Teatro| “Gl’Innamorati”, da Carlo Goldoni

di Tore Scuro

 

L’eterno presente dell’amore, l’innamoramento come luogo del contrasto dell’uomo e della donna.

Venerdì 22 aprile (ore 21), al Teatro Olmi di Latiano (in via Giuseppe Verdi 1, info 0831.729465), va in scena “Gl’Innamorati”, da Carlo Goldoni, drammaturgia Fabrizio Sinisi, con Elena Cotugno e Gianpiero Borgia, musiche Papaceccio mmc, costumi Giuseppe Avallone, disegno di scena Elena Cotugno, produzione Teatro dei Borgia/Teatri di Bari. Durata 100 minuti.

Gl'Innamorati [fonte Compagnia] 1

Scritta a Bologna nel 1759 e ambientata a Milano, “Gl’Innamorati” è un canovaccio che ormai da quasi trecento anni splendidamente precipita verso il suo ferreo e inesorabile lieto fine. La traccia offerta da Goldoni è quella canonica e quasi perfetta del vero e proprio classico: Eugenia e Fulgenzio – giovani, belli, tremendamente appassionati l’uno all’altra – desiderano sposarsi. Ma una serie di inconvenienti, capricci, incursioni e rovesci sentimentali rischia di far saltare l’agognato matrimonio.

Ma, allo stesso modo, Eugenia e Fulgenzio sono anche altro: due luoghi, due nevrosi, due macchine di desiderio sentimentale, erotico, narcisistico. Ma, soprattutto, sono due maschere, due trattati di recitazione: si fingono ciò che non sono, mettono continuamente in scena se stessi – sembrano poter essere e fare qualsiasi cosa, impersonare qualsiasi atteggiamento.

La riscrittura di Fabrizio Sinisi è la messinscena di una convulsa auto-rappresentazione dell’oggi: le sclerosi, i drammi, le potenze del presente. Riscrivere Gl’Innamorati” oggi non ha più a che fare con la Commedia dell’Arte – si arriva invece a Goldoni a ritroso, partendo dal Pinter degli Amanti, dal Bond della Donna; si deraglia nel campo del trattato antropologico e dello sketch, della rissa fra lingua e dialetto, della rifrazione ossessiva e dell’istantanea in movimento, del concitato dentro-fuori del personaggio.

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