprattutto in assenza di debita e circostanziata certificazione; i proprietari sono stati vittima di un aut-aut senza scampo; inoltre essi hanno il diritto di raccogliere i frutti particolarmente abbondanti.

– La drastica potatura, suggerita da diversi studiosi, con ulteriori interventi profilattici, sostituisca l’espianto, già rilevatosi inutile.

– Si presenti ricorso presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea avverso la Decisione che ignora totalmente le indicazioni normative della FAO: “L’opzione di non dar seguito, o di prendere un approccio di gestione dei parassiti, dovrebbe essere considerata così come le opzioni di eradicazione.” (The option to take no action, or to take a pest management approach, should be considered as well as eradication options.) – (International standards for phytosanitary measures ISPM No. 9 Guidelines for pest eradication programmes – 1998 –  FAO 2006 –

ftp://ftp.fao.org/docrep/fao/009/a0450e/a0450e00.pdf );

 

– la calendarizzazione a brevissimo di un Consiglio regionale monotematico da svolgersi nel Salento, preceduto da un incontro pubblico;

– la realizzazione di una cabina di regia che coordini, metta in relazione e promuova le sperimentazioni e le ricerche scientifiche sul territorio, dalla quale siano esclusi tutti gli organi accademici, scientifici, professionali e istituzionali regionali e nazionali come anche le università italiane e americane che hanno gestito fino a oggi in un regime di vero monopolio la vicenda xylella che ha interessato la nostra regione con le nefaste conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti di quello che è divenuto uno scandalo internazionale sotto la lente della magistratura italiana ed europea;

– l’apertura vera della ricerca a 360° con il coinvolgimento immediato di altri enti di ricerca nazionali e internazionali;

– la realizzazione di un convegno internazionale con la partecipazione di figure scientifiche multisettoriali e di esperti impegnati in strategie fitoterapeutiche contro il disseccamento degli ulivi al fine di appurare le vere cause della sintomatologia tenendo conto anche i precedenti storici che hanno manifestato disseccamenti analoghi nel ‘700, ‘800, ‘900 che come ogni epidemia raggiunta una fase massima intensità, il fenomeno è regredito con un ritorno vegetativo e produttivo degli alberi e questo in quelle epoche in cui la scienza agronomica non era avanzata come ai nostri giorni e quindi con la semplice utilizzazione di efficaci metodi agricoli tradizionali rivolti alla cura della pianta e dell’habitat ecologico;

– la tutela del territorio attraverso la revisione della legge a tutela massima degli ulivi, Legge Regionale 4 giugno 2007, n. 14, contro gli interventi più recenti di suo emendamento che riducevano l’azione di tutela e salvaguardia del patrimonio arboreo e svuotando nei fatti l’importanza protezionistica della medesima;

– la richiesta di cancellazione dalla lista dei patogeni da quarantena del batterio “xylella”, sia sulla attuale assenza di prove certe e scientifiche sulla sua funzione sintomatologica e patogenica verso le piante e, a detta degli studiosi, della sua ineradicabilità quando insediata da tempo e in vasti territori (dal 2008 nel Salento); da qui la necessità di conviverci ; ad oggi la diagnosi è per la maggior parte “indiretta” trattandosi di esami sierologici al PCR nei quali vengono rilevati soltanto piccoli frammenti di DNA, che quindi necessitano di plurimi riscontri, anche per l’incidenza probabile di falsi positivi .

Invitiamo tutti i consiglieri regionali a porsi, come loro dovere, al fianco dei cittadini che resistono contro questo inaudito attacco al territorio e al suo patrimonio più intimo e prezioso, gli alberi d’ulivo e il patrimonio biologico tutto, e attivarsi a ogni livello istituzionale assumendosi la piena e doverosissima responsabilità per la salvezza del Salento e del patrimonio in esso contenuto poiché di questa folle strategia a danno della Puglia a giudicare non saranno solo i cittadini ma la Storia tutta!

(foto archivio Fondazione TdO)

 

 

Lettera aperta al Commissario speciale sulla “Xylella” in Salento

STOP FRODE ''XYLELLA'' - Ulivo simbolico in piazza Sant'Oronzo a Lecce

3 marzo 2015

Lettera aperta al Commissario speciale sulla “presunta” e nebulosissima emergenza “Xylella” in Salento!

Converta l’attuale folle piano anti-xylella, da “Piano BOIA” quale è oggi, a “Piano di SALVEZZA” per il Salento!

E operi per scoprire tutta la Vera Verità sottesa dietro un piano tanto assurdo, impopolare, astorico e illogico!

Si stanno manifestando, intanto, le prime virtuose e responsabili obiezioni di coscienza all’attuazione del piano biocida anti-xylella. In un convegno nei giorni scorsi in un comune del Parco naturale dei Paduli nel cuore del basso Salento, un forestale di alto grado ha dichiarato pubblicamente: «io mi rifiuterò di spandere pesticidi sulla macchia mediterranea

 

E intanto sui social network si condivide tantissimo in queste ore un video toccantissimo estratto dal film intitolato “Il Segreto del Bosco Vecchio” del regista Ermanno Olmi, cui la voce popolare ha aggiunto il seguente commento eloquentissimo: Il Governo ha chiesto ai Forestali di distruggere il Salento, ma la Forestale lavora per la Natura! Dal film “Il segreto del bosco vecchio”, saggezza e speranza nel dramma della maxi Frode della “Xylella”, link video: https://www.youtube.com/watch?v=bqR7h5ej89k

Uno scandalo ormai dilagante a livello internazionale con inchieste giornalistiche, non più solo locali, ma da parte di testate estere ed internazionali, alla ricerca dei retroscena che possono spiegare tanta operazione illogica e astorica a innumerevoli fondi pubblici!

Si indaga su possibili interessi e forzature che possono avere indotto il sistema Italia e Puglia, per il fomentato caso “xylella”, a portare il Salento sull’ orlo di un tale apocalittico baratro, economico, sanitario ed ecologico assolutamente da scongiurare! Si considerino in merito gli spunti provenienti dalla eloquentissima e dettagliata denuncia da parte di senatori salentini attraverso interrogazioni parlamentari (vedi: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/65873, dove leggiamo: «nel Salento il caso “Xylella” potrebbe celare interessi speculatori»), e anche il recente rapporto Eurispes intitolato “Agromafie. III Rapporto sui Crimini Agroalimentari”, coordinato dal giudice Giancarlo Caselli e in cui si trova un paragrafo proprio dedicato a “Lo Strano Caso della Xylella” in Salento (vedi: http://eurispes.eu/content/agromafie-eurispes; qui capitolo dedicato al Salento: http://www.csvsalento.it/upload/doc/notizie/libro-agromafie2015.pdf).

Un’ operazione, quella dell’ odierno piano anti-xyella, tanto palesemente illogica, con contraddizioni continue, ben visibili anche ad un bambino di scuola elementare, da sfociare nel RIDICOLO, se non fosse per la tragicità delle conseguenze del folle piano Biocida, Genocida e Geocida per i suoi effetti e per le sue previsioni operative sproporzionate rispetto ad ogni punto di vista.

Ad esempio questi aneddoti, ahinoi legati alle parole pronunciate in pubblico da protagonisti di questo scandalo Xylella:

-) il grosso della legna di alberi tagliati detti “infetti”, che in un primo momento si diceva di fare seccare in loco per abbattere l’eventuale presenza batterica, prima di asportarli, oggi si dice che possono essere subito asportati via e usati quindi come biomassa, come già in alcune denunciate occasioni è scandalosamente avvenuto, sotto gli occhi delle telecamere e di giornalisti, in questi mesi nella farsa della “xylella”;

-) i polloni verdi e forti dalle radici vivissime degli ulivi oggi in ripresa, e che avevano avuto sintomi di rami secchi, definiti come la barba che continuerebbe a crescere per un po’, si dice, sui cadaveri! Spacciati così per sintomo di morte, quando son invece sintomo massimo di Vita e rigenerazione! E’ la costruzione e diffusione della mistificatoria “mitologia della Xylella”, funzionale alla maxi-frode della “Xylella”, che usa il fantomatico microorganismo in tutte le salse come cavallo di Troia;

-) il divieto-consiglio di tenere chiusi in estate i finestrini delle auto quando si dovesse transitare nella provincia di Lecce, a sud della città di Lecce, area tutta bollata oggi dall’ ente Regione come “rossa”, infetta, quando così assolutamente non è! Questo perché degli insetti graziosissimi innocui e minuti, i cicadellidi, potrebbero entrare in auto ed essere trasportati nel resto d’Italia. Aggiungendo che già un cicadellide avrebbe fatto così il viaggio clandestino dal Salento a Roma in un’auto dove poi a Roma sarebbe stato ritrovato … e di certo poi lì schiacciato!

E a tali insetti autoctoni si vorrebbe fare ora la guerra irrorando ovunque tonnellate di pesticidi delle multinazionali; multinazionali presso i convegni delle quali, organizzati nel mondo ora per il montato, anche senza solidi fondamenti scientifici, caso xylella-olivi, scandalosamente partecipano protagonisti regionali di questo brutto affare, come si è scoperto da link di questi convegni, con foto che li ritraggono, diffusi in rete, e che stanno destando enorme indignazione popolare!

Finestrini chiusi poiché potrebbero entrare in auto i cicadellidi ed esser così trasportati altrove. I Cicadellidi, si dice, potrebbero veicolare da un albero all’altro la Xylella, che ben si legge negli studi scientifici odierni non essere la causa prima, ma al più potrebbe al limite essere un cofattore, non dimostrato, della sintomatologia osservata sugli ulivi con alcuni rami e fusti disseccatisi nel Salento; rami in realtà seccati dall’opera di funghi ed insetti fondamentalmente, si dice nei medesimi studi!

Ma la Xylella fa comodo mettercela dentro perché per le leggi attuali europee permette di fare scattare “quarantene” dei pieni poteri e dei molti denari, per distruggere e non per curare, anche se si dimostra presente la Xylella in maniera asintomatica per le piante, e questo è ancor più assurdo, e fa riflettere sulla follia dell’attuale scandalo pugliese!

Chissà, forse qualcuno, con rimorsi di coscienza, spera così di minimizzare l’aspirazione nei polmoni dei bambini in auto dei pesticidi nocivissimi che con queste scuse folli si vorrebbero irrorare senza alcun senso per il bene delle multinazionali dell’agro-chimica. E già dicendo che potrebbe persino essere tale chimicizzazione forsennata un intervento agronomicamente inutile!

???

Pesticidi che si vorrebbe irrorare anche sulla macchia mediterranea e sui muretti a secco, e siamo dal punto di vista naturalistico così in una delle massime vette di crimini progettati contro la natura!

La LILT lega Italiana per la Lotta ai Tumori con il famoso oncologo Giuseppe Serravezza ha fortemente denunciato la pericolosità per la salute umana e per l’ ecosistema di tale piano anti-xylella.

Grandi lacune naturalistiche per scadere in tali insane e ridicole prescrizioni che non fanno altro che alimentare la psicosi che con innumerevoli osceni “convegni del terrore” si continua a spandere da mesi e ancora in questi giorni nella Provincia di Lecce, portando in un Salento verde e vivissimo i contadini ad un altissimo livello di esasperazione, e sull’orlo di crisi di nervi e di speranza, che possono portarli a diventare essi stesi esecutori di tagli scriteriati di olivi vivi sanissimi, o in ripresa! Trasformati così in esecutori materiali, in suicidi boia, di un piano boia!

ph Marco Cavalera
ph Marco Cavalera

Contadini e operatori di attività agricole e biologiche, apicoltori, imprenditori agro-turistici e turistici portati all’esasperazione da questa condotta fraudolenta immorale, che potrebbe condurre persino a insani pensieri autolesionistici persone più emotivamente fragili! Possibile che non si abbia un minimo di senso di pubblica responsabilità!?  

Convegni che indignano e da stigmatizzare con piena forza!

La stragrande maggioranza degli ulivi nella zona che oggi “loro” dicono infetta, rossa, son verdissimi e sanissimi; quella frazione di ulivi colpita da sintomi di disseccamento, son in gran parte non certo disseccatisi completamente ma in ripresa vegetativa, almeno dalla radice con polloni forti e rinnestabili, quando non anche dai fusti, che si erano spogliati, con l’emissione di nuovi getti, (aspetti che il “regime xylella” cerca di negare e minimizzare in tutti i modi!).

Come ogni patologia, anche quella del neo-battezzato CODIRO degli ulivi in questione, acronimo di “Complesso” del disseccamento solitamente parziale dei rami degli alberi, (complesso perché vi si osservano vari patogeni come funghi e insetti), fa la sua parabola: compare, si diffonde, e poi scompare nella ripresa della maggior parte degli alberi, come ogni raffreddore o influenza per l’uomo. Da qui la fretta di “eradicare”, togliere le radici e dunque non solo tagliare, con la scusa della quarantena da xylella eventualmente presente sebbene potenzialmente innocua, altrimenti si scoprirebbe che gli olivi sopravvivono e ritornano in produzione!

 

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Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez
Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez

IL COMMISSARIO PRESO ATTO ORA DELLA “VERA” SITUAZIONE

(e dello tsnunami popolare di manifestazioni e denunce contro il piano anti-xylella a base di nociva agro-chimica ed eradicazioni, piano definito senza mezzi termini “CRIMINALE” sui media da stessi esponenti politici della maggioranza in Regione Puglia) “FERMI” CON LA SUA AUTORITA’ :

  -) ogni uso di erbicidi e pesticidi in tutto il Salento ;

-) la realizzazione di inutilissimi cordoni desertificati artificialmente con la scusa di limitare la diffusione di Xylella più a nord, quando già si dice che “Xylella” sarebbe già persino ben oltre quel limite!)!

-) fermi ogni eradicazione di Olivi come di ogni altra essenza (Oleandri inclusi, meritevoli di massima tutela, come ogni altra specie animale e vegetale che sia, insetti naturalmente inclusi!), fermi questo ovunque in tutto Salento!

-) sblocchi le attività vivaistiche ingiustamente bloccate dal vendere in provincia di Lecce diverse piante persino autoctone!

-) tolga i divieti sacrileghi immorali e assurdi di impianto di piante della nostra tradizione agricola e della nostra storia naturale! 

E soprattutto

-) dalla sua posizione privilegiata, operi per scoprire tutta la Vera Verità sottesa dietro un piano tanto assurdo e astorico, illogico come agli occhi di ogni persona saggia coscienziosa e soprattutto ad ogni naturalista subito appare; un piano in cui si nega nella comunicazione la presenza di innumerevoli alberi d’olivo, la stragrande maggioranza, del tutto sani, e si cela la ripresa di innumerevoli alberi di olivo che hanno presentato sintomi di disseccamento, (ripresa spontaneamente come anche dopo cure agro-ecologiche), dando così l’ idea distorta di un Salento con piante affette e moribonde che è lontanissimo dalla verità verde e ubertosa di questa terra in questi mesi!

Il Commissario diventi da responsabile potenziale avallatore di distruzione ed avvelenamenti dannosi per ecosistema, economia e cittadini,  il  “salvatore del Salento” invece, nel buon nome di chi ha scelto come professione quella di difendere la Natura sopra ogni cosa!

Si all’ Agroecologia – cura e non tortura per olivi ed ecosistema del Salento !

Espliciti e affermi con forza la necessità di fermare il piano attuale a base di chimica (ergo speculazione a favore delle multinazionali dei pesticidi), e a base di eradicazioni forsennate e biocide (ergo a favore delle centrali elettriche delle biomasse del sud Italia, e della liberazione di suoli per varie speculazioni cementificatorie o per manovre agro-speculative),

nel verso invece della attuazione di un sostitutivo piano virtuoso fondato sull’AGROECOLOGIA per la cura delle piante e dell’ ecosistema salentino, dove la biodiversità è elemento prioritario da tutelare, contro chi pensa di inseguire soluzioni distruggendo anelli (insetti, piante, ecc,) dell’intricata catena alimentare dell’equilibrio della Natura e dell’agro-natura.

Salento in cui vietare per sempre e del tutto l’ uso dei pesticidi contro erbe ed insetti!

Per gli uliveti Salentini e Pugliesi tutti abbiamo bisogno dell’impegno di ognuno di noi per il loro riconoscimento come agro-foresta e patrimonio UNESCO dell’ Umanità, e in tal senso siamo certi si impegnerà anche il Commissario, fermato ora e subito con tutta la sua autorità e autorevolezza questo piano infernale ridicolo e tragico al contempo!

 

Il Forum Ambiente e Salute

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Info:

 

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento

rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone

Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

e-mail: forumambientesalute@gmail.com  forum.salento@yahoo.it, forum.salento@libero.it ,

gruppo facebook: http://www.facebook.com/groups/123107425150/Sito web:  http://forumambiente.altervista.org/

 

Da Soleto, un accorato “no” ai bioputrefattori

SOLETO: UN ACCESISSIMO CONVEGNO DOVE IN MASSA I CITTADINI HANNO DETTO NO AL “BIOPUTREFATTORE”

E DOVE SI SON POSTE LE BASI PER LA NASCITA DI UN COMITATO CIVICO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

 

“NO AI NUOVI BIOPUTREFATTORI NE’ QUI, NE’ ALTROVE !”

 

SI AI BUONI PRINCIPI DEL MICRO-COMPOSTAGGIO DIFFUSO E QUINDI DILUITO SUL TERRITORIO E ALLA RICONVERSIONE E UTILIZZO DEI BIOSTABILIZZATORI GIA’ ESISTENTI PER PRODURRE COMPOST E NON DANNOSO BIOSTABILIZZATO COME OGGI!

a cura del Forum Ambiente e Salute

 

Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire
Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire

A seguito del partecipatissimo convegno tenutosi a Soleto nei giorni scorsi, sul preoccupante tema di un progetto per un megaimpianto di compostaggio-biogas, i cittadini qui scriventi informano che da quella grande mobilitazione si stanno ponendo le basi per la nascita di un comitato aperto e trasversale mirato a fermare la costruzione di quelli che oramai sono stati ribattezzati eloquentemente “bioputrefattori”, gli immensi impianti costruiti ex-novo di compostaggio-biogas; un comitato a difesa del paesaggio, della salute e dell’agricoltura che deve essere e continuare ad essere nel Salento un’ agricoltura della salubrità e della tradizione alimentare di qualità ed eccellenza, e che quindi non deve essere assolutamente corrotta ed asservita alla produzione immorale di speculativo biogas; una speculazione anche denunciata dalla trasmissione di inchiesta giornalistica “Report” su Rai 3 (link: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-c8210399-a212-4753-a2b7-e36b663c52cc.html ).

Cogliamo l’occasione per ringraziare i tantissimi cittadini che hanno preso parte all’accesissimo convegno tenutosi a Soleto nei giorni scorsi e che in massa e accoratamente hanno ribadito, con esemplare educazione e solidi argomenti, ormai patrimonio comune di tutti, i tanti motivi del NO forte al mega-impianto. Il convegno ha visto tra i relatori anche la partecipazione del famoso oncologo dott. Giuseppe Serravezza, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) della provincia di Lecce, che nel suo mirabile intervento applauditissimo ha ribadito con grandissima forza la sua contrarietà a questo tipo di impattanti impianti che taluni volevano costruire ex-novo tra Soleto e Galatina, come in altre aree del territorio salentino!

Ulteriore preoccupazione nei cittadini ha provocato la diffusione sui social network delle foto del premiato impianto di biogas-compostaggio di Salerno presso il quale si sono recati nei giorni successivi al convegno alcuni amministratori e cittadini di Soleto, tra i quali, erroneamente a quanto ha dichiarato sulla stampa il sindaco di Soleto, che ha lamentato l’assenza di rappresentanti di associazioni ambientaliste critiche al progetto, era anche presente Giuseppe Spagnolo facente parte sia dell’associazione socio-culturale Nuova Messapia, quanto attivista del Movimento 5 Stelle Soleto, associazione e movimento anche loro fortemente contrari nei confronti dell’ipotesi prospettata dall’amministrazione di realizzare un simile impianto nel feudo cittadino.

Le foto del megaimpianto di Salerno mostrano le immense cementificazioni che un simile opificio ex novo implicherebbe, con immense strutture e vaste superfici per il trattamento di grandi volumi di rifiuti e di percolato, nonché grandi capannoni industriali in cemento in tutto e per tutto identici a quelli già presenti nel territorio salentino negli impianti, chiamati biostabilizzatori, per il trattamento dei rifiuti.

Cogliamo l’occasione per stigmatizzare la responsabilità politica delle amministrazioni locali di Soleto e Galatina i cui rappresentanti durante il sopracitato convegno hanno espressamente affermato di aver operato per inceppare il virtuoso processo di riconversione, che è in corso, degli impianti di biostabilizzazione, che son già esistenti,  in impianti di compostaggio, al fine di rendere necessaria la costruzione di impianti ex novo con la conseguente compromissione, come nel caso di Soleto e non solo, di aree ad oggi del tutto vergini all’industria e al cemento.

Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire
Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire

In un quadro nazionale che vede la nascita di innumerevoli comitati contro le centrali a biogas e i grandi impianti di compostaggio forieri di innumerevoli danni alla salubrità ambientale suscitano perplessità i criteri non ben chiari con i quali l’amministrazione di Soleto ha scelto di far visita proprio all’impianto di Salerno, in un contesto di fortissime contraddizioni che sono emerse a tal proposito, ad esempio:

-) inizialmente per l’impianto di Soleto si parlava di un opificio per la produzione di energia elettrica da combustione di biogas, mentre gli amministratori nella sede del convegno hanno poi parlato di  un impianto diverso che avrebbe immesso il gas prodotto nella rete di distribuzione nazionale del gas, salvo poi promuovere la visita all’impianto di Salerno che, come anche ribadito lì dall’ ingegnere capo responsabile della struttura, è invece un opificio per la combustione del biogas lì prodotto, finalizzato alla produzione di energia elettrica, e con conseguente immissione dei fumi di combustione in atmosfera. Non si capisce, pertanto, se tale confusione sia nella mente dei proponenti della “gita” a Salerno, o se la si voglia inculcare nei cittadini.

-) Si è assistito, qui tra Soleto e Galatina, all’uso di una serie di termini mistificatori atti a sminuire l’impatto ambientale dell’impianto di Salerno chiamato talvolta impropriamente come semplice impianto di compostaggio, e a volte persino, cosa a dir poco ridicola “compattatore”. Non si è comunicato poi che quell’ impianto di Salerno, per produrre lucroco biogas, non usa solo rifiuti umidi urbani. Qualcuno, fuorviando le parole dell’ingegnere, ha creduto trattarsi di un impianto per l’immissione del gas nella rete del gas, quando invece bene il tecnico ha spiegato, come ben si ascolta in un video, (ma si può leggere questo ovunque in merito a quell’opificio campano), che lì il gas prodotto viene bruciato in loco per produrre energia!

 

Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire
Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire

Ci facciamo qui portavoce delle lamentele di tanti cittadini per la quasi del tutto assente ed inadeguata pubblicità e comunicazione data dall’amministrazione circa la visita organizzata a Salerno. Visita nella quale, hanno comunque informato i rappresentanti delle associazioni che vi hanno partecipato, non son mancati i persistenti mefitici odori nauseabondi e vomitevoli, che i locali tecnici attribuivano ad altre strutture(?), dei depuratori adiacenti. E guarda il caso, anche per Soleto, si vorrebbe legare la filiera del simile impianto immaginato nel feudo comunale, e in parte in quello della confinate Galatina, a quello del prossimo depuratore mal funzionate nell’area industriale di Galatina!

Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire (2)
Impianto biogas da rifiuti di Salerno, le medesime cementificazioni e impatti che a Soleto-Galatina si devono impedire

 

Legati a quella filosofia di ambientalismo scientifico fortemente affermatasi nel Salento che studia fin nei minimi termini non solo gli impianti in sé, ma anche i rapporti ecologici tra ambiente naturale e dinamiche umane socio-culturali, politiche, economiche e storiche, dinamiche che anche nel recente passato hanno portato a disastri e hanno trasformato idee positive in strumenti di speculazione e devastazione, come nel caso del fotovoltaico, dell’eolico e delle biomasse, (di cui il biogas fa parte), già avevamo ben sottolineato, anche in sede del convegno, i grandi rischi sottesi alla creazione di un simile impianto.” – dice Oreste Caroppo del Forum Ambiente e Salute, – “per questo non possiamo che giudicare positivamente la prudenza esposta dallo stesso sindaco di Soleto, all’indomani della visita a Salerno, sui giornali locali”. Sindaco che, come riportato e titolato dalla stampa, ha affermato: “Ancora dubbi” “Non abbiamo ancora deciso, dobbiamo sciogliere alcuni dubbi perché, pure in presenza di innegabili ritorni economici, la salute dei cittadini viene prima di tutto“.

 

In questa brutta vicenda si sta assistendo da parte di taluni ad un uso strumentale di un falso ambientalismo piegato e asservito ad interessi ben lontani dal Bene Comune; un brutto uso distorto ed incoerente dell’ecologia che già il territorio ha conosciuto, (ed ha imparato ormai a riconoscere), nella dannosa speculazione della Green Economy Industriale, i cui mezzi imbonitori già ben conosciamo, come ad esempio i premi preconfezionati con i quali si cercava di mielare e legittimare agli occhi dei cittadini tutta una serie di progetti di nocive centrali a biomasse, (e il biogas è una di queste), altamente impattanti. Centrali nella stragrande maggioranza dei casi fermate sul nascere nel Salento grazie alla grande sensibilità civica del territorio sollevatosi in massa contro, a tutela dei diritti delle future generazioni e non solo.

Allacciandoci alle perplessità evidenziate dallo stesso sindaco, chiediamo di operare tutti assieme per porre un punto fermo consistente nell’affermazione di un pieno NO al progetto che sta togliendo il sonno ai cittadini di Soleto, di Galatina e di tutto il territorio circostante, e chiediamo che:

se da un lato è giusto riconvertire, a zero consumo di nuovo suolo, gli enormi impianti già esistenti ed operanti di biostabilizzazione in impianti di mero compostaggio aerobico, (possibilità incontrovertibile dal punto di vista tecnico-ingegneristico contro ogni insostenibile e strumentale bugia, e che basterebbero di gran lunga per il trattamento dell’intera frazione umida dei rifiuti urbani della provincia di Lecce; possibilità che già di per sé svuota le vane tesi di coloro che tentano di avallare nuovi impianti paventando l’ “emergenza” rifiuti; riconversione che risponde ad ogni buon principio di economicità), dall’altro occorre operare anche per ridurre le frazioni umide lì destinate, favorendo piccoli impianti di compostaggio a dimensione comunale, (che, trattando minori quantità di frazione organica a sistema aerobico, le possono ben trattare direttamente su suolo agricolo a km zero, eventualmente con rotazione dei terreni), e favorendo il compostaggio domestico familiare, (ed in merito a questi punti già esiste una avanzata pianificazione a dimensione comunale redatta dai virtuosi cittadini di Soleto e disponibile); in tal modo la stessa frazione umida dei rifiuti da conferire agli impianti di compostaggio, (ottenuti dagli ex-biostabilizzatori nei loro medesimi siti), verrebbe infinitesimamente ridotta, se non anche annullata, secondo la virtuosa filosofia, che qui nei fatti si stava per calpestare e strumentalizzare, del ciclo Rifiuti Zero.

Infine riportiamo a conclusione le sagge parole di Oreste Caroppo del Forum Ambiente e Salute: “occorre rivedere l’intera pianificazione del nostro territorio nel verso della contrazione delle aree ad oggi nei piani urbanistici destinate, in maniera quasi sempre eccessiva e ridondante, ad opifici industriali, facendole ritornare agricole, favorendo anche opere di decementificazione, rinaturalizzazione, restauro paesaggistico e rimboschimento con piante autoctone. Così, cosa molto grave che, a fronte della visita fatta all’impianto di Salerno, non sia stata organizzata una visita ai suoli nei fatti agricoli e naturali, e quindi preziosi, che oggi rischiavano a Soleto di essere distrutti in questa irresponsabile ipotesi progettuale che si stava avallando. Pertanto, opportuna invece, nell’affermazione del principio virtuoso di Stop al Consumo del Territorio, operare per realizzare lì invece un Bosco, ad affermazione simbolica di una ripristinata virtuosità amministrativa nel verso della tutela vera del Bene Comune e della corretta pianificazione territoriale.”

Al bando i nuovi mega impianti di compostaggio in Regione Puglia

impianto compostaggio

di Paolo Rausa

‘Gli impianti di trattamento rifiuti devono essere realizzati sulle aree di recupero deteriorate e dismesse da altre attività produttive e non sui terreni agricoli vergini!’

Un’altra presa di posizione degli ambientalisti del Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino e del Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, una vera e propria diffida perentoria, indirizzata alla Regione Puglia, agli Enti Locali della Provincia di Lecce e alle Istituzioni di tutela monumentale e di polizia ambientale.

Nello specifico si tratta di impedire la realizzazione di un mega impianto di compostaggio che coinvolge i territori dei Comuni di Soleto, Galatina e altri vicini, proponendo l’utilizzo e la riconversione di strutture già esistenti e la pratica del compostaggio domestico e agricolo.

La motivazione è legata al rispetto dei principi ambientalisti di risparmio di suolo agricolo e alla gravità della situazione sanitaria e di qualità dell’aria, già fortemente compromesse nelle aree in questione (Galatina, Soleto, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Zollino, Corigliano d’Otranto, Maglie, Melpignano, Sternatia, San Donato, Carpignano Salentino, Galatone, Nardò, ecc.), come dimostra l’anomala ed elevata incidenza di malattie tumorali, respiratorie, cardiovascolari, etc., dovute a inquinamento ambientale e registrate in percentuali sempre più crescenti e preoccupanti.

Le Associazioni hanno allegato un manuale delle buone pratiche in materia di rifiuti e di impianti di trattamento. In aggiunta invitano a riflettere sulle conseguenze che ricadrebbero su un’area non prevista per ospitare un tale impianto in termini di infrastrutturazione viaria e di pressione del giornaliero traffico di camion per il trasporto dei rifiuti, provenienti non solo dalle città limitrofe ma da altri comprensori, per raggiungere i volumi richiesti dal funzionamento dell’impianto.

‘E’ facile immaginare l’impatto sulla qualità dell’aria!’ – aggiungono gli ambientalisti. C’è una soluzione alternativa, chiediamo? – Innanzitutto la risposta sta nella riduzione dei rifiuti, poi nella raccolta differenziata e per quello che resta, in particolare la frazione umida, ricorrere a piccoli impianti domestici di bio-compostaggio in modo che il problema sia risolto dalle famiglie o direttamente dagli agricoltori come accadeva una volta, in modo da chiudere il ciclo dei rifiuti. Piccoli impianti, qualora necessari, dovranno essere realizzati in aree dismesse, senza consumo di ulteriore consumo di suolo! Il percorso tracciato dalle Associazioni ambientaliste è un programma virtuoso, di un governo e di una cittadinanza che, come diceva il padre degli ambientalisti Barry Commoner, intende far face con il pianeta!

Le Associazioni sono disponibili per informazioni, confronti e iniziative: il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino è a Maglie e si può contattare ai seguenti indirizzi e-mail coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento è a Lecce, e-mail: forum.salento@yahoo.it, forum.salento@libero.it, gruppo facebook: http://www.facebook.com/groups/123107425150/ , Sito web:  http://forumambiente.altervista.org/.

Xylella salentina e ulivi. Lo stato dell’arte attraverso una diffida

Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez
Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez
a cura di Forum Ambiente e Salute
ATTO DI SIGNIFICAZIONE-DIFFIDA
da FORUM AMBIENTE E SALUTE (Rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone) – sede in Lecce
da COORDINAMENTO CIVICO APARTITICO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E  DELLA SALUTE DEL CITTADINO (Rete d’azione apartitica coordinativa  di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali) – sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva in Maglie (Lecce)
 rivolto ai seguenti enti
Commissione Fitosanitaria UE
Commissario Agricoltura UE
Commissario Salute UE
Presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo
EFSA – European Food Safety Authority – Parma
Ministro Agricoltura del Governo Italiano
Assessore agricoltura della Regione Puglia
Osservatorio Fitosanitario – Bari
 e per conoscenza, all’attenzione
Provincia di Lecce
Parlamentari della Repubblica Italiana
Commissione Agricoltura della Camera
Commissione Agricoltura del Senato
C.R.A. (Centro Ricerche Agronomiche) con sede a Rende (Cs)
Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia
Corpo Forestale dello Stato
ARPA – Agenzia per la Prevenzione e Protezione Ambiente – Puglia
ASL – Agenzie Sanitarie Locali del Territorio Salentino
Sindaci dei Comuni Pugliesi, massime autorità sanitarie locali
Organi di Stampa
OGGETTO:
NO A  EVENTUALI E IPOTIZZATI INTERVENTI DI DEVASTAZIONE DEL PAESAGGIO E DELLA BIODIVERSITA’ (ANCHE IN DEROGA A  NORME E VINCOLI REGIONALI, NAZIONALI, COMUNITARI), NON GIUSTIFICABILI per nessunissima ragione, e tanto meno per un’emergenza fito-sanitaria, tutta da verificare e approfondire, persino non imputabile, sulla base delle nozioni scientifiche ad oggi emerse sin dalle prime ricerche divulgate, al batterio della specie Xylella, in nome del quale si paventa invece il rischio dell’applicazione di un regime di quarantena nocivo per la salute pubblica e chimico-eradicativo finanziato con immensi fondi pubblici.
Ulivi vita millenaria da salvare - ''l'Ulivo urlatore'' - Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE
Ulivi vita millenaria da salvare – ”l’Ulivo urlatore” – Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE
PREMESSO CHE
– le analisi sulla sintomatologia del disseccamento di alcuni rami degli ulivi in una zona limitata del Salento, sud-ovest, particolarmente osservata a macchia di leopardo nel corso della scorsa estate 2013, a detta di alcuni tecnici avrebbe permesso, in seguito ad analisi svolte, anche il rilevamento della presenza di un batterio appartenente ad un ceppo della specie Xylella, di cui si è data comunicazione nei convegni in cui sono state elencate le differenti e varie presenze di patogeni riscontrati sugli ulivi più colpiti, tra questi funghi muffe e l’insetto rodilegno giallo;
– le indagini di laboratorio, per accertare la sottospecie di Xylella e l’eventuale patogenicità, e quindi in tal caso il grado di patogenicità, sono in corso e non saranno concluse a breve termine, e che dai primi riscontri i tecnici hanno scritto dell’appartenenza della Xylella salentina a sottospecie non patogene per l’ulivo e non patogene per le altre colture e piante locali (vedi l’articolo in merito sul sito internet ufficiale dell’Accademia dei Georgofili, pubblicato il 30 ottobre 2013, link:http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=1510).“Per quanto riguarda la patogenicità della Xylella nel 2010 R.Krugner per l’Univ. della California ha pubblicato uno studio in cui si afferma come l’inoculazione della Xylella in piante di olivo sane non ha portato a riscontrare gli stessi sintomi del disseccamento, questo ha dimostrato come la patogenicità al momento non è dimostrata per l’ulivo e ancora da dimostrare scientificamente” (ha scritto l’ On. Adriano Zaccagnini il 4 dicembre 2013). I postulati di Henle-Koch per la patogenicità della Xylella per l’ ulivo non son stati ad oggi mai confermati;
–  gli studi in merito finora sono stati gestiti dal C.N.R. ed Università di Bari; di recente sono stati coinvolti anche il C.R.A. (Centro Ricerche Agronomiche) con sede a Rende (Cs) e l’E.F.S.A. Con sede a Parma;
–   altri enti scientifici (tra cui l’Università del Salento, che ha denunciato il mancato coinvolgimento, nonché l’ingiustificata segretezza e non trasparenza  delle indagini ad oggi svolte) intendono collaborare all’approfondimento  delle indagini di laboratorio: ciò va favorito per una più articolata e veloce analisi e diagnosi del fenomeno;
–   è doveroso  rendere  pubblici  protocolli e risultati della ricerca, alfine di un rigoroso confronto e riscontro scientifico di una pluralità di enti e istituzioni; laddove  ragioni ad oggi poco comprensibili hanno portato all’accentramento  delle indagini  e della gestione  dei risultati solo presso il CNR e l’Università di Bari;
ph Marco Cavalera
ph Marco Cavalera
– occorre abbinare la pluralità e velocizzazione delle analisi (per conoscere appieno la ad oggi alquanto dubbia eventuale patogenicità del microorganismo), alla prudenza volta a scongiurare inammissibili interventi drastici, irreversibili e devastanti, che nessunissima ragione potrebbe giustificare e tanto più, ad oggi, assolutamente sproporzionati alla luce dei risultati delle analisi, delle opinioni scientifiche di autorevoli esperti, e della situazione del territorio. Situazione che vede oggi, soprattutto dopo le piogge autunnali, la stragrande maggioranza degli alberi d’olivo, che in questa estate (particolarmente arida e siccitosa, e che ha visto l’imperversare di numerosissimi incendi), avevano manifestato sintomatologie di secco su alcuni rami, esser tornati perfettamente rivegetanti e rigogliosi;
– tale prudenza, (motivata dal buon senso, dall’evidenza empirica, dagli incerti e parziali risultati delle analisi), è sostenuta anche da dichiarazioni autorevoli:
per il prof. Alexander Sandy Purcell dell’Università California: “non abbiamo prove al momento”, in riferimento alla patogenicità dellaXylella fastidiosa per l’olivo, “In California non siamo riusciti a causare la fitopatologia su ulivi partendo dal batterio in coltura, isolato” “ Credo che X. è molto diffusa nel Mediterraneo e più volte rilevata in Europa; probabilmente ci sono molti casi di X. non conosciuti o non denunciati: infatti la sua presenza è spesso asintomatica , senza danno alle piante che la ospitano” (Gazzetta Mezzogiorno 5 novembre 2013);
per il prof. Giovanni Martelli dell’Università di Bari “le indicazioni molecolari acquisite a Bari forniscono buoni motivi per ritenere che il ceppo salentino di Xylella appartenga ad una specie che non infetta viti e agrumi e che esperienze USA ritengono di scarsa patogenicità per l’ulivo”, “non vi sono al momento elementi per ritenere Xylella l’agente primario del disseccamento dell’ulivo” (Gazzetta del Mezzogiorno 5 novembre 2013). Vedi anche in merito l’articolo del Prof. Martelli pubblicato sul sito internet ufficiale dell’Accademia dei Georgofili, il 30 ottobre 2013, link: http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=1510;
anche per il brasiliano prof. J. Chaves Barbosa la Xylella è comune nei paesi del Mediterraneo;
anche per il prof. L. De Bellis dell’Università del Salento, non si può escludere, a priori, che la Xylella riscontrata nel Salento appartenga a ceppi endemici nel territorio e nell’area mediterranea presenti da tempo immemore;
gli stessi esperti  dell’EFSA ,  interpellati ad hoc dal Commissario alla salute UE, hanno evidenziato  che la Xylella nell’U.E. ha una vasta gamma di piante ospiti note, sia di produzione agricola, che selvatiche autoctone, ad ulteriore sostegno della potenziale endemicità del microrganismo;
lo stesso Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, durante l’audizione informale dell’ 11 dicembre 2013, presso la Commissione Agricoltura della Camera a Roma, ha parlato della Xylella come di un microrganismo presente da molto tempo nella biodiversità pugliese, dunque non si comprende perché ora lo si tenti di presentare come oggetto di un’ emergenza urgentissima;
ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello
-non risulta prima di ora che siano state fatte analisi per  verificare la presenza di X. in Puglia;  per questo non si può escludere la sua endemicità, sostenuta dai suddetti  scienziati; né si hanno prove che essa  sia  stata importata con piante di provenienza extraeuropea: è solo una comoda ipotesi, talora spacciata come vera, da taluni evidentemente poco documentati;
– gli esami avrebbero dovuto anche riguardare anche lo stato chimico-fisico dei terreni, e le condizioni idrogeologiche e climatiche, per valutare vari fattori di stress, naturali (stagionali, ecc.), o antropici, (inquinamento, magari anche proprio legato all’ uso ad esempio di pratiche agricole troppo industrializzate, di disseccanti chimici, ecc.), causa dell’ indebolimento delle piante, con conseguente proliferazione di muffe-funghi, e insetti xilofagi, come appunto riscontrato.  Lo stress idrico estivo durato diversi mesi, e più marcato proprio nell’area sud occidentale del Salento,  ha creato uno stress idrico negli alberi che ha comportato una debilitazione generale per perdita di acqua per evapotraspirazione. L’ albero per gestire la perdita di acqua, è ipotizzabile che abbia potuto attuare, come strategia di sopravvivenza, la limitazione della superficie fogliare abscindendo parti di chioma. Una apoptosi. Ora i medesimi alberi d’olivo hanno una vegetazione ricca di foglie lucenti e sono carichi di olive, alla ceppaia sono pieni di polloni verdi e folti
uliveti
– la marcata presenza di Rodilegno giallo, (Zeuzera pyrina, un lepidottero dalla larva xilofaga la cui diffusione è oggi favorita dall’abbandono di antiche pratiche naturali di olivicoltura), e di varie specie di funghi-muffe, viene considerata basilare da tutti i tecnici che stanno studiando il fenomeno, (oggi in regressione per l’azione combinata e salutare delle piogge e delle basse temperature), per la comparsa della sintomatologia del disseccamento osservato su alcuni rami. Lo sviluppo opportunistico del batterio Xylella sarebbe favorito proprio dalle concomitanti situazioni di indebolimento ed aggressione della pianta, nonché da numerosi inverni miti che si son susseguiti nel Salento dove le temperature di gennaio non sono inferiori ai 5 gradi (temperatura di soglia mortale per il batterio): è il caso del Salento e soprattutto della zona sud-ovest, più protetta dai venti freddi; e dunque al più, la Xylella potrebbe essere una concausa ma non certo la causa, a detta degli esperti, della sintomatologia in questione;
– ad oggi le piante disseccate e semi disseccatesi in estate presentano una nuova rivegetazione persino già precedente alle piogge autunnali, ancora ben rigogliosa e in fase di ulteriore accrescimento dopo diversi mesi;
ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello
– la sintomatologia in questione si è presentata in aree limitate nella zona ionica del Salento sud occidentale a macchia di leopardo e non a macchia d’olio:  quindi impossibile parlare di una diffusione generalizzata, come  invece alcune dichiarazioni  allarmistiche  e frettolose di taluni hanno fatto immaginare danneggiando in tal modo gravemente l’economia e  l’immagine del  Salento e dei suoi prodotti ;
– la sintomatologia non ha neppure interessato l’insieme delle varietà di cultivar presenti nel Salento sud occidentale;
– assolutamente da stigmatizzare le irresponsabili ipotesi di svellimento delle piante ospitanti l’innocuo batterio avanzate da alcuni e sbandierate come metodica da perseguire per contenere la presenza del batterio;
– lo svellimento delle piante ospitanti il batterio non è assolutamente una pratica obbligatoria né vincolante (d.l. 214/2005), ma al più opzionale, e certamente folle, se applicata su culture legnose e persino con piante pluri secolari per loro natura iper resistenti come nel caso dell’ulivo, dove ipotizzare una tale drasticità d’intervento costituirebbe una violazione palese di principi costituzionali, comunitari ed internazionali inerenti la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della cultura, dell’assetto idrogeologico, etc., etc., etc.;
ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello
– l’espianto che è stato da taluni  immaginato per migliaia di alberi d’ulivo, da 6.000 fino addirittura a 600.000-700.000 e più, su 8.000-10.000 ettari di territorio salentino, cifre apocalittiche, (e si è parlato persino di espiantare alberi del tutto verdi o anche non del tutto secchi ma in ripresa, solo perché ospitanti il microorganismo che forse in quegli alberi potrebbe vivere da sempre in maniera del tutto innocua, come sopra espresso), sta portando una parte crescente di ora in ora dell’opinione pubblica a ritenere la questione Xylella funzionale alla distruzione della locale economia agricola fondata su antiche cultivar ben adattate al territorio e sulle quali non pende alcun brevetto, funzionale all’introduzione in massa di nuove piante brevettate, d’ulivo o altre culture, anche eventualmente geneticamente modificate, dichiarate resistenti al batterio (di cui non si comprende neppure, nel Salento, sulla base di quanto sopra esposto, quale sarebbe la sua pericolosità patologica per i vegetali), così come avvenuto in Brasile, con agrumi ogm di multinazionali della agro-chimica e del biotech, dichiarati resistenti proprio guarda caso alla Xylella, e con colture transgeniche per la produzione di biocarburante. Ombre pesanti rese ancor più vivide da quanto asserito in alcuni convegni tenuti nel basso Salento in queste settimane, dove alcuni relatori hanno affermato che si dovranno cambiare colture e/o varietà nel verso di quelle resistenti allaXylella, che anche dopo tutti i catastrofici interventi previsti, continuerebbe a contaminare, a loro dire, i suoli per almeno 10, 20 o 30 anni. Così preoccupante allo stesso modo che delle multinazionali dei pesticidi e degli ogm, in questi giorni, in convegni a Bari, pubblicizzino prodotti diserbanti destinati espressamente agli uliveti pugliesi! Negli ultimi anni il Salento  ha  bocciato  il progetto di introdurre  la coltivazione di piantagioni per biocarburanti  su decine di migliaia di ettari, per numerose centrali biodiesel previste  sul territorio;  ciò è avvenuto in sintonia con le nuove linee anche dell’UE, della FAO, dell’ONU contro le agroenergie. Aleggia il sospetto che lo svellimento, ipotizzato da alcuni, irresponsabilmente, anche  di ben 600.000 piante di ulivo, possa essere funzionale a reintrodurre progetti  agroenergetici già bocciati e condannati, come anche a far legno-biomassa facile; né vanno esclusi ipotetici interessi di modificazione  urbanistica  dei suoli a fini speculativi;
– allo stesso modo nell’opinione pubblica è cresciuto il dubbio del possibile coinvolgimento di interessi delle multinazionali dei pesticidi, da quando alcuni, hanno tentato di affermare l’inevitabilità (contro ogni logica scientifica), di interventi massicci di chimicizzazione  a tappeto, perfino non escludendo l’uso degli aerei per irrorare i pesticidi; interventi presentati come fito-sanitari, e coinvolgenti l’irrorazione di quintali e quintali di diserbanti-disseccanti e di pesticidi a distruzione, anche con l’uso del fuoco (con lancia fiamme), praticamente di ogni forma di vita vegetale (domestica e selvatica) e del microcosmo animale nei 10.000 ettari e più di territorio salentino. Ipotesi di intervento altamente nocive persino per la popolazione salentina. L’opinione pubblica legittimamente allarmata da queste ipotesi di interventi ha sottolineato anche i possibili interessi a fare biomassa del legno degli alberi e così dell’olio che si è fatto produrre quest’anno e che, guarda caso, anche in teoria nelle aree dette più colpite non ha visto significativi cali nella produttività, mentre sta riscontrando un inevitabile crollo della domanda per l’immane danno d’immagine causato. Così l’opinione pubblica vede nel tentativo di svellimento degli uliveti e della flora naturale e delle macchie e dei margini dei campi, come dei canali, habitat, questi, prioritari e tutelati, da norme nazionali (articolo 9 – Tutela del Paesaggio, articolo 32 – Tutela della Salute Pubblica, due articoli della Costituzione Italiana), europee e internazionali, possibili interessi a liberar suolo da vincoli ambientali e da ogni coltura tradizionale per speculazioni legate al cemento, all’attività estrattiva, ai villaggi turistici, a nuove infrastruttura stradali ridondanti, attività industriali e non ultimo persino per assurdi progetti di neo-campi da golf proprio nelle aree definite “affette”;
ulivi borgagne santoro
– è irresponsabile che si parli di lotta integrata coinvolgente la chimica per gli eventuali interventi e non, invece, della priorità di perseguire un approccio agro-ecologico e di lotta biologica  ben possibile, (senza alcun uso di chimica industriale, tanto più nel carsico Salento, la cui acqua potabile viene dal sottosuolo), attraverso il potenziamento della biodiversità naturale e domestica, a partire dal valore ridato ai manti erbosi ad alta biodiversità negli stessi uliveti come della flora e fauna, compresa l’entomofauna e l’avifauna insettivora negli ecosistemi naturali lungo i canali come al margine degli uliveti. Un’offesa alla cultura sentire ancora parlare di malerbe, erbe infestanti e di attacchi indiscriminati agli insetti buoni, come a tutti gli altri come anche di conseguenza ai danni delle importantissime api;
–  inoltre  va ricordato che  l’agricoltura , e in particolare l’olivicoltura salentina, è già pesantemente vittima di un uso scriteriato e incontrollato di  pesticidi (insetticidi ed erbicidi in primis) che hanno devastato l’equilibrio ecologico, la falda freatica, danneggiando la salute degli abitanti, e  distruggendo la biodiversità e specie animali fondamentali, a partire dalle api. A ciò va posto rimedio ripristinando le antiche pratiche di agri-cultura.  Inutili sono gli interventi drastici  sui canali (illegali e criminali se chimici) , la cui avifauna e flora vanno tutelate; eppure per questi sono stati stanziati 2 milioni di euro, che andrebbero utilizzati per incentivare  pratiche di bioagricultura;
ulive 020
– quand’ anche si trattasse di fenomeni epidemici per la sintomatologia osservata sugli ulivi ogni approccio deve tener conto che solo alcuni o molti individui vengono contagiati, di essi una percentuale , in genere prevalente, sopravvive alla malattia sviluppando resistenza. Mentre nel Salento anziché attendere e curare taluni vorrebbero distruggere e annientare ogni cosa nel verso della realizzazione di un criminale deserto avvelenato piro-chimico;
– centinaia di migliaia di ulivi secolari e millenari della  Puglia sono sopravvissuti a  numerose  epidemie fungine, batteriche, virali, da insetti, sviluppando anche imprevedibili e forse sconosciute capacità di resistenza e immunizzazione;
– l’enfatizzazione, (cui non erano estranei giganteschi interessi imprenditoriali ed economici), negli ultimi anni, della virulenza di epidemie influenzali e del loro contagio, poi ridimensionata se non sconfessata, impone un ulteriore preventiva prudenza e massima vigilanza su quanti si fanno promotori di soluzioni drastiche. Anche solo propagandare l’abbattimento di un albero, come l’uso di prodotti chimici deve portare all’apertura di inchieste urgenti atte a fermare i danni annunciati, perseguendo i colpevoli e stanandone interessi e mandanti;
– negli ultimi anni si è assistito in parte all’abbandono delle tradizionali pratiche di agri-cultura più impegnative, a vantaggio di insani interventi fito-chimici, oggi da vietare assolutamente, che hanno alterato l’equilibrio ecologico, inquinando l’ambiente. È quindi necessario da parte di tutte le istituzioni favorire pratiche di agri-cultura, di rigenerazione del suolo, di tutela ambientale, economica, culturale del territorio e della biodiversità protetta dalla Conferenza Internazionale di Rio del 1992 e dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE (Natura 2000);
ph. http://www.frantoionline.it/
– la nuova politica agricola comunitaria (P.A.C.) avendo abbassato da quest’anno gli incentivi elargiti per gli alberi d’olivo può alimentari insani appetiti in chi può avere interessi ad abbandonare e sostituire con colture più incentivate  la millenaria cultura dell’olivo che rappresenta per il Salento una presenza agro-forestale dalle molteplici positive implicazioni, il cui svellimento sarebbe foriero di negatività non dissimili da quelle che portano la comunità internazionale a condannare unanimemente l’abbattimento della Foresta Amazzonica in Brasile;
–  tale crisi  economica si è aggravata  negli ultimi mesi a causa dell’allarme che ha terrorizzato i mercati,  allarme non del tutto ponderato,  sui disseccamenti osservati ; il mercato dell’olio è stato ulteriormente compromesso, con danni economici incalcolabili; il territorio non tollererebbe che ad essi si aggiungano altri danni ambientali paesaggistici, culturali, prodotti da interventi irreversibili, forse ingiustificati e inefficaci;
– la confermata proprio in questi giorni maxi frode comunitaria delle quote latte deve  allertare verso le richieste di maxifinanziamenti regionali, nazionali, comunitari e di pieni poteri, in vista di una quarantena  che implicherebbe  pratiche devastanti e inquinanti;
ph Silvana Bissoli
ph Silvana Bissoli
– già il territorio pugliese ha assistito a interventi scriteriati e schizofrenici assolutamente inutili nonché esibizionisti da parte di autorità sanitarie locali che in nome di rischi per patologie influenzali danneggiarono mortalmente in anni recenti la preziosissima popolazione di cigni reali svernanti nei bacini regionali accanendosi contro i grandi uccelli ritenuti possibili vettori, quando poi migliaia e migliaia di piccoli passeriformi migratori ben potevano trasportare l’ipotetico virus ben di più di quei pochi grandi e splenditi cigni che costituivano un bene ambientale e paesaggistico di prim’ordine per la regione Puglia. Un crimine grave poco balzato ingiustamente agli onori della cronaca e i cui danni devono essere ancora risanati;
– è necessaria stigmatizzare e condannare l’azione allarmistica che è stata montata intorno alla Xylella nel Salento sull’assenza di dati certi con campagne d’opinione battenti, convegni intrisi di retorica e varie falsità, con azioni contraddittorie, non ultima, quella di vietare il prelievo di foglie e rametti per analisi indipendenti per il rischio di “contaminazione” di altre aree, e, poi, aver invece permesso la raccolta delle olive, e quindi di foglie e rametti, e la produzione dell’olio senza alcun limite territoriale per la scelta dei frantoi, contaminando, in tal modo, se vi fosse stata un’epidemia, l’intera regione e più, con lo spostamento delle olive e con lo spargimento nei campi, e negli oliveti, delle acque di vegetazioni prodotto secondario della molitura delle olive. Contraddittorio l’aver parlato di emergenza, insistendo sulla richiesta di finanziamenti pubblici, senza attuare nei fatti alcun cordone sanitario nelle aree definite “più colpite”, ma, anzi, facendovi accedere, senza alcuna precauzione, giornalisti e curiosi, giunti da ogni dove, convocati per assistere alla scena dell’esperto americano di Xylella dell’Università della California chiamato in Puglia, mentre prelevava campioni e catturava gli insetti con un retino nei pressi degli ulivi: ulivi questi che taluni avevano definito “morti stecchiti-eradicatisi da soli”, ma che in realtà i giornalisti presenti hanno osservato in piena rivegetazione e definito dei “Lazzaro” che ritornavano in vita dall’oltretomba. Di fronte poi ai tentavi di taluni di sminuire le rivegetazioni in corso, parlando di neo germogli “già disseccati”, ha voluto vederci chiaro anche l’ Onorevole Adriano Zaccagnini, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, che ha appurato con i suoi occhi, in un suo recentissimo sopralluogo nelle aree definite “rosse” di massimo “attacco”,  la veridicità delle rigermogliazioni copiose (nuovi vivi germogli tanto sui tronchi alti, quanto dalla radice), sugli alberi d’olivo che avevano presentato in estate la sintomatologia del secco. Osservazioni divulgate poi in convegni e in sue note stampa dall’ Onorevole;
Un agire contraddittorio che solleva tanti dubbi, come ad esempio la tardiva, solo in questi giorni, ordinanza di blocco parziale dell’attività dei vivaisti,mentre si chiedono all’ Europa lauti finanziamenti per attuare l’intero apocalittico progetto, volto nei fatti, come è stato presentato sui media e nei convegni sin dalle prime ora, (vedi il servizio solo ad esempio, di TrNews http://www.trnews.it/2013/10/28/moria-ulivi-interventi-decine-di-milioni-di-euro-che-ci-sono/12364801/ ),  alla cancellazione del Salento e di tutto ciò che esso rappresenta. Contraddittorie le informazione elargite da taluni, e differenti a seconda dell’uditorio, così  mentre ai contadini si diceva che il batterio fosse stato introdotto dai vivaisti con l’importazione di piante, ai vivaisti si raccontava che il batterio è causa dei contadini che avrebbero abbandonato le terre; mettendo in tal modo le categorie le une contro le altre, aumentando il livello di confusione e la conflittualità sociale.
ulivo
– il paesaggio è tutelato fortemente dalla Costituzione Italiana; gli ulivi e gli alberi monumentali da leggi regionali, nazionali e sopranazionali;
– tale agire allarmistico ha compromesso gravemente il mercato dell’olio d’oliva, con danni economici incalcolabili per tutto il settore agricolo salentino come anche per quello turistico; un agire che ha visto un intervento di forte pubblica denuncia e stigmatizzazione da parte anche dell’ Onorevole Adriano Zaccagnini. E, a tali danni alla immateriale immagine del Salento vi è il rischio di aggiungervi ora immani danni materiali di tipo ambientale, paesaggistico, storico, culturale, e alla salute, prodotti da interventi sproporzionati e assolutamente ingiustificabili. Mai vistisi nella storia!
– l’ulivo rappresenta non una qualsiasi pianta, ma la storia, l’identità, la cultura, il paesaggio, l’economia del territorio: il simbolo della Regione Puglia; l’olivicoltura rappresenta per la Regione Puglia, ancor più per i 90.000 ettari della provincia di Lecce;
– lo sradicamento di una pianta d’ulivo era punito con la pena di morte nell’Atene  patria della civiltà occidentale (Aristotele: Costituzione degli ateniesi). Le istituzioni non possono macchiarsi dello stesso reato!
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tutto ciò premesso con la presente
SI DIFFIDANO
formalmente gli enti, rappresentanti e pubblici sopra citati, i destinatari ciascuno per la propria competenza
– dall’ adottare misure irreversibili quali l’espianto degli alberi d’Olivo (uno come di più alberi – giovani come vetusti che siano), data la loro ripresa vegetativa, data la necessità di un periodo di tempo almeno di alcuni anni di mancata vegetazione e di mancata pollonatura per appurarne l’effettiva morte, data anche la possibilità di innestare le antiche e tradizionali cultivar sui nuovi polloni radicali, motivo anche per cui si deve stigmatizzare ancor più l’aver voluto parlare e proporre, da parte di taluni, non solo tagli, ma addirittura eradicazioni degli ulivi;
– le medesime prescrizioni del punto superiore valgono anche per tutti gli altri alberi delle altre specie domestiche e selvatiche autoctone (come Mandorli, le tante preziose specie di Querce, ecc., da tutelare massimamente!), e/o alloctone, (giovani o monumentali che siano), presenti nei campi come lungo i loro margini come nelle aree a macchia e lungo i bordi dei canali, come anche per gli arbusti tra cui i preziosi Oleandri presenti nel verde pubblico e privato e lungo i margini delle strade, importanti presenze verdi da tutelare e curare massimamente;
– dall’impiego di prodotti fitosanitari di chimica industriale (diserbanti, disseccanti, pesticidi antifungini, etc. etc.) nelle definite strategie di lotta integrata;
– dal consentire l’impiego dei 2 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia ai consorzi di bonifica per l’aggressione e cancellazione della flora lungo i canali e degli insetti con pratiche chimiche lontane da ogni buon principio di agricoltura biologica e di agro-ecologia;
– dal consentire l’impiego di parte dei 5 milioni di euro (o più) stanziati dall’attuale legge di stabilità dal Parlamento e dal Governo italiano, per opere di eradicazione  degli alberi o per interventi chimici (insetticidi ed erbicidi) sul territorio:
– dal consentire e/o propagandare l’impianto, la produzione e la diffusione nei vivai salentini, come nelle aree oggi olivetate e nel resto del Salento e del territorio pugliese, di altre varietà d’olivo, o  di altre colture, presentate, con la scusa, come resistenti alla Xylella, o meno, frutto di ibridazioni (contaminanti rispetto al patrimonio di cultivar locali tradizionali), varietà biotech magari anche proprio brevettate, e/o addirittura OGM, da organismi geneticamente modificati;
– dall’accettare e eseguire le predette o altre misure irreversibili  e devastanti per l’ambiente   passivamente , senza far valere le ragioni del territorio;
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SI INVITANO
i destinatari, ciascuno per la propria competenza
 
– a valutare con estrema prudenza,  sostenuta da  articolata , complessa, pluralistica  attività di indagine,  la situazione in atto e l’adozione degli interventi;
– a favorire invece pratiche di agricoltura volte a risanare i terreni olivetati contaminati questo sì da troppa agrochimica industriale attraverso l’applicazione dei principi dell’agro-ecologia e le filosofie dell’agricoltura biologica fondate sull’incremento della biodiversità per un naturale incremento delle popolazioni di insetti utili, degli uccelli insettivori, e per il raggiungimento dei un dinamico equilibrio tra parassiti e predatori dei parassiti; buoni principi e buone pratiche volte a rafforzare  la salubrità delle piante e dei terreni, già provati dalla eccesiva chimicizzazione da aborrire;
– a  provvedere, anche in regime di autotutela, alla sospensione e blocco dei finanziamenti pubblici già eventualmente stanziati nel verso delle pratiche chimico-eradicative dannose al territorio e alla natura contro le quali sopra si diffida.
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SI SIGNIFICA, INOLTRE
che, qualora non fossero osservate queste indicazioni di minimo buon senso dagli enti pubblici coinvolti e qui chiamati in causa ai vari livelli, regionali, nazionali e comunitari, saranno adite le competenti vie legali in sede giurisdizionale per il perseguimento dei colpevoli.
I contadini e i cittadini del Salento, già danneggiati pesantemente dall’allarmismo legato all’ipotesi “quarantena”, non possono subire e non permetteranno ulteriori danni dall’imposizione di irreversibili misure quale l’espianto e o la contaminazione chimica dei suoli e delle acque, e sono pronti per questo a rivolgersi a tutte le autorità giudiziarie nazionali ed internazionali. Inoltre, il territorio si sta attivando anche per la cura del danno d’immagine gravissimo già subito con conseguenze incalcolabili.
Ci si riserva pertanto di tutelare legalmente  i diritti , eventualmente calpestati dei contadini e l’immagine  vilipesa del territorio in tutte le sedi  nazionali e internazionali;  soprattutto se, ai danni finora derivati dall’irresponsabile e contraddittoria gestione dell’allarme Xylella si uniranno quelli legati  all’ipotesi quarantena,  e all’imposizione di irreversibili misure quale l’espianto o la  chimicizzazione  del territorio.
Iinvitiamo infine i destinatari a ponderare con estrema prudenza la situazione, ristabilire la serietà scientifica, cercare la saggezza che deve ispirare sempre e comunque ogni atto politico e amministrativo.

 

 
 
Info:
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa  di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie “M.Tamborino”
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024  Maglie (LECCE) e-mail:coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it
Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

28 novembre, il giorno della Verità contro il “mal affaire Xylella”!

ULIVI CURA E NON TORTURA

a cura di Forum Ambiente Salute

 

23 nov 2013, Salento, olivi disseccati in rivegetazione, contro le menzogne
E’ il titolo dell’ attesissima conferenza stampa la mattina a Lecce, ore 11 a Palazzo Adorno, il 28 nov 2013,  e del  convegno che si terrà la sera a Sannicola, ore 18.30 nel centro Polivalente “Insieme” in via Sferracavalli.

Dopo la kermesse nauseante dei convegni itineranti, popolarmente ormai definiti “convegni del terrore”, che si son tenuti nelle scorse settimane in tantissimi paesi salentini, dove taluni hanno cercato di diffondere il panico in merito alla presenza di un microbo sconosciuto fino ad oggi negli ulivi, è questo il primo contro-convegno organizzato dai cittadini insieme a medici e veri agronomi per denunciare pubblicamente la follia di quanto sta avvenendo in Puglia, e nel Salento in particolar modo, con l’ “affaire Xylella”.

 23 nov 2013, Salento, olivi disseccati in rivegetazione, contro le menzogne, 2

Si tratta dell’irresponsabile tentativo da parte di alcuni tecnici e politicanti di fare scattare, sulla base di norme europee interpretate in maniera oltranzista, una quarantena coercitiva iperspeculativa e applicata nella maniera più parossistica, che si possa immaginare, storicamente mai vistasi per nessun altra parassitosi o epidemia (vera o falsa che sia): eradicando ulivi con sintomi di disseccamento su alcuni rami, come ulivi perfettamente sani, ma nei quali dovesse vivere questo organismo microscopico, distruggendo con tonnellate di pesticidi e diserbanti nocivi flora e fauna, autoctona e domestica su oltre 8000, 10000 ettari di Salento, con l’uso anche di lancia fiamme per bruciare il muschio al suolo, e aerei per le irrorazioni degli agroveleni. Sembra un incubo, un brutto film di fantascienza, eppure senza alcuna esagerazione è proprio questo il protocollo che dicono di volere e dovere(?) applicare nel Salento,  nei “convegni del terrore”. Questo per un batterio di cui nei fatti non si conosce ad oggi granché, se non il fatto che sarebbe un parente di batteri patogeni per alcune colture, mai per l’ olivo, e che nel sud America, e non solo  è stato usato come cavallo di Troia per sradicare le cultivar locali, ed affermare l’egemonia di multinazionali delle sementi modificate geneticamente e comunque brevettate per la produzione di speculativi biocarburanti. Medesimo spettro, quello della produzione di biocarburanti-biomasse, che da anni minaccia il settore agricolo dell’agroalimentare di qualità e tradizione salentino. E così, oggi, l’eradicazione di ogni cosa, con la scusa di una folle quarantena, libererebbe suoli per ogni possibili speculazione consuma-suolo, offrirebbe terreni per nuove colture per biocarburanti a semi brevettati, e fornirebbe per anni tonnellate e tonnellate di legna per le centrali a biomasse.

Una quarantena da film di fantascienza, per un olocausto piro-chimico del Salento, per una “shoah degli olivi”, e la realizzazione di un malsano morto deserto artificiale al posto di quello che è oggi il paradiso rurale e naturale del Salento.

23 nov 2013, Salento, olivi disseccati in rivegetazione, contro le menzogne, 3

Sulla base del terrifico progetto di quarantena, i cittadini hanno cominciato ad indagare per difendersi, scoprire ed evidenziare le mille pesanti contraddizioni nelle azioni e negli argomenti di chi la vorrebbe fare applicare e gestire, senza ancora alcuna base scientifica certa, e con l’evidentissimo scopo di fare scattare la quarantena per il ritrovamento di un microbo assolutamente poco noto in Europa, e che si dice essere al più una concausa, non certo la causa, di una sintomatologia di disseccamento di alcuni rami degli ulivi, che ha avuto il suo acme al termine della passata stagione estiva fortemente siccitosa, nelle aree occidentali del basso Salento dove tale sintomatologia si è osservata. Ed ora corrono contro il tempo, le piogge autunnali, il freddo che uccide i parassiti; devono riuscire a gettare veleni disseccanti subito, con la scusa, o troppo palese potrebbe essere la ripresa degli alberi, a smascheramento del loro brutto ed immorale bluff.

Da qui l’estensione però delle aree in cui si vorrebbe poter intervenire con controlli, eradicazioni selvagge e la nociva chimica dei fitofarmaci, a gran parte del Salento, anche in aree in cui gli ulivi non hanno mostrato alcuna sintomatologia di disseccamento. Un progetto mefistofelico, che non cura e non studia, ma uccide, cancella la vita e la bellezza, la cultura millenaria scritta in un paesaggio unico che vorrebbe stuprare, e chiede per questo milioni e milioni di euro pubblici all’Europa. Un progetto che già ha visto la distruzione con la sua immagine dell’ economia basso Salentina, dal settore olivicolo di qualità, al settore vivaistico con anomalie e conflitti di interessi pesantissimi.

Bugie su bugie, falsità che si palesano tra loro, come quest’ ultima: i cittadini e giornalisti avevano osservato rigermogliare copiosi gli olivi che i tecnici del terrore dicevano “eradicatisi da soli”, morti senza speranza a causa della Xylella(?), e alla comunicazione pubblica della bella notizia, i tecnici come bambini elementari  col naso da pinocchio, hanno subito affermato che i nuovi germogli, favoriti dalle piogge autunnali si erano però già disseccati; tutto smentito dai cittadini che hanno rifotografato i medesimi alberi ricchi dei nuovi crescenti germogli con accanto la foto del giornale quotidiano che ne riportava la tecnica bugia degli “esperti”; esperti certo, ma di olocausto da quarantena e iperspeculativo, purtropppo e soprattutto! Esperti di mistificazione, professionisti della menzogna!

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Il pensiero unico, che stavano costruendo nel panico artefatto, è stato rotto ormai dalla divulgazione delle mille contraddizioni, i giornalisti ora si interrogano, e anche dal mondo accademico le perplessità sono tante. Il mondo medico è in subbuglio, ora che si è compresa la volontà di avvelenare con fondi pubblici il Salento e dunque le sue falde, suoli, acque potabili e genti.

Lo scandalo è ormai scoppiato, e il territorio intraprende un’ azione volta alla massima difesa, sebbene 5 milioni di euro son stati stanziati dallo Stato nella nuova legge di stabilità per gli “studi” sulla questione, ma anche follemente per la cancellazione chimica degli insetti vettore del piccolo batterio e dei loro ecosistemi, che son gli ecosistemi naturali e rurali di migliaia di specie preziosissime! Si calpesta impunemente la Conferenza internazionale di Rio del 1992 che tutela la biodiversità! L’articolo n. 32 della Costituzione Italiana che tutela la salute pubblica, e l’articolo n. 9 che tutela il paesaggio della Nazione!

Lo scandalo ha visto la denuncia pubblica del vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, il deputato extra-salentino Adriano Zaccagnini, che sarà ospite nel convegno, che ringraziamo pubblicamente e vivamente e che ha ben compreso tutto il mal affaire Xyella, gli interessi speculativi, dagli ogm, alle biomasse, alla liberazione di suolo per varie speculazioni, fino al foraggiamento delle industrie dell’agrochimica, e che ha denunciato quanto fosse “criminale” aver chiesto fondi pubblici, alla sua commissione parlamentare, per gettare veleni sul Salento, ed eradicare i suoi ulivi persino i suoi sacri monumentali e plurisecolari titani in ripresa.

Mentre invece non si è voluta minimamente percorrere la strada della eventuale lotta biologica, come ben suggerito nel suo intervento dall’onorevole Zaccagnini, che ha portato ad esempio l’inefficacia e pericolosità della agro-chimica che si voleva usare contro un parassita del castagno, dove invece ottimi risultati si son avuti con la lotta biologica, fermando anche le mire di quanti volevano sostituirvi ai nostri castagni italici con varietà ibride alloctone e aliene! Le parassitosi ormai da troppo tempo, vere o artefatte che siano, sono cavalli di Troia grimaldello per grandi speculazioni di ogni tipo, ed oggi nel Salento con gli ulivi e la Xylella si sta troppo criminosamente esagerando!

Il virtuoso intervento di Zaccagnini, con i suoi dirompenti comunicati stampa, gli ha tirato addosso le ire di tanti  tecnici e politicanti, che nell’ira hanno palesato, con i loro aggressivi comunicati di attacco, tutte le loro insane contraddizioni e i loro progetti altamente lontani dal Bene Comune, permettendo di rendere il quadro sotteso ancora più chiaro.

Anche il mondo accademico italiano ormai si interroga sull’operato dei tecnici che vorrebbero applicare la quarantena, e si sta attivando per fare emergere la Verità scientifica. La riservatezza, quasi segretezza, incomprensibile posta sulle “ricerche”, ad oggi condotte, solleva non pochi interrogativi.

Non è un caso che nel convegno sarà presente proprio il Professor Giuseppe Altieri, noto agroecologo, docente ordinario di fitopatologia, entomologia e agricoltura biologica dell’Istituto Agrario di Todi (Perugia), e famoso per la sua conoscenza del perverso mondo degli ogm e delle sementi brevettate, come del giogo dell’agro-chimica industriale sull’agricoltura da cui oggi più che mai il Salento deve essere liberato.

Locandina Evento

Nel convegno anche il Medico epidemiologo Prisco Piscitelli dell’ ISBEM Istituto Scientifico Biomedico Euro-Mediterraneo, che denuncerà la follia e i mali per la salute umana legati all’uso dei pesticidi e diserbanti chimici di sintesi. Ecc. Modererà la fitopatologa Margherita d’Amico.

Il doppio appuntamento del 28 novembre segna una svolta e l’inizio della “reconquista” della verità, scientifica, e mira a smascherare del tutto, e sempre  più, il vile progetto della “quarantena da armageddon del male”che taluni vorrebbero applicare con pieni poteri nell’ emergenza (?) sul Salento. E’ una chiamata alla difesa del nostro territorio e al blocco dei finanziamenti già stanziati, 2 milioni di euro dalla Regione Puglia, ai consorzi di bonifica per il biocidio dei canali, i fiumi del Salento ricchi di biodiversità e suggestioni paesaggistiche, e per la lotta chimica agli insetti, che finirebbe per cancellare anche api e farfalle dal territorio con gravissime conseguenze inimmaginabili.

Solo smascherando gli interessi sottesi al vile progetto, salveremo tutti i nostri ulivi, la nostra flora  e fauna, e riscatteremo l’ immagine offesa e vilipesa del Salento salvando con essa la nostra economia oggi impunemente ed irresponsabilmente così aggredita, il nostro ricco millenario territorio e la nostra salute, il benessere, la cultura e la qualità della nostra vita e quella delle future generazioni.

Ulivi vita millenaria da salvare - ''l'Ulivo urlatore'' - Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE
Ulivi vita millenaria da salvare – ”l’Ulivo urlatore” – Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE

Il bluff del “mal affaire Xylella”

 Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez

Gli stupendi uliveti acquitrinosi del cuore del bassoSalento, beni paesaggistici da-tutelare, foto di Giovanni Enriquez

a cura di Forum Ambiente Salute

Le voci circolavano già da alcuni giorni, ma domenica 17 novembre 2013, tanti cittadini attenti hanno voluto verificare con i loro occhi, e si son recati nelle aree definite “rosse”, di massima pesantezza del fenomeno (dette anche “d’insediamento”), ma vi hanno trovato gli alberi d’ulivo, che nei mesi scorsi avevano perso le foglie, in pieno vigore rigenerativo, e non solo dalla base vi stanno spuntando innumerevoli polloni, ma anche nuovi germogli dai grandi tronchi, nelle parti alte. Tutto questo in uliveti abbandonati, che non hanno subito nessun intervento “curativo”, (potatura del secco o trattamenti specifici su piante e suolo) ed è tutto un tripudio di germogli e di nuova vivissima vegetazione!

Le tante foto, che smascherano il bluff del “mal affaireXylella”, messe subito in rete, hanno avuto, in pochissimo tempo, un’ immensa condivisione che continua in queste ore.

L’indignazione è tanta nei cittadini del Salento, e non solo! Ad accorgersi di tutto questo anche alcuni giornalisti più attenti e critici che, nei giorni scorsi, sui quotidiani locali avevano parlato di ulivi, che come dei “Lazzaro” dei Vangeli, stavano risorgendo proprio nelle aree dove gli strani tecnici, comparsi nella vicenda, avevano parlato di “cimitero” di ulivi.

Dicevano, dopo solo pochissimi giorni di sopralluoghi: “le piante d’olivo si son eradicate lì da sole, sono morte e non c’è alcuna speranza!”. E, poi, persino chi diceva: “i terreni lì sono ormai contaminati e mai più vi potrà essere ripiantato l’olivo”, sebbene poi anche alcune varietà di olivo, nella “zona rossa”, non hanno mai presentato alcun disseccamento! L’area interessata comprende dagli 8.000 ai 10.000 ettari, gli uliveti su cui penderebbe lo spettro dell’eradicazione, che taluni stanno tentando di imporre, contano una numerazione che va dai 6.000 ai 600.000 alberi d’olivo, più i mandorli, e tutte le altre specie su cui potenzialmente potrebbe vivere la Xylella, oltre alla correlata flora autoctona dei canali e dei “sipali” (la macchia di vegetazione spontanea lungo i margini dei campi), delle iper-tutelate macchie, più il verde urbano, privato, pubblico e stradale! Numeri biblici, per uno scenario di devastazione da film di fantascienza!

ph Marco Cavalera
ph Marco Cavalera

Nocivi pesticidi contro i potenziali vettori della Xylella – le cicalellidi – ( e di conseguenza contro tutti gli altri insetti) e diserbanti chimici da gettare con la scusa di eliminare tutti i definiti “serbatoi di inoculazione”, (si parlava, persino, di irrorazione dall’alto con l’uso degli aerei), e squadre, financo, di militari, lanciafiamme contro erbe e muschio, ed eradicazioni! Si è parlato, non a caso, con preoccupazione e rabbia da parte dei cittadini, di “shoah degli ulivi”, e di “olocausto chimico del Salento”, e in tanti hanno perso il sonno per via degli incubi di tutto questo assurdo scenario da guerra contro tutto ciò che vuol dire Salento! La sintomatologia degli alberi l’avevano definita, gli strani tecnici, “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo”, forse dovremmo parlare di “indotta psicosi dell’agognato, da alcuni, disseccamento rapido degli ulivi salentini”, che tutto sono meno che disseccati e morti, ma un tripudio di vita che ritorna! E, in effetti, non nutrivamo dubbi sulla proverbiale forza rigenerativa dell’olivo, e non a caso, il suo ramoscello è a contorno di ogni stemma civico dei comuni d’Italia!

Ulivi vita millenaria da salvare - ''l'Ulivo urlatore'' - Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE
Ulivi vita millenaria da salvare – ”l’Ulivo urlatore” – Salento, entroterra otrantino, ARCHIVIO FORUM AMBIENTE E SALUTE

Avevamo, per questo, anche invitato, seguendo i più attenti veri tecnici scesi in campo, a considerare e studiare il fenomeno sotto molteplici aspetti, considerando l’effetto dello stress idrico estivo, particolarmente prolungato, tanto più nella fascia occidentale salentina, ed altri fattori chimico-fisici, di natura antropica, o meno, riguardanti le falde, l’aria, i suoli, l’ inquinamento più o meno doloso che fosse, e avevamo invitato ad indagare le pratiche insane, svolte in taluni oliveti, avvelenati dalla agrochimica da troppi anni irresponsabilmente, per capire i motivi di estivazione con disseccamento di alcuni rami, o di indebolimento immunitario, con regressione vegetativa, degli alberi; fattori, che andavano studiati con rigore e serietà, e che avevano favorito l’insorgenza, infatti, non di uno solo, ma di più patogeni, come anche da tutti i tecnici riconosciuto, sugli alberi indagati presentanti la sintomatologia in questione.

Il brutto gioco messo ad arte in traballanti piedi, e che oggi crolla rovinosamente, è ormai fin troppo palese. Dopo esser stati chiamati ad intervenire per studiare la particolare sintomatologia del disseccamento di alcuni rami degli ulivi, (chiamati anche da alcuni nostri attivisti, cittadini sensibili all’ambiente), dei tecnici preposti giunti sui luoghi vi trovano sugli alberi diversi patogeni, insetti e muffe, ma anche poi un batterio, di questo i primi studi ben dimostrano essere non patogeno per alcuna coltura, e addirittura un batterio che da studi scientifici pubblicati in letteratura, inoculato, negli esperimenti condotti sull’ulivo, non ha dato mai sintomatologie patogene “Si dà il caso che le indicazioni molecolari acquisite a Bari forniscano buoni motivi per ritenere che il ceppo salentino di X. fastidiosa appartenga ad una sottospecie (o genotipo) che non infetta né la vite né gli agrumi, e che esperienze statunitensi (California) indicano come dotato di scarsa patogenicità per l’olivo” (articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 sul sito della Accademia dei Georgofili, per l’ ‘approfondimentto sul caso degli olivi salentini).

ph Marco Cavalera
ph Marco Cavalera

Per cui, dai tecnici locali, si è presentato tale batterio, qui nel Salento, come concausa della sintomatologia degli ulivi; sintomatologia bollata subito come “terribile contaminante epidemia senza alcuna speranza”; finché, poi, nelle uscite sui media più nazionali, dai medesimi tecnici, il batterio trovato è stato presentato come il principale imputato responsabile, il “batterio killer”! E così, è stato anche presentato da tutti gli enti sciacallo, e politicanti, accorsi sulla scena come avvoltoi per banchettare del Salento e sui possibili lauti fondi europei, nazionali e regionali così ottenibili.

Dove è il gioco allora: quel batterio è una sottospecie della Xylella fastidiosa, che per i danni fatti da altre sottospecie diverse del medesimo batterio, soprattutto in aree extra-europee, soprattutto in America, è stata inclusa come patogeno da quarantena in Europa! E, l’Europa, pertanto in sua presenza invita i paesi membri ad attivarsi per eradicare il batterio o per contenerlo! Mentre qui tutto questo lo si voleva fare, da parte dei tecnici scesi in scena, nella maniera più radicale e forsennata possibile, in forme estremiste pazzesche mai vistesi prima: eradicando la foresta degli ulivi del Salento e facendo un deserto piro-chimico avvelenato di ogni cosa! Per di più i cittadini mobilitatesi da subito, davanti a una sentenza troppo efferata da parte di uno studio durato pochi giorni, hanno scoperto che gli stessi enti, che oggi volevano imporre la quarantena da Xylella diffondendo terrore in tutt’Europa, in Italia e nel Salento, avevano tenuto tre anni fa, un corso, e proprio in Puglia, per formare tecnici sull’applicazione della “quarantena da Xylella fastidiosa”, spiegando, allora, come si legge ancora sui loro siti internet, che di questo batterio non c’era traccia in Europa, e coinvolgendo le università d’oltreoceano, oggi, da quegli stesi enti, chiamate qui ad intervenire come novelli “salvatori”, in un clima oscurantista di nulla trasparenza scientifica! Tanti interrogativi, dunque, su tutta questa vicenda.

ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello

Per di più l’innocuo batterio potrebbe essere persino endemico ed endofito, come anche ipotizzato da alcuni stimati docenti universitari locali, ovvero presente ovunque e da sempre nel Salento in maniera del tutto asintomatica, ergo, da qui, la possibilità di distruggere senza freni, con l’estremizzazione della quarantena, l’intero paesaggio salentino, e di emungere immense risorse statali e comunitarie a “difesa” dell’Italia e dell’Europa, da cosa dunque?! Il tutto condito da un’irresponsabile, per non dire altro, clima terroristico strumentale, mistificatorio e falso scientifico. Senza una diagnosi alcuna, o con una traballante diagnosi, vacillante e scarna, contestata anche pubblicamente da locali ricercatori universitari, si voleva procedere, o meglio, imporre con sanzioni e coercizioni, persino contro chi si sarebbe opposto: la TERAPIA FINALE, che ha richiamato alla mente i terribili filmati, (ridiffusi non a caso in rete dai virtuosi cittadini, in questa folle emergenza speculativa devastatoria!), degli americani che gettavano il diserbante “agente orange” sui bordi dei canali e sulla tropicale lussureggiante foresta vietnamita per defogliarla, disseccando ogni cosa, e avvelenando le genti locali con conseguenti e mostruosi effetti mutageni sulla prole per decenni. Il progenitore dei moderni odiosi diserbanti chimico-industriali da vietare!

Li abbiamo chiamati per osservare, analizzare e curare una sintomatologia particolare e poco nota degli ulivi, al fine di un’estate siccitosa, e di una prolungata estate dal punto di vista termico, fenomeno naturale possibile, che ha portato anche quest’anno, eccezionalmente, ad anticipate fioriture autunnali di tantissimi alberi nel Salento, e questi non solo non studiavano e curavano un bel nulla, ma si dedicavano a promuovere l’eradicazione del presunto paziente e di ogni possibilità di sua rigenerazione, avvelenando e cancellando tutto il vivente! Da troppo tempo, ormai, stiamo assistendo a vergognose e continue campagne di terrorismo speculativo sui naturalissimi parassiti delle piante, non ultima quella sui nostri lecci, in cui strani tecnici e politicanti, gridano al disastro, e mica per curare, ma solo per avere fondi pubblici per estirpare le piante, o potarle a morte, e per spandere tonnellate di prodotti chimici nocivi di ogni genere! Piante che diventano lucrosa biomassa. Interventi chimici che non hanno nessun effetto curativo, ma incrementano i danni a piante ed ambiente, mentre dove non giunge la mano sporca e velenifera dell’agro-chimica-speculativa i boschi di leccio son in perfetta ripresa! Così per il volgare mercato delle biomasse vengono fatti fuori con mille falsità pseudo-tecniche, falso-scientifiche e falso-forestali i nostri bellissimi e preziosissimi pini mediterranei ovunque, e non solo i pini! Un’ecatombe speculativa, immorale e intollerabile da fermare con massima urgenza, procedendo alle ripiantumazioni delle medesime specie!

ph Marco Cavalera
ph Marco Cavalera

Ed oggi la stessa malsana macchina guarda famelica agli ulivi! Le parassitosi sono fenomeni naturalissimi e transitori, e al più effetti di squilibri in cui intervenire ricostruendo gli ecosistemi, ripiantando di più, anche proprio le piante colpite, e favorendo così anche il ritorno dei predatori naturali, quanto più autoctoni possibile, dei parassiti, per ripristinare equilibri alterati a volte dallo stesso uomo; ricreando gli habitat degli insetti insettivori, le macchie ripariali e dei “sipali”, le stesse che oggi si vorrebbero cancellare nel Salento, in preda alla follia più cupa; non, dunque, cancellando parassiti, piante parassitate o semi-parassitati, e gli eventuali insetti vettori, cancellando ogni insetto ed il loro ecosistema, come nel parossismo intollerabile raggiuntosi con il “mal affaire Xylella” ora in Puglia! Dobbiamo, invece, aumentare non diminuire la biodiversità!

Attenti agronomi, ancora chiamabili così con onore, han ad esempio osservato come a Barcellona tante palme son sane, e sopra vi nidificano i pappagallini mediterranei ed europei della specie Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), questi stessi parrocchetti son stati visti predare in volo dei Punteruoli rossi (il parassita delle palme) anche nel Salento! Ma c’è persino chi, nel Salento, vede i pappagallini giunti in migrazione (come da sempre) e, anziché gioire per questa nota colorata di biodiversità comunque mediterranea da favorire, grida all’animale alloctono, sbagliando, e ne chiede lo sterminio, poveri ciechi la cui ignoranza è promotrice di intollerabili ecocidi, e poi chiede la nociva fito-chimica industriale per salvare le palme alloctone … che non ha salvato un bel nulla! Contraddizioni che nascono da una non conoscenza della Natura e dei suoi equilibri.

Così si deve piantare più palme mediterranee in reazione, non smettere di piantare palme, come la Palma da dattero (Phoenix dactylifera) e la italica Palma nana (Chamaerops humilis).

In Puglia ora, sul “mal affaire Xylella”pendono pesanti gli spettri della speculazione del mercato della biomasse, delle multinazionali della agro-chimica industriale, persino, degli OGM per produzione di biocarburanti, come quelli di mille speculazioni consuma suolo. Tutto quanto scoperto e diffuso in rete dai cittadini in pochi giorni, è impressionate. I legami di accordi e convegni di diversi enti ed associazioni di categorie, scese in scena in questi giorni, con le ditte delle industrie che speculano sulle biomasse; il finanziamento delle ricerche di università d’oltre oceano, oggi coinvolte nella questione Xylella in Puglia, da parte di multinazionali della agrochimica e degli OGM, il progetto Alellyx (che è impressionantemente l’anagramma del nome Xylella, con cui in paesi poveri i colossi mondiali delle multinazionali degli OGM e dei brevetti sulle sementi, son entrare ad egemonizzare le economie dei paesi del sud America, utilizzando la Xylella, come cavallo di Troia, per imporre varietà brevettate, presentate come ad essa resistenti, al posto della tradizione agricola delle locali genti per la produzione in prevalenza di bioetanolo); ecc.

ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello

Nei dossier e comunicati dei giorni scorsi abbiamo riportato solo alcune delle tantissime contraddizioni della vicenda, per cui rimandiamo a quelle pagine già diffuse ed inoltratevi.

Qui si osservi solo come l’altro giorno, nelle aree definite più colpite, dove i giornalisti hanno ben visto e segnalato i resuscitati olivi, (imbarazzanti per diversi di quei tecnici!), tecnici, gli esperti americani, e tantissimi giornalisti e curiosi, scorrazzavano sui presunti terreni contaminati senza alcuna protezione di profilassi, in una spettacolarizzazione oscena e ridicola, in cui si andava a caccia di insetti con i retini! Se vi fosse stata una epidemia, agire in tal modo voleva dire permettere ai giornalisti convenuti da tutta la Puglia e non solo, di infettare l’intera regione, una volta spostatisi da lì con le loro medesime suole delle loro scarpe che avevano calpestato i tanto “contaminati” terreni dal “terribile” batterio! Un’epidemia ad intermittenza, insomma, e con tante possibili deroghe alla bisogna! Ora dovremmo ribattezzarlo il “batterio della risurrezione”!?

Di fronte agli olivi che risorgono più onorevole sarebbe un “scusate ci siamo sbagliati!”, invece crediamo sia anche possibile assistere ancora a disonorevoli arrampicate falso-scientifiche ed illogiche sugli specchi! Questa segnalazione poi degli olivi che risorgono doveva venire data con giubilo da quegli stessi tecnici, ma invece … nulla, e come sempre devono essere giornalisti attenti e cittadini a colmare queste preoccupantissime mancanze! Più d’uno, oggi, dovrebbe pensare a dare le dimissioni, di fronte a questa scandalosa vicenda, e ci auguriamo che i futuri urgenti quadri tecnici e politici sian fatti di persone responsabili, preparate e di alta onestà intellettuale e scientifica, nonché persone attente davvero alla cura dell’ambiente, e senza ombra di rapporto con le industrie della agro-chimica, delle biomasse per le agro-energie, e lobby di altri interessi consuma-suolo.

Sia questa l’occasione per fare rinascere nel segno della salubrità il paesaggio pugliese, all’insegna delle pratiche virtuose e dei principi che abbiamo raccolto nel “Manifesto per l’urgente riconoscimento del vasto ecosistema dell’uliveto quale Agro-Foresta degli ulivi di Puglia!”

(vedi link: http://forumambiente.altervista.org/manifesto-per-il-riconoscimento-del-vasto-ecosistema-dell-uliveto-quale-agroforesta-degli-ulivi-di-puglia/ )

Vanno strappate a tutti gli “agronemici” le decisioni per il nostro futuro! Ringraziamo i tantissimi cittadini che hanno permesso, con le loro innumerevoli professionalità di smascherare il “mal affaire Xylella”. La nota più positiva, di tutta questa volgare mostruosa vicenda, è stata il loro impegno, come il loro cuore, la loro indefessa virtù, il loro Amore per il Salento!

Ora nel segno degli ulivi che riverdeggiano dobbiamo difendere tutti insieme la nostra salute, il nostro paesaggio, la nostra storia e la nostra biodiversità, nonché la nostra salubre tradizionale economia costruttrice di paesaggio pittoresco, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti ancora sani della nostra Regione, Nazione e Comunità Europea, e chiedendo tutela in tutte le sedi preposte per fermare la follia speculativa della “quarantena” pro deserto piro-chimico artificiale del Salento. E dovevano essere i medesimi tecnici e amministratori a spiegare anche all’Europa che non era il caso che si applicasse la quarantena, date le caratteristiche del batterio salentino e gli studi lacunosissimi ancora in corso, invece hanno fatto l’esatto contrario! Assurdo! 

La Regione Puglia deve d’urgenza fermare i 2 milioni di euro stanziati ai consorzi di bonifica, nel quadro della quarantena, per il biocidio della flora dei canali, che son i rivi, i fiumi di Puglia, dove vi è il rischio non solo del taglio meccanico dei canneti, che rinascono, ma anche dell’uso della chimica ad avvelenamento immorale di suoli, aria, ed acqua, intollerabile, e il serio rischio di taglio eradicativo degli alberi ripariali, protetti, che con le loro radici trattengono gli argini terrosi degli stessi rivi. Ma in questa corsa forsennata tutto il vietato diventa possibile, in un carnevale della politica amministrativa senza alcuna logica, e suicida per il Salento ed i salentini!

Quei soldi siano ridestinati ad opere di rimboschimenti con piante autoctone naturali NO OGM , magari da fare eseguire ad enti pubblici (eventualmente anche gli stessi) e privati! Come agli orti botanici universitari, e alla Forestale! Più alberi sui canali, non l’eradicazione degli esistenti che finirebbero come biomassa chissà dove, spacciati anche come lucroso rifiuto che non sono!

La Comunità Europea deve indagare su tutto quanto stava avvenendo, a danno di ogni cittadino europeo qui in Puglia, nel “mal affaire Xylella”, e avviare inchieste urgenti perché simili manovre oscene non si ripetano mai più, né qui, né altrove!

Il vero problema principale e precedente da risolvere è l’uso della chimica nell’olivicoltura che va risolto imponendo la conduzione dell’oliveto all’insegna delle filosofie del biologico e delle buone pratiche agricole. Ed oggi, invece, si voleva persino aggiungere chimica a chimica (quando una delle potenziali cause che può rendere un agente da endofito e innocuo a patogeno è proprio lo stress chimico!).

Il danno di immagine all’economia salentina creato da questi irresponsabili nel “mal affaire Xylella” è immenso ed inquantificabile, ma è l’ultimo dei problemi oggi, e siamo certi sarà risolto in breve tempo, ora che la stessa Natura, come sempre, dopo le copiose piogge autunnali, ha smascherato il piano di ecatombe biocida che, taluni, stavano portando avanti, progettando di fare di 10.000 ettari di Salento, e forse oltre, letteralmente “tabula rasa”! Arrivando persino a dire: “anche senza sintomi, piante da abbattere!”. Bestemmie, insomma, contro il sacro olivo ed il Salento terra di Atena dei messapi, dea dell’olivo! Un progetto inqualificabile dove ognuno ha il diritto di aggiungervi tutti gli aggettivi che ritiene più opportuno!

 

ph Mauro Minutello
ph Mauro Minutello

 

All’attenzione di

ASSESSORE RISORSE AGROALIMENTARI

REGIONE PUGLIA

f.nardoni@regione.puglia.it

segreteria.agricoltura@regione.puglia.it

g.bianco@regione.puglia.it

 

DIRETTORE AREA DI COORDINAMENTO POLITICHE PER LO SVILUPPO RURALE – SERVIZIO AGRICOLTURA E

OSSERVATORIO FITOSANITARIO

REGIONE PUGLIA – BARI

servizio.agricoltura@regione.puglia.it

 

P.C.

MINISTRO POLITICHE AGRICOLE ROMA

ministro@mpaaf.gov.it

ministro.caposegreteria@mpaaf.gov.it

capogabinetto.segr@mpaaf.gov.it

 

COMMISSARIO AGRICOLTURA

E SVILUPPO RURALE – U.E.

dacian.ciolos@ec.europa.eu

roger.waite@ec.europa.eu

georg.haeusler@ec.europa.eu

 

Al Presidente della Regione Puglia

segreteria.presidente@regione.puglia.it

presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

 

Al Vicepresidente della Regione Puglia

vicepresidente@regione.puglia.it

 

All’Assessore per la Qualità e Assetto del Territorio

segreteria.territorio@regione.puglia.it

assessore.territorio@regione.puglia.it

assessore.assettoterritorio.regione@pec.rupar.it

t.abbadessa@regione.puglia.it

 

All’Assessore Qualità dell’Ambiente Reg. Puglia

segreteria.ambiente@regione.puglia.it

assessore.ambiente@regione.puglia.it

l.nicastro@regione.puglia.it

l.abadessa@regione.puglia.it

 

ARPA Puglia

dg@arpa.puglia.it

g.assennato@arpa.puglia.it

 

CORPO Forestale dello Stato

coor.puglia@corpoforestale.it ,      

cs.otranto@corpoforestale.it ,

cs.tricase@corpoforestale.it ,

cp.lecce@corpoforestale.it

n.masiello@corpoforestale.it,

 

Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici

– Puglia

sbap-le@beniculturali.it

 

Al Presidente della Provincia di Lecce

presidenza@provincia.le.it

 

Difensore Civico Provincia di Lecce

sen. Giorgio De Giuseppe

difensorecivico@provincia.le.it

ph Mauro Minutello
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Info:

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino

rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali

sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva

c/o Ospedale di Maglie “M.Tamborino”

Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE) e-mail:coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it

 

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone

Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

e-mail: forum.salento@yahoo.itforum.salento@libero.it , gruppo facebook:http://www.facebook.com/groups/123107425150/ Sito web:http://forumambiente.altervista.org/

Spazi Popolari Sannicola (Lecce)

e-mail: spazipopolari@gmail.com , Sito web: http://spazipopolari.blogspot.com

A difesa della nostra bella e unica Terra d'Otranto

 
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Manifestazione a difesa della nostra bella e unica Terra d’Otranto

 

NO al faraonico scempio SS 16:
Salviamo la bella Terra d’Otranto
dagli ‘Orchi’ dell’asfalto e del cemento

 
 
 

Appello alla partecipazione di tutti gli amanti della Puglia al Sit-in per salvare Otranto ed il suo entroterra dalla voracità di una nuova SS-16 progettata assolutamente “non a misura di Salento”!

“Sì al lavoro che salva e non devasta il Salento: quello della Rinaturalizzazione!”

Una “STRADA PARCO” in una “CANTIERIZZAZIONE VIRTUOSA” davvero, che valorizza il paesaggio!
NON UNA ENNESIMA PERICOLOSA INUTILE STRADA DELLA MORTE AD ALTA VELOCITÀ!

Un sit-in pacifista per riportare i Lumi della Ragione in una regione che li ha smarriti!

Domenica 25 marzo 2012 pomeriggio ore 17.30 Otranto, svolta per gli Alimini, lungo il tratto terminale della SS-16

L’ ecatombe annunciata di oltre 8000 alberi d’ulivo per il progetto della nuova Strada Statale 16 nel tratto Maglie-Otranto, seppure già impressionate come dato di inaccettabile devastazione, è solo uno dei molteplici gravi fattori

Se ne discute a Maglie. Lo scempio della mega strada a 4 corsie Maglie-Otranto ed altro

 
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Salento oltraggiato: Stop all’immorale consumo del territorio e alla devastazione del nostro paesaggio

 
 
E’ convocata per lunedì 19/03/2012 alle ore 19.30 presso la sede del Tribunale Diritti del Malato Ospedale Civico “Tamborino” di Maglie, piano rialzato, l’importante riunione sulle maggiori emergenze sanitarie e ambientali in corso nel Salento.
 
 
 
L’ordine del giorno sarà il seguente:
 
 
Scempio mega strada a 4 corsie Maglie-Otranto, primo atto di una tragedia immane e annunciata che sta a propagarsi come una metastasi per altri devastanti progetti di mega-super strade in progetto scellerato per tutto il territorio del Salento. La devastazione sulla Maglie – Otranto per i lavori della mastodontica mega-strada a 4 corsie sta provocando l’ingiustificata e oltraggiosa uccisione di oltre 8.000 alberi di ulivo, moltissimi di essei secolari e monumentali, veri patriarchi verdi del nostro bel Salento testimoni viventi della nostra millenaria storia.
 
Villaggio Paradiso Santa Cesarea Terme, ancora l’ennesima minaccia fatta da immense e mortifere colate di cemento e asfalto dettate da affarismo

Stop al mega eolico nel Parco dei Paduli in feudo di Supersano

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto)

Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi (più in generale “aree naturali”)

Un Bel Regalo di Natale dalla Regione Puglia per il “Parco naturale dei Paduli”:

SI alla Rinascita della Foresta Belvedere,

NO alle immorali devastazioni della Green Economy Industriale!

Dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce giunge lo stop al mega eolico nel Parco dei Paduli in feudo di Supersano e negli altri feudi;

e da Regione Puglia, Provincia di Lecce ed Università del Salento, e dai comuni coinvolti, giunge l’impegno per ripiantarla, facendola rinascere per il bene di tutti, l’antica estesissima Foresta del Belvedere che ammantava il cuore del

Lequile (Lecce). Si profila ancora una strage per 720 innocenti nonni argentei

Comunicato stampa congiunto Urgente del Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino e del Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto)

Lequile (Le) ENORME oliveto a Rischio. Foto satellitare-indicazioni

FERMIAMO La “STRAGE DEI 1000 INNOCENTI” OLIVI !

La strage dei “GIGANTI BUONI”, si deve evitare!

SI DENUNCIA E SEGNALA CON URGENZA MASSIMA QUANTO RISCHIA DI AVVENIRE A LEQUILE (Lecce).

NO AD UN’ALTRA STRAGE DEGLI INNOCENTI !

Lequile. L’uliveto che dovrà essere espiantato

Appello urgente a

-) Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

-) Assessore della R. Puglia alla’ Agricoltura, Dario Stefano

-) Assessore all’ Assetto del Territorio, Angela Barbanente

-) Assessore all’ Ambiente Lorenzo Nicastro

Per una richiesta di ampliamento della zona industriale già cospicua del paese, il Comune di Lequile avrebbe richiesto alla Commissione regionale preposta alla valutazione delle domande di espianto degli uliveti, l’autorizzazione all’espianto di circa 1000 alberi d’ulivo, di cui diversi anche monumentali ed ultra centenari. Un uliveto che si estende su numerosi ettari a perdita d’occhio!

L’area in cui si vorrebbe ampliare la già cospicua zona industriale fa anche da cuscinetto tra un’ oasi di protezione faunistica in cui insiste anche un bosco-

AmbienteSalute e le attività minerario-estrattive a Cutrofiano

AmbienteSalute
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Urgentissima Riunione
 
Martedì sera a Cutrofiano
 
Attività di cava abusive di Colacem?
La Regione ancora vergognosamente tace!
 
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Si invita alla massima divulgazione e partecipazione
 
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Quando: 08/11/2011
 
Dove: Cutrofiano (Le) – Oratorio San Giuseppe          ( vedi mappa )
 
Ore: 20.00
 
Organizzato da: Forum Amici del Territorio
 
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La Regione ancora non si pronuncia sul vergognoso e accertato sconfinamento prodotto da mastodontiche attività minerario-estrattive operate dal cementificio  Colacem nel più che martoriato agro di Cutrofiano (Le) riguardanti la cava “Don Paolo” e lo fa sapere attraverso una missiva a dir poco disarmante alle associazioni e ai comitati che ne hanno a buon diritto richiesto l’accesso di atti pubblici relativi la trascrizione del verbale dell’accertamento operato dai tecnici regionali. Già in precedenza gli uffici della Regione Puglia competenti nella vigilanza per le attività estrattive, hanno dimostrato la loro, per così dire, scarsa solerzia nell’intervenire per accertare una circostanziata segnalazione redatta e firmata a suo tempo da ben 11 associazioni e comitati che denunciavano una

Anche Coordinamento Civico e Forum Ambiente e Salute a difesa degli ulivi di Puglia

Lettera Aperta e Comunicato stampa congiunto Urgente

del

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto)

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REGIONE PUGLIA:

E’ EMERGENZA!

 

“NO ALLA LEGGE AMMAZZA ULIVI

ED ULIVETI DI PUGLIA!”

costituenti della preziosa “Foresta primigenia” di Puglia

 

NO dunque a questa “Legge Ammazza PUGLIA

  

Mega Eolico a Supersano (Lecce)

Comunicato stampa Urgente congiunto
di
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino
Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
4 ottobre 2011
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Mega Eolico a Supersano (Lecce):
Fischi e Striscioni per gridare al “Tradimento Amministrativo”!
 
La Città si rivolta contro la nuova amministrazione ed il suo sindaco, gravemente rei di un’inversione di rotta inaudita e senza precedenti, vergognosa, sul devastante e giustamente inviso progetto di mega eolico industriale a poca distanza dal centro del grazioso paese, e persino nel mezzo del protetto “Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere”, per calcoli puramente economici!
 
Rei della violazione grave e disonorevole delle forti promesse sottoscritte e fondanti la loro campagna elettorale, e che ne avevano determinato una quasi plebiscitaria elezione, ad allontanamento dello spettro del mega-eolico!
 
“Dimissioni o la tutela vera del territorio!”
Una tutela che passa solo e soltanto dal NO forte ed insindacabile,
in-corruttibile, alle mega torri eoliche industriali, fossero una o anche cento!
Questa l’indignata accoglienza riservata al Sindaco di Supersano e alla sua

Ancora un accorato appello: “Non Inceneriamo il Nostro Futuro”

 

APPELLO AI CONSIGLIERI PROVINCIALI:

IMPEDITE UN ULTERIORE SFREGIO AL NOSTRO TERRITORIO E ALLA NOSTRA SALUTE

La nuova Amministrazione Comunale di Napoli sta insegnando all’Italia che si può e si deve affrontare il problema dei rifiuti senza piegarsi alle logiche dell’incenerimento e del malaffare, sfidando con fermezza le spinte di potentati economici leciti ed illeciti e puntando tutto sulla Strategia Rifiuti Zero, tutelando in modo virtuoso territorio, salute e lavoro.

Chiediamo alla Provincia di Lecce di non essere da meno e di onorare il suo compito di difesa e tutela della Salute pubblica, bloccando la possibilità di avviare l’incenerimento di Rifiuti all’interno dello stabilimento Colacem di Galatina.

Abbiamo depositato in Provincia uno studio, redatto con l’aiuto di ingegneri ambientali, ricercatori universitari, medici oncologi ed epidemiologi, che svela le mezze verità raccontate

CORIGLIANO TRA DISCARICA E COLACEM: quale futuro per le nostre famiglie

  

  
    
  Quando: 05/12/2010 (Domenica)

 

Dove: Corigliano d’Otranto – Piazza Vittoria – Villa comunale

  

Ore: 11.00

  

Organizzato da: Coordinamento Civico per la Tutela della Salute e del Territorio 

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COMUNICATO STAMPA: 
  
ATTACCO MORTALE ALL’ACQUA E ALL’ARIA DEL SALENTO !!!
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Dopo gli incontri svolti ad Aradeo e Galatina e quelli in programmazione a Soleto e Cutrofiano, nuova mobilitazione delle associazioni.
“CORIGLIANO TRA DISCARICA E COLACEM: quale futuro per le nostre famiglie”, questo il titolo dell’incontro è promosso dal Coordinamento Civico per la tutela del territorio e della salute dei cittadini per informare la cittadinanza sugli esiti sfavorevoli del ricorso al TAR promosso dalle associazioni contro le deroghe previste nel piano di tutela delle acque della Regione Puglia, che di fatto consentono l’apertura della discarica sull’unica grande falda del Salento a Corigliano d’Otranto. Le associazioni ritengono confuse le argomentazioni dei giudici del tribunale amministrativo di Lecce

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
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