Teatro| L’ultimo Pasolini

di Tore Scuro

 

«Un racconto poetico fatto di coincidenze». Sabato 9 luglio, alle ore 20.30 all’Eremo di Santa Maria in Campitelli di Grottaglie, va in scena il monologo teatrale “L’ultimo Pasolini” di e con Alfredo Traversa, produzione Teatro della Fede. Un evento a cura del Gruppo Grotte Grottaglie, con il patrocinio del Centro Studi Archivio Pasolini di Bologna. Ingresso libero. Info. 388.3059654.

Alfredo Traversa [photo Mario De Filippis]
Alfredo Traversa [photo Mario De Filippis]
Edito nel 2015 da Pubblicazioni Italiane, con postfazione di Roberto Chiesi, il libro di Alfredo Traversa racconta l’incredibile storia dell’ultimo sequestro dell’ultimo film di Pasolini (“Salò o le 120 giornate di Sodoma”), avvenuto in un paese di Puglia, a Grottaglie, un comune a circa 20 chilometri da Taranto. Una situazione che ha dell’incredibile. Vicende inimmaginabili. Ma questa è la Puglia, che per Pasolini diventa il luogo dove iniziare la propria avventura poetica e dove terminare la propria esistenza con l’ultima conferenza (al liceo Palmieri di Lecce il 21 ottobre 1975) prima di morire assassinato (sul litorale romano, a Ostia la notte tra l’1 e il 2 novembre 1975). Un’indagine narrata da Traversa che mette insieme tasselli della sua vita con le vicende pugliesi di Pasolini. A quarant’anni dalla morte del poeta friulano di Casarsa, un omaggio ad una parte della sua vita sino ad ora poco nota, e che trova anche nella ricostruzione realizzata da Roberto Chiesi (responsabile del Centro Pasolini di Bologna) occasione alta di riflessione sull’ultimo suo film.

L'ultimo Pasolini_copertina libro

“L’ultimo Pasolini” rappresenta un passaggio o meglio una chiusura alle vicende giudiziarie di Pier Paolo Pasolini che – iniziate da Laura Betti e Alberto Moravia – trovano proprio in questa esposizione di Traversa la giusta conclusione e la definitiva collocazione di un sequestro unico nella storia del cinema in Italia (e forse nel mondo). Talmente unico che il 26 ottobre 1977 la Corte di Cassazione diede incarico alla procura della Repubblica di Potenza di valutare il comportamento del pretore di Grottaglie (Evangelista Boccuni), che, il 6 giugno 1977, con procedura d’urgenza su tutto il territorio nazionale, aveva sequestrato il film, perché “offendeva il comune senso del pudore”. L’incredibile storia si conclude il 16 febbraio 1978, cioè quattro mesi dopo, quando la Corte di Cassazione pronuncia una sentenza per la quale non solo il film può circolare liberamente, ma può essere reintegrato anche dei quattro tagli effettuati in sede di ricorso in appello e può quindi esser visto nella sua versione integrale.

«Compagno di vita. Ecco, Pasolini per me è questo. Che in qualche modo il mio paese sia stato protagonista di un fatto così clamoroso, mi fa amare ancor di più questo compagno e mi porta a ricercarlo nella quotidianità della mia vita, tra i miei paesani. In questo inaspettato finale risento lei, Laura, che canta “Ossigenarsi a Taranto/làlàlàlàlà/è stato il primo errore/làlàlàlà…/l’ho fatto per amore/làlàlà” ricordate? Quanto tempo è trascorso, vero, Laura? Quante vite fa? Cosa ci resta di tutto questo non comprendersi, di tutto questo cercarsi, di tante energie spese per migliorare se stessi e la società in cui si vive? Tu Laura lo hai capito, ora? Anche io, come te, l’ho fatto solo per amore», scrive Alfredo Traversa, attore e regista grottagliese, formatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, che avvicenda la scrittura alla pratica del teatro, per lui alternativo.

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