Il rituale della “Santa Monica” nella magia popolare salentina

Divinazioni ai crocicchi e valenza magica dei crocevia. Il rituale della “Santa Monica” e altre forme di enodiomanzia nella magia popolare salentina

 

di Gianfranco Mele

 

L’ antica pratica della divinazione agli incroci ha sviluppato nel tempo e nei diversi luoghi ove è stata esercitata, numerose varianti, conservando sempre la caratteristica dell’essere attivata presso un trivio o un quadrivio.

Il crocicchio ha sempre avuto una valenza magica, e anticamente si erigevano in questi luoghi colonne (Enòdi) dedicati ad Ecate o a Hermes o ai Lari o ad altre divinità e semidivinità pagane. Queste colonne sono state sostituite poi dai pilastri degli Osanna (dial. Sannài), le popolari colonne salentine sormontate da una croce, edificati anch’essi ai crocevia, e da edicole votive dedicate a santi e madonne, come nel caso della edicola di “Fra Sciannibuli” di Sava della quale parleremo più avanti.

Ecate Trivia

 

I crocevia sono anche luoghi elettivi per gli incontri delle congreghe dei masciàri e, in provincia di Taranto, finanche dei balli delle tarantate, prima dell’avvento del rituale domiciliare.

Nel caso del rito della Santa Monica siamo in presenza di un culto divinatorio di origini pagane, poi cristianizzato. Del paganesimo, il rituale della Santa Monica conserva le caratteristiche di una antica forma mantica denominata Enodiomanzia. Un elemento peculiare e di stretta derivazione dagli antichi riti divinatori è il crocevia utilizzato come luogo d’elezione per lo svolgimento della mantica.

Il rituale della Santa Monica si svolgeva alla mezzanotte, appunto ad un crocevia (un trivio o un quadrivio) rivolgendo una invocazione alla santa e osservando, per l’ottenimento del responso, ciò che accadeva intorno: l’attraversamento di una persona o di un animale, un verso, un rumore, un suono dovevano essere interpretati come significati in relazione con l’oggetto della domanda.

Il rituale era destinato ad ottenere notizie dei propri cari partiti in guerra, ma anche per ottenere risposte a domande intorno ad eventi ed aspetti fatidici della vita (riuscita di un matrimonio, di una particolare impresa, notizie sull’amato o sulla sua corresponsione del sentimento, ecc) .

Nella sua forma cristianizzata, questo antico rito mantico è dedicato a Santa Monica in quanto questa donna aveva fatto il voto di non abbandonare il suo figlio primogenito, nonostante le sue continue fughe lontano da casa, e perciò si metteva costantemente alla sua ricerca.

A seguire, l’orazione del rito della santa Monica:

 

Santa Monica pietosa, Santa Monica lacrimosa;

a Roma scisti, ti Napuli turnasti

trentatrè scalini ‘nchianàsti, trentatrè ni scinnìsti :

nutìzi ti lu fiju tua nnucìsti.

Comu nnucisti nutìzi ti lu fiju tua,

ccussì nnuci nutizi ti lu fiju mia.

 

una rappresentazione di Santa Monica (affresco di Benozzo Gozzoli

 

Anche nel medioevo si diffonde l’usanza di erigere edicole votive in prossimità dei crocicchi, usanza mutuata dai larari pagani e dai pilastri votivi in onore di varie divinità, che si perpetra poi anche nei secoli a seguire, sino ai primi del ‘900. Queste edicole hanno la duplice funzione di essere relazionate a particolari accadimenti come miracoli, guerre, epidemie, cataclismi e avvenimenti religiosi eccezionali, e di costituire luogo di “visita” non solo per voti, preghiere e suppliche, ma anche a scopo predittivo-oracolare. Anche in questa ultima accezione le edicole votive cristiane prendono il posto degli antichi monumenti dedicati alle divinità pagane.

Sia Diana che Ecate erano divinità protettrici delle strade e dei crocicchi: verosimilmente, per questo motivo ad entrambe era dato l’appellativo di Trivia. In loro onore venivano edificate edicole, in prossimità appunto degli incroci delle vie. Divinità lunare, Diana-Artemide illuminava di notte le strade con la luce della luna, e per questo motivo era considerata anche protettrice dei viandanti e delle partenze.

Greci e Romani innalzavano lungo le pubbliche strade colonne e pilastri in pietra, sui quali erano scolpite le teste di divinità come Mercurio, Apollo, Ercole, Diana, e che fungevano da custodi e protettori delle vie. A questi usavano porgere sacrifici e voti prima di intraprendere viaggi. Diana fu detta anche Enodia e, come si è detto, insieme ad Ecate godette anche dell’appellativo di Trivia, perchè né trivii e quadrivii additava all’incerto viandante la via” .

Man mano il ruolo delle divinità pagane viene sostituito da quelle cristiane, che tuttavia assolvono alle stesse funzioni.

Sava – Edicola votiva Madonna di Fra Sciannibul

 

A Sava, presso il trivio Sava-Lizzano_Torricella, esiste una edicola detta “di Fra Sciannibuli”, eretta intorno alla metà del XIX sec. da un frate detto appunto Sciannibuli , dedicata al culto della locale Madonna di Pasano e situata nell’ambito di un itinerario devozionale che da Sava, giunge alla contrada Pasano (Sciannìbuli, o Sciannìpuli, nel dialetto salentino sta per Ginepro, e difatti sulla edicola fu posta una iscrizione in latino, che spiegava che l’edicola era stata eretta a devozione, da “Frater Iuniperus Alcantarinus”: il frate, riteneva di essere stato miracolato e di aver riacquistato grazie alla Madonna l’uso delle gambe).

Una singolare caratteristica dell’edicola della Madonna di Fra Sciannibuli è di essere stata meta, sin dal suo apparire e specialmente ai tempi delle guerre, dei pellegrinaggi dei soldati in partenza in cerca di protezione per il loro destino e al tempo stesso di interrogazione su di esso, come dei parenti di militari e viaggiatori desiderosi sia di proteggere e pregare per il destino dei propri cari, che di conoscere notizie circa gli accadimenti sul fronte.

Questa singolare tradizione è sopravvissuta in realtà fino ai giorni nostri, tanto che anche io ne sono stato fatto partecipe: quando negli anni ’80, infatti, mi accingevo a partire per la chiamata di Leva, delle anziane parenti mi raccomandarono di andare a fermarmi in contemplazione davanti alla Cappella di Fra Sciannibuli e rivolgere alla statua di quella Madonna una preghiera e raccomandarmi ad essa, “perchè così si fa”.

Da notare l’analogia tra la tradizione savese del recarsi verso l’ Edicola prima di intraprendere la partenza militare, e quindi le funzioni di protezione e supporto della Madonna nei confronti del soldato che si appresta ad un viaggio particolarmente carico di emotività e di incognito rispetto al futuro, e quella degli Enodii protettori, appunto, del viaggiatore. La tradizione del recarsi presso l’ Edicola della Madonna connessa alle partenze militari (ovvero per avere notizie dei parenti partiti in guerra o, da parte degli stessi soldati, come augurio/protezione/divinazione per la partenza verso il servizio di Leva o verso imprese di guerra) ha un suo corrispettivo in antiche – ma anche più recenti – tradizioni oracolari e divinatorie, a partire dagli antichi culti oracolari greci e romani, nei quali sono istituiti importanti centri di consultazione rispetto ad ogni aspetto importante e fatidico della vita individuale e sociale, tra cui le imprese di guerra, fino alla tradizione molto presente e sentita in Puglia della già citata Santa Monica.

 

Monacizzo – Colonna dell’ Osanna

 

 

BIBLIOGRAFIA

Salvatore Costanza, La divinazione greco-romana. Dizionario delle mantiche: metodi, testi e protagonisti, Forum Edizioni, 2009

Giuseppe Gigli, Il ballo della tarantola. In “Superstizioni, pregiudizi, credenze e fiabe popolari in Terra d’Otranto” Firenze 1893

Marco Aurelio Marchi, Dizionario tecnico-etimologico-filologico, Tomo I, Milano, Pirola, 1828

Elsa Silvestri, Le tracce del sacro, University Press Bologna, 1997

A.A.V.V., Biografia Universale Antica e Moderna. Parte Mitologica ossia storia, per ordine d’alfabeto, dei personaggi eroici e delle deità greche, italiche, egizie, indiane, giapponesi, scandinave, celtiche, messicane ecc., Vol. I, Venezia, Missaglia, 1833

Gianfranco Mele, Elementi di magia popolare nel mondo contadino del Salento e della Puglia, Cultura Salentina – Rivista di pensiero e cultura meridionale, luglio 2015

Antonio Bazzarrini, Dizionario Enciclopedico delle Scienze, Lettere ed Arti – Vol. II Venezia, Andreola, 1830

Antonio Basile, Momenti di religiosità popolare nel Salento: le edicole votive, in “Sallentum Rivista quadrimestrale di cultura e attività salentina”, Anno V, n. 1, Genn-Apr. 1982, EPT Lecce – Ed. Salentina – Galatina

Stefania Baldinotti, Oltre la soglia smarrimento e conquista. Culti e depositi votivi alle porte nel mondo italico, tesi di laurea in Archeologia, Università degli studi di Roma, 2007

Gerhard Rholfs, Vocabolario dei dialetti salentini, Congedo Ed., 1976.

Lascia un commento

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com.

Dati personali raccolti per le seguenti finalità ed utilizzando i seguenti servizi:
Gestione contatti e invio di messaggi
MailChimp
Dati Personali: nome cognome, email
Interazione con social network e piattaforme esterne
Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook
Dati Personali: Cookie e Dati di utilizzo
Servizi di piattaforma e hosting
WordPress.com
Dati Personali: varie tipologie di Dati secondo quanto specificato dalla privacy policy del servizio
Statistica
Wordpress Stat
Dati Personali: Cookie e Dati di utilizzo
Informazioni di contatto
Titolare del Trattamento dei Dati
Marcello Gaballo
Indirizzo email del Titolare: marcellogaballo@gmail.com