Il castello di Copertino

di Fabrizio Suppressa

Immerso tra il verde degli ulivi salentini e a pochi chilometri dal blu del mare Ionio sorge Copertino, un comune popolato da poco meno di 25000 abitanti. Se dovessimo descrivere questa ridente cittadina con un’immagine che la rappresenta, senz’altro ci lasceremmo catturare dalla mole bruno-carparo del castello cinquecentesco e dal mastio angioino inglobato nella fortezza. Una perfetta macchina da guerra, che seppur svaniti i cupi periodi bellicosi, continua tutt’ora a destare rispetto e meraviglia ai turisti che giungono a visitare il Monumento Nazionale.

veduta aerea di Copertino

Ripercorriamo brevemente le origini del fortilizio celate nelle gagliarde murature, sino ad arrivare all’attuale conformazione del “più grande, bello e forte castello che si vegga nella provincia”, per dirla con le parole del Marciano, opera di Evangelista Menga “Architettore eccellentissimo, (..) della Cesarea Maestà di Carlo V”. 

Delle primordiali origini del castello di Copertino vi sono molte ipotesi, la più avvincente riguarda una possibile fondazione bizantina di un castéllion o di una piccola cittadella fortificata che amministrava fiscalmente e militarmente i limitrofi casali. Nonostante accurati saggi di scavi e rilievi a

Libri/ Copertino. Immagini e storie

castello di copertino (ph M. Gaballo)

di Paolo Vincenti

Copertino. Immagini e storie”, di Mario Cazzato è un libro edito, per il Crsec Le/38 di Copertino Regione Puglia, dalle Grafiche Panico (2005). “Copertino. Immagini e storie”, a cura di Pierpaolo De Giorgi, offre una ulteriore riflessione sulla storia di Copertino dei secoli passati e va ad aggiungersi alle preziose pubblicazioni sulla storia del casale salentino già edite. Solo che stavolta si tratta non di una pubblicazione scientifica tout court, ma di un volume che, pur attingendo alla storia copertinese, si ritaglia ampi spazi  di invenzione fantastica, collocandosi  a metà strada fra il romanzo storico ed il saggio di carattere divulgativo. Si tratta di una storia avvincente offertaci da chi, come Mario Cazzato, ha una lunga esperienza di pubblicazioni di storia patria ed è avvezzo a consultare archivi e biblioteche, per dare alle proprie pubblicazioni il crisma della scientificità e del rigore nella ricerca.

Stavolta, però, Cazzato ci offre una lunga passeggiata nel XIV secolo, in compagnia di un cavaliere francese, Sourè, che arrivò a Copertino al seguito dei dominatori angioini e che, per propria devozione, realizzò, nella campagna fra Galatina e Copertino, un santuario dedicato a San Michele Arcangelo, santo guerriero dal Sourè molto amato. Questa devozione è testimoniata da una lunga

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