Castrignano dei Greci, Oria, Francavilla e il Principato di Monaco (1/2)

di Armando Polito

I fili che collegano i protagonisti di qualsiasi storia (intesa anche nel senso più comune e banale di racconto) possono essere spessi, complicati, tenaci; altre volte, ed è questo il nostro caso, sottili, labili, direi occasionali.

Ci portiamo nel XVII secolo e partiamo da Castrignano dei Greci, dove visse Padre Onofrio, del quale nulla sapremmo  senza il frontespizio dell’unica sua opera pervenutaci, reperibile all’indirizzo https://archive.org/details/bub_gb_AiMgxUGR388C, da cui ho tratto le immagini che seguono.

Com’è quasi usuale nei testi a stampa di quell’epoca, il titolo è chilometrico, comprendendo, oltre ai dati cui siamo oggi abituati (nome dell’autore, titolo, nome dell’editore e data di pubblicazione (poi, fra dediche, patrocini, prefazioni, intrafazioni …, postfazioni, poco ci manca che all’interno non compaia anche il colore  preferito dall’autore per le sue mutande), una serie di informazioni, molte delle quali mi hanno consentito di dare il titolo al post.

L’opera: s’inquadra nel filone delle agiografie, particolarmente fertile nel XVII secolo. Di S. Saba ce ne sono parecchi, ma qui il protagonista è S. Saba archimandrita nato a Cesarea in Cappadocia nel 439 e morto nel monastero di Mar Saba, uno dei tanti da lui fondato,  presso Betlemme.

L’autore:  frate francescano, teologo, lettore, predicatore generale (quest’ultimo titolo non veniva conferito a chiunque, presupponendo il possesso di preparazione teologica e capacità dialettica e retorica; nemmeno mi azzardo a formulare giudizi sul teologo, ma sul dialettico e retore addurrò elementi che ne mettono inluce le capacità..

La dedicataria: Brigida Grimaldi, figlia di Pier Francesco e di Aurelia Lomellini Granada, sposò nel 1644 Michele  Imperiali, principe di Francavilla e marchese di Oria.

Lo stemma della dedicataria: quello della famiglia Grimaldi. Ecco  come esso si presenta in alcuni manoscritti conservati presso la Biblioteca Universitaria Estense a Modena.

1) Giacomo Fontana, Insegne di varii prencipi et case illustri d’Italia e altre provincie (1605)

 

2) Angelo Maria da Bologna, Araldo nel quale si vedono delineate e colorite le armi de’ potentati e sovrani d’Europa (inizi del XVIII secolo)

 

3) Anonimo, Cronaca modonese dell’anno 1796 (XIX-XIX secolo)

 

Nell’immagine comparativa che segue lo stemma del frontespizio appare come una via di mezzo tra il n. 5 e quello dell’attuale principato di Monaco.

Dati editoriali: editore Pietro Micheli; luogo di edizione Lecce; anno di edizione 1681.  Pietro Micheli, di origini francesi (era nato in Borgogna nel 1600) fu il primo stampatore autorizzato a Lecce, con monopolio assoluto dal 1631 al 1688, quando l’impresa fu rilevata dagli eredi.

Dopo aver passato in rassegna tutti i dati del frontespizio a giustificazione del titolo che,  come ho detto all’inizio, ho voluto dare al post, mi pare opportuno ritornare all’autore. Doveva essere un bel caratterino, come si deduce dalla dedica, della quale riproduco le pagine originali  con a fronte la trascrizione, espediente per aggiungere le mie note. Anticipando il mio giudizio complessivo dico che le scontate forme di cortesia, i richiami mitologici e  lo stile ampolloso non appaiono come un tributo passivo agli strumenti espressivi tipici dell’età barocca; e tutto questo grazie alla parola a tratti energica ed alle metafore non stucchevolmente ingegnose.

 

CONTINUA

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