Voci tra Cielo e Terra. Personale di pirografia di Silvana Bissoli

Silvana Bissoli

Perché la strada la scopri quando sei in cammino

(Miguel Unumano)

 

di Pompea Vergaro*

 

Eccoci, anche quest’anno, per ritrovarci ad un appuntamento atteso e consolidato nel tempo con  l’artista Silvana Bissoli, che per tanti, per molti è divenuto punto di riferimento. Ella giunge da Imola, in provincia di Bologna, nel cuore del Salento,  con il suo stesso cuore e i suoi Ulivi: pregevoli pirografie, tra quadri, sculture, installazioni per narrarci nuove storie e condurci verso ricche e profonde esperienze  emozionali.

La sua operosità artistica, che ha lungamente superato i dieci anni, è allacciata fortemente al quella culturale, sociale e agli accadimenti che riguardano l’Ulivo.

E in questi  giorni che si aprono all’estate, ancora, gli ulivi della nostra terra continuano a vivere fortemente momenti tragici che l’artista segue con fervore e profondo dolore insieme a noi tutti. E, ancora una volta, con la sua nobile arte, siamo certi che Silvana Bissoli farà bene la sua parte.

Silvana Bissoli ha votato la sua vita artistica e personale  all’Ulivo, eletto a soggetto privilegiato;  nasce a Sanguinetto, un piccolo paese dell’entroterra  Veronese, dove ha vissuto fino alla prima giovinezza per poi trasferirsi definitivamente a Imola.

Il suo incontro con l’Arte è apparentemente casuale. Dopo la Laurea in Scienze Politiche, durante uno dei suoi viaggi, l’incontro con l’artista pugliese Giorgio Fersini, che ne  diviene suo maestro di pirografia, cambia la sua esistenza che da quel momento si vota e si avvia completamente  verso la via dell’arte, incoraggiata dallo stesso maestro. Per mai più abbandonarla!

Lungo gli anni, continuano i suoi viaggi  e prendono vita le sue passeggiate, le sue camminate tra distese di ulivi secolari di cui la terra del Salento e la Puglia intera ne sono vanto.

L’Arte di Silvana Bissoli  è legata all’antica  filosofia del camminare, dei passi sulla terra che la conducono a cercare e incontrare ulivi che le narrano di vicende umane, di legami terreni e spirituali per “coglierne e indagare  l’essenza di quella terra” come ella stessa ci suggerisce. Successivamente, con semplicità e amorevolezza, li fotografa, li appunta  nei loro luoghi, e li trasforma in Arte con il mezzo più appropriato: la pirografia, l’incisione col fuoco, antichissima  tecnica di origine mediterranea.

Così, la mano dell’artista, abile guida del pirografo, uno strumento che traduce il legno in opere d’arte simili ad acquerelli, offre originali doni al mondo.

 

Con la personale  VOCI TRA CIELO E TERRA  ha superato appieno quella maturità che già possedeva, invitandoci a un percorso che riguarda noi tutti che è quello della Via Crucis,  l’epopea del dolore per eccellenza, in un cammino che riporta la condizione umana alla sua originaria dimensione spirituale.

Silvana Bissoli, con questa operazione, di chiara bellezza, VOCI TRA CIELO E TERRA, immersa totalmente nella contemporaneità, come lo è sempre stata, confida di poter trovare un equilibrio e un  legame tra l’abbraccio terreno e quello cosmico, perché la Natura, spazio reale come tra le quinte di un teatro, possa narrare una umanità vera portando in una spazio ben calibrato, il rumore della vita che ci riconduca a quella doppia dimensione della Madonna-Madre legata sia alla terra sia al cielo.

Durante questo originario dialogo tra cielo e terra che si snoda  in un  cammino, inevitabilmente doloroso, l’artista imolese, dalla spiccata indole estetica, prova a trovare quel  bandolo indispensabile a srotolare  l’esistenza umana  in ritmi cadenzati che continuamente si aggrovigliano  e si intrecciano, tra mille  difficoltà e incertezze, senza mai fermarsi, dove suprema mediatrice è la figura materna.

Per donarci un’arte che possiede Voce, compiutamente equilibrata in maniera incisiva e appassionante, scovando la luce dalle tenebre.

In realtà  con questa imponente OPERA ella continua la sua inarrestabile  ricerca fatta di circostanze che spesso le sfuggono di mano, ma fatta anche di inaspettati e preziosi incontri,  con i quali,  grazie a quella forza e naturale abilità artistica che le sono proprie, è capace di  scorgere, con una visione della realtà del tutto personale e  con un incommensurabile atto d’amore verso la vita, l’UOMO attraverso DIO e DIO attraverso l’UOMO.

L’opera incisa su legno “Voci tra cielo e terra”  che apre la personale, carica di forza espressiva, nasce da un incontro e da uno scatto fotografico che è stato consegnato all’artista da chi condivide i suoi stessi sentimenti di purezza e autenticità.

Un amorevole scatto alla montagna, la Civita o testa del gigante, situata a ridosso di Duronia, un grazioso Comune  Molisano di origine romana. Immersa in una folta vegetazione, radicata e adagiata  sulla terra che rivolge il suo imponente sguardo al cielo,  oggi, la Civita è anche un’opera d’arte che si mostra al mondo avviluppata in nuove vibrazioni e inattese energie, in tratteggi e segni divenuti  paesaggio di fogliame, rami e tronchi, immersa in  fiduciosi orizzonti terreni e spirituali.

L’opera è anima e corpo, testimone di passi umani che hanno solcato i suoi profili che  hanno narrato di cadute e di rialzate in una religiosità del cammino che appartiene all’uomo.  E il saggio ulivo, proteso in un abbracciofisico protettivo e ombreggiato e spirituale, accogliendo nel fogliame la colomba e  l’angelo, simbolo di pacificazione di Dio con l’uomo, il primo, e messaggero del cielo, il secondo, sembra tendere un invito, anzi un grido: “gli uomini girano in tondo in quella gabbia che è il pianeta, perché hanno dimenticato che si può guardare il cielo” (su un pensiero  del drammaturgo e saggista francese Eugène Ionesco).

Come è nostra consuetudine, durante la serata del vernissage faremo insieme agli spettatori un viaggio sentimentale lungo il percorso espositivo, una sorta di passeggiata intima per viver due momenti unici che si intrecciano tra loro.

 

Si comincia dalla Navata della Chiesa

Saranno ospitate  16 Tavole-Stazioni  pirografate  per “narrare” il percorso biblico e poetico della Via Crucis che conterranno un titolo e un sottotitolo, -un momento di riflessione dell’artista, traendo ispirazione dalle poetiche dell’autore Nico Mauro-, per continuare con quello  della Maternità quando si  giungerà nello spazio della Sagrestia.

Le opere dedicate alla Via Crucis, si possono anche apprezzare in un volume dove sono state impaginate tra le pieghe della fortunata e prestigiosa  raccolta poetica:

LA POLVERE E L’ACQUA di Nico Mauro pubblicata nella scorsa primavera, per le edizioni L’Officina delle Parole.

Darà il benvenuto allo spettatore l’opera che dà il titolo alla personale: Voci tra cielo e terra.  Seguirà Getsemani vegliate su di me,  opera superba e straordinariamente commovente. La radura pirografata si trova realmente nella campagna salentina e ancora una volta, l’artista, ha saputo sapientemente cogliere le peculiarità dell’orto degli ulivi dove Gesù prima di essere catturato, vi sostò per pregare e accomiatarsi dai discepoli.

Si continua  con Gesù dinanzi a Pilato è condannato a morte per poi seguire il maestro lungo la Via quando È caricato sulla Croce, durante le 3 cadute , nell’incontro con Maria, con la Veronica che gli asciuga il volto, con Simone Da Cirene che prese la Croce, con l’incontro con le donne e nelle ultime fasi con la Crocifissione, Morte e Sepoltura, quando scompare la morte…che fa buia la luceper concludersi con la Resurrezione. 

Le opere pirografate rivelano testi organizzati e pensati, nulla è casuale, perché il significato è già scritto sugli ulivi: gli orizzonti svaniscono, i tronchi contorti, aggrovigliati e ripiegati in uno sforzo immane, a volte, apparentemente secchi, nonostante la loro robustezza, sembrano che stiano per spaccarsi e cedere di fronte a tanto dolore, ma sempre intravediamo la speranza, sia quando il Cristo rivolge le braccia al cielo, quasi a volerlo toccare, sia quando incontra la dolente Maria e i seguaci che non lo hanno mai abbandonato.

La Via Crucis, nel corso dei secoli, vanta un’ampia produzione artistica, come risultante di un ricco proliferare di opere differenti tra produzioni compositive stilistiche e iconografiche, affreschi, incisioni in rame, acqueforti, litografie, calcografie, formelle con diversi materiali, sculture e pitture ad opera di grandi artisti come lo stesso Raffaello, Botticelli, Dϋrer o Antonello da Messina o il Beato Angelico, solo per fare delle citazioni.

Ma se volgiamo uno sguardo all’arte moderna e contemporanea, pochi artisti hanno la capacità di rappresentare questi “millenari” nella loro interezza, pochi sanno catturare le architetture reali o immaginate per esprimere quei valori culturali, sociali e spirituali del nostro tempo come sa fare questa maestra del pirografo, suggerendo opere vive e pulsanti che possiedono una esaltante forza creativa, segno per segno, con quella capacità di condurci, ogni volta, per quellastrada colma di pathos e di bellezza.

 

Intanto il nostro viaggio continua nella Sagrestia

Incontreremo, nel composito allestimento, 14  pirografie  dedicate alla Maternità, per segnare quel rapporto  unico e irripetibile che esiste tra una  Madre e il proprio figlio, allacciandosi e  riannodandosi in un  dialogo continuo con il  percorso della via lungo la croce iniziatonella Navata e dalla quale ne trae la profonda essenza.

Qui ci darà  il benvenuto la scultura Il mio mondo, opera unica e irripetibile.  L’artista  Silvana Bissoli sembra abbia toccato la perfezione:è una scultura sferica in movimento, levigata, che ci suggerisce morbidezza con un esplicito  invito ad abbracciarla, nonostante palesi siano le incertezze, con i suoi solchi e crepe che traducono  gli errori, la fatica del pirografo sul duro legno, come, d’altronde,  lo è la nostra stessa esistenza!

Da qui comincia il viaggio di quel legame unico tra madre e figlio dove si narrano sentimenti antichi  e attualiche riguardano la nostra esistenza terrena che dovrebbero sostenerci e arricchirci per permetterci di giungere a quella compiutezza spirituale cui l’uomo anela.

Incontreremo la Grande Madre, un ulivo dalla folta e protettiva  chioma, proponendosi  come in un rassicurante abbraccio  e una panchina sulla quale poter sostare. Maternità e Amore Materno: questa madre che tutto dona ripiegata su se stessa pronta a proteggere il figlio dal mondo! E quell’amore incommensurabile verso il figlio che non cambia lungo gli anni. Nello stesso tempo la chioma morbida e fluttuante ci indica la fiducia che dobbiamo riporre negli affetti che il mondo può regalarci!

Haec Ornamenta Mea” Ecco i miei gioielli: l’opera fa riferimento a Cornelia, la Madre dei Gracchi  che osava mostrare i figli come gioielli, termine di paragone con i monili che  ostentavano le matrone romane. Un messaggio che ha attraversato secoli, per giungere nella contemporaneità ancora immutato.

Discendenza: quanto si fa, quanto si dà a un figlio perché possa avere forza e coraggio per affrontare il mondo e quanto, a volte, è difficile incoraggiarlo ad andare  per il mondo facendogli comprendere che le radici sono dentro di lui!

Passo dopo passo: quanto è periglioso e faticoso il cammino di questa madre che dovrà aiutare il figlio ad abbandonare la casa e consegnarlo al mondo!

Un abbraccio universale tra terra cielo lo ritroviamo in  Dalle radici al sole… passando dalla luna: i tronchi sembrano danzare la danza del sole e della luna legati, ma ben distinti. Un germoglio affiora, un orizzonte delicato appena tratteggiato, ma ben visibile come a voler dare delle indicazioni. Ella ci dice che è nella radice che risiede il bene e il male e, come tutti noi, da sola dovrà varcare  il cielo tra realtà e simboli insieme a quegli elementi di cui siamo figli e che abbiamo il dovere di custodire. Quanta vita, quante ore vissute insieme e quante speranze pone una madre nei propri virgulti che le crescono accanto.

Forza della natura: sempre fino agli ultimi respiri resta retto ad affrontare le vicissitudini della vita confidando proprio nella natura e quanto rispetto occorre portarle senza prevaricarla!

 Preghiera dell’ulivo amico: quando non riusciamo più a trovare salvezza nell’umanità allora la nostra invocazione e sostegno si rivolge alla forza divina,  affinché l’uomo possa ritrovarela propria umanità.

 

Incontriamo sentimenti e momenti gioiosi e la speranza che la vita ci dona in Per raggiungerti: è consolante sostare accanto a questi ulivi. Perchè? Semplicemente perché è evidente che qui la mano amica dell’uomo ha lasciato il suo segno!

 “Quello che gli ulivi ci dicono”  è una istallazione,un’opera che acquista nuove spazialità, proponendosi in movimento. È un trittico, un parallelepipedo in verticale  pirografato su legno composto da 3 tavole poggiate su un basamento di pietra leccese.  È un unico Ulivo, visto da prospettive diverse che narra dell’amicizia attorno alla quale lo spettatore può girare intorno incontrando l’Abbraccio e il Calore, “perchè è necessario avere qualcuno su cui contare a piene mani”, come afferma la stessa artista.

Alla fine del percorso le opere infondono e sottolineano  aneliti spirituali di Bellezza: il fine e il principio dell’Arte. Così quando l’Arte, nell’intricato mondo incrocia quello della nostra vita, diventa necessariamente Voce pronta a narrarci, attraverso il pirografo condotto abilmente dalla mano dell’artista, di nuove e speranzose alleanze. Confidando che sia di buon auspicio essere consapevoli di  quanto l’arte e la vita si avvolgano in un continuo e inesauribile  srotolare e avviluppare, senza mai lasciarsi. Tenendo sempre fede a quel consapevole pudore che l’Arte come la Stella Cometa indica il cammino ma non stabilisce la meta!”

Oggi l’artista Silvana Bissoli vanta tante personali e collettive organizzate da Enti e istituzioni allestite in prestigiosi  luoghi storici, partecipa a concorsi e manifestazioni pubbliche, organizza laboratori nelle Scuole. Tanti i riconoscimenti e i successi di pubblico e di critica. Opera attivamente nel suo laboratorio “l’ulivo la luna”, a Imola, dove ha le proprie opere in permanenza.

 

*critico d’arte

 

 

GALATINA Chiesa dei Battenti

Orari mostra: tutti i giorni 10:00-13:00/18:00-22:00

Info: 339.7612304 bissosil@tin.it-Fb

 

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