La Terra d’Otranto ombelico del mondo nel 1339

di Armando Polito

Non è una rivisitazione del testo della canzone di Lorenzo Jovanotti Cherubini, tormentone del 2000, anche se ombelico  ha il suo fondamento nella storia antica e pure in quella recentissima; è solo una coincidenza rappresentativa sparata nel titolo con la funzione di attrarre i lettori, alla maniera cinica dei giornali prima e del web poi, appena appena edulcorata dal vago ermetismo che ha l’unico scopo di stimolare alla lettura chi è abituato a rinunciarci nel caso in cui non capisca, brutalmente, tutto al primo colpo …

L’immagine che segue è il Portolano del Mare Baltico, del Mare del Nord, dell’Oceano Atlantico orientale, del Mar Mediterraneo, del Mar Nero e del Mar Rosso realizzato da Angelino Dulcert nel 1339 e custodito a Parigi nella Biblioteca Nazionale di Francia, dipartimento carte e mappe, GE B-696 (RES).1

Lo riproduco dal link http://www.europeana.eu/portal/it/record/9200365/BibliographicResource_3000094797966.html?q=Dulcert, dove chi lo desidera può visionarlo in alta definizione. Ho circoscritto con la linea ellittica nera la zona di nostro interesse.


Appaiono evidenti ora le ragioni ombelicali, anche se il portolano non rappresenta il mondo ma una sua parte …

Per evitare che la nostra terra a causa della definizione qui bassa del portolano si giochi il suo titolo altisonante di ombelico del mondo con quello meno esaltante di cacazzeddha (voce salentina per indicare qualcosa di minuscolo e venuto male, come il contenuto, praticamente illeggibile, della zona qui evidenziata), procedo all’ingrandimento del dettaglo ed alla lettura dei toponimi.

Faccio notare che dopo annaso (le prime due sillabe in nero, l’ultima in rosso) si legge (in rosso) poli che, però, va messo dopo il mon successivo 8in rosso9, per cui il tutto, con l’utilizzo della o ifinale di anassomonopoli (Monopoli). Il vezzo dello spezzettamento si ripete più in basso con pulignano (Polignano), questa volta tutto in nero. Credo che rientrino nel novero di queste imperfezioni anche le iniziali maiuscole di Gallipoli e di Brindisi e che esse non costituiscano, perciò,  una sorta di  riconoscimento d’importanza, anche perché non credo che all’epoca Gagiti (attuale Torre Guaceto) avesse più importanza di taranto.

Dopo di che, per restare in qualche modo in tema, auguro un buon bagno a chi mi avrà seguito fino in fondo.

 

Sul tema segnalo:

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/16/la-terra-dotranto-in-un-portolano-del-1521-il-progetto-sarparea-e-lino-banfi/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/09/07/la-terra-dotranto-in-un-portolano-del-xvi-secolo/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/05/08/la-terra-dotranto-carta-nautica-del-1521/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/04/23/la-terra-dotranto-in-due-antiche-carte-nautiche/

http://www.fondazioneterradotranto.it/2014/01/17/a-pesca-in-rotta-verso-punta-palascia-con-a-bordo-una-vecchia-carta-nautica-ma-la-rete-e-di-ultima-generazione/

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1 Ringrazio Marcello Gaballo per avermi segnalato il portolano in un’immagine postata da Marcello Tigursit sul suo profilo Facebook. Tale immagine riguarda il portolano, attribuito al Dulcert, del 1325, ma essa è a definizione così bassa (né sono riuscito a reperirne una migliore) da impedirne la lettura. Mi ero illuso di averlo trovato in rete in definizione accettabile all’indirizzo http://www.internetculturale.it/jmms/iccuviewer/iccu.jsp?id=oai%3Awww.baicr.it%3A37%3ARM0238%3ASGI_IT_SGI_CASTA_159&mode=all&teca=Baicr Tuttavia , quando mai senza la notizia del portolano del 1625 sarei arrivato a quello del 1339?, ma viene segnalato un errore interno del server; per inciso debbo dire che  con Internet culturale l’inconveniente mi si ripete da qualche tempo. Ad ogni modo. senza la segnalazione del portolano del 1325, quando mai sarei arrivato a quello del 1339?

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