Mesagne e la sua Accademia degli Affumicati (5/5)

di Armando Polito

Prima di chiudere con l’Appendice contenente le schede con il nome degli Affumicati e con le informazioni che sono riuscito a reperire,  intendo ringraziare pubblicamente il signor Mimmo Stella per avermi consentito di risolvere un dubbio sorto all’inizio di questo lavoro. La foto di testa, tratta ed adattata da Google Maps mostra la parte iniziale (considerando la numerazione civica) di via Accademia degli Affumicati. Sempre sfruttando la stessa fonte, avevo notato che la parte finale  della stessa via mostrava una colonna con in cima un’immagine, una sorta di medaglione.

Com’è possibile notare, la limitata definizione non consentiva di individuare  senza rischio di equivoci ciò che il medaglione rappresentavam, lasciando in vita il sospetto che, data l’ubicazione, il soggetto potesse essere  proprio lo stemma dell’Accademia, che ho riprodotto nella prima parte di questo lavoro e che qui replico per facilitare al lettore l’esame comparativo.

 

La foto in alta definizione, richiesta tramite un comune amico al sig. Stella e da lui prontamente inviatami con squisita cortesia e di seguito riprodotta, ha detto la parola fine,alla questione.

 

                                           

                                                                      APPENDICE

BISCIOSI

Nell’elenco degli Affumicati compare senza il nome ma con il titolo di baccelliere.

 

BISCIOSI DONATANTONIO

Registrato anche come BISCOSI in alcuni repertori, fu il curatore di Rami di cipresso, overo compositioni funebri in morte della Signora Caterina Ferdinanda. Raccolte dal canonico Donatantonio Bisciosi, e dedicate all’eccellenza del Signor Prencipe di Mesagne, Micheli, Lecce, 1659. Il lettore non si lasci fuorviare da Ferdinanda, che è l’adattamento al femminile del cognome Ferdinando. Caterina, infatti, era figlia del medico mesagnese Diego Ferdinando, figlio, a sua volta,  del più celebre Epifanio. In particolare uno de componimenti è in lode di un pittore, un certo Martucci, esecutore di un ritratto di Caterina qualche mese dopo la sua morte. Del Bisciosi, poi, sono i componimenti  alle pagine 32, 36 e 44. Giacomo Arditi ne La corografia fisica e storica della Probincia di Terra d’Otranto, Stabilimento Tipografico Scipione Ammirato, Lecce, p.  353 ci informa che lasciò inedite le sue prediche quaresimali, molte rime, la versione del Miserere, e un Poema intitolato Concilio Reale contro Messina scritto nel 1676. A proposito di quest’ultima opera aggiungo che il manoscritto autografo è conservato presso la Biblioteca pubblica arcivescovile Annibale De Leo a Brindisi (ms. F/8). Di seguito la carta (1r) con il  frontespizio.

A Mesagne una via è intitolata a Ferdinando Biscosi.

 

BISCIOSI FRANCESCO

        

CARAGLIA  TOMMASO

Arciprete della chiesa collegiata di Mesagne ((Luigi Greco, op. cit., p. 28).

 

FERDINANDO EPIFANIO IUNIOR

Visse dal 1640 al 1717.  Era figlio del medico  Diego e nipote del più famoso  Epifanio senior Di lui resta, manoscritta, l’opera genealogica Delle famiglie meagnesi in quattro volumi, proprietà della famiglia Cavaliere di Mesagne.

 

FERDINANDO GIACOMANTONIO

Fu  cantore della chiesa collegiata di Mesagne (Luigi Greco, Storia di Mesagne in età barocca, v. 3, Schena, Fasano, 2002, p. 28).

 

FERDINANDO GIOVANNI MATTEO

A carta 452v del catasto onciario di Mesagne del 1628 custodito nella Biblioteca Pubblica Arcivescovile “Annibale De Leo” di Brindisi  compare un Giovanni Matteo Ferdinando thesoriero.

 

GEOFILO GIUSEPPE

Prima della nascita dell’Accademia degli Affumicati aveva fatto parte di quella dei Confusi. Con questo nome si conoscono due accademie: la prima fondata a Bologna nel 1570, la seconda a Ferrara nel 1623. Per evidenti ragioni cronologiche il nostro dovette far parte di quest’ultima, come si deduce da un riferimento presente nel titolo dell’opera del 1662 tra quelle di seguito elencate, per ciascuna delle quali l’OPAC registra l’esistenza di  due soli esemplari, uno  custodito nella Biblioteca provinciale S. Teresa dei Maschi – De Gemmis a Bari e l’altro nella Biblioteca pubblica arcivescovile Annibale De Leo a Brindisi.   

Discorso overo sillogismo astrologico dell’anno 1661 fabricato sotto il meridiano della fedelissima citta di Lecce. Intorno la mutazione de’ tempi, pioggie, venti, nevi, grandini, e simili, Micheli, Lecce, 1661.

Breve discorso, overo Entimema astrologico dell’eclisse del sole non creduta visibile nell’Europa formato al meridiano della fedelissima citta di Lecce. Nel quale si discorre del moto teorico de’ luminari, e della stella crinita novamente vista nel cielo, Micheli, Lecce, 1661.

Discorso, overo sillogismo astrologico dell’anno 1662 formato sotto il meridiano della fedelissima citta di Napoli. Intorno la mutazione de’ tempi, pioggie, venti, nevi, grandini, e simili, secondo le naturali, e metereologiche qualità, Micheli, Lecce, 1662.

Astrologico sillogismo dell’anno 1663 formato sotto il meridiano della fedelissima citta di Lecce. Intorno la mutazione de’ tempi, pioggie, venti, nevi, grandini, e simili, secondo le naturali, e metereologiche qualita, Micheli, Lecce, 1663. Nel frontespizio compare il titolo di medico e filosofo.

Discursus mathematicus, sive obseruationes astronomicae de nova stella barbata, et caudata visa in coelo in hydruntino horizonte, Micheli, Lecce, 1665. Nel frontespizio compare il titolo di philosophus ac  medicus messapiensis, mathematicae facultatis professor.

Un suo componimento in onore  di Giuseppe Battista è in Epicedi eroici, poesie di Giuseppe Battista, Eredi di Domenico Barbieri, Bologna, 1669, p. 390. Per Giuseppe Battista (Grottaglie 1610- Napoli 1675 ( vedi Armando Polito,  L’eruzione del Vesuvio del 1631 nella poesia di un salentino e di un napoletano, con una sorpresa finale … in http://www.fondazioneterradotranto.it/2015/01/12/leruzione-del-vesuvio-del-1631-nella-poesia-di-un-salentino-e-di-un-napoletano-con-una-sorpresa-finale/.

Nella Vita di Gianfrancesco Maia Materdona di Mesagne, scritta da Ortensio De Leo, manoscritto custodito nella Biblioteca pubblica arcivescovile “Annibale De Leo” di Briondisi a c. 1 v. si legge: Medici ancor, e Filosofi di molto grido furono Daniele, e Giuseppe Geofilo …“.  

 

GEOFILO TOMMASO STEFANO

Una generica via Geofilo è intitolata alla famiglia.

 

NOJA GIOVANNI MARIA

 

PALMITELLA GAETANO

In Luigi Greco, op. cit., p. 298 si legge: Di più sotto l’altare del suffragio si conserva il corpo di S Ottavio martire ridotto in fragmenti e stratto dal cemetero della B. Elena dall’eccellentissimo cardinal Carpegna dato in dono al reverendo d. Giuseppe de Torrettis e da questo al reverendo canonico d. Gaetano Palmitella …

Le carte 6r-6v del bollario custodito nella Biblioteca Pubblica “Annibale De Leo” di Brindisi riportano un atto datato 26 narzi 1728 indirizzato da Andrea Maddalena, arcivescovo della sede apostolica di Brindisi, a Domenico di Ruggiero, diacono della terra di Mesagne, ed avente per oggetto la concessione di canonicato con relativa prebenda presso la chiesa collegiata di Mesagne, posseduto dal sacerdote Gaetano Palmitella, per il quale riceve un posto nel coro e voce in capitolo.

 

RESTA FRANCESCO

 

RESTA LUCANTONIO

Per motivi cronologici non può essere l’omonimo (del quale mi sono occupato in http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/11/08/mesagne-luca-antonio-resta-vescovo-laffumicato/) , prima arciprete di Mesagne e poi, dal 1565, vescovo di Castro, dal 1578 di Nicotera e dal 1582 fino alla morte, avvenuta nel 1597, di Andria. Fu autore di Directorium visitatorum, ac visitandorum cum praxi, et formula generalis visitationis omnium, & quaruncumque ecclesiarum monasteriorum, regularium, monialium, piorum locorum, & personarum, Facciotti, Roma, 1593 (ristampato presso lo stesso editore nel 1599). A lui, dunque, e non all’omonimo degli Affumicati è stata intitolata via Luca Antonio Resta.

 

RINI FRANCESCO PAOLO

 

RINI NICOLA ORONZO

 

RINI ROMANO

 

RINI VALENTINO

Tesoriere della chiesa collegiata di Mesagne (Luigi Greco, op. cit., p. 32). Aggiungo che potrebbe essere il Dottor Fisico Francesco Valentino Rini ricordato da Serafino Montorio, Zodiaco di Maria, Severini, Napoli, 1715, p. 479, ove, nel parlare della chiesa di Santa Maria in Bettelemme, ovvero della Sanità e dell’annesso convento dei Celestini, si riporta la notizia che abitavano quelli Religiosissimi Padri anticamente in un cantone di detta Terra [Mesagne], ed in quel luogo appunto, che era attaccato alle mura di quella, ove oggi sono le Case del Dottor Fisico  Francesco Valentino Rini. 

Va ricordato che Epifanio Ferdinando senior era nato il 2 novembre 1569 da Matteo e da Camilla Rini.

 

THERIO ORAZIO

Therio sembrerebbe un cognome di origine greca (da θηρίον=belva).

 

VERARDI ORONZO

Un Matteo Oronzo Verardi fu vice-sindaco di Mesagne dal 1716 al 1717 (Luigi Greco, op. cit., v. I, p. 157).

 

Per la prima parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/01/24/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-15/ 

Per la seconda parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/01/27/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-25/ 

Per la terza parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/02/01/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-35/ 

Per la quarta parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/02/06/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-45/

 

                                         

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