Desidero che il pezzetto di paesaggio rurale che possiedo sia libero da ogni pianta selvatica

 

di Antonio Bruno

 

 

“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!“(Michele interpretato da Nanni Moretti) Palombella rossa, film italiano del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti.
Gilles Clément, paesaggista e scrittore francese, conia il termine Terzo Paesaggio, riferendosi a quegli spazi indecisi, frammentari, liberi, incolti.
Come può questo spazio essere libero e nello stesso tempo “indeciso”. Io sono certo che Gilles Clément si riferisca all’uomo, alla indecisione degli uomini su come “snaturare” quel pezzetto di Paesaggio.
Infatti proprio Gilles Clément afferma: “vicino alla stazione di Lille ho realizzato il parco Henri Matisse, con al centro un’isola di 3500 metri quadrati, sopraelevata di sette metri e mezzo rispetto al resto. Questo altopiano, costruito su un cumulo di detriti del cantiere Euralille, è un emblema del Terzo Paesaggio, perché lassù la natura fa quello che vuole. Ci si va infatti solo due volte l’anno, per registrare le osservazioni scientifiche.”
Vedete? La natura non è indecisa, la natura, per le stesse affermazioni di Gilles Clément “FA QUELLO CHE VUOLE”. E allora direte voi: chi è che fa quello che vuole? Ma chi è libero! E chi se no?


Di spazi indecisi non ce ne sono, fosse per gli spazi, essi non farebbero altro che osservare senza intervenire la competizione tra tutti gli esseri viventi che vivono in e su loro. E questo fanno! Lo fanno anche quando l’uomo interviene negli oliveti del Salento leccese informato e motivato dalle seguenti parole: “OIU BBISCIU PULITU” ovvero traducendo “desidero che il pezzetto di paesaggio rurale che possiedo sia libero da ogni pianta selvatica”. E sapete che fa per ottenere ciò? Non lo sapete? E allora ve lo scrivo io: utilizza ogni genere di erbicida, distruggendo tutti gli esseri viventi vegetali e animali che “OSANO” contaminare il suo fondo. Lui ovvero l’olivicoltore del Salento leccese, e non solo lui, il suo pezzetto di oliveto lo vuole vedere pulito facendo “piazza pulita”! Ovvero mettendo in atto la strage di tutte le erbe selvatiche che invece ci poterebbero vivere facendogli anche un servizio ovvero tenendo umido il terreno e, di conseguenza, fornendo acqua alle radici dell’olivo che produrrebbe di più.

Venerdì 7 dicembre 2012 in un dibattito a Specchia (Le) e Domenica 9 mattina in un incontro organizzato da Italia Nostra a Corigliano d’Otranto ho detto che mi piacerebbe andare a casa di questi “avvelenatori” per verificare se la stessa sia pulita e, in caso contrario, provvedere io stesso a renderla tale effettuando nella loro abitazione un trattamento a base di erbicidi e insetticidi velenosissimi!
Li vorrei vedere reagire alle mie parole.

Come dici? Quali parole? Queste: “OIU BBISCIU PULITU” ovvero traducendo “desidero che la casa che possiedi sia libera da ogni essere vivente che possa OSARE contaminarla”
Anche il nostro proprietario di un pezzetto di Paesaggio rurale del Salento leccese è libero. Libero di avvelenare tutto!

Spetta a noi Dottori Agronomi impedirglielo. Domenica l’Ing. Antonio De Giorgi (Energy Manager), socio di Italia Nostra, è intervenuto per suggerirci una presenza in tutti i gruppi di lavoro dei professionisti che realizzano il Piano Urbanistico Generale (P.U.G.) nei 100 Comuni del Salento leccese, introdotto dalla L.R. 27 luglio 2001 n. 20, che è il principale strumento di pianificazione comunale e sostituisce il Piano Regolatore Generale.
Mi rivolgo a tutti i colleghi della Provincia di Lecce, voi come me sapete che è nostro compito stimolare un dibattito sulla necessità di prevedere all’interno del gruppo di lavoro del PUG il Dottore Agronomo e il Dottore Forestale proprio perché il Paesaggio rurale costituisce la massima parte rispetto al paesaggio urbano e a quello naturale. E proprio perché è necessario impedire che la cattiva gestione e le cattive pratiche dei proprietari del Paesaggio rurale danneggi l’intera comunità!
A te che mi leggi metto a disposizione la sala conferenze del Palazzo Baronale di Castrignano dei Greci per discutere il da farsi. Ti ricordo che nello steso Palazzo sino al 31 maggio c’è la mostra sul Paesaggio organizzata in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Lecce e con l’Associazione dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali della Provincia di Lecce aderente alla FIDAF.

 

 

Le foto sono dell’archivio della Fondazione

Un commento a Desidero che il pezzetto di paesaggio rurale che possiedo sia libero da ogni pianta selvatica

  1. Caro Bruno, hai dimenticato, ma sono certo per mancanza di spazio, di dire che le erbe sotto gli alberi d’ulivo, e non solo, determinano la fragranza, il sapore, il gusto, l’odore, il profumo dell’olio, e dunque il piacere di sentire sul palato e in bocca tutte queste sensazioni, e che ogni tipo di erba dona la sua essenza al frutto. Quindi, più l’uliveto è pulito più l’olio sa di veleni, e bisogna proprio essere stupidi per preferirlo alla bellezza delle erbe che la natura generosamente ci concede!

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