A proposito di TAP e no TAP

ph Emilio Nicolì
ph Emilio Nicolì

 

di Marco Basile

A scanso di equivoci (dato che qualcuno – come direbbe Montalbano – mi sta massacrando i cabasisi in pvt) NON sono a prescindere contro TAP e NON sono preoccupato dello spostamento temporaneo di qualche centinaio di ulivi.

Tuttavia:
1) non mi sembra giusto che TAP arrivi in un luogo di particolare bellezza paesaggistica quando potrebbe arrivare sulla terraferma in luoghi compromessi dal punto di vista ambientale e contribuire al risanamento (qualche milione di euro in più di costi su un budget decennale di miliardi sono poca cosa). Siamo una regione che ha ilva, enel cerano e papabile per il deposito unico nazionale delle scorie nucleari…. nonostante questo stiamo coltivando uno sviluppo turistico, fra le.prime regioni per start up innovative e per produziobe di energie da rinnovabili. anni e anni di disinteresse della politica nonostante le richieste del territorio e i bambini di tarantoche si ammalano di tumore con percentuali bulgare rispetto alla media nazionale.

Il prezzo che abbiam pagato per localizzazione “di industrie strategiche per l’interesse nazionale” ci fornisce titolo per non essere accusati di miopia localistica.

2) sono preoccupato che il consorzio nasca su delle basi in cui sono altamente probabili speculazioni, infiltrazioni mafiose e tangenti

3) sono stupito che a capo di TAP italia ci sia una persona condannata (in primo grado) per la strage di Viareggio (lacune sulla sicurezza)

4) sono offeso che TAP pensi di “comprare” il salento con due corsi di inglese e di patente europea del computer e qualche migliaio di euro ad associazioni (nel 2017)…. e nulla su investimenti compensativi per il territorio (scuole, strade, infrastrutture, ecc) come accade in tutti i paesi civilizzati.

5) sono sorpreso che un’opera privata (seppur di interesse pubblico) con centinaia di milioni di euro di margine annuali preveda che un tratto di gasdotto debba essere realizzata da snam e i costi verranno riversati sulla bolletta del gas degli italiani.

Detto questo è invece utile rilevare come queste proteste nascano dal deficit di rappresentatività politica e dall’incapacità dei nostri politici di essere alfieri e numi tutelari dell’interesse del Paese e delle comunità….

Stanno pagando dazio di anni di corruzioni e di mancanza di dialogo con la base.

In Francia esiste una normativa che impone le opere di interesse nazionale alle comunità locali e nessuno protesta perchè sanno che a Parigi fanno gli interessi della nazione…. in Italia quanti sono persuasi che a Roma si faccia lo stesso?

La politica deve recuperare credibilità eliminando gli sprechi e realizzando infrastrutture che migliorino la qualità della vita dei cittadini e solo dopo potranno apparire credibili.

Altro che 80 euro quando si potevano dirottare quelle risorse su infrastrutture necessarie (edilizia scolastica in primis)…. come si fa a credere alle promesse di questi marinai del mare del tornaconto elettorale?

E chi vi parla di duecento ulivi e di sindrome NIMBY fatemi la cortesia di mandarlo affanculo.

Come per la xylella…. stanno per arrivare miliardi di euro di indennizzi (soldi soldi) a fronte di una latitanza della politica e di una gestione approssimativa e pressapochista della politica.

E io non dovrei essere moralmente al fianco dei fratelli radunati a Melendugno e fidarmi di questi politici?

Non penso. E se fossi giù sarei a San Foca!

4 Commenti a A proposito di TAP e no TAP

  1. Sottoscrivo pienamente tutto, con una piccola aggiunta: chi, come me, vive da 67 anni nella zona, ed ha percorso in lungo e in largo il mare interessato, sopra ma anche sott’acqua, sa benissimo (e l’ho detto alcuni anni fa anche su un giornale locale) che ci sono dovunque le praterie di poseidonia, tanto che quasi ogni anno ce la ritroviamo, anche in abbondanza, proprio su tutte le spiagge subito a nord di San Foca e fino a Torre Specchia. Chi ha controllato ciò che al proposito dice TAP nella documentazione presentata per ottenere tutti i timbri e tutte le firme di cui dispone?
    La lotta dura, che a mio giudizio va fatta, è quella di spostare l’approdo a terra vicino alla centrale di Cerano, in zona già compromessa, e contestualmente di riconvertire a gas la stessa centrale (e chissà, forse anche l’ILVA!). Tutte le popolazioni a sud della centrale sanno bene che cosa arriva tutti i giorni da quella ciminiera! Per portate il gas fino a Cerano basta deviare a destra la tubazione prima del “microtunnel” e trovare un percorso parallelo alla costa fino a Cerano stesso.Non credo che ci voglia poi tanto. E in quel luogo saremmo, credo, anche più vicini a Mesagne!

  2. La cosa ancora piu’ sorprendente e’ vedere che le stesse persone che si lanciano in una appassionata difesa della lottizzazione Sarparea, che prevede lo “spostamento” di ulivi secolari e la loro sostituzione con “eleganti villette per la vacanze”, a S.Isidoro, poi condividano questo articolo. Potenza delle sagrestie politiche d’appartenenza! O semplice disturbo bipolare della personalita’.

  3. Non solo. A Melendugno sorgerà una centrale con due ciminiere con una potenza di 7 megawatt che brucerà il gas in eccesso derivante dalla ricompressione del gas per 24 ore al giorno 365 gg l’anno, ad appena 500 metri dall’abitato. Questo perché il combustibile, che viaggerà ovviamente in forma liquida, arriverà compresso ad atmosfere diverse rispetto ai gasdotti SNAM esistenti in Italia. Se lo utilizzassero per riconvertire Cerano, forse, si potrebbe accettare pure l’idea che 30.000 poveri Melendugnesi, Calimeresi e Vernolesi si sacrifichino per salvarne 300.000. Il problema è, però, che questo gas (insieme a quello di Poseidon l’altro mafiodotto che approderà ad Otranto), andrà a finire nel Nord Europa e non servirà assolutamente agli Italiani. Cerano resterà a carbone, come l’Ilva, con buona pace (eterna?) di tutti quelli che credono ancora (illudendosi) nella buona fede di chi guida i partiti politici. Quindi, che ce ne fotte a noi degli Europei del Nord che neanche sanno che esistiamo? A noi le emissioni da combustione e a loro il gas? Dovremmo essere stupidi ad accettare tutto supinamente, soltanto perché D’Alema, Vendola e i capi bastone del PD hanno deciso di diventare straricchi alla faccia del popolo italiano e salentino e di chi ancora si ostina a credere alle loro bugie.

  4. Per un refuso, il commento contiene un errore al penultimo rigo.

    A Melendugno sorgerà una centrale con due ciminiere con una potenza di 7 megawatt che brucerà il gas in eccesso derivante dalla ricompressione del gas per 24 ore al giorno 365 gg l’anno, ad appena 500 metri dall’abitato. Questo perché il combustibile, che viaggerà ovviamente in forma liquida, arriverà compresso ad atmosfere diverse rispetto ai gasdotti SNAM esistenti in Italia. Se lo utilizzassero per riconvertire Cerano, forse, accetterei pure l’idea che 10000 poveri cittadini si ammalino per salvarne 300000. Il problema è, però, che questo gas (insieme a quello di Poseidon l’altro mafiodotto che approderà ad Otranto), andrà a finire nel Nord Europa e non servirà assolutamente agli Italiani. Cerano resterà a carbone, come l’Ilva, con buona pace (eterna?) di tutti quelli che credono ancora (illudendosi) nella buona fede di chi guida i partiti politici. Quindi, che ce ne fotte a noi degli Europei del Nord che neanche sanno che esistiamo? A noi le emissioni da combustione e a loro il gas? Dovremmo essere stupidi ad accettare tutto supinamente, soltanto perché D’Alema, Vendola e i capi bastone del PD hanno deciso di far diventare straricchi i proprietari di TAP alla faccia del popolo italiano e salentino e di chi ancora si ostina a credere alle loro bugie.

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