Grottaglie/ La gravina di Riggio

Grottaglie, gravine di Riggio (ph Carmen Santantonio) 

 

di Santantonio Carmela

 

Molto interessante dal punto di vista paesaggistico-naturalistico ed estremamente importante per la testimonianza archeologica è la Gravina di Riggio, il cui toponimo rievoca la scomparsa Rudiae. Situata all’estremità settentrionale del territorio grottagliese, è la più profonda delle incisioni e presenta dei salti di quota che, in alcuni periodi dell’anno, in conseguenza di abbondanti precipitazioni, danno luogo a piccole cascate, raccogliendo le acque che provengono dagli spalti tufacei a quote superiori.

La gravina di Riggio, a Nord-Ovest dell’abitato di Grottaglie, è una profonda forra che si sviluppa con andamento sinuoso in direzione Nord- Sud per poco più di un chilometro, a partire dal punto dove un corso d’acqua torrentizio, che ha attraversato un affioramento di Argille, incontra le Calcareniti di Gravina. Qui, dopo un breve tratto, in cui le piene erano costrette in un alveo angusto che ne determinava una forte turbolenza, è

Grottaglie. La lama dei Pensieri

 
 
 

Grottaglie, gravine del Pensiero (ph C. Santantonio)

 

 di Santantonio Carmela

La lama dei Pensieri è stata privilegiata in questi ultimi anni dagli studiosi sia per la parte naturalistica che archeologica. La piccola gravina, posta a Sud di Grottaglie, è costituita da due tratti; il primo, a monte, in direzione da nord – ovest a sud – est; il secondo, dopo una curva a gomito, segue la direzione da nord- est a sud. Ad ovest quindi il ramo superiore penetra nella periferia dell’abitato, dietro al campo sportivo. Il tratto inferiore, invece offre alla vista ciò che resta di Casalpiccolo, un altro dei numerosi insediamenti rupestri dell’agro grottagliese.

Grottaglie, gravine del Pensiero (ph C. Santantonio)

Quest’ultimo è costituito da numerose grotte, alcune delle quali sono ottenute dalla rilevazione di cavità naturale, e per le quali si è supposto un uso sin dall’età preistoriche, per giustificare la presenza dei frammenti del

Grottaglie. Le gravine del Fantiano e Fullonese

La gravina del Fantiano

 

di Carmela Santantonio

La gravina di Fantiano è situata a Sud-Ovest della gravina di Riggio, ed è perimetrata nel suo insieme da una pineta, dalla omonima denominazione, la cui vegetazione è costituita essenzialmente da pini d’Aleppo e macchia mediterranea.

La gravina conserva una vegetazione ricca che le dona un aspetto attraente e piacevole nel suo andamento serpeggiante, oltre a ricevere dal lato Nord due immissari di discreta lunghezza. Le pareti sono articolate in stretti terrazzi, nei quali affondano le radici dei pini secolari di alto fusto.

 

Villaggio di Fantiano 

Il vallone di Fantiano,  conserva un importante insediamento medioevale, pressoché inedito, probabilmente perché non ha attratto l’attenzione degli studiosi interessati particolarmente agli affreschi delle chiese rupestri, che a Fantiano non si trovano.

Grottaglie, gravine di Fantiano (ph C. Santantonio)

L’habitat era caratterizzato da ampi terrazzamenti, indispensabili a causa della ripidità delle pareti. Da segnalare, tra i meglio conservati, un ambiente con cisterna, cui si accede tramite una scalinata scavata nella roccia. Da quest’ambiente si passa ad un giardino ricavato in un terrazzamento, sul

Grottaglie, una cittadina a pochi chilometri da Taranto…

 di Carmela Santantonio

Eh già… Grottaglie, una cittadina poco distante da Taranto, un po’ di tempo fa, ha catturato la mia attenzione e mi ha sorprendentemente affascinato con il suo immenso ma poco conosciuto patrimonio ambientale.

Quand’ero più piccolina pensavo a questo centro come la “patria degli animaletti di ceramica”, che ancora tutt’oggi colleziono; crescendo mi son resa conto che, oltre alla famosa ceramica grottagliese ed oltre ad essere un prestigioso centro agricolo, questo territorio custodisce un patrimonio paesaggistico ed ambientale straordinario: una serie di incisioni vallive, dette nel nostro dialetto lame o gravine.

In verità, è tutto il territorio tarantino ad essere interessato da questo fenomeno carsico, ma solo poche sono le zone realmente conosciute ed apprezzate.

Il toponimo “Grottaglie”, rimanda, anche se solo in parte, proprio a questo fenomeno, la grotta, raffigurata anche nello stemma cittadino.

<< Sull’imbasamento calcareo, poggiano in trasgressione spessi banchi calcarenitici bianco-giallastri, porosi, riccamente fossiliferi, noti nella letteratura geologica come “Tufi di Gravina” >>.

Il bianco calcareo è interrotto da una fascia di calcare “di Altamura”, molto meno erodibile, per riprendere poi verso la zona di San Marzano.

In queste incisioni si aprono molte grotte che costellano appunto i fianchi delle gravine.

Grottaglie, infatti è detta in dialetto Li Vurtagghij: “molte, diverse grotte”.      

E’ stata proprio la particolare natura del suolo a facilitare il fenomeno rupestre: nel territorio di Grottaglie, come nel resto delle Murgia dei Trulli, sono presenti questi canaloni, i canyons, similari a quelli dell’Arizona.

Grottaglie, gravine di Riggio (ph Carmen Santantonio)

In modo meno spettacolare rispetto a questi ultimi ed in un tempo geologico infinitamente minore, le lame derivano dall’azione erosiva delle acque ai danni del calcare tenero e permeabile.

Il territorio è interessato da una serie di gravine di varia dimensione ed

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