Castrignano dei Greci, Oria, Francavilla e il Principato di Monaco (2/2)

di Armando Polito

La vivacità caratteriale ed espressiva del nostro è confermata pure  da quanto subito dopo fa dire al lettore dal suo stesso libro …

 

Dopo tre facciate dedicate all’imprimatur  è l’autore, questa volta, a rivolgersi al libro con un sonetto.                                                                                                                                                                                

Subito dopo e prima dell’inizio dell’agiografia vera e propria il volume presenta alcuni componimenti in lode dell’autore (è la prassi in libri di quell’epoca). Risparmio al lettore ulteriori trascrizioni e commenti ma non posso fare di riportare l’intestazione di tre di loro.

1)  

2)

 

3) 

 

4) 

 

 

Quanto riportato consente di trarre, oltre le precedenti, altre informazioni interne. In 1 e 3 si legge un Onofrio Guido, in cui Guido potrebbe essere il cognome del nostro autore. Che egli poi godesse di un certo prestigiolo dimostrano i nomi degli autori delle poesie celebrativi, che non sono personaggi qualunque . Per Francesco Prato non è fuori luogo pensare alla nobile famiglia leccese, il cui più famoso rappresentante era stato Leonardo, cavaliere di Rodi, baglivo di Venosa, governatore di Capitanata e Molise, morto in combattimento nel 1511. Sia o non sia parente del famoso cavaliere, il nostro dovrebbe essere il Francesco Prato annoverato tra i soci dell’Accademia leccese dei Trasformati (fondata da Scipione Ammirato nel 1559 e restaurata da Camillo Palma nel 1605)1. Non lasciano dubbi, invece, gli altri e cioè Antonio Martena, Angelo Gorgoni e Padre Bonaventura da S. Pier di Lama. Il Martena fece parte anche lui dell’Accademia leccese dei Trasformati. Il Gorgoni  (†1684) fondò in Galatina nel 1637 l’Accademia dei Risoluti e dopo quella  degli Irrisoluti ; di lui il fratello pubblicò postuma l’opera della quale segue il frontespizio.

Anche questa volta è lo stesso frontespizio a fornirci l’informazione che l’opera è dedicata a Francesco Maria Spinola e  tra i suoi titoli si legge Duca di S. Pietro in Galatina, Conte di Soleto ed utile Signore delle Terre di Borgagne, Noe [oggi Noha], Padulano , Pisanello [questi due ultimi erano casali tra Galatina e Cutrofiano] &c. Inoltre c’è da ricordare che la famiglia Spinola, come la Grimaldi, era originaria di Genova; cpsì il circuito tra la città ligure e il Salento si chiude.

Padre Bonaventura da Lama, infine, pubblicò la Cronica de’ Minori Osservanti Riformati  della provincia di S. Nicolò.

 

A p. 34 si legge:  Nell’anno 1656 à 24 di Giugno, in Gravina fu eletto per Provinciale il P. Onofrio da Corigliano. Si può pensare che personaggi di tale levatura e notorietà ci avrebbero messo la faccia (il Martena e il Gorgoni, addirittura, con due componimenti ciascuno) se avessero considerato un mediocre il nostro autore?

 

Per la prima parte: 

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1 Archivio storico per le provincie napoletane, anno III, fascicolo I, Giannini, Napoli, 1878, p. 149.

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