Antonio Casetti e il Cittadino leccese (terza ed ultima parte)

di Maria Grazia Presicce e Armando Polito

A stretto giro di posta, anzi di giornale, Antonio Casetti conclude con un colpo di scena  il suo poetico scambio epistolare con la fantomatica Nina: Nina non esiste; o, meglio, la lettera precedente a firma di Nina K. è un falso confezionato da intellettuali a lui ostili, che pensano, addirittura, di far così colpo su questa portatrice di parrucca che è riuscita a scatenare una battaglia ideologica, una polemica filosofica e letteraria tra passato e presente;  e che a noi piace immaginare con un sorriso beffardo reso più intrigante da una ciocca, naturalmente posticcia, che le nasconde in parte il viso…

APPENDICE

AI CAPELLI POSTICCI

A NINA

A voi, Nina, mio indomito

desiderio e mio spasimo,

Antonio Casetti e il Cittadino leccese (seconda parte)

di Maria Grazia Presicce e Armando Polito

Nella poesia che abbiamo presentato nella prima parte Antonio Casetti ci ha fatto conoscere Nina, la quale non attende certo troppo tempo per rispondergli…per le rime. E lo fa con questa poesia in forma di lettera con tanto di firma (Nina K.) e di data (Napoli, 30 settembre 1868). Se non si trattasse di un’invenzione del letterato che con sottile ironia prende in giro se stesso, se, cioé tutto non fosse fittizio (compresa la firma, per cui non sapremo mai a cosa corrisponda per esteso quel K., ammesso che si tratti di un personaggio realmente esistito), diremmo che il servizio postale allora funzionava molto meglio di oggi se una missiva scritta il 30 settembre risulta pubblicata il 5 ottobre…

Anche questa volta Antonio Casetti non manca di lanciare le sue frecciate contro gli eccessi del secolo passato e del suo, sicché Nina finisce per diventare l’alter ego del letterato che recupera la sua identità grazie al buonsenso di una persona comune che sa guardare in modo disincantato alla vita, consapevole delle sue inevitabili contraddizioni , ricchezze e miserie, senza il cipiglio serioso di certi intellettuali che vorrebbero far credere di essere indenni da certi condizionamenti.

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