Il gioco dell’oca in Puglia

Il gioco dell’oca carabiniera di Melanton, pubblicato su “Il Carabiniere”

 

di  Cosimo Giannuzzi

Il fascino del Gioco dell’oca,  popolare gioco da tavoliere, al quale è rivolta questa ricerca, sta nella sua struttura formata da simboli che, per loro natura, rinviano a molteplici significati. E’ concepito come metafora della vita e il suo percorso mostra al giocatore delusioni, pause, successi, com’è appunto il cammino dell’esistenza.

Questa idea del gioco viene bene evidenziata dallo studioso di miti e storia delle religioni, Nerino Valentini, che osserva in proposito:

«Per il giocatore superficiale e poco attento varrà, con molta probabilità, il consiglio di rivolgere la propria attenzione a qualcosa di più “moderno”; la ricchezza dell’Oca è tesoro per pochi, per quei pochi che, avendo occhi attenti non per guardare, ma per investigare, rimangono colpiti dalle implicazioni simboliche, dai continui rimandi al pensiero alchemico, della struttura sapienziale che pervade il tutto».

Il tabellone su cui si sviluppa il gioco può essere  in  carta, cartoncino, legno, plastica, latta, stoffa;  su di esso è disegnato un percorso illustrato.  Sono vari gli elementi che lo costituiscono: forma e andamento dello stesso, numero totale delle caselle e verso (centripeto o centrifugo) di percorrenza, immagini che contrassegnano le caselle e loro specifica collocazione. Predomina fra le immagini la raffigurazione di un palmipede pennuto: l’oca appunto.

A questo animale le narrazioni simboliche ascrivono qualità psicagogiche per la sua versatilità in tre elementi naturali (aria, acqua, terra), ovvero come volatile, uccello acquatico e camminatore. Risulta inoltre che l’oca possa essere stato il premio alimentare per il vincitore del percorso. Non è facile perciò stabilire se la scelta di questo animale si riferisca al compito

Antonio Mele, in arte Melanton

di Cosimo Giannuzzi

Antonio Mele nasce a Galatina nel 1942. Oltre ad essere disegnatore, è anche scrittore e poeta.

Esordisce nell’arte dell’umorismo e della satira collaborando ad appena 17 anni con  un periodico satirico della sua città “La Civetta”, ma ben presto il suo talento lo porta a collaborare con numerosi giornali e riviste tra le quali “La Tribuna illustrata”, “Domenica quiz”, “Hurrà Juventus”, “Marc’Aurelio”, “Il Travaso”,  “La Repubblica”, “Il Corriere Canadese”, “Il Quotidiano di Lecce”, “Il Carabiniere”.  In quest’ultime tre testate pubblica i “Giochi dell’oca”.

Ha scritto numerosi libri di satira ed umorismo ed ha curato molti cataloghi delle mostre a tema, organizzate nel Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino (Macerata)  di cui è sin dal 1991, Direttore artistico. Fra queste mostre l’omaggio nel 1994 a F. Fellini con il catalogo  Fellini umorista, dedicata ai disegni del regista. Altre pubblicazioni sono state:  La civiltà del sorriso, Giunti, Firenze 2001;  Sorridendo nei secoli: I Carabinieri nell’umorismo Ente Editoriale Arma dei Carabinieri, Roma 2003;  Sorridendo con la Benemerita: i carabinieri nell’umorismo, TorGraf, Galatina 2004. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in sede nazionale ed internazionale.

Nel 1997 è stato insignito dalla Targa del Presidente della Repubblica Italiana per i suoi meriti culturali nel campo della satira e dell’umorismo.  La sua attività vignettistica dal 2006 è divenuta stabile nella rivista mensile dell’Arma dei Carabinieri “Il Carabiniere”.

Nel 2008, il Comune di Maglie gli ha dedicato una mostra antologica  denominata “Sorrido ergo sum”.

pubblicato su Spicilegia Sallentina n°5

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