Taranto, com’era circa 500 anni fa

di Armando Polito

Chi trova un amico, recita il proverbio, trova un tesoro; io qualche giorno fa ho trovato una mappa che è un tesoro, anche se non è una mappa del tesoro. Il lettore che non abbia deciso di abbandonarmi comprenderà alla fine  le motivazioni dell’uso di questo gioco di parole che lì per lì può sembrare insulso, uno di quelli, tanto per intenderci, sfruttati a mo’ di slogan da un politico che in questo campo può fare a gara con chiunque e il cui nome è già una gare …nzia o, fate voi, una ga … renzi … a.

L’ho trovata, la mappa, sul sito della Biblioteca Universitaria Estense di Modena, da cui l’ho riprodotta (http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/geo/i-mo-beu-c.g.a.6.a.pdf). Lì compare come datata al XV-XVI secolo ma, sulla scorta del commento che farò alla didascalia n. 3, credo senz’ombra di dubbio che la datazione debba essere collocata non prima del XVI.

Consiglio al lettore che volesse analizzarla di persona e controllare le osservazioni che farò di scaricarla dal link appena indicato; per gli altri più pigri di natura oppure solo nell’acquisizione delle competenze elementari per poter sfruttare gli strumenti, quelli informatici nel nostro caso, che la tecnologia ci mette quasi giornalmente a disposizione, volta per volta, prima di trascrivere e commentare il testo delle didascalie (nell’immagine di testa le ho numerate; purtroppo alcune di loro sono monche a causa della rifilatura dei margine superiore, inferiore e sinistro del supporto) ne proporrò, ingrandito, il dettaglio relativo, in qualche caso ruotandolo pure  opportunamente per renderne più agevole la lettura.

Anticipatamente esprimo la solita gratitudine a chi vorrà correggere col suo commento i tutt’altro che improbabili errori e proporre una o più  integrazioni. La mappa dovrebbe essere stata studiata da Giuseppe Carlo  Speziale in Storia militare di Taranto negli ultimi cinque secoli, Giuseppe Laterza & figli, Bari, 1930 e successivamente da Franco Porsia e Mario Scionti in Taranto, Laterza,  Roma, 1989.  Sarò grato a chiunque, avendo la possibilità di leggerlo, vorrà renderci partecipi di quanto vi troverà, fosse solo con esclusivo riferimento alla lettura delle didascalie1.

1

MARE PICOLO (oggi Mar Piccolo)

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2

Larghezaa del mare piccolo miglia quatro b in am[piezac (?)]/nel qual puonod stare sicurissime infinite  galeree []/perchef gira 13 miglia, nel qual mare Ha[nnibale g]/condusse le barche sopra li carri, passando [per la (?)]/citah come etiami  fece el gran Capitano, g[onzalo (?)]/obsediando l il Figliolo  di re Fedrigo m

a larghezza

b quattro

c ho preferito la probabile lettura integrativa ampieza e non ampiezza per coerenza col precedente largheza.

d possono

e galee

f perché

g nel 212 a. C. Annibale, facendo leva sul malcontento dei Tarantini per la dominazione romana, entrò in città ed annientò il presidio romano, secoNdo quanto estesamente riportato da Polibio (II secolo a. C.) nel libro VIII delle sue Storie.

h città

i anche

l assediando

m  Fedrigo è Federico I (re di Napoli dal 1452 al 1504), il suo Figliolo Ferdinando duca di Calabria e il gran Capitano Gonzalo Fernández de Córdoba. La didascalia fa cenno all’occupazione del Regno di Napoli nel 1501 da parte delle truppe alleate di Luigi XII re di Francia e di Ferdinando il cattolico re di Spagna. In quell’occasione Ferdinando si trovava a Taranto, che fu assediata dalle forze spagnole al comando di Gonzalo Fernandez. Questa didascalia è importante per la datazione della carta, che non può essere anteriore al 1501; anzi il fece ci suggerisce che da quell’evento era passato almeno più di un decennio.

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3

Questo fosso fu tagliato dal duca di Calabria alaa venuta de’ Turchi ad O[tranto]/et fece la citab in Isola turando el mare per la fossa (?) quale […]/per l’intrata di una galea col paramento disteso et ha 19 pa[lmi]/di alteza di aqua et hà la currente del ? et rifi[]/per strumento a molti molini ? li duy ponti di legno/sono ne le mani del Castillanoc di modo che nullo homod puoe entrare et uscire de la terra, senza volunta f de’ pr[edetti (?)]

a alla

b città

c castellano

d nessun uomo

e può

f volontà

_______________________

4

Porto delaa/cita b optimoc   

a della

b città

c ottimo

_____________________

5

Ponte di legno fondato sopra pilastri/per el quale passa uno (?) aquitrino (?)

______________________

6

Ponte antiquo, ma/chiamato Torre a mare/[… di]stante da Taranto 24 miglia

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7

Intrata bona

______________________

8

Capo Rondinelloa

a oggi Punta Rondinella

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9

S. Nicola

_____________________

10

Sotto questa isolaa puonob star galere c/ma puonob essere offese da lartigliaria d/delae cittadella perche f  la sumitag de lae/torre soverchiah capo rotondoi

a S. Nicola (vedi didascalia precedente)

b possono

c galee

d dall’artiglieria

e della

f perché

g sommità

h sovrasta, supera

i oggi Capo S. Vito

_____________________

11

Capo rotondoa

a oggi Capo S. Vito (vedi didascalia precedente)

____________________

12

da questa parte ea tutab spiagiac  bassa

citadellad

fonte

citadellac

questa parte de la citae ea tutab scopulosaf

a è

b tutta

c spiaggia

d cittadella

e città

f ricca di scogli

________________________

13

S. Antonio

_______________________

14

 a è

b tutta

c spiaggia

d cittadella

e città

f ricca di scogli

_______________________

15

Si vede anchoraa questa fossa antiquab dec Tarento d vechioe

a ancora

b antica

c di

d Taranto

e vecchia

_______________________

16

Porto bellissimo

_______________________

17

Distantiaa deb  unoc miglio e mezod

a distanza

b di

c un

d mezzo

__________________________

18

Ponente

_____________________

19

distantiaa fino alab terra di quatroc miglia/e questo mare ed Porto per havere bonof/? per vasellig grossi ma galere/ puonoh star per el Temporalei

a distanza

b alla

c quattro

d è

e aver

f buono

g vascelli

h possono

i tempesta

__________________________

20

ramontana

__________________________

21

Levante

__________________________

22

 


locoa  per fare la fortezab 

a luogo

b fortezza

La didascalia qui ha una valenza premonitoria perché, con  quella che oggi con termine tecnico si direbbe destinazione d’uso, precorre la costruzione del Forte de Laclos voluta da Napoleone Bonaparte verso la fine del XVIII secolo. Vedi sull’argomento anche il recente post http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/04/19/taranto-pierre-ambroise-francois-choderlos-de-laclos-damnatio-memoriae-riuscita-solo-meta/.

 

 

 

4 Commenti a Taranto, com’era circa 500 anni fa

  1. Io sono uno di quegli amici che quando ti trova non ti abbandona, ma ti segue fino in fondo, anche se non sempre interviene, ma lo fa soprattutto quando trova qualcosa che può avere riferimenti con la mia lingua piemontese o che a me pare che che l’ha (come dicono tutti quelli che non conoscono più i congiuntivi, e sono ormai la magioranza).Comunque anche quando non faccio un intervento imparo cose che non conosco e sempre trovo che sono cose interessanti e soprattutto essendo ormai, come tu sai, uno dei miei figli, diventato uno dei vostri, la cosa acqusita anche un altro valore.
    Una cosa ancora ti voglio dire,e cioè che fin che potrò essere in grado di navigare su internet mi troverai sempre come un amico fedele che ti segue nelle tue lucide e interessanti disquisizioni.

    • Me ne occuperò a breve per integrare la serie dei portolani cui in precedenza ho dato spazio. Come tutti i portolani anche questo non contiene mappe in grande scala e, in particolare, l’unica cosa degna d’attenzione è qualche variante toponomastica rilevabile dal dettaglio riguardante la Terra d’Otranto. Ti ringrazio per la segnalazione, ma il tuo “non avrai pari” mi pare, anche per quello che ho appena detto, senz’altro esagerato.

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