Piccole cose del passato

flit

di Elio Ria

 

Le comodità sono conquiste lente che l’uomo, con ostinazione, ottiene per migliorare la condizione della propria vita. Le cose che oggi possiede un tempo non esistevano, magari erano ancora ad una forma grezza, non del tutto perfezionata.

Un vita senza comodità è impensabile. Ci sono gli oggetti, che ci rendono la vita meno amara, più godibile, di cui provare anche per un giorno a non possederli sarebbe una tragedia. E qui si potrebbe fare un elenco lungo, se ne citano alcuni: climatizzatore, computer, cellulare, televisore, frigo, erogatori d’insetticida contro zanzare e mosche…

Negli anni Sessanta il frigorifero erano in pochi a possederlo e d’estate si comprava il ghiaccio alla iaccera. Il frigorifero era un lusso, bisognava adattarsi al caldo senza lamentarsi; la possibilità di avere in casa – non una bibita fresca – ma l’acqua fresca durante i giorni della canicola estiva era davvero un privilegio. Ci si arrangiava, si beveva l’acqua della cisterna e con il ventaglio ci si procurava l’aria ventilata.

Altri tempi, oserei dire, altre sofferenze che venivano mitigate con piccoli accorgimenti ed espedienti: frutto dell’esperienza degli uomini e delle donne che non avevano scampo e dovevano ingegnarsi per sopravvivere anche contro le mosche e zanzare.

Eh già, adesso appare semplice combattere questi disturbatori accaniti nel loro intento di succhiare il sangue. In quegli anni del boom economico, non erano stati ancora inventati i propellenti da spalmare senza ungersi sulla pelle; il vape non esisteva. C’era la pompa te lu flitti: un oggetto che a vederlo oggi viene da ridere, ma che allora veniva usato per bonificare le stanze dalle fastidiose mosche e, in alcuni momenti, usato dai più piccoli come passatempo per giocare.

Uno strumento manuale semplice costituito da uno stantuffo che fungeva, appunto, da pompa per prelevare da un piccolo serbatoio – posto sulla base dell’erogatore –  il famoso DDT, che nella lingua dialettale del mio paese veniva  pronunciato: flitti . Funzionò per un certo periodo di tempo, poi le mosche si resero immuni al potere del DDT e invece di  morire s’ingrassavano.

Piccoli ricordi che nel tempo si sono accumulati e riemergono, ogni qualvolta si fa un confronto tra il passato e il presente,  ma al contempo la memoria è essenziale anche per la definizione dell’identità, difatti l’amnesia provoca la perdita del senso del sé. Ma è anche logico non far cadere il ricordo nella nostalgia, privandolo così del tutto del valore che possedeva nel passato, con la conseguenza di farlo rivivere nel presente in modo imbarazzante e inadeguato.

Il passato, dopo tutto, ha cessato di esistere. Il presente rivendica l’attualizzazione degli eventi in successione frenetica e turbolenta. La modernità ha soppiantato, anzi ha imprigionato, la lentezza degli eventi – che prevedevano come condizione –  la pianificazione e la programmazione.  Di solito si dà il giusto valore alle cose nel momento in cui non si possiedono più. E proprio dal ricordo della pompa te lu flitti emerge come la tecnologia ha invaso la mente degli uomini, occupandola e colonizzandola al consumo compulsivo di beni. Se liquidassimo queste storie come piccole cose, si perderebbe di vista un punto importante: la verità sta nelle minuzie, e c’è più significato in una miriade di eventi e di cose semplici, di quanto se ne possa trovare in una singola piccola cosa.

Le piccole cose non vengono mai celebrate, rimangono ai confini dell’interesse collettivo e individuale, stante la stoltezza umana a non sapere evocare e osservare la ricchezza che la vita riserva alle piccole cose. Certamente dalla pompa te lu flitti iniziò il cammino del ricercatore per poi creare il prodotto più sofisticato ed efficace per annientare le mosche, così come è accaduto per tanti altri piccoli oggetti. Se si riconosce l’importanza delle piccole cose, si riesce meglio a giudicare l’importanza dei loro opposti, ma soprattutto perché ci fanno esercitare il confronto e ci aiutano a valutare l’esperienza. Una questione di proporzioni e misure da tenere sempre a mente e non sottovalutare.

 

(L’immagine in evidenza è stata reperita da “Salento come eravamo”)

 

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