Libri/ Humanitas et Civitas. Studi in memoria di Luigi Crudo

di Paolo Vincenti

Humanitas et Civitas. Studi in memoria di Luigi Crudo. Questo il titolo della preziosa pubblicazione, a cura di Giuseppe Caramuscio e Francesco De Paola, edita, per la Società di Storia Patria-Sezione di Lecce, nell’ambito della collana “Quaderni de l’Idomeneo”, diretta da Mario Spedicato, da Edipan Galatina, 2010.

Si tratta del più compiuto omaggio che la città di Taurisano e il mondo delle belle lettere salentine abbia potuto fare alla memoria di un intellettuale finissimo e gentleman, colto, brillante e umile, quale Luigi Crudo  (1939-2007), con l’affetto della famiglia, la moglie Maria Sabato e i figli Massimiliano e Carlo.

Una bellissima foto di Luigi Crudo, “Gigi” per tutti, Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, compare in apertura del libro, prima di

Orto dei Tu’rat, dal tramonto all’alba

di Fernando Bevilacqua

Il grande poeta salentino Antonio Verri (un autore incredibilmente ancora escluso dalle antologie dei poeti nazionali), guardando il paesaggio caratteristico della sue parti, scrisse: “Continua il dialogo con la terra, con una realtà di volta in volta essenziale, lineare, un po’ amara, un po’ magica …”.

In queste parole sono racchiusi i contenuti di una serata straordinaria che viene proposta

                                    Sabato 6 Agosto, dal tramonto all’alba,

presso l’Orto dei Tu’rat, un parco culturale/agricolo/ecologico, situato nel Comune di Ugento (Lecce), si terrà l’evento, dal titolo

  “PAROLE SANTE… soffiate, musicate, perdute tra vento e acqua”

Durante la lunga serata si ascolteranno poeti, musicisti e performer, si guarderanno video artistici, si potranno assaggiare prodotti del Salento e bere vini di Puglia.

L’evento dà l’occasione di visitare e conoscere la bellezza disarmante dello scenario proposto da l’Orto dei Tu’rat, in assoluta sintonia con il paesaggio e l’atmosfera ambientale circostante.
Entrando nell’orto ci si trova infatti di fronte a dodici mezze lune di pietra a secco immense, costruite con pietra di Alessano, e la prima cosa che a tutti viene spontanea è il silenzio. L’idea immediata di un vivere con lentezza, la suggestione di una natura impalpabile che respira e si mostra senza alcuna vanità.

Giulio Cesare Vanini e Francesco Paolo Raimondi, filosofi taurisanesi (terza parte)

Roma, Ettore Ferrari, Giulio Cesare Vanini (1889), Foto Giovanni Dall’Orto

di Maurizio Nocera

… Vanini, monaco carmelitano col nome di fra’ Gabriele, fu uno studioso accanito che, per la costruzione del suo pensiero filosofico non ebbe altra possibilità che quella di confrontarsi con le idee del suo tempo, che altro non erano se non quelle della Scolastica tomistica e del neoplatonismo plasmato forzatamente sulla dottrina cristiana. Per cui, il suo libertinismo e il suo ateismo non sono il frutto di un’adesione aprioristica alla rinata concezione del mondo naturistica, ma l’inevitabile conclusione di un pensiero fondato sugli scritti di pensatori antichi «come Luciano, Diagora, Protagora, Cicerone, Diodoro Siculo [in altra parte del libro (v. p. 178) a questi aggiungerà anche Lucrezio, Epicuro e Pomponazzi] e gli epicurei e, tra i moderni, Cardano e Machiavelli» (v. p. 106).

Ecco dunque perché, il Raimondi giustamente scrive che «la filosofia vaniniana […] è una filosofia della crisi [del suo tempo] ed è l’espressione di quello sgretolamento degli schemi culturali e mentali consolidatisi nella tradizione che prepara o […] accompagna il radicarsi di uno spirito scientifico moderno. Di qui l’istanza di un’audacia che si spinga fino all’esposizione al pericolo di morte. È questo il senso in cui ricorre più volte nel Vanini l’idea di aver intrapreso una via che non ammette scampo («quid philosopho exoptabilius, quam in literis et pro literis mori?») [che cosa c’è di più desiderabile per il filosofo che morire nelle lettere e per le lettere] e da

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!