Rustici, vigorosi e generosi. Gli ulivi di Silvana Bissoli

Con insistenza abbiamo chiesto a Silvana Bissoli di parlarci di lei e delle sue opere, che da anni dedica al simbolo per eccellenza del territorio salentino, lo straordinario, rustico, generoso e vigoroso ulivo. Alquanto schiva nel parlare di sè, ci ha rigirato l’ampia rassegna che da molti anni importanti critici le dedicano. Tra questi ne abbiamo selezionati alcuni, che volentieri riproponiamo in questo spazio, intervallandoli con alcune opere da lei pirografate.

… I soggetti trattati da Silvana Bissoli sono rimasti gli ulivi, tanti e tanti ulivi, non opere ripetitive, ma singolarmente originali sia nel tratto di una “pulizia” ammirevole che nell’incisività del disegno. E’ sbalorditivo come un albero possa assumere una tale varietà di forme, difficile credere che tutto sia affidato al caso e meno che mai ad una interpretazione non veritiera dell’artista…

…. nelle sue opere non si limita all’interpretazione grafica degli ulivi, noto una compenetrazione emotiva che suggerisce vitalità, dinamismo alla solidità del legno tormentato da profonde fratture, da contorsioni che esprimono “dolore”, quegli alberi, nelle rappresentazioni di Silvana danno l’idea di concetti in continuo divenire, espressi in tempi remoti e che, ancora oggi, raccontano instancabili storie sublimi, eventi tenebrosi di un mondo sfuggito nelle brume dei secoli scomparsi anche dalla memoria….

Claudio Alessandri, critico d’arte

Nostalgia

…..E’ la pirografia il veicolo con il quale fa emergere i suoi ulivi.

Il soggetto dominante per il quale l’artista di Imola viene immediatamente collegata e massimamente apprezzata è dunque la raffigurazione degli ulivi. La pianta mediterranea compatta gli ossimori desiderio-realizzazione, giovinezza-vetustà, tenerezza-forza, legami-libertà; una indubbia similitudine con la personalità di Silvana.

Il rappresentante per eccellenza della macchia mediterranea, così rustico, vigoroso e generoso palesa anche negli incavi e nelle fratture segnate dal tempo la poesia delle forme e gli arzigogoli che generano leggenda.

La punta incandescente del pirografo coglie ciò che appare e ciò che sta dietro alle parvenze; dalle forti radici si snodano tra fibre di legno impalpabili figure umane. Le vesti di corteccia lasciano intuire i corpi imprigionati da oscuri incantesimi: arcane metamorfosi. Sono le transumanazioni che solo l’occhio sensibile dell’artista sa cogliere e violare nell’intimità del panismo cosmico.

La relazione tra il soggetto e l’artefice è così solido che immancabilmente ad ogni occasione Bissoli torna a rigenerarsi nella macchia d’ulivi salentina. Marca a fuoco il legame: incide la tavola con un solco caldo bruno, calca nel sottolineare la forza del legno e sfuma in ocracei tratti gentili per raffigurare le immagini della fantasia.

Oltre il Segno si liberano i simboli. Occhieggia tra le fronde un usignolo, il musico della Luna. Questa campeggia nelle opere di Silvana perché cede il sogno a Morfeo e ad Orfeo stimola la poesia.

Prof Vincenzo Baratella

Il Coraggio delle Idee- Pirografia su betulla – cm 100×50

… “Ho cercato tra gli ulivi di Puglia l’essenza di quella terra. Ho incontrato antiche radici tramutate in folletti che hanno narrato per me storie incantate”, questo è accaduto quando l’artista, appena ventenne, è giunta nel Salento, per non staccarsene mai più, anche se viveva a molti chilometri di distanza dalle porte del profondo nord. L’impatto è stato molto forte, continua a raccontare, da allora questa terra si proponeva ogni volta, divenendo un forte richiamo…

Grande Madre

Il dubbio, allora, si insinua proprio come un folletto: Silvana Bissoli in questi viaggi metafisici, così emozionanti, dai quali ormai non sa staccarsene è rimasta intrappolata? Sì, perchè questo, a volte, è un rischio che corre chi viene attratto dagli ulivi di questa terra di confine. Non saprà mai più separarsene, è come una condanna, una piacevole condanna. Soprattutto quando diviene Arte.

I luoghi e le brezze del Salento catturano chi di questa misteriosa terra non sa nulla e non ne conosce la potenza primordiale, legata alla terra e agli ulivi, alle pietre, al fuoco e al vento.

Dalle Radici al Sole…passando dalla Luna

Non vi è mezzo più appropriato, dunque, di quello che l’artista utilizza per la propria Arte: la pirografia, la scrittura col fuoco, una tecnica d’incisione antichissima e mediterranea. Difficile e audace, come lo è, d’altronde, la sua produzione artistica.

Ella sa trarre e realizzare un legame tra oggetto e soggetto, tra materia e forme, alberi d’ulivo incisi su materiali legnosi, duri e scuri come quelli d’ulivo o di castagno, oppure teneri e chiari come quello di betulla o di frassino, raccontando la storia di una terra, in minuziosi dettagli.

Ma questo non è bastato, perchè la notte annuncia una luna che inesorabilmente ti prende nella sua scia luminosa, per portarti nelle più intime spiritualità.

Donna Ferita rinnovata

E da qui ha preso vita l’arte, unica e irripetibile, di Silvana Bissoli: l’ulivo con la sua nuda essenza lignea e la misteriosa luna.

La sua ricerca artistica è continua, e si traduce in opere ricche di forza espressiva: generosi e millenari ulivi, in sequenze, come tappe della propria esistenza e della realtà umana: la gioia e il dolore, la sottomissione, l’amore, l’abbandono, la tenacia, perchè l’artista torna spesso nel Salento, passeggia lungo i filari di ulivi, li fotografa, sosta accanto ai poderosi e rassicuranti tronchi, accolta dalle folte chiome, ne coglie i respiri, le essenze e le assenze, la forza e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, incontra anche, tra le vie dei piccoli borghi, i volti dignitosi che raccontano, nei propri segni, i solchi di questa terra.

Gli ulivi sui supporti si impongono per prepotenza visiva, appaiono come un attracco alla realtà, anche se la natura per Silvana Bissoli non è una rappresentazione, ma una forza, un linguaggio che parla all’anima, nascendo dall’urgenza di una sua intima necessità.

Perchè non sempre quello che vediamo in un primo momento è quello che è davanti ai nostri occhi, perchè “l’Arte è una menzogna che fa comprendere la verità”, come asseriva Picasso.

Nella sua ricerca, l’artista scava nelle forme e nei segni, ed ecco, come in un gioco di bambini, intravediamo tra il fogliame di un rugoso ulivo, una luna che sbuca o un passerottino, o una altalena che delicatamente dondola da un robusto ramo, accorata nostalgia di una infanzia ormai lontana o una panchina, poco più in là, che l’attende.

Ma l’artista si alimenta di altre forme artistiche, ed ecco la parola scritta, compagna di ogni ulivo, un ulteriore sostegno creativo, affinché ne resti memoria.

Nell’arte di Silvana Bissoli si coglie una speranza di salvezza che ella trova e regala, sia nei ricordi che in quel che sarà!”

Dott.ssa Pompea Vergaro, Critico d’Arte

9 Commenti a Rustici, vigorosi e generosi. Gli ulivi di Silvana Bissoli

  1. Ancora una conferma, almeno per me, che potrà salvarci solo la bellezza, intesa come condivisione interpretativa non di canoni stereotipi che trovano la loro espressione (sempre nativa?) nelle veline e affini (alle quali, nonostante i miei anni, ancora sono sensibile e reattivo…) ma, nella fattispecie, di quelle tracce che travalicano i consueti, per certi versi triti, modelli in tanti nostri ulivi (poco mi importa se passo per pervertito…), la cui bellezza è, come si suol dire, cosa di altro pianeta: e fra poco, purtroppo, rischierà di esserlo anche in senso letterale. Grazie all’artista Silvana per aver contribuito, lei non salentina, a ritardare, forse, questo triste momento.

  2. “Gli occhi dell’anima”… In giorni in cui ci sembra di vivere tra ciechi, è grande l’emozione nel godere della presenza di chi non solo vede, ma va perfino oltre alle apparenze. Sensibilità rare e virtuosismi dell’essere.
    Per avere il possesso di tali virtù non serve un passaporto che indichi provenienza e appartenenza, ma occorre ricordarsi, almeno una volta nella vita, che siamo cittadini del mondo. Silvana Bissoli lo è, e non solo del mondo visibile. Buoni occhi a volte non bastano, però, buoni occhi hanno bisogno anche di buone orecchie, perchè se tu viaggi per il mondo e guardi senza vedere e ascolti senza sentire, meglio per te sarebbe rimanere chiuso in una stanza. Ma Silvana è partita, un giorno, per approdare in Salento e qui rimanere imprigionata da una strana magia, il ‘Sussurro dell’ulivo’.
    L’ulivo è materia in mano al vento e di questo conserva sempre un piccolo ricordo tra le chiome. Basta fermarsi a parlargli, a volte basta solo fermarsi, altre solo guardare per poter ascoltare. Silvana, forse per comprendere meglio questi verdi giganti del sapere, forse per farli comprendere, li immortala in serigrafie splendide come un dio che ferma la vita umana in un fotogramma. Esplodono allora nodi di legno in storie incantate, anfratti di tempo a dondolare nei ricordi come altalene, inchini di rami, contrapposizione di tronchi a scolpire nuova bellezza, vera armonia di popoli e foglie, idee e ricchezza. E tutto questo perchè Silvana, cittadina del mondo, ha visto e sentito… I nativi d’America dicevano: “Se parli con gli uomini e le piante, essi parleranno con te e vi conoscerete l’uno con gli altri. Se non parli con loro non potrai conoscerli e ciò che non si conosce fa paura. Quando qualcosa non si conosce, quando qualcosa fa paura, l’uomo la distrugge”.

  3. ” Nostalgia”… era esattamente così l’albero d’ulivo della mia infanzia, della mia prima adolescenza…. la stessa altalena sulla quale mi dondolavo, rifugiandomi in quel mondo tutto mio, a riflettere sui grandi perchè della vita, ed erano quei momenti, in cui ” volavo” tra le fronde del grande albero, sentendomi leggera, pronta a sfidare il mondo e spiccare il volo, che dentro di me prendeva sempre più piede quella sensazione d’appartenenza alla terra, alla mia terra…..
    Io sono quell’immagine che tu hai riprodotto con tanta maestria…
    Come facevi a conoscermi cosi bene?!

  4. Non da sola Armando (?), ma sì, io piccolo punto nell’universo insieme a tanti altri piccoli punti, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. A volte non si sa bene cosa fare, a volte manca il coraggio, a volte basta una spinta, un incoraggiamento, soprattutto sempre è indispensabili non sentirsi soli. Il grande senso di isolamento che percepisco talvolta nelle persone che mi avvicinano, come per magia, nella rappresentazione rivisitata di uno specifico Ulivo, piuttosto che un altro, si riconoscono e, come attraverso un’immagine riflessa del proprio interno, quel contatto scaturisce incredibili emozioni e innesca il bisogno di raccontarsi…

    Sì Raffaella, mi sento cittadina del mondo, senza appartenenza specifica ad alcuna terra che non sia quella che vede armonia tra l’uomo e la Natura. E sì il Salento mi ha voluta al di là di quanto io vent’enne potessi immaginare, chiamandomi con le sue infinite voci, riproponendosi continuamente con incredibile insistenza, mentre io sorda non comprendevo e leggevo negli eventi solo casualità. E soprattutto mi hanno voluto “loro”, che sin dal primo incontro hanno “sussurrato al mio cuore” gettando un seme che ha atteso paziente per anni, perché anch’io sono stata cieca … hai letto bene i “miei Ulivi” e hai colto intimamente il mio pensiero.

    Perché ci sono tante Sonia e tante Silvane che dondolando su quell’altalena “volavano” e si sentivano libere di sognare leggere… Nostalgia della leggerezza d’animo di una bimba, che con fiducia immaginava il suo futuro? E’ lo stesso Ulivo, che l’ha sorretta allora, che è ancora presente e vivo, testimone di quei sogni, sempre disponibile a sorreggerla nuovamente. Perché gli anni e le ferite che faticano a rimarginare, proprio da quel dolore che ha lacerato la sua corteccia, è nata una nuova consapevolezza e un nuovo germoglio e nuovo vigore e da questi ancora voli e ancora leggerezza e ancora sogni… io, lui, noi…

    “Perché si nasce ogni volta che si permette a noi stessi di ricominciare”: questo è il più grande insegnamento che, personalmente, ho avuto da “loro”…

    Silvana

  5. Vorrei inoltre aggiungere un ringraziamento “ufficiale” a Marcello Gaballo che ha “insistito” per pubblicare i miei lavori. Nella lettera a Marcello ne spiego ampiamente le motivazioni.

    “Che dirti oltre a grazie… è emozione profonda e trepidazione: le mie creature ora sono esposte senza che io sia accanto a loro, a parlare con loro e per loro.

    Hai fatto un buon articolo ed ora non resta che attendere le reazioni. Vorrei in questa occasione che molte persone “distratte” da una miriade di problemi contingenti, si avvicinassero al mondo dell’arte con un sentimento che vada oltre la rappresentazione estetica, ma intravveda uno spunto e diventi spinta per imparare a guardare finalmente ciò che ci sta intorno e, nel nostro caso, valorizzare un mondo e un territorio come quello del Salento (ma non solo) che va amato e protetto e preservato. Nulla può sostituire la ricchezza totale e piena della Natura. La nostra comunione reciproca è la sola risposta che conosca per la loro e la nostra salvezza.

    Ed ora si continua a lavorare instancabili e incoraggiati dai piccoli, ma importanti riscontri, primo fra tutti la consapevolezza di non essere soli a combattere per gli stessi ideali.

    Buon lavoro Marcello, a presto…

    Silvana

  6. Ed ora cosa posso dire! Mi rimane il silenzio della contemplazione di una bellezza che emerge emozionante dalle immagini e dalle parole di questo articolo e dei commenti. Cara Silvana, spero di incontrarti quest’estate a Lecce per partecipare alle tue creazioni artistiche.

  7. Stamattina mandavo a Silvana un simbolico bouquet di rami d’olivo, per augurarle una domenica di pace, a questa esile Signora degli Ulivi, che da mesi non ha pace, soffrendo come una via Crucis personalissima, la minaccia dell’espianto delle migliaia di olivi per la realizzazione delle quattro corsie della s.s. 16, la Maglie -Otranto, l’infrastruttura più folle, sconvolgente ed inutile mai progettata…..ed ecco appare un articolo sul Fondazione di Terra d’Otranto!!!
    Si volevano note biografiche? ecco… Silvana quasi più non dorme negli ultimi mesi, col naso appiccicato al pc, alla ricerca di notizie, le ultime, che rassicurino sulla sorte di ogni singolo olivo, di una pagina, video, documento che dica la bellezza e l’utilità di questa nobile e antica pianta che ci rappresenta nel mondo.
    Non occorrono note biografiche per comprendere un’autentica passione, per solidarizzare con la preoccupazione, con l’incredulità verso decisioni così irragionevoli per ciascun cittadino salentino o d’altrove.

    • Cara Wilma, sono trascorsi due anni e l’emergenza per la salute dei miei “Amici Verdi” è sempre altissima: venduti, espiantati, bruciati e ora anche molto ammalati… davvero pare non esserci Pace tra gli Ulivi. Eppure i Patriarchi sono sempre lì e con forza ed energia continuano instancabili e generosi a donarsi a noi, affinchè ne possiamo trarre insegnamento e vigore.
      Io lo sento questo immenso Abbraccio d’Amore..

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