La Terra d’Otranto in un portolano del XIV secolo

di Armando Polito

Già facente parte della collezione del genovese Tammar Luxoro (1825-1899), il portolano citato nel titolo, fu acquistato dal comune di Genova,  ed è custodito dal 1908 nella civica biblioteca Berio. Esso è integralmente visionabile, anche se non in alta definizione, all’indirizzo  http://www.e-corpus.org/notices/10651/gallery/.
La rappresentazione della Terra d’Otranto coinvolge due tavole, donde la ripetizione obbligata di alcuni toponimi. Passo ai consueto commento dei dettagli evidenziati in rosso dopo la loro elaborazione elettronica necessaria per facilitarne la lettura. A tal fine il secondo è stato pure ruotato di 180°. Nonostante gli espedienti messi in atto rimangono alcuni punti interrogativi, per lo scioglimento dei quali confido nell’aiuto (e nella vista migliore della mia …) di chi mi legge.

 

 

Sullo stesso tema vedi:

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/16/la-terra-dotranto-in-un-portolano-del-1521-il-progetto-sarparea-e-lino-banfi/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/07/25/la-terra-dotranto-un-portolano-del-1572/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/07/la-terra-dotranto-in-un-portolano-del-xvi-secolo/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/05/08/la-terra-dotranto-carta-nautica-del-1521/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/04/23/la-terra-dotranto-in-due-antiche-carte-nautiche/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/17/a-pesca-in-rotta-verso-punta-palascia-con-a-bordo-una-vecchia-carta-nautica-ma-la-rete-e-di-ultima-generazione/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/07/17/la-terra-dotranto-ombelico-del-mondo-nel-1339/

 

4 Commenti a La Terra d’Otranto in un portolano del XIV secolo

  1. Buongiorno,
    sempre molto interessanti i suoi articoli, che con piacere leggo.
    Ho notato che sulla mappa, ha indicato “petrolla” con il punto interrogativo. Mi chiedo: potrebbe essere “Specchiolla”, visto che questa località è compresa tra Villanova di Ostuni e Torre Guaceto?
    E potrebbe avere qualche riferimento a “petro”, derivato da pietra, e quindi attinenza con “specchia”, molto diffuse qui nel salento?
    Potrebbe.
    Grazie e buon ferragosto

    • La ringrazio per l’attenzione ma ancor più per la sua proposta che ritengo condivisibile e per quanto riguarda le coordinate geografiche e per la tonomastica. Per le prime, il probabile errore da me rilevato nella nota 37 del post in http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/17/a-pesca-in-rotta-verso-punta-palascia-con-a-bordo-una-vecchia-carta-nautica-ma-la-rete-e-di-ultima-generazione/ a proposito di “Petrella” per “Torre Pozzelle” mi aveva spinto a formulare inizialmente la sua stessa ipotesi, solo che poi me ne sono dimenticato quando negli altri portolani ho incontrato, questa volta al posto giusto, “Petrolla” o “Petrola” o “Pitrola”.
      Per quanto riguarda la toponomastica colpiscono subito le due desinenze che si direbbero suffissi diminutivi. In particolare “Petrolla” ricorda. pur col cambio di genere, il neretino “pitruddhu” (entrambi dal latino “petra”=pietra) e a sua volta “Specchiolla” sembra aver seguito la stessa tecnica di formazione, partendo, però, non dal latino “specula” ma dalla voce italiana “specchia”. Alla luce di tutto questo direi che “Specchiolla” appare come il nome moderno di “Petrolla”. Certo, se si trovassero documenti che confermano tutto questo, sarebbe il massimo. Nell’attesa mi pare doveroso provvedere a breve in tutti i portolani fin qui esaminati, per i quali accanto a “Petrolla”/”Petrola”/”Pitrola” avevo messo un punto interrogativo e in un caso, addirittura, “Villanova di Ostuni” (indotto dal passo del documento riportato in http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/04/23/la-terra-dotranto-in-due-antiche-carte-nautiche/ ), ad aggiungere un link che conduce a questo suo commento ed alla mia risposta.
      Buon Ferragosto anche a lei!

  2. Molte grazie.
    Rileggevo l’articolo che ha citato nella risposta e, nelle note ho trovato qualcosa che mi ha fatto pensare. In particolare, mi riferisco alla nota 20 Capo Cavallo presso Brindisi. In effetti, spulciando un pò di siti, il tratto di costa, noto come Capo Cavallo, è presso Brindisi, nella parte orientale, quasi a chiudere l’insenatura ampia del porto. Un tempo qui sorgeva la torre di Capo Cavallo (anche questo l’ho scoperto leggendo su internet).
    Ho pensato: e se il toponimo “cavallo”, ha attinenza con quanto riportato in questo link: http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/11/07/un-villaggio-delleta-del-bronzo-a-torre-suda-di-racale/ ? quindi un sito molto antico?
    E Pedagne (così la indica google maps), non ha forse attinenza con piede, e quindi riprenderebbe la leggenda riportata nella citata nota 20?
    Certo è, che i documenti antichi, contengono, per chi li sa leggere, molte informazioni di quante ne riportano.
    Grazie ancora per l’attenzione.

    • In campo etimologico le ipotesi a prima vista più convincenti possono poi alla prova dei fatti (e dei documenti, quando emergono) rivelarsi fallaci, come, al contrario, acquistare credito quelle che a prima vista sembravano avere poco credito. Per “Pedagne” è chiara la derivazione dal latino “pedaneae”, femminile plurale di “pedaneus/a/um” che vuol dire “della lunghezza di un piede” o “inferiore, subalterno” (nel latino medioevale “iudex pedaneus” era il giudice che si occupava di cause di poco conto, cioè, deduco un po’ maliziosamente, quelle che richiedevano una preparazione giuridica, è il caso di dire, terra-terra).
      Nel nostro caso, escluso il riferimento alle dimensioni o all’importanza e, probabilmente, anche a quello dello zoccolo del cavallo della leggenda, rimane da pensare alla loro forma, che ricorda vagamente un piede, oppure, secondo me meno probabilmente, al fatto che in origine potevano essere raggiunte a piedi (è difficile, però, che il livello del mare in pochi secoli si sia elevato di tanto) o perché esse costituivano quasi una fantasiosa pedagna (tavola usata per attraversare un fossato e simili) che collegava la costa al mare aperto.

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