Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (epilogo)

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (epilogo)

di Alessio Palumbo Epilogo Il pennino raschiava la pergamena. Don Matteo Rocca, con mosse lente, appose la firma in calce al testo scritto di fresco con quella grafia spigolosa che con l’età era andata ulteriormente peggiorando. Don Celestino si avvicinò all’arciprete che tuttavia non lo sentì. “Sia lodato Gesù Cristo” urlò il cantore quando il…

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. V)

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. V)

di Alessio Palumbo Capitolo V   Si distese nel letto con la tunica ancora addosso. La notte non era calda, ma sentiva la fronte bollire come se avesse la febbre. Il resto del corpo era invece scosso da brividi di freddo, tanto che si gettò addosso una coperta pesante che aveva ai piedi del letto….

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. IV)*

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. IV)*

di Alessio Palumbo Capitolo IV   Passarono una decina di giorni scarsi e una mattina, mentre assonnato a causa della notte passata in bianco per il caldo si trovava ancora nell’altare di san Nicola per rinfrancarsi con un po’ di frescura, udì i cardini del portone della chiesa cigolare e nuovi passi veloci e leggeri…

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. III)

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. III)

di Alessio Palumbo Capitolo III   Per tre giorni e tre notti il vento non smise di sferzare uomini e cose. Violenti rovesci d’acqua si riversarono sul paese ingombrando le strade con torrenti di fango. Alcune case abbandonate da decenni caddero o si lesionarono sotto la furia degli elementi. Le incannicciate furono divelte e nelle…

Racconti| La macchia blu.  Una falsa storia vera (cap. II)

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. II)

di Alessio Palumbo Capitolo II   Dormì per tutto il pomeriggio, ma un sonno agitato, frammentato, pieno di immagini confuse, di suoni indistinti. Rivide la smorfia di dolore sul volto del Castriota, nella testa risuonò il rumore degli zoccoli dei cavalli del governatore e la voce tonante di questo rimbombò come se fosse proprio lì,…

Racconti| La macchia blu.  Una falsa storia vera (cap. I)

Racconti| La macchia blu. Una falsa storia vera (cap. I)

di Alessio Palumbo La storia che vado a raccontare è vera e falsa allo stesso tempo, come del resto lo sono tante. Quanto vi sia di reale e quanto sia frutto della fantasia, chi avrà la pazienza di seguirne la trama lo scoprirà solo alla fine, carte alla mano. Per il momento posso solo dire…

Periferie desolate

Periferie desolate

di Pier Paolo Tarsi Mi sedetti alla penombra su un masso posto sul ciglio e restai a guardare la via di casa con l’intento di prestarle per una volta l’attenzione che, proprio in quel momento, reputai non averle mai concesso. Vi era poco di inconsueto; in lontananza, guardando in direzione del paesino, una aureola luminosa…

Da Marittima, senza tempo: storie di A., M. e V.

Da Marittima, senza tempo: storie di A., M. e V.

 di Rocco Boccadamo La mia amica marittimese A., la quale, già in passato, mi ha gentilmente fatto dono dello spunto ispiratore per una narrazione, dedicatale e poi raccolta in un volume che ne ha ripreso il titolo, dimostrando in certo qual modo di resistere allo scorrere di almanacchi e lustri, si conferma alla stregua di…

Salento, con i suoi miti e leggende

Salento, con i suoi miti e leggende

  di Felicita Cordella Mille storie salentine narrano di delfini, di sirene, di dei e semidei, di ninfe e satiri. Una sirena a due code di nome Leucades o Leucasia insieme con due amiche sirene, Partenope e Ligia, cantava e suonava divinamente. Perseguitate e sconfitte da Ulisse, che non cede alle loro seduzioni, le tre…

Camillo, basta il nome…

Camillo, basta il nome…

di Elio Ria Tondo, tondo come l’O di Giotto, impareggiabile nel pettegolezzo, garante della comunicazione paesana, confidente, campione della tolleranza, simbolo dell’allegoria del sorriso. Lo Zitone, suo compagno d’armi, lo coadiuva nelle disquisizioni pubbliche semiserie nella piazza Garibaldi, ogni giorno e in ogni momento. In Camillo volente o dolente ci s’incappa comunque, nessuno può sottrarsi…

Li zezzi russi

Li zezzi russi

  di Salvatore Chiffi In Nardò, verso la metà degli anni ’50, sulla strada “ti mare”, proprio di fronte a “lu torrino” (cisterna sopraelevata dell’acquedotto) viveva un ricco signore molto conosciuto per la sua stazza, ben oltre i duecento chili, che lo costringeva a stare sempre seduto su una “poltrona” appositamente costruita per lui e…

Cielo stellato

Cielo stellato

di Wilma Vedruccio    L’estate è propizia per alzare gli occhi al cielo nella notte, a osservare il firmamento, più che le altre stagioni. Le notti calde che ridonano il respiro dopo il caldo del giorno, agevolano l’incontro con gli astri, perduti nelle lontananze celesti, smarriti dai nostri orizzonti circoscritti, dimenticati nella smania del vivere,…

Un volto marittimese: Anita, detta Nnita

Un volto marittimese: Anita, detta Nnita

Racconti salentini Un volto marittimese: Anita, detta Nnita Protagonista di queste righe è una compaesana, signora pressappoco a metà tra gli ottanta e i novanta, precisamente della classe 1930, tuttavia dal portamento ancora solido e ben eretto, in certo qual modo figura tipica della comune piccola località natia. L’ho presente da quando era ragazza e…

Vecchi ricordi…

Vecchi ricordi…

di Mauro Minutello Vorrei conoscere il sentiero che seguono i ricordi per tornare alla mente. A volte sono così lontani che non si ha più idea di averli custoditi con cura. Lunedì pomeriggio 2 giugno 2014 , pulisco l’attrezzatura fotografica, quando, chissà perché, inizia a tornare alla luce l’immagine di mio nonno, quando veniva a…

Dal paesello, boccioli d’antiche stagioni

Dal paesello, boccioli d’antiche stagioni

di Rocco Boccadamo   Giulia C. era giunta a Marittima, da un paese vicino, sposando Fortunato e, a distanza di circa un anno, aveva messo al mondo Teresa. Purtroppo, la buona donna, ancora giovane, incominciò a scivolare in condizioni di salute precarie, con problemi di rilievo, e in progressivo aggravamento, all’apparato respiratorio, non mi è…

Galatina e la fabbrica dei sogni

Galatina e la fabbrica dei sogni

di  Pippi Onesimo   La postazione della Casa della Rusetta era oltremodo strategica: nascosta con discrezione nella immediata periferia del Centro Antico, offriva la massima riservatezza e poteva essere raggiunta da tutti con estrema facilità, specialmente dai forestieri. La palazzina sonnecchia, ancora oggi, sorniona, complice e colpevolmente collusa nel vicolo buio e breve, come un…

Primarie e Prim’arie

Primarie e Prim’arie

di Pino de Luca Al mio paese c’era Mesciu Ginu. Mesciu Giunu era un omone alto e grosso che di mestiere faceva il ciabattino. Appena si comprava un paio di scarpe, specialmente da ragazzini, si andava da Mesciu Ginu per farsi mettere i “minzetti”. Dei parasuola che i possidenti si curavano fossero di cuoio mentre…

Galatina e le lampe

Galatina e le lampe

di Pippi Onesimo Subito dopo la putia (l’esercizio) de la Bòmbana, si svolta a sinistra (per chi dall’Orulogiu scinde versu l’Anime) per salire dalla via de le Moniceddhre (via Scalfo), che, snodandosi in tutta la sua lunghezza, supera la strada de lu Spitale vecchiu (via Siciliani) e si ferma su via Turati, affacciandosi con candido…

Quell’indimenticabile spettacolo audace nella controra

Quell’indimenticabile spettacolo audace nella controra

di Rocco Boccadamo Altro che la mitica “Malizia” in celluloide, con un’avvenente Laura Antonelli intenta a sfaccendare in sommità ad una scala e un imberbe coprotagonista intensamente preso a coglierne e catturarne, dal basso verso l’alto, le intime meraviglie! V’è una scena assai più antica, vera e reale, qui si proverà a inquadrarla e fissarla…

Presente (la puzza di merda della pianura padana)

Presente (la puzza di merda della pianura padana)

  di Paperoga   Mi sono trasferito in Emilia in età universitaria, attorno ai 22 anni. Non vivevo più nel sansificio già da qualche anno, e i miei vestiti si erano a fatica liberati dalla puzza di pastosi scarti di olive. Ero dunque pronto ad emigrare ripulito, col vestito buono, la scrima in ordine e…

La “Spina” del vescovo

La “Spina” del vescovo

Una torbida vicenda neritina di tanti secoli fa LA “SPINA” DEL VESCOVO Anche nei periodi più bui, la giustizia, seppure tra tanti stenti, ha fatto il suo corso   di Emilio Rubino   Qualche volta, quando l’animo umano è tormentato da una forte emozione o dal dolore per una spiacevole traversia, si usa dire che…

Racconti. L’allegra famigliola

Racconti. L’allegra famigliola

di Emilio Rubino   Antonio, un buon padre di famiglia, tutto casa e lavoro, una mattina, approfittando della splendida giornata, decise di portare in campagna anche il figliolo, di appena sei anni, e l’avvenente moglie, oltre che l’asina. Per educazione ricevuta e per gentilezza d’animo, Antonio fece accomodare la moglie in groppa all’asina, mentre lui…

La telefonata

La telefonata

I  R A C C O N T I  D E L L A  V A D E A L A  T E L E F O N A T A di Pippi Onesimo Le lampe (bicchieri da un quarto colmi di vino), rappresentavano il baratto privilegiato per pagare la commissione della telefonata. Ma anche…

Gisarino, il sacrestano eternamente innamorato

Gisarino, il sacrestano eternamente innamorato

di Melanton Non si sa quand’egli sia nato, e si conosce appena il periodo della sua dipartita, che i più anziani del paese concordano nel circoscrivere intorno al 1930. Qualcuno lo ricorda come un bullo impenitente, ma era piuttosto un semplice bonaccione che credeva eccessivamente in sé e nelle sue improbabili virtù amatorie, nonostante fosse…

Leggende del Salento. Gli scogli dannati di Leuca e le macarìe della Grecìa salentina

Leggende del Salento. Gli scogli dannati di Leuca e le macarìe della Grecìa salentina

Il Salento delle leggende. Misteri, prodigi e fantasie nell’antica Terra d’Otranto   di Antonio Mele ‘Melanton’   Quando muoiono le leggende finiscono i sogni. Quando finiscono i sogni, finisce ogni grandezza.   Ogni terra ha le sue leggende. Nascono quasi tutte dalla tradizione orale. E a generarle e perpetuarle è soprattutto il popolo, che spesso,…

23 aprile. San Giorgio in un racconto salentino

23 aprile. San Giorgio in un racconto salentino

di Alfredo Romano Il fatto di san Giorgio [In basso la versione in dialetto salentino] Racconto tratto dal libro “Lu Nanni Orcu, papa Cajazzu e altri cunti salentini” di Alfredo Romano. Nardò, Besa, 2008.  C’era una volta una che, essendo donna molto pia, non mancava di recarsi in chiesa per assistere a tutte le funzioni….

C’era una volta l’Amore…

C’era una volta l’Amore…

A volte i miracoli s’avverano anche senza l’intervento divino C’era una volta l’Amore…   di Mauro De Sica Ero un ragazzetto di quasi otto anni, quando mia nonna mi raccontò l’indimenticabile favola sull’Amore. Solitamente la nostra famiglia trascorreva la vigilia di Natale, così come il giorno di Pasqua e del santo patrono, in casa di…

Racconti a Galatina. La quindicina

Racconti a Galatina. La quindicina

I RACCONTI DELLA VADEA   LA Q U I N D I C I N A di Pippi Onesimo Il sig. Cheròndula aveva appena chiuso il telefono e, visibilmente soddisfatto, abbandonava la scena, mentre una risata generale e un fragoroso battimani lo accompagnavano in segno di appagato compiacimento. Lui, però, incurante, serio e impettito, quasi…

Nc’era ‘na fiata… a proposito di stupidi e creduloni

Nc’era ‘na fiata… a proposito di stupidi e creduloni

La gente stupida e credulona la si trova dappertutto di Emilio Rubino C’era una volta un signore che aveva due figlie. Un giorno, all’ora di pranzo, il padre chiese alla più piccola di scendere in cantina a prendere un po’ di vino. Mentre riempiva il boccale, la giovane ebbe a pensare che era giunto il…

La fidanzata di Spongano

La fidanzata di Spongano

di Giorgio Cretì Ippaziantonio, o Patintoni,  in quel periodo aveva la zita, la fidanzata, a Spongano e da lì andava e tor­nava in bicicletta. Ma andare e venire così, semplicemente, non poteva durare a lungo e ora, dopo quasi un mese, sia la Nina, la zita, che i suoi parenti gli imponevano di presentarsi con…

Mamma Cuncetta vendeva le noci

Mamma Cuncetta vendeva le noci

  di Rocco Boccadamo Non gestiva una bottega da fruttivendolo, le ricavava direttamente da una vetusta grande pianta che vegetava rigogliosa nel piccolo fondo agricolo di proprietà denominato “Aria ‘u cumentu”, con annesso monolocale in pietra grezza che, nell’arco temporale fra la primavera e l’autunno, fungeva da cucina, soggiorno e camera da letto per l’anziana…

L’uomo della “conza”

L’uomo della “conza”

  di Wilma Vedruccio Da quando sua madre disse “tocca porti lu pane a casa, fiju miu”, aveva allora undici anni suppergiù, aveva impastato  malta senza posa. Impastato e trasportato malta fino a quindici, venti anni e poi per sempre. Aveva visto crescere case d’ogni tipologia, secondo la moda del momento, a seconda delle possibilità…

Racconti. La capu ti muertu

Racconti. La capu ti muertu

di Emilio Rubino   Questo aneddoto  non è un racconto immaginario, partorito dalla fervida fantasia di un buontempone, ma un avvenimento realmente accaduto nelle campagne neritine all’inizio dello scorso secolo. Vi era un giovane contadino, che, sobbarcandosi a enormi sacrifici quotidiani, era riuscito a impiantare un orto nel suo piccolo podere. L’uomo, infatti, dopo aver…

LA “PINDANGA”

LA “PINDANGA”

A lungo andare la natura e il carattere di una persona vengono a galla   LA “PINDANGA” di Emilio Rubino Quello che stiamo per raccontare è un episodio veramente accaduto a Nardò nel 1865. Un giorno di quell’anno un tale Mongiò, cittadino della vicina Galatina, assieme alla propria consorte, si recò a Santa Caterina, marina…

Storia di un prete furfantello alto poco più di un metro e quaranta. “PAPA GIUCCULATERA”

Storia di un prete furfantello alto poco più di un metro e quaranta. “PAPA GIUCCULATERA”

Storia di un prete furfantello alto poco più di un metro e quaranta PAPA GIUCCULATERA di Emilio Rubino   Il titolo non sta a indicare la marca di un piccolo elettrodomestico, o meglio di un utensile casalingo di uso comune, bensì rappresenta un appropriato nomignolo rivolto a un sacerdote neritino vissuto nella prima metà dell’Ottocento….

Una dolce storia d’amore realmente accaduta:  La falce di luna

Una dolce storia d’amore realmente accaduta: La falce di luna

Una dolce storia d’amore realmente accaduta LA FALCE DI LUNA Le mamme ricorrono a qualsiasi espediente per meglio educare i propri figlioli di Rino Duma Il professore Mauro aveva da poco perso la cara mamma e, nonostante avesse chiesto al preside un lungo permesso per riprendersi dallo sconforto, non riusciva a staccarsi da quella figura…

Hansel e Gretel sperduti nel Salento

Hansel e Gretel sperduti nel Salento

di Raffaella Verdesca                                         La solita brutta storia: Italia in crisi economica, allarme recessione, spread alto, tasse da capogiro e, dulcis in fundo, rivolta degli autotrasportatori, degli agricoltori, dei pescatori e chi più ne ha più ne metta! Rallentamento economico nel già rallentato sud. Lu Totò Cicaleddha, coltivatore diretto, ascoltava con attenzione ogni edizione del…

VENERINA

VENERINA

    di Maria Grazia Presicce   Mi disseto al getto fresco della fontana nella piazza e mi ritrovo accanto, lei, la bella ragazza che poco prima avevo ammirato sull’improvvisata pista da ballo. – Anche voi alla fontana a bere! – Le dico sorridendo. – Sono assetata e accaldata! – Mi risponde, passandosi una mano…

La fidanzata di  Cerfignano

La fidanzata di Cerfignano

di Giorgio Cretì (Inedito) Col solito sistema dell’ambasciatrice-ruffiana, più volte collaudato, Ippaziantonio s’era cercata una fidanzata a Cerfignano: lì conosceva diversa gente ed aveva anche dei parenti. Ma Cerfignano non era vicino come Spongano o Marittima e la strada da fare era molta di più perché c’era da fare il giro dalle Vele di Santacesarea…

Galatina. La spaccata

Galatina. La spaccata

di Pippi Onesimo La sceneggiata de le Signurine coinvolte nel rituale della quindicina della Rusetta si svolgeva con partenza da Piazza San Pietro, dal lato del Castello, e si sviluppava con studiata lentezza, costeggiando tutto il sagrato della Chiesa Madre. Pare che il Parroco, stando alle male lingue che trasmettevano da “Radio Fante“, avesse più…

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

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