Vanini e il primo Seicento anglo-veneto

De Paola Francesco

Vanini e il primo Seicento anglo-veneto : ricerca su alcuni personaggi e movimenti politici, religiosi e filosofici e sugli anni anglo-veneti di G. C. Vanini ricostruiti con l’ausilio di documenti inediti e non, Cutrofiano, Toraldo & Panico, 1979.

 

Una dettagliata ricostruzione della fuga di Vanini in Inghilterra, con la descrizione dei suoi retroscena e del progetto politico – religioso sarpiano che ne era a monte, con l’indicazione delle personalità della politica e della cultura coinvolte, con i contributi dati da Marc’Antonio De Dominis ed altri protagonisti.

Effettuato in seguito alla concessione di due incarichi conferiti nel 1974 e nel 1977 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche su proposta del Prof. Mario Dal Pra dell’Università degli Studi di Milano, questo lavoro sul filosofo Giulio Cesare Vanini, cui piacque dichiararsi cittadino del centro salentino di Taurisano, fornisce nuovi particolari sugli avvenimenti della sua vita e getta nuova luce sulle sue relazioni con alcuni personaggi come Paolo Sarpi, Fulgenzio Micanzio, Antonio Foscarini, Giovan Francesco Biondi, Giovanni Maria Genocchi, William Bedell, Thomas Horne, Sir Henry Wotton, Sir Dudley Carleton, Ascanio Bagliano, Gerolamo Moravo, Giulio Muscorno ed altri protagonisti della scena politico-culturale anglo-veneta nei primi anni del Seicento e a cui egli afferma di essersi collegato.

Nell’opera vengono altresì noti nuovi particolari sulle ragioni e sui modi della sua fuga a Londra e sulla sua permanenza in questa città.

Inoltre, con un’indagine a largo raggio, il lavoro presenta una vasta documentazione su alcuni movimenti religiosi e filosofici e progetti politici che caratterizzarono quel periodo in Venezia e in Inghilterra, cui il carmelitano di Taurisano, almeno formalmente, aderì. Vi trovano ospitalità, quindi, accenni alle lotte tra il partito dei “vecchi” e quello dei “giovani” in Venezia; i rapporti con la Francia e i Gallicani; la figura dell’ambasciatore veneto a Londra, Antonio Foscarini, e la sua tragica fine; il ruolo centrale di Paolo Sarpi e le sue relazioni con il mondo protestante; l’azione diplomatica di Francesco di Castro in Venezia durante l’Interdetto lanciato dalla Santa Sede e che Vanini invocò quale suo protettore; un poema latino inedito di Giovanni Maria Genocchi, compagno di Vanini nella sua fuga in Inghilterra, contro la Chiesa di Roma; e infine un sermone inedito contro la stessa Chiesa Romana pronunciato dall’arcivescovo di Spalato, da poco transfuga nella protestante Inghilterra.

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