L’affresco di Sant’Agostino nella cattedrale di Nardò

s. agostino1

 

di Marcello Gaballo

Sul secondo pilastro della navata centrale della cattedrale di Nardò è riprodotto uno dei più belli affreschi dell’ edificio: Sant’Agostino vescovo (13) (sec. XV), di m. 2,50×0,88.

Indossa mitra, guanti e un prezioso mantello, finemente decorato con motivi geometrici, fermato da una fibbia rotonda sul petto e sovrapposto alla tunica monastica, della quale si vedono il cappuccio e la parte superiore. Con la mano destra il Santo indica un cartiglio, ormai illegibile[1], retto dall’ altra mano che stringe il pastorale. L’ iscrizione posta ai lati del capo (da un lato S. e dall’ altro AU.S/ TIN) attesta il Santo.

”L’ affresco fu descritto dal De Giorgi il quale non ne diede un giudizio critico. La qualità della pittura è notevole e si nota soprattutto una gran cura nella descrizione delle stoffe preziose e nella scelta dei colori che non hanno note squillanti. La ripresa di uno schema ancora rigidamente frontale e la mancanza dell’ elemento architettonico, tipico degli affreschi tardo-quattrocenteschi, potrebbe far risalire ai primi anni del secolo XV”[2].

s. agostino

 

[1]Su cui il De Giorgi lesse, a caratteri gotici: Iuste/ et cas/ te viv/ere et/ xarita (te) (Ibidem, p. 266).

[2]  (dalla scheda della Soprintendenza).

 

Per avere una immagine ad altissima risoluzione con gigapanofrafia si veda il sito

https://www.lecce360.com/GigaPano/index.php?cartella=Cattedrale_Nardo&bene=38&x=3125&y=3885&z=5

9 Commenti a L’affresco di Sant’Agostino nella cattedrale di Nardò

  1. IN MEMORIA DI SANT’AGOSTINO (E IN ONORE DEL LAVORO DELLA FONDAZIONE). “ECCO DA DOVE COMINCIA L’AMORE” (“ECCE UNDE INCIPIT CHARITAS”), DALLA GRAZIA (“gr.: “XAPIS”, lat.: “CHARIS”) DI DIO “CHARITAS”, NON DI DIO “MAMMONA “CARITAS” …

    Lode a Marcello Gaballo per questo bellissima e preziosa nota su “L’affresco di sant’Agostino nella cattedrale di Nardò” (cfr.: https://www.fondazioneterradotranto.it/2017/08/28/laffresco-di-santagostino-nella-cattedrale-di-nardo/#_ftn1) – e il lavoro di De Giorgi: la sua trascrizione della scritta sul cartiglio (ormai scomparsa) “iuste/et cas/te viv/ere et/ xarita(te)” – contrariamente alla protervia che ha portato allo “sproposito maiuscolo” e alla brutta abitudine instauratasi almeno a partire da Ludovico A, Muratori di una “caritas” latina! – conserva ancora la memoria del legame della tradizione dell’evangelo (non: “vangelo”!) con la lingua greca (“charis”, “charites”… “charitas”).

    FILOLOGIA E FILOSOFIA/TEOLOGIA. Giambattista Vico (“De constantia iurisprudentis”, 1721) giustamente e correttamente e onestamente così pensava e scriveva: “Solo la carità cristiana insegna la prassi del Bene metafisico”(“Boni metaphysici praxim una charitas christiana docet”). Sapeva che Gesù (“Christo”) aveva cacciato i mercanti FUORI dal tempio, e non aveva autorizzato i sacerdoti a vendere a “caro-prezzo” (lat.: “caritas”) la “grazia” (gr.: “Xapis”, lat.: “Charis”) di Dio (lat.: “Charitas”)!!! Due padroni: Dio “Charitas” o dio “Caritas”?!, Dio Amore o dio Mammona?! In questo bivio (“X”) ancora siamo, oggi – e ancora non sappiamo sciogliere l’incognita (“”x”)!

    Sul tema, mi sia consentito, si cfr. la seguente nota:

    L’EUROPA, IL CRISTIANESIMO (“DEUS CHARITAS EST”), E IL CATTOLICESIMO COSTANTINIANO (“DEUS CARITAS EST”).Una storia di lunga durata…

    MURATORI, BENEDETTO XVI, E “UNO SPROPOSITO MAIUSCOLO”: LA LEZIONE DI VICO. Un breve testo dalla “Prefazione ai lettori” del “Trattato sulla carità cristiana” di Ludovico A. Muratori

    MURATORI E RATZINGER. “DEUS CARITAS EST”: FINE DEL CRISTIANESIMO. TOLTA AL PESCE (“I.CH.TH.U.S.”) L’ ACCA (“H”), IL COLPO (“ICTUS”) E’ DEFINITIVO!!! …. http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5617.

    Federico La Sala

      • ONORE DOVUTO ALLA STORIA DELLA TERRA DI OTRANTO, DI NARDO’, E ALL’ECCELLENTE IMPEGNO CULTURALE VOSTRO (TUO E DEL DOTT. GABALLO) E DELLA BRILLANTE FONDAZIONE. GRAZIE!!!

        • SANT’AGOSTINO E L’ECUMENISMO UMANISTICO-RINASCIMENTALE …

          ALLA LUCE DEL lavoro di ARMANDO POLITO e MARCELLO GABALLO SU “SANTA MARIA DI CASOLE E LE SUE SIBILLE” (cfr.: https://www.fondazioneterradotranto.it/2017/03/24/santa-maria-casole-copertino-le-sue-sibille/), all’affresco di Sant’Agostino (databile forse più precisamente nella seconda metà del sec. XV), ), mi augurerei una rinnovata e maggiore attenzione non solo a tutta la figura dell’affresco ma, in particolare, all’immagine del bastone-pastorale con i suoi DUE SERPENTI. Essa richiama, con chiarezza, non solo la figura di Mosè ma anche e soprattutto la figura di ERMETE TRISMEGISTO con il suo caducèo (e, con essa, della Sibilla Pizia, di Apollo, e di Delfi).

          L’affresco di Sant’Agostino nella cattedrale di Nardò, a mio parere, è un luminosissimo segno “manifesto” della diffusione della concezione umanistico-rinascimentale nella Terra d’Otranto e, insieme, del grande lavoro che porterà infine la Chiesa e Michelangelo a celebrare le Sibille (5) insieme ai Profeti (7) nella Volta della Cappella Sistina: ovvero, dice chiaramente del ruolo “giocato” dalla figura di Agostino nella costruzione dell’ orizzonte ecumenico umanistico e rinascimentale.

          Sul tema, si cfr., unitamente al già citato lavoro di A. Polito e M. Gaballo, la mia nota sul
          RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA SISTINA CON 12 SIBILLE: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5195

          Federico La Sala

          • NOTA: AGOSTINO, LE SIBILLE, LA LETTERA DELL’ALFABETO GRECO “X”, E IL “PESCE”!

            NEL LIBRO DI Marcello Gaballo e Armando Polito, “Santa Maria di Casole a Copertino (Lecce) ed altri repertori di Sibille” (Fondazione Terra d’Otranto 2017), è ripreso l’intero capitolo 23 del Libro XVIII del “De civitate Dei” (per eventuali approfondimenti, si cfr. sant’Agostino, “La città di Dio”: http://www.augustinus.it/italiano/cdd/index2.htm)

            Federico La Sala

            • NOTA 2: IL PASTORALE DI SANT’AGOSTINO CON *UN SOLO SERPENTE* E IL PASTORALE DI BARTOLOMEO I CON *DUE SERPENTI* …

              PER MEGLIO CAPIRE il filo che lega l’ecumenismo umanistico-rinascimentale (Niccolò Cusano, “La pace della fede”, 1453) con l’ecumenismo dell’attuale presente (nuovo Concilio di Nicea, 2025) e, insieme, la portata simbolica del particolare PASTORALE di sant’Agostino nell’affresco della Cattedrale di Nardò, mi sia consentito rinviare all’immagine del pastorale del Patriarca di Costantinopoli e all’intervista relativa all’ INCONTRO DI PAPA FRANCESCO E BARTOLOMEO I A ISTANBUL (cfr.: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5791).

              Federico La Sala

  2. Osservazione personale su un dettaglio forse (per via dell’esito spagnoleggiante) irrilevante: per me la seconda lettera della parte destra dell’iscrizione non è U seguita da un punto con la funzione sostitutiva di GU (oltretutto, stranamente, U avrebbe una forma diversa dalla successiva), ma G; per questo leggo AGUSTIN.

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