I fastidi del vento: fossero i soli!

castro 15 maggio 2013

di Rocco Boccadamo

 

Soffio sostenuto, proveniente da ovest sud ovest: per i nativi, come pure per i villeggianti e/o vacanzieri, della fascia costiera del Basso Salento, non è la condizione meteo propriamente ideale e gradita. Anzi, nel soffermare lo sguardo sull’accentuato broncio grigio scuro della distesa marina, sfociante, da ultimo, in diffuse valanghe di schiuma contro la scogliera, si prova una sensazione di tristezza e sconforto.

E però, maggio sta per finire e l’estate s’accinge a spalancare le porte, così che, vento e onde mosse a parte, ieri, il piccolo battello a vela “My three cats” è stato riadagiato nel porticciolo e anche armato a puntino: con l’auspicio che, nel volgere di qualche giorno, il tempo si rimetta al bello e dia modo, ai familiari qui giunti dal Nord Europa per uno scampolo anticipato di ferie, di concedersi piccoli, ameni giretti e, insieme, i primi bagni e tuffi nella stupenda rada di Castro.

Intanto, l’anziano pescatore Nino, classe 1924, si presenta intento a dare una mano di colore blu marino all’interno del suo piccolo gozzo in legno, provvisoriamente tirato a terra: ”Le fiancate esterne, questa volta, le lascio come stanno” – dice – “giacché mi sono fatto vecchio”, quando, invece, nella luminosità degli occhi e sotto i baffetti, si legge benissimo che non vede l’ora di riprendere in mano il suo “conzo” (lunga lenza con centinaia d’ami) e catturare i suoi amati saraghi o altre varietà ittiche pregiate.

Gina e la figlia Lucia, da un pezzo, hanno riaperto il chiosco bar e, al solito, fanno i turni per intrattenere i clienti, abituali e nuovi: la scena della loro presenza che ritorna puntuale è, in fondo, un segno di continuità nell’immagine del minuscolo e raccolto scalo marittimo.

Evento assai atteso e di notevole importanza, pare che, nei prossimi giorni, inizino i lavori di ricostruzione della Piazzetta, ossia a dire il rifacimento delle unità abitative rimaste danneggiate o completamente distrutte a causa del terribile crollo avvenuto il 31 gennaio 2009. E’ previsto che, per l’estate 2014, tutto sia ultimato e che la marina si presenti nuovamente con il suo più classico, affascinante e amato volto, sistemato nel  miglior modo possibile.

Vite che rinascono e altre che si concludono, nel giardino di Via Premuda, lo storico albero di fico, per la precisione di “culummi di San Giovanni”, è improvvisamente morto di vecchiaia; da un giorno all’altro, non ce l’ha fatta più, lasciando i numerosi frutti, già a metà crescita, rattrappiti da far pena e, quindi, destinati a cadere ingloriosamente sulla terra rossa sottostante, senza guadagnare la canonica stagionale maturazione.

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Nota avulsa dalle scansioni e dagli eventi della natura, il mese di giugno, anche quest’anno, si approssima sotto l’insegna dell’IMU, la vituperata, discussa e contrastata imposta sugli immobili. L’impressione è che, tale balzello, non si riesca in alcun modo ad abolirlo e cancellarlo del tutto.

Le casse pubbliche, il tessuto produttivo e il mercato dell’occupazione, non navigano per nulla a gonfie vele. Addirittura, il Presidente di “Confindustria” ha appena dichiarato che “il nord dell’Italia è sull’orlo del baratro”.

Non c’è che dire, visto che noi, comuni mortali, non abbiamo, autonomamente, grandi capacità, il Padre Eterno, almeno Lui, ce la mandi buona.

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