Leggende sotto l’albero

di Paolo Vincenti

L’Albero di Natale.  Una leggenda vuole che l’Albero di Natale sia uno degli alberi del giardino dell’Eden, per l’esattezza quello da cui Eva colse il frutto proibito. Questo albero sarebbe avvizzito e non sarebbe più fiorito, fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino .Un’altra leggenda vuole che, dopo la cacciata dall’Eden, Adamo avesse portato con sé un ramoscello dell’albero del bene e del male. Da questo ramoscello sarebbe poi fiorito l’abete che fu usato per l’Albero di Natale.

Il pettirosso. A Betlemme un piccolo uccellino entrò nella stalla dove la Sacra Famiglia dormiva. Di notte, vedendo che il fuoco si stava spegnendo, volò giù verso le braci e tenne il fuoco vivo per tutta la notte con il movimento delle sue ali, per tenere in caldo Gesù Bambino. Al mattino, il petto dell’uccellino divenne rosso, come premio per l’amore che aveva avuto per il neonato Re.

Le campane di Natale. La leggenda delle campane di Natale è legata ad un episodio accaduto dopo la nascita di Gesù Bambino. Tutti i pastori accorrevano alla grotta di Betlemme, ma un piccolo bimbo cieco, sentendo l’annuncio degli angeli, pregava i passanti di condurlo da Gesù , ma nessuno aveva tempo per lui. Il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Seguì istintivamente quel suono e il rintocco lo portò proprio dove lui sperava; infatti, proveniva dalla mucca che era nella stalla dove giaceva il neonato Gesù.

L’agrifoglio. Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli diedero l’annuncio della nascita di Gesù.Il bimbo si mise in cammino per Betlemme e, nel cammino, intrecciò una corona di rami di alloro per il neonato Re. Ma quando si trovò davanti a Gesù, al pastorello quella corona sembrò così indegna che se ne vergognò e cominciò a piangere. Allora Gesù Bambino toccò la corona e fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e le lacrime dell’orfanello furono trasformate in bacche rosse.

Le palle di Natale. Anche un artista di strada andò a far visita a Gesù Bambino nella grotta di Betlemme. Ma questo artista era molto povero e l’unica cosa che poteva fare, e cioè quello che sapeva fare meglio, era il giocoliere. Così fece molto ridere Gesù ed ecco perché, in ricordo di quelle risate, si appendono ogni anno sull’albero di Natale le palle colorate.

Il bastoncino di zucchero. Il bastoncino di zucchero è bianco a strisce rosse. La leggenda dice che esso fu inventato da un dolciaio che, con la sua trovata, voleva ricordare Gesù alle persone. Infatti, è fatto di caramello solido perché Gesù è la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite.Il bastoncino ha la forma di una “J” per “Jesus” (Gesù in inglese), ma può ricordare anche la forma di un bastone pastorale, perché Gesù è il nostro pastore. Per quanto riguarda i colori, il bianco esprime la purezza e l’assenza di peccato di Gesù, le strisce rosse più grosse rappresentano  il sangue di Cristo versato per i nostri peccati, mentre le strisce più sottili rappresentano le frustate del soldato romano sul corpo di Cristo. Il sapore del bastoncino è di menta piperita e questa è simile all’issopo, pianta aromatica della famiglia della menta, usato nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare: quindi Gesù è venuto sulla terra per purificarci e salvarci.
Pubblicato  in“Info-Salento. Gazzettino di informazione per gli italiani all’estero”, Casarano, dicembre 2006.

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