Teatro| “L’abito nuovo” di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

L'abito nuovo [ph. Patrizia Ricco] 1
L’abito nuovo [ph. Patrizia Ricco] 1
di Tore Scuro

 

Ottant’anni fa. Per la stagione del Teatro Curci di Barletta, sostenuta dalla Città di Barletta e con la consulenza artistica di Michele Placido per il Teatro Pubblico Pugliese, venerdì 22 e sabato 23 gennaio (ore 21.15) e domenica 24 (ore 18.30), va in scena “L’abito nuovo” di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, regia scene e luci Michelangelo Campanale, con Marco Manchisi, Nunzia Antonino e Salvatore Marci e Vittorio Continelli, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Tea Primiterra, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente, direttore di scena Tea Primiterra, datore luci e audio Michelangelo Volpe, costumi Maria Pascale, assistente costumista Filomena De Leo, realizzazione scenografica Michelangelo Campanale, Olga Mascolo, Tea Primiterra, Michelangelo Volpe, assistenti alla regia Annarita De Michele e Katia Scarimbolo, produzione La luna nel letto/Tra il dire e il fare. Biglietto intero da 26 a 18 euro, ridotto da 23 a 13 euro. Info: 0883.332522.

L'abito nuovo [ph. Patrizia Ricco]
L’abito nuovo [ph. Patrizia Ricco]
Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica con L’abito nuovo – uno scenario di Luigi Pirandello dialogato in due atti e tre quadri e concertato da Eduardo De Filippo, che andò in scena nel 1937, al teatro Manzoni di Milano, e da allora mai più rappresentato. Il loro progetto nacque intorno all’omonima novella di Pirandello, che Eduardo individuò come adatta ad una trasposizione teatrale. Eduardo restò affascinato dalla figura del protagonista della novella, lo scrivano Michele Crispucci, un personaggio che partendo da un’umile condizione sociale, non accetta l’eredità che la sorte gli predispone, pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà. Il breve racconto di Pirandello inizia letteralmente con l’abito, che quel povero Crispucci indossava da tempo immemorabile… e finisce con un abito che parlava da sé…. Così che il passaggio da un abito vecchio ad un abito nuovo rappresenta l’avvenimento fondamentale del testo. L’amore profondo, puro e testardo di Crispucci per sua moglie, nonostante gli eventi, prorompe in lui con lucida follia, trasformandolo in una sorta di eroe contemporaneo che lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni ed il degradante attaccamento degli uomini alle cose, alla roba e non ai sentimenti.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra il regista Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria, ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo, e Marco Manchisi, attore napoletano che ha lavorato nella compagnia di Leo De Berardinis e Luca De Filippo, che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese Rai del 1965. Testo e regia cuciti sull’affiatato nucleo di attori che da anni costituisce l’anima della sigla teatrale La luna nel letto. Dopo il Curci di Barletta (in corso Vittorio Emanuele 71), lo spettacolo, che ha debuttato in prima nazionale lo scorso 7 gennaio al Teatro Kismet OperA di Bari, rimarrà in circuito Tpp: il 5 febbraio al Teatro So.cra.te di Castellana Grotte (info 080.4965107) e il 12 febbraio al Teatro Comunale di Corato (info 080.9592281).

 

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