Libri. Manoscritti giovanili di Sigismondo Castromediano

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L’ATTIVITA’ LETTERARIA DI SIGISMONDO CASTROMEDIANO E L’ULTIMO LIBRO DI FABIO D’ASTORE

 

di Paolo Vincenti

“Manoscritti giovanili di Sigismondo Castromediano. (Archivio Castromediano di Lymburg)”, edito da Mario Congedo (2015), è l’ultima fatica di Fabio D’Astore, Presidente della Società “Dante Alighieri” di Casarano e docente di Lettere presso la Scuola Media – Istituto Comprensivo di Ruffano. D’Astore è un profondo conoscitori dell’attività letteraria del “duca bianco” Sigismondo Castromediano, avendo ad essa dedicato molti studi, fra i quali “Mi scriva, mi scriva sempre… Regesto delle lettere edite ed inedite di Sigismondo Castromediano” (Pensa multimedia 1998);  “Dall’oblio alla storia. Manoscritti di salentini tra Sette e Ottocento” (Congedo editore 2001); Le biblioteche private nel Salento e “La Biblioteca” di Sigismondo Castromediano, in “Archivi e Biblioteche: la formazione professionale e le prospettive della ricerca in Puglia (Atti del Convegno di Studi, Arnesano 25 ottobre 2002)”, a cura di F. de Luca, Milella 2005;  Beni culturali e identità nazionale in Sigismondo Castromedianoin “L’identità nazionale. Miti e paradigmi storiografici ottocenteschi (Atti del Convegno di Studi, Cavallino, 30-31 ottobre 2003)”, a cura di A. Quondam e G. Rizzo, Bulzoni 2005.

La figura di Castromediano, cui è intitolato il nostro Museo Provinciale di Lecce, indefesso ricercatore di memorie patrie, personaggio di spicco del Risorgimento italiano, è stata appena affrontata dal recentissimo libro “Sigismondo Castromediano: il patriota, lo scrittore, il promotore di cultura. Atti del convegno Nazionale di Studi (Cavallino di Lecce, 30 novembre-1 dicembre 2012)”, a cura di F. D’Astore e A.L.Giannone, edito da Congedo per il “Centro Studi Sigismondo Castromediano e Gino Rizzo” (2014). Nel libro, a lumeggiare sul Castromediano letterato è stato proprio D’Astore col suo saggio “Passi inediti di un manoscritto delle Memorie di Sigismondo Castromediano”. Nello specifico, D’Astore si è soffermato sull’opera maggiore di Castromediano, quella per cui noi tutti lo conosciamo come scrittore, ossia le “Memorie” di cui, anche alla luce di documenti di recente acquisizione, D’Astore sta curando la riedizione critica. Varrà la pena ricordare che il libro “Carceri e galere politiche. Memorie del Duca Sigismondo Castromediano”, del 1895,  che riporta ai duri anni trascorsi dal liberale Castromediano in prigione, ed è una delle opere più significative della memorialistica risorgimentale, è stato ripubblicato in ristampa fotomeccanica, prima nel 2005 e poi nel 2011 da Congedo per le cure di Gaetano Gorgoni. E di questa opera, di cui si conoscono numerose varianti, si è anche di recente ritrovata una nuova versione, manoscritta, recante la stesura completa delle Memorie, grazie allo studioso Gigi Montonato che ne riferisce in “Notizia intorno al recupero di un manoscritto delle Memorie”, nel volume degli Atti sopra riportato.

Ora, in quest’ultimo libro appena pubblicato, con il patrocinio della Città di Cavallino e del “ Centro Studi Sigismondo Castromediano e Gino Rizzo”, con una Premessa di Gaetano Gorgoni e una puntuale Prefazione di Antonio Lucio Giannone, D’Astore si occupa del materiale contenuto nell’archivio dei Castromediano di Lymburg a Cavallino di Lecce, oggi riordinato e inventariato grazie a Rosellina D’arpe la quale, dopo avere annunciato le linee guida del  lavoro nel convegno del 2008, i cui atti sono stati poi pubblicati in “I Castromediano di Lymburg e il loro archivio – primi interventi e prospettive. Atti del convegno di Studi (Cavallino di Lecce, 28 novembre 2008)”, a cura di R. D’Arpe, edito da Congedo nel 2010 (e in cui è contenuto il saggio di D’Astore “Lettere a Sigismondo Castromediano e suoi scritti giovanili”), ha poi reso noto l’esito del lavoro svolto, nel Convegno del 2012 e quindi nel saggio “Un contributo alla storia di Terra D’Otranto: i Castromediano di Lymburg e la loro memoria storica”, contenuto nel già citato “Sigismondo Castromediano: il patriota, lo scrittore, il promotore di cultura” (2014).

Torniamo al libro che si presenta. Nel Catalogo dei manoscritti di argomento letterario, D’Astore censisce i seguenti testi: un manoscritto cartaceo, autografo, contenente “Il parricida cegliese. Versi”(fra 1834 e 1837); un ternione cartaceo, autografo, contenente “Cenni biografici. Caballino” (1839); un manoscritto cartaceo, autografo, contenente la novella “Il forzato di Brindisi” (1839), la poesia “Alla bella dormente. Versi” e “Il suicida”; un manoscritto cartaceo autografo contenente la breve prosa autobiografica “Schizzo del mio carattere” (1839), la prosa di viaggio “Frammenti d’impressioni in un viaggio fatto al Capo di Leuca” (fra 1838 e 1840), la novella “Uno istante e la sorpresa. Avvenimento storico” (1839); un senione cartaceo, autografo, contenente la stesura definitiva di “Uno istante e la sorpresa. Avvenimento storico” (1839), la poesia “Discorso preceduto ad un’Accademia di poesia pel Natale di Cristo e recitato nella parrocchiale di Caballino nel 1842” (1839), e il breve racconto autobiografico “Parlo di lei. Al Cappuccino P.Alessandro da Uggiano la Chiesa” (1842); un manoscritto cartaceo, autografo, contenente il breve racconto autobiografico “La Carità italiana. A Giovanni Grassi – Lettera” (1846); un manoscritto cartaceo, autografo, dal titolo “Indirizzo di nobil cuore” (1846); un manoscritto cartaceo, autografo, contenente il dramma storico “Il sacco di Pavia”; un manoscritto cartaceo, autografo, contenente lo scritto paesaggistico “Un sogno” (1860-1862); un altro contenente la versione francese, “Un reve”, dello scritto di sopra; un altro contenente lo scritto “Esposizioni e riflessioni sul dramma intitolato La vita come Dio la manda di Olimpia Savio Rossi” (1859); un manoscritto cartaceo, autografo, contenente lo scritto autobiografico “Emendamenti, aggiunte e dichiarazioni alla biografia di Sigismondo Castromediano per Bartolomeo De Rinaldis” (1863) con due aggiunte del 1865; un quinterno di fogli protocollo, idiografo, contenente delle varianti dell’opera “Memorie”; un quinterno di fogli protocollo, idiografo, contenente ancora altre versioni dell’opera sua maggiore “Memorie”; un manoscritto cartaceo, idiografo, contenente tre stesure dell’opera “Caballino – comune presso Lecce e l’antica Sibaris in Terra D’Otranto” (1890 circa); un altro contenente il testo “Commento al libro secondo delle Odi di Orazio”; un quaterno cartaceo che tratta di problematiche letterarie; e infine un duerno cartaceo contenente il testo “De Petronio satyrarum auctore quaestiones”. Di questa imponente mole, D’Astore analizza e riporta  nelle pagine centrali del libro, alcune opere, che, anche a detta di A.L. Giannone, sono le più interessanti e letterariamente pregevoli: tutte prodotte dal Castromediano prima dell’arresto e della lunga degenza nelle galere borboniche, dunque fra  il 1838 e il 1846. Il libro ci fa conoscere la produzione giovanile di Castromediano, su cui si erano soffermati in passato altri studiosi, data l’importanza di questa produzione nella ricostruzione della bibliografia ma anche dei motivi di ispirazione, dei modi e degli accenti della sua carriera letteraria.  D’Astore cataloga questi scritti con grande competenza filologica, fornendo tutte le varianti delle opere e corredando il testo di un poderoso apparato critico. Viene fuori un quadro il più possibile completo del personaggio Castromediano; il vasto diorama della sua produzione letteraria denota una ampiezza di interessi ed  un eclettismo che lo rendono figura di intellettuale universale . Dalla prosa ai versi, dalle novelle ai racconti, dagli scritti di contenuto amoroso al dramma storico, dalla memorialistica al racconto di viaggio, agli scritti di carattere erudito, spazia fra i generi e gli stili, la sua versatilità. Tutti questi caratteri, l’autobiografismo, la passione civile, le istanze didattiche e pedagogiche, l’amore per la nostra terra, presenti in nuce negli scritti giovanili, troveranno poi massima esplicazione nelle opere della maturità. Perciò il libro  realizzato da D’Astore appare prezioso e necessario, nella pur fecondissima messe di studi fiorita intorno alla figura del Duca Castromediano.

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