Rondini, liocorni e pipistrelli

Il Liocorno, affresco del Romanino nel castello di Buonconsiglio a Trento
Il Liocorno, affresco del Romanino nel castello di Buonconsiglio a Trento

di Gianni Ferraris

 

Alle quattro del mattino pensando a Noè. Non è dato sapere se si è scordato i due liocorni, come cantavano i miei figli quando erano bimbi e pensavano di vivere in un mondo normale.  Non lo sappiamo e ce ne rammarichiamo comunque, dovevano essere proprio belli i liocorni. Neppure ci è dato sapere, vista la dimenticanza, se altre specie siano state scordate ad affogare con il diluvio. Le zanzare, però il carissimo Noè, poteva pure lasciarle, magari far finta di nulla, che so, fischiettare mentre faceva salire i daini. Invece no. Invece niente, ce le ha portate qui e ne è andato fiero. E quelle tre o quattro sopravvissute ed arrivate fino alla mia camera da letto erano proprio stronze (si può dire?). Erano quelle che a luce accesa non vedevi e come spegnevi le sentivi ronzare quasi dentro le orecchie, salvo poi svegliarti con bolle su braccia e gambe. Accidenti a Noè.  Svegliarsi nel cuore della notte e non riuscire a riprendere sonno a causa di quattro zanzare maledette non è bello. Poi, dopo il caffè delle cinque e dieci, mi sono rasserenato con il mondo (non con il sonno) ed ho rimesso Noè e la sua arca nel girone dei buoni. Ebbene si, se abbiamo le rondini il merito è della catena alimentare, se abbiamo il miele il merito è delle api che magari pungono, solo per difendersi però, e svolgono un ruolo vitale nell’economia della natura. E poi ci sono i timidi pipistrelli che aiutano il mondo intero a sterminare quel che le rondini non possono fare. Quando ero giovane, tanti anni fa, ho visto cose che voi ventenni non potete neppure immaginare. Rondini in quantità, pipistrelli la notte, api che impollinavano, mucche che fornivano latte e mangiavano fieno e il loro letame andava a concimare il grano e l’erba medica che servivano rispettivamente per fare il pane e ridare fieno. “La natura” diceva un docente dell’Università di Torino nei primi anni ’80 “è un meccanismo perfetto. Almeno, lo era, poi è arrivata la variabile impazzita che ha sbarellato tutto: l’uomo”.

Se la catena alimentare prevede una partita di giro, perché la stupidità umana crea scompensi non recuperabili? Le rondini sono sempre meno, ci sono svariate ipotesi di questa sciagura, si parla di eccessiva urbanizzazione che ne riduce l’habitat, si parla dell’utilizzo indiscriminato di diserbanti. Uno studio dice che le rondini si concentrerebbero  prima di fare l’ultimo sforzo verso l’Europa, in Nigeria per accumulare riserve e fare il volo finale di 15 giorni. Sembra accertato che nel villaggio di Boje la loro densità in quel periodo raggiunga livelli altissimi. I nativi di quei luoghi non hanno possibilità di cibarsi molto, così cacciano le rondini per ottenere indispensabili proteine. Se questo è uno dei motivi, non si capisce perché non offrire, magari rinunciando a comprare qualche aereo da guerra, un’alternativa alimentare agli abitanti di Boje. Al di là delle rondini sarebbe comunque dignitoso per il genere umano tutto. Però pare che un buco in una montagna o l’acquisto di arsenali sia prioritario. E’ un po’ come per le mafie, prima la cocaina da spacciare per fare soldi e ammazzare cristiani, poi ci occuperemo di come spendere i soldi.

Meno rondini e meno pipistrelli. La diminuzione di questi ultimi pare sia dovuta alla modificazione dell’ambiente dovuto alla sconsiderata espansione umana che ha privato i pipistrelli dei loro rifugi naturali. Inoltre loro bevono acque inquinate da pesticidi e insetticidi. A proposito di insetticidi, il loro effetto è a tempo, pochi giorni appena. il loro veleno invece è immortale, penetra nel terreno, nelle falde e, alla lunga, ce lo beviamo con l’acqua che arriva nei rubinetti.  Non per dire, però sarebbe preferibile far catturare gli insetti da innocui mammiferi. E i pesticidi sono la causa, è quasi accertato, della scomparsa di moltissime api. Lavorano con il nettare e con i fiori e ne succhiano tutti i veleni. Insomma, le mafie pare siano i termini di paragone ideale per la gestione delle cose dell’umanità. Loro seppelliscono rifiuti tossico nocivi dove poi coltivano i pomodori che offriranno ai bimbi (anche ai loro) per farli crescere sani e forti.

E la stupidità umana non si ferma qui. Leggevo un articolo interessantissimo del Prof. Boero, dell’Università del Salento. Parlava di pesci e pesca. Pare ci sia penuria di pesci di taglia medio grande in commercio. Utilizzando reti a maglia stretta si catturano pesci piccoli e grandi, se si utilizzassero solo reti a maglia larga i piccoli avrebbero la possibilità di crescere e i mari riacquisterebbero una vitalità dimenticata. Forse ci sarebbe meno pesce come quantità (non come peso), sicuramente l’ambiente ci guadagnerebbe. Forse è il caso di schifare le fritture di pesciolini. In sostanza, che senso ha causare un danno all’ambiente e poi dire che l’ambiente stesso è cattivo? Mah.

Insomma, questo panegirico per dire che Noè, liocorni a parte, non ha fatto poi grandi errori, pare proprio che gli idioti siamo noi.

 

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