Girolamo Marciano e la Fata Morgana

di Fabrizio Suppressa

 

Acquitrini, laghi, lame e paludi erano fino ai primi del Novecento elemento caratterizzante del paesaggio salentino. Luoghi scarsamente popolati a causa della diffusione del morbo malarico ma posti occasionalmente frequentati dalle genti locali che vi traevano importanti prodotti naturali utili all’artigianato e al sostentamento alimentare. Aree anche cariche di mistero e magia, patria di “magiare” streghe o fattucchiere che con le zone isolate e con i miasmi degli acquitrini trovavano il luogo ideale per praticare i loro intrugli.

Incutevano ancora più timore ai più sprovveduti le cambiate o mutate, spettri che infestavano i pantani neretini nei pressi della vora delle colucce e le aree malariche cesarine.
Ci descrive con molta accuratezza queste entità il Marciano, nella sua opera postuma, Descrizione, origini e successi della Provincia D’Otranto, con le seguenti parole.

“Si vedono per tutte le regioni di questi mari, ed anche in alcuni luoghi infra terra della provincia, come ne’campi Tarentini, Brindisini, Oritani, di Manduria, Nardò, ed altri dove sono paludi, alcuni spettri, fantasme, o apparenze che dir vogliamo, che il volgo chiama imitate e cambiate, e corrottamente scangiatole, dal mutamento e cambiamento che fanno da luogo a luogo, e da forma in forma. Incominciano queste a vedersi dal mese di aprile per tutto il mese di settembre: alcuni ignoranti credono che quelle che si vedono infra terra siano streghe , Lemuri , o vero Lamie , che i Greci dicono Nereidi, donne malefiche , le quali vanno vagando la notte, ungendosi, come essi dicono, con certi unguenti venefici e maleficiati , e credono (il che è maggiore sciocchezza ) che si trasmutino! in diverse forme e specie di animali , e che volino in diverse e lontane regioni , annunciando diverse cose, danzando per le campagne e le paludi, e conversando ancora con i demoni, entrando per le fessure delle porte chiuse e soffocando i fanciulli, e facendo tali ed altri deliramenti e malelifici. La cui sciocca credenza è nata dalle semplici donnicciole e dall’ignorante volgo; e sebbene il fatto dello streghe e in parte vero, come dalle loro censure ed esperienze si rileva, non di meno il creder questo nelle cose delle fantasma ed apparenze che si vedono in questa provincia, è del tutto falsa ed erronea opinione dell’ignorante volgo. E ben vero che per quelli sei mesi, come si è detto, si vedono per i mari e le paludi infra terra alcuna volta in forma di città, castelli, torri, armenti, e bestiami, che camminano, ed alle volte vascelli ed armate velificare nel mare, ed altre specie ed immagini di cose diverse, che pajono veramente giunchi e trastulli della dotta e vaga natura. (…)
Questi fantasmi ed apparenze non durano lungo tempo, ma come vapori che sono, nei quali appajono e consistono, si mutano allo spesso, e cambiano di luogo a luogo, e di una forma in un’altra, e quando appariscono sono segno certo che l’aria si muti dalla serenità in pioggia, donde hanno forse preso il nome di mutate e cambiate; il che avviene il mattino quando l’aere è quieto, spirando, come suole, leggiermente l’austro. Perché siccome 1′ austro nella fine è gagliardissimo, cosi nel principio è leggierissimo, ed essendo esso caldo, leva leggierissimi vapori e nubi dalla terra e dall’acqua, i quali a guisa di specchio rappresentano udì’ aria immagini e figure di diverse cose, come di città, castelli, torri, alberi, armate, bestiami, e simili, e in quel modo che i detti vapori si muovono, così parimente si muovono quelle figure, come chiaramente si può vedere e dimostrare nei specchi mossi ed agitati, nei quali esse cose si vedono muovere col moto di quelli. E quelle cose che rottamente si oppongono ai vapori ed alle nubi, rettamente si vedono simili alle ombre che si oppongono ai corpi luminosi, e quelle che al contrario si oppongono trasversali, appajono trasverso, e così nelle acque vediamo allo spesso nella parte inferiore la sommità de’monti e de’tetti , e ciò si causa perché quelle cose che sono più lontane dalle nostre visioni, e le immagini delle sommità de’ tetti, le quali sono più remoti dall’acqua, si accostano più a noi, e però si vedono più in sotto. (…)”

Nella realtà dei fatti il filosofo leveranese, intuisce già che il fenomeno non è da imputarsi ad opera maligna, e dando una possibile interpretazione fisica attribuisce il fenomeno alla natura. Ed infatti dalle sue accurate parole possiamo oggi affermare che a causare questi strani spettri altro non era che un’illusione ottica simile al miraggio, meglio identificata come Fata Morgana.

Questo fenomeno ormai estremamente raro nel Salento si verifica per l’appunto nelle prime ore mattutine quando minuscole goccioline di acqua rarefatta, fanno da lente di ingrandimento attraverso diversi strati d’aria calda e fredda, riflettendo a mezz’aria l’immagine del suolo capovolta. Manifestazione che avviene con molta rapidità di cambiamento della forma riflessa, e da questa caratteristica probabilmente deriverebbe il termine cambiata o mutata.
E’ da sottolineare, che in queste sue parole il Marciano è uno dei primi letterati a

descrivere dettagliatamente questo straordinario fenomeno naturale, separando distintamente la fantasia popolare dalla possibile interpretazione fisica. Un ulteriore merito ad un umanista salentino, per lo più dimenticato e trascurato.

3 Commenti a Girolamo Marciano e la Fata Morgana

  1. “Pezzo” di grande interesse… dove il Salento si rivela nella sua arcaica magia naturale e non, dove il mistero della natura s’intreccia all’affabulazione-frutto della “bella, tanto bella da amare” ignoranza del popolo.
    Il Marciano, “un amore”… Come non dargli ragione sul fenomeno della “Fata Morgana”, io che vissuto sullo Stretto di Messina, dalla costa reggina ne ho gustato più volte la sconvolgente – e per nulla misteriosa – risorsa ottica della natura?

  2. Scienza e fantasia popolare, mancanza di risposte e abbondanza d’immaginazione. La curiosità di un uomo, sia egli un letterato come il Marciano che un semplice abitante del mondo, è il primo strumento atto a dipingere suggestioni, tele astratte o naif di strabiliante effetto.
    Siamo proprio sicuri che la Fata Morgana non abbia nulla a che fare con certe percezioni visive definite educatamente dalla scienza ‘fenomeni naturali’?
    Io non ci giurerei.

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