Mesagne e la sua Accademia degli Affumicati (4/5)

di Armando Polito

 

carta 329v

ben anche nell’Europa tutta tanto dilatata, ed estesa. Il metodico regolamento che vien’osservato, ed il grande vantaggio ed utile che tutto dì dalle Nazioni tutte vien ricavato nelle reciproche conferenze tenute. Inutile ben anche e superfluo dell’introduzzione dell’Accademie seguite ne’ tempi di mezzo, e specialmente di quella57 in tempo dell’imperadore Carlo Magno … 

 

carta 331v

… L’altra che chiamata fà degl’Oscuri, coll’impresa del Sole, che nascosto tròà le nubi vedeasi col motto Et latet, et lucet58, e colle altre che si tralasciano. Quei Accademici Messapi nell’erezzione dell’Accademia da essi fissata, vollero farsi in qualche maniera imitare nel titolo che doveano darli, quello di sopra rapportato degl’Oscuri, assumendo esui quello degl’Affumicati; e per l’impresa, espressero un’acceso fuoco, sopra di cui vedonsi alcule legna di Quercia, dalle quali tramandato ne viene il fumo, col motto Explorat Robora. Virgil. Georg. et P.o Aeneid. Riflettendosi da me sopra59l’enunciato simbolo, e motto, s’hà pensato, che quei dotti Accademici avessero voluto significare che non poco delle di loro forze fidavansi, facendone di quelle la prova, e che forsi60 avessero anche avuto presente, e di mira l’altro verso dello stesso Virgilio nella Georgica 175 lib. I, cioè Suspensis focis explorat robora fumus           

 

carta 332r

sopra di cui da un interprete61 dotto fu ivi notato62 che “Probet an sint optima quod ex eo noscitur, si fumo siccata, rimas non contrahant63“. Dalisto Narsete Pastore Arcade, che scrisse la Vita del Chiarissimo Benedetto Buommattei, che trovasi inserita nella sua nota opera della Lingua Toscana64, nel principio di quella và rapportando li vari onori datili, e trà quei, quello d’essere stato ascritto in varie Accademie, e trà queste in65 quella di Firenze, detta degl’Instancabili, ove il Gran Duca era solito intervenire, nella quale dice il citato Autoreche il Buommattei66 che volle prendere il nome di AFFUMICATO, di cui67 spiegar volendosene spiegare il simbolo disse che dal Fumo nascea il suo operare, riferendo il Fumo alla Gloria che ne ritraea, accoppiata questa ad una lodevole ambizione, che in se stesso concepito avea. Dal nome, dunque68, d’AFFUMICATO dal Buommattei assunto, dedurre io ne voglio, che avendo quei dotti Accademici Messapici nell’erezzione della di loro Accademia avendo anch’essi assunto il titolo degl’Affumicati, collo stesso vollero parimenti dar ad intendere69, il Fumo alla Gloria riferendo, che anche70 per ciò alla stessa gloria drizzati aveano li li loro desideri, e che à quella spiravano; ma qualunque ne fosse stato mai l’oggetto, stimo intanto proprio esporre alla veduta del Lettore l’impronrta della testé descritta Accademia, coi nomi, simboli e motti, che quei Accademici che la componeano assunsero, ricavati dagl’originali atti, che, come di sopra hò detto, sono in mio potere, per esserne nella maggiore intelligenza.      

 

carta 333v

Mi convien’inperò71  premettere, che avendosi da me data alla descritta Impresa dell’Accademia di Mesagne quella dilucidazione, che più m’è sembrata propria72 al di lei simbolo, e convenendomi parimente73 dilucidare le Imprese, simboli, e motti assunti da quei Accademici, che la componeano, che anche saranno qui dietro rapportati, e non essendo stati74 alcuni di quelli,75 espressati con quella chiarezza propria,per ciò76 alla cieca  così si và più tosto77 à far da indovino, che da interprete; per cui giustamente il di sopra citato Scrittore Mons. de Francheville nella detta sua opera Le Siecle de Louis XIV tom. 2 CAP. XXIV parlando di un tal punto degl’Emblemi scrisse, che quando queste non rappresentano e non indicano ciocché la leggenda, ò sia il motto voglia significare, e questo non abbia un senso molto chiaro, e determinato, potendosi in più maniere spiegare, che in tal caso non merita d’essere dilucidato, e spiegato in modo alcuno; eccone le parole: Quand le corps ne78 represente pas ce que la légende signifie, et cette légende n’a pas un sens assez clair, et  assez déterminé, ce qu’on peut expliquer de plusieurs maniéres, ne merite d’ȇtre expliqué d’aucune …79, ed indi soggiunse: Les devises sont par rapport aux inscription, ce que sont des mascarades en comparaison des cérémonies augustes80, indi qualora il Lettore non resterà sodisfatto da quelle dilucidazioni, che le darò, in tal caso ne farà la mia difesa il testé citato scrittore Francese.  

 

 

Per la prima parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/01/24/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-15/

Per la seconda parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/01/27/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-25/

Per la terza parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/2018/02/01/mesagne-la-sua-accademia-degli-affumicati-35/

Per la quinta parte: http://www.fondazioneterradotranto.it/wp-admin/post.php?post=94691&action=edit

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57 di quella aggiunto nell’interrigo.

58 E si nasconde e risplende.

59 sopra aggiunto nell’interrigo.

60 Sic.

61 interprete aggiunto nell’interrigo.

62 ivi notato aggiunto nell’interrigo in sostituzione di scritto cancellato.

63 Proverebbe se [i pezzi di legno] sono ottimi, poiché lo si sa da cio, se seccati dal fumo non presentano fenditure.  Non è dato sapere chi sia questo dotto, anche se la frase compare tra le esplicative del lemma explorare nelle edizioni settecentesche del Calepino.

64 Benedetto Buommattei visse dal 1581 al 1647. Scrisse Modi di consecrar le vergini, Pinelli, Venezia, 1622 e della lingua toscana, Pignoni, Firenze, 1643.. L’edizione di quest’ultima opera cui si riferisce il manoscritto è quella uscita per i tipi della Società tipografica de’ classici italiani a Milano nel 1807, dove la vita del Buommatei scritta da Dalisto Narsete occupa le pp. 1-92 del volume I. Il pezzo citato è a p. 54 e suona così: E perché dal fumo nasce il mio operare, meritatamente mi pare di potere aver gloria da questo nome AFFUMICATO. Quanto a Dalisto Narsete dall’edizione della vita del Buommattei uscita per i tipi di Guiducci e Franchi a Firenze nel 1741 a p. XXXXXXII (sic!) si legge: Dalisto Narseate, pseudonimo dell’abate Giovanni Battista Casotti.

65 e trà queste aggiunto nell’interrigo in sostituzione di parole cancellate.

66 Segue un che cancellato.

67 Segue parola cancellata.

68 dunque aggiunto nell’interrigo.

69 parimenti dar ad intendere sovrascitto a parole cancellate.

70 anche seguito da parola cancellata.

71 in barrato.

72 Segue essere cancellato.

73 Segue dei cancellato.

74 stati aggiunto nell’interrigo.

75 Segue parola cancellata.

76 Segue parola cancellata.

77 tosto aggiunto nell’interrigo.

78 Segue parola cancellata.

79 Questa citazione risulta replicata nella nota (A) di carta 348r.

80 I motti sono in rapporto alle iscrizioni ciò che sono le buffonate delle auguste cerimonie. 

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