Teatro| Doppio appuntamento ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce

Daniela Piccari [ph Michele Carlomi]
Daniela Piccari [ph Michele Carlomi]

di Tore Scuro

Fra cantautorato francese, satira politica e poesia. Doppio appuntamento ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce (in via Dorso, info 0832.242000), in questo fine settimana.

Dalla strada all’olimpo della fama. Venerdì 18 (ore 20.45), va in scena “Edith Edith. Canzoni e racconti di vita della Piaf”, voce Daniela Piccari, pianoforte Dimitri Sillato.

Piccola ma forte, triste e allegra, ruvida e tenera. È la coincidenza degli opposti. La vita di Edith Piaf inizia sulla strada e finisce nell’Olimpo della fama. Sembra una favola eppure è vera. Anche il pugile, il suo grande amore, era il suo esatto contrario? Sì o no? Vero o falso? La sua storia è leggenda. E lei che canta in concerto nonostante la notizia della caduta dell’aereo che avrebbe dovuto portarle il pugile partito in volo per incontrarla. Insomma siamo davanti a un’icona, Edith Piaf, popolare e d’élite. C’è sempre una valanga di parole per raccontare a tutti il vero volto di una cantante magica, ma alla fine della sua carriera, sono quattro le sillabe che la identificano: pas-se-rot-to, Piaf in argot parigino.

“Non, rien de rien / Non, je neregretterien / Ni le bienqu’on m’a fait, ni le mal / Tout ça m’est bienégal” (“No, niente di niente / no, non rimpiango niente / né il bene che mi hanno fatto, né il male / tutto ciò mi è indifferente”) è forse la strofa più famosa delle canzoni della Piaf, che ben fa capire la grande voglia di vivere appieno tutte le esperienze, anche se a volte lottando, che questa artista aveva. Una donna fuori dall’ordinario, quasi dal mondo, alla quale nel 1982 è stato addirittura dedicato un asteroide: 3772 Piaf.

Daniela Piccari [ufficio stampa Koreja]
Daniela Piccari [ufficio stampa Koreja]

Dopo la laurea in lettere, Daniela Piccari, cantante-attrice, si trasferisce in Danimarca per far parte del gruppo “Farfa” fondato da Iben Nagel Rasmussen e del Nordisk Teaterlaboratorium diretto da Eugenio Barba (Odin Teatret). In seguito, con l’attrice danese Tove Bornhoft, fonda in Danimarca la compagnia Teatro Rio Rose. Tornata in Italia, inizia la collaborazione con Accademia Perduta/Romagna Teatri e partecipa a varie edizioni di Ravenna Festival. Interessata alla poesia in musica, lavora con musicisti internazionali su testi in dialetto romagnolo di Baldini, Pedretti, Guerra. Collabora tuttora con compositori come Thomas Clausen, Andrea Alessi, Simone Zanchini, Alessandro Nidi e Marco Bischerini. Sperimenta molteplici linguaggi teatrali con diversi attori, danzatori e autori come Giorgia Madamma, Giampiero Pizzol, Lucia Vasini, Elena Bucci, Roberto di Camillo. Predilige il teatro musicale e il teatro danza con riferimento alle nuove drammaturgie.

La distruzione della Torre Eiffel [ufficio stampa Koreja]
La distruzione della Torre Eiffel [ufficio stampa Koreja]

Il teatro di Neziraj. Sabato 19 marzo (ore 20.45), va in scena “La distruzione della Torre Eiffel”, diretto da Blerta Neziraj, con Jeton Neziraj e Adrian Morina, Ernest Malazogu, ShengylIsmaili, ArmendIsmajli, coreografi Violeta Vitanova e Stanislav Genadiev, burattini e ombre Clément Peretjatko, musica compositore Gabriele Marangoni, stage e light designer Nico de Rooij, costumista Marija Papucevska, con il Patrocinio dell’Ambasciata del Kosovo a Roma.

In un paesaggio urbano contemporaneo, seguiamo la storia bizzarra di un europeo, che viene rapito da due terroristi islamici perché insiste sulla rimozione burka dai responsabili delle donne musulmane a Parigi. Nel frattempo, come in una favola del passato, in una storia parallela, un soldato ottomano viene ordinato dal sultano per distribuire burqa alle donne dei Balcani recentemente convertire. La demolizione della Torre Eiffel è un’alternativa alla fissazione mainstream dei media sul burka. Il gioco si apre il discorso sulla questione più sostanziale – di conoscere e capire il dramma dell’altro.

La distruzione della Torre Eiffel_locandina [ufficio stampa Koreja]
La distruzione della Torre Eiffel_locandina [ufficio stampa Koreja]
Due destini paralleli per i quali i temi dell’amore fisico, nudità e religione musulmana si intrecciano insieme. A tutto questo, si aggiunge un ingrediente umoristico: la costruzione e la successiva caduta di una Torre Eiffel in miniatura fatta di fiammiferi, la rappresentazione simbolica di un attacco terroristico.

Nato a Prishtina nel 1977, il drammaturgo kosovaro Jeton Neziraj è autore di oltre quindici testi teatrali tradotti e rappresentati in tutto il mondo. L’opera dal titolo “Liza is sleeping” ha vinto nel 2007 il premio come miglior testo albanese. Per le tematiche dei suoi testi, i suoi spettacoli sono stati censurati in Serbia e in Cina. Lo si può infatti considerare come la coraggiosa voce politica spesso censurata nel teatro del nuovo Kosovo, impegnato sul fronte dell’attivismo intellettuale e sul ruolo dell’artista, sulla sua responsabilità e sul margine di libertà nei processi socio-politici in atto. “La distruzione della Torre Eiffel” è la prima delle sue opere ad essere stata tradotta in italiano (da Giancarla Carboni, autrice e drammaturga, e Monica Genesin, ricercatrice di lingua e letteratura albanese, Università del Salento). Il volume è a cura di Anna Maria Monteverdi (docente di Storia del teatro, Accademia di Belle Arti di Lecce).

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