Gli ulivi pugliesi invocano l’arte!

ciccarese ulivi

 di Mimmo Ciccarese

Paesaggio

Il campo
di ulivi
si apre e si chiude
come un ventaglio.
Sopra l’uliveto
c’è un cielo inabissato
e una pioggia scura
di stelle fredde
Tremano giunco e penombra
sulla riva del fiume.
Si arriccia il vento grigio.
Gli ulivi
sono carichi
di grida.
Uno stormo
di uccelli prigionieri,
che muovono le loro lunghissime
code nell’ombra.

Federico Garcia Lorca

 

Scandiscono le canzoni popolari intorno alle stagioni;  densità di ritratti, milioni di ulivi e urli d’angoscia quando si abbattono senza alcuna ragione e rispetto.

 

La canzone dell’ulivo

“Tu, placido, pallido ulivo,
non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci, sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
dell’ultima pace!”
G.Pascoli 

 

Gli ulivi sono tessuti di poesia, esplosioni continue di gemme,  che incidono gli animi intorno ai loro corpi ripiegati, agrodolci espressioni di popoli elusi.

Tra i due capi della regione più lunga d’Italia gli ulivi sorvegliano come eserciti silenti, avamposti e ripari di perdute crociate e di duri lavori, in attesa di nuovi rinforzi.

Il richiamo degli ulivi attraverso i varchi della poesia, descritti dai più grandi artisti toccano la coscienza; se ne erano già avveduti poeti come Dante, Pascoli, Foscolo, Hikmet e grandi pittori come V. Van Ghogh. Ulivi, come pagine di saperi, dunque, essenze mordaci affioranti tra pietre fitte e frantoi medievali, capolavori che varcano da millenni la soglia dell’arte che non rimane indifferente.

Arte che consola la marcia di uomini, appassionati e sensibili, locomotiva e fiumana in difesa di un patrimonio inestimabile. Questo accade in Puglia, dove da semplici dialoghi di periferia, si diffondono i comitati e si invocano gli artisti a loro sostegno.

4 Commenti a Gli ulivi pugliesi invocano l’arte!

  1. Caro Mimmo l’urlo di dolore dei vostri Patriarchi Verdi è giunto sino a noi e la vostra richiesta di aiuto non troverà sordi i nostri cuori. Dall’Emilia Romagna la “voce di artisti” sarà eco delle vostre voci e diffonderà la richiesta di sostegno che giunge dall’altro capo della Nazione. Non siete soli, perchè io:

    CONOSCO UNA TERRA,
    DOVE IL VERDE E IL BLU
    SONO I COLORI
    CHE LA DIPINGONO,
    DOVE L’ARIA,
    PREGNA DI ODORI,
    SI FA ASSAPORARE,
    DOVE GUARDI L’ORIZZONTE
    E DIVENTI PARTE DELL’IMMENSO.
    IO LA CONOSCO:
    SI’, L’HO VISTA,
    L’HO RESPIRATA,
    L’HO GODUTA !!!!
    UN LUOGO INCANTATO
    NON PUO’
    ESSERE UN AFFARE,
    NON PUO’
    ESSERE SPENTO
    E DIPINTO
    DEI COLORI DEL VELENO,
    VOMITATO
    DA CAMINI SENZA FAMIGLIA.

    Silvana Bissoli pirografista, porta i suoi “ulivi” a Massa Lombarda di Ravenna, dal 19 al 31 maggio.
    Durante l’inaugurazione Massimo Martelli, presenterà le opere di Silvana, Antonella Grossi farà letture poetiche e personali considerazioni sul tema e infine Maurizio Callegati curerà la proiezione di filmati che ha appositamente girato nel suo ultimo viaggio in Salento.

  2. “ Volo per la costa meno nota d’Italia: mi trascina una gioia tale di vedere che quasi son cieco. Qui infatti tutto minaccia di non essere: la costa piatta, i paesi arabo-normanni (arabi nella parte umile, normanni nella parte eletta, chiese e muraglie), il mare. Tutto è come bevuto, frastornato dalla luce. Riafferro la vita a Gallipoli. Misterioso centro, esistente, di una regione che non esiste. È del resto una città a sé, uno stato, un po’ come Cutro. Perfetta anch’essa come Taranto, protesa, biancheggiante, in un mare squisito, puro selvaggio. In quello slanciato ammasso di case bianche, inalennato da lungomari e da moli, la gente vive una vita autonoma, quasi ricca, si direbbe, quasi non ci fosse soluzione di continuità con qualche periodo della storia antica, che io non so, né faccio in tempo a capir:il demone del viaggio mi sospinge giù, verso la punta estrema.

    Ci si arriva lentamente, mentre intorno la regione si trasforma, si muove in piccole ondulazione, si ricopre d’ulivi. Santa Maria di Leuca si stende lungo il mare con una fila di villini liberty, lussuosi, rosei e bianchi, incrostati d’ornamenti, circondati da giardinetti: sembrano appena abbandonati. Anche il grandioso lungomare davanti, calcinante, sembra appena lasciato in disuso: e, lassù, la grande rotonda scrostata. In un punto del lungomare, nel sole feroce, è fermo un torpedone, con una radio accesa. Un po’ di gente è seduta sui gradini di una costruzione pubblica, in un po’ d’ombra. Chiedo a due ragazzi, che sembrano studenti, chi viene a Santa Maria di Leuca.

    “ Abbastanza gente – mi dicono- per lo più di Lecce: ci sono anche degli stranieri , che alloggiano a quella pensione”. E mi indicano una pensione bianca, di cui sembrano orgogliosi. “ Le ville invece sono dei baroni.” ”Ma ci vengono ancora?” ”Si, ci vengono: ma se ne stanno per conto loro: la sera si trovano tutti allo Yacht club, dove possono entrare solo loro, e ballano, e giocano a carte.”

    Pier Paolo Pasolini

  3. scusatemi silvana e mimmo… raccolgo le vostre note per una pagina sulla poesia degli ulivi che aggiungo a “Salviamo gli ulivi secolari” su FB… mi piace molto questo inizio… ciao !

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