1 maggio 2016 – Domenica

13 maggio b

di Pino de Luca

1 maggio 2016 – Domenica
Non è una bella giornata, il cielo è bigio stamane e l’aria profuma di vento da ovest. Forse pioverà. Primo maggio bagnato, festa del lavoro che non c’è o che uccide. Delle fondamenta della Repubblica ormai crepate, scosse, instabili. Quella che fu la “settimana rossa”, dal 25 aprile al primo maggio è ormai un pallido ricordo nelle coscienze. Una mano di vernice incolore ha ricoperto tutto cancellando la storia e riscrivendola “ad usum delphini”. Molti dei “rivoluzionari di professione”, spremute per bene le “masse popolari”, sono diventati i più acerrimi nemici di quello che furono. Continuano a spiegare che il mondo è cambiato e bisogna cambiare, e trovano caterve di allocchi che gli credono. Il cambiare tutto perché, per loro, nulla cambi lo ha spiegato per tempo Tomasi di Lampedusa, ma in un paese di ignoranti chi cazzo se lo fila Tomasi di Lampedusa?
Il mondo cambia e tutto cambia e nessuno che si domandi come mai a comandare sono sempre gli stessi e a star sotto anche. Testoni il mondo cambia veramente quando chi era seduto in cima al cocuzzolo scende a valle e viceversa, non quando cambiano i calci e il culo rimane sempre uguale. Ma tanto a voi che ve ne frega? Avete cinque trofei in cinque anni o cinque trofei in un anno, o vivete nella regione più povera d’Italia sotto il tallone delle ‘ndrine ma il Crotone va in serie A, potete anche vedere Ballando sotto le stelle e mettere mi piace alle battute di Crozza. Che cosa volete di più? Il lavoro? Ma andatevelo a cercare … ne troverete mille di microlavori e passerete da uno all’altro, come le formichine, con la partita Iva che vi ha fatto credere di essere imprenditori e invece siete solo dei poveracci con la BMW comprata a cambiali e due Euro per la benzina.
Primo maggio, m’aggio proprio stufato dei concerti e delle canzoni rivoluzionarie. Sono felice di ciò che sono stato e felice di quello che sono. Mi manca solo un bambino da portare a spasso.
Ma son certo che arriverà prima o poi, per il momento mi canto la canzone.

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