Tempo di vacanza (E…state nel Salento)

di Paolo Vincenti

Luglio e Agosto, tempo di vacanza (dal latino vaco, “sono vuoto, sono libero”) per grandi e piccini. Dopo un anno di stress e duro lavoro, arrivano le agognate ferie e le spiagge sono prese d’assalto da frotte di bagnanti che cercano rifugio dalla calura estiva. Soprattutto quando il caldo si fa insopportabile,  non c’è niente di meglio di un bagno ristoratore e di una buona granita o una gustosa bibita ghiacciata. Attenzione, però, ad esagerare: un noto detto recita: ad agosto mangia sano, bevi meno e coi dolci poni un freno. Infatti, come segnala il calendario di Barbanera, durante le ferie, avendo più tempo da dedicare a se stessi ed agli amici, si tende ad esagerare con le abbuffate e con le occasioni conviviali, che a volte si protraggono fino al mattino. Ma proprio in estate, con il calore, proliferano più velocemente i batteri, che possono creare intossicazioni alimentari. Bisogna anche fare attenzione all’igiene dei posti in cui si mangia e si dovrebbero evitare cibi crudi o preparati con latte ed uova, perché troppo pesanti. Il caldo intenso e la eccessiva sudorazione, inoltre, possono determinare dei cali di pressione ed occorre allora bere molto, per reintegrare i liquidi mancanti, o assumere mezzo cucchiaino di zucchero o di miele. Attenzione anche ad esporsi troppo e nelle ore più calde al sole: la smania della tintarella potrebbe causare sgradevoli sorprese. Ciò detto, però, bisogna anche aggiungere che il sole, se preso con moderazione, può fare molto bene alla pelle ed alla salute in genere, alleviando alcuni particolari disturbi, dal banale raffreddore alla più seria psoriasi.

Seguendo Barbanera, ai nostri amici turisti stranieri consigliamo di portare nella loro valigia ottime creme protettive, contro le scottature del solleone, una scorta di bicarbonato di sodio da sciogliere nella vasca da bagno in caso di eritema solare e, se soffrono di insonnia, tisane o confezioni di erba gatta o valeriana.

La nostra penisola salentina offre ogni tipo di divertimento e di svago, sia sulla costa ionica che su quella adriatica, a chiunque voglia trascorrere delle giornate di sano e rigenerante ozio. Con quest’ultimo termine, otium  i latini indicavano il tempo dedicato alla meditazione ed alle attività letterarie, in contrapposizione con negotium che indicava invece il tempo dedicato ai traffici e agli affari. Nei giardini estivi,  un tripudio di colori attira la nostra attenzione. Passeggiando nelle fresche sere d’estate,  ci si può imbattere in aiuole fiorite di viole del pensiero, tipico fiorellino estivo, che si può cogliere e magari regalare alla propria amata/o prima del commiato:  così, possiamo, come per incanto, ritrovarci in Un sogno di mezza estate, come quello descritto dal grande Shakespeare, secondo il quale da questo fiore si poteva ricavare un potente filtro d’amore.Questo fiorellino viene anche chiamato erba della Trinità, poiché spesso si caratterizza per tre colori che rimandano, simbolicamente, proprio alla Santissima Trinità.

Vogliamo anche mettere in guardia tutti i turisti che vengono a trascorrere le loro vacanze sui nostri lidi dai brutti incontri: per esempio, con formiche, mosche e zanzare, per non dire blatte, che, soprattutto durante le giornate di caldo torrido ed umido, molto frequenti, purtroppo, a queste latitudini, possono infestare spiagge, case e locali pubblici; inoltre, attenzione alle punture di api, vespe e calabroni o, ancora, alle punture, frequenti soprattutto nei litorali a fondo sabbioso, di pesci velenosi, come i pesci ragno, e, se ci si inoltra in mare aperto, di ricci e meduse. Quando li si incontra, meglio girare al largo. Ma se proprio non si riesce a farlo, allora per ogni mal del corpo la medicina è nell’orto. La saggezza popolare ci viene incontro e, nel caso di punture di insetti, un toccasana sarà il prezzemolo, che ha il benefico effetto di attenuare il dolore e di ridurre il prurito grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e disinfettanti. Contro le mosche e zanzare, si può riporre sul davanzale delle finestre aperte una pianta di basilico, perché il suo caratteristico odore risulta del tutto sgradevole a questi insetti. Secondo una antica credenza, le foglie di basilico hanno delle qualità magiche: se colte con la mano sinistra e con la luna crescente, messe nell’acqua del bagno, allontanano gli influssi malefici dalla mente e dal corpo. Così come l’ortica, che i nostri vecchi usavano preparata in un impacco per lavare i capelli ed irrobustirli. Infatti, d’estate, i nostri capelli, sottoposti a continui lavaggi e all’acqua salata ed alla sabbia del mare, rischiano di rovinarsi irrimediabilmente: allora, ogni tanto, uno shampoo all’ortica, lasciata in infusione nell’acqua bollente per mezz’ora, può aiutarli e prevenire la caduta. Bene, portare un po’ di ortica addosso, chiusa in un sacchettino, libererebbe dagli influssi negativi.

Ma, al di là di tutte le assicurazioni e delle precauzioni che si possono consigliare per potere godere al meglio la meritata vacanza, l’estate è il tempo dei divertimenti e della spensieratezza: scrupoli e malinconia fuori da casa mia.  Agosto, soprattutto, è mese di pazze vacanze: agosto moglie mia non ti conosco, recita il detto popolare ad indicare anche un certo risveglio dei sensi tipico della bella stagione.

Nell’antico calendario romano, Agosto era chiamato sexstilis, cioè il sesto mese, perché l’anno veniva fatto iniziare a marzo. Successivamente il suo nome venne mutato in Augustus, in onore dell’Imperatore Augusto. Il suo segno zodiacale è il Leone. E’ una delle maggiori costellazioni dello Zodiaco tra l’Orsa Maggiore, il Cancro e la Vergine, e comprende 150 stelle, visibili spesso ad occhio nudo nelle notti di chiarore estivo. Il primo calendario romano, detto giuliano, iniziava appunto con il mese di Marzo, Martius, così chiamato in onore del dio della guerra Marte, poi vi era Aprilis, dal verbo aperire, “aprire”, probabilmente perché in quel mese tutta la natura si risveglia e si apre alla bella stagione, quindi Maius, così chiamato dalla Dea Maia, divinità della crescita, che rimanda al comparativo maior, “più grande”, Iunius, che rinvia alla dea Giunone, Iuno, e poi Quintilis, per indicare il quinto mese, prima che questo diventasse Iulius, Luglio, in onore di Giulio Cesare, Sexstilis, il sesto mese, di cui abbiamo già detto, quindi September, settimo, October , ottavo, November, nono, e December, decimo. Gennaio era Ianuarius perché rimandava al dio Giano, dio degli inizi, in quanto divinità bifronte che rappresentava la chiusura di un tempo, con una delle sue facce, e l’apertura di un tempo nuovo, con l’altra. Febbraio invece, l’ultimo mese, rimandava nell’etimologia a februa, cioè “mola salsa, ramoscello di pino”, ecc., strumenti di purificazione, in quanto a febbraio si spazzava via l’immondizia del vecchio anno e si cominciava, purificati, un nuovo ciclo. E’ chiaro che il calendario dell’antica Roma era condizionato soprattutto dalla guerra, costante preoccupazione dei latini, e dall’agricoltura, principale sostentamento nell’economia primitiva romana, e quindi il ciclo delle stagioni era sommamente importante nel determinare giorni lavorativi e giorni festivi, inizi, chiusure, tutti accompagnati da opportuni riti propiziatori che avevano lo scopo di ingraziare le divinità di riferimento per ogni occupazione agricola. Il termine feriae nell’antica Roma indicava tutti i giorni festivi, cioè i giorni dedicati ad una divinità e quindi consacrati al riposo. Così tutto il mese di agosto era feriale, cioè dedicato al riposo, poiché venivano sospese in quel mese tutte le attività. Durante il I Secolo d.C., questi festeggiamenti trovarono il loro apice il giorno 15, che fu dedicato all’Imperatore Augusto e che per questo venne chiamato Ferragosto, da feriae Augusti. Nel latino ecclesiastico, feriae indicava i giorni della settimana a partire dalla domenica: feria prima, feria secunda (che richiama il portoghese segunda feira, per lunedì), feria tertia, ecc. I giorni della settimana erano così chiamati perché ognuno era dedicato ad un Santo ed ognuno di questi giorni, quindi, rappresentava una festa per la comunità cristiana, a partire dalla domenica, che era la festa del Signore. Nel tardo latino, però, e poi con l’avvento del volgare, la denominazione feriale passò ad indicare i giorni lavorativi, in contrapposizione al giorno festivo, cioè la domenica, giorno del Signore. E così noi oggi indichiamo con il termine feriale tutti i giorni ordinari, che non sono segnati in rosso sul calendario, anche se questo è curiosamente in contraddizione con l’originaria etimologia del termine, che rimanda alla festa.

Il ciel d’agosto nelle notti chiare offre lacrime calde e non amare. Il 10 agosto si festeggia San Lorenzo e questa è la notte delle stelle cadenti. Le stelle cadenti, secondo la leggenda, ricordano le lacrime versate dal santo durante il supplizio, che vagano nei cieli, e scendono sulla terra il giorno in cui  Lorenzo morì. Queste stelle sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo poiché ricordano le scintille della graticola infuocata su cui fu ucciso il martire.

Agosto è anche tempo di acquazzoni che a volte si abbattono violentissimi sul Salento e durano solo pochi minuti: la prima acqua d’agosto rinfresca bene il bosco. Agosto è tempo di feste e di sagre in tutto il Salento e si spera  che questi temporali risparmino almeno il giorno di Ferragosto quando tutti, ma proprio tutti, vogliono festeggiare, in discoteca o in qualche mega-raduno al mare o nell’entroterra, fra le bellezze paesaggistiche e culturali e le prelibatezze gastronomiche che offre questo Salentu,  terra de lu sule lu mare lu ientu, come recita un fortunato slogan di promozione territoriale. Ma non bisogna dimenticare che il 15 agosto si

festeggia una ricorrenza importantissima per il calendario cristiano, cioè l’Assunzione della B.V.Maria: a mezzo mese è assunta in ciel Maria preghiamola con fede e così sia.

Gli ultimi giorni di agosto poi si insinua una certa tristezza, al pensiero che le ferie volgono al termine e si dovrà ritornare al lavoro e agli affanni del tran tran quotidiano. Quando arriva agosto prepara i tini per il nuovo mosto: a fine agosto, infatti, i contadini si preparano già per i grandi lavori di settembre, con la vendemmia e la successiva vinificazione. Non ci rimane che augurare buona permanenza nella nostra terra e buone vacanze a tutti !

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