Gli allarmi aerei e la corsa nel buio a Monticelli

di Rocco Boccadamo

Durante la seconda guerra mondiale, il Salento, forse perché privo di obiettivi o insediamenti militari di particolare rilevanza, rimase per fortuna indenne da attacchi aerei e correlate operazioni di bombardamento.

Pur tuttavia, di tanto in tanto, specialmente nella fase conclusiva del conflitto, formazioni di velivoli si trovavano a sorvolarne il territorio, magari per semplice coincidenza con la rotta degli spostamenti da una base all’altra o delle missioni dirette ad obiettivi situati in aree più lontane.

All’epoca, lo scrivente, bimbetto di 3-4 anni, viveva, in seno alla famiglia, nel paese natio verso il sud della provincia.

Nel piccolo centro, non esistevano, ovviamente, veri e propri dispositivi d’allarme, né rifugi appositamente attrezzati per il caso di attacchi dall’alto. In ogni modo, funzionava ugualmente – chissà su quali basi o sistemi – un misterioso tamtam che si spargeva a macchia d’olio fra la popolazione e anticipava l’avvicinamento delle squadriglie volanti.

Le voci e/o grida “Gli apparecchi, gli apparecchi!” si diffondevano in un battibaleno.

Al che – si verificava soprattutto nella tarda serata o di notte – ricordo che arrivavano di corsa a casa i nonni e gli zii, abitanti nelle vicinanze, per aiutare a prendere in braccio o per mano  pargoli e bambini e, in gruppo, si abbandonava la dimora e la zona abitata illuminata da fioche lampadine, portandosi di buona lena nel non lontano appezzamento agricolo di Monticelli, su cui insisteva anche un piccolo fabbricato rurale completamente immerso nel buio.

Di lì a poco, puntualmente, sia attraverso il rombo che andava accentuandosi, sia grazie alle luci verdi e rosse che lampeggiavano lassù, si scorgeva il transito degli aeroplani che, meno male, proseguivano oltre senza lasciare alcuna traccia.

In breve volgere di tempo, il pericolo si considerava rientrato, anche se, ormai guastato il normale ciclo del sonno, comunemente ci si tratteneva in campagna, attendendo il sorgere del sole per far rientro fra le mura domestiche.

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!