Ad Alessano, un giorno d’estate

di Gianni Ferraris

Qualche giorno passato sul capo di Leuca. La tappa ad Alessano è importante per chi vuole rendere omaggio ad un grande salentino. Vale per credenti ed atei, don Tonino Bello è stato il vescovo dalla parte degli ultimi, ha valenza civile, laica e religiosa, i giusti sono tali per tutti. Ci sono andato, ho salutato, poi sono stato qualche tempo sull’auto all’ombra dei cipressi. Di fronte al cimitero c’è una casa semidiroccata, parzialmente recintata, e ci sono alcuni alberi che offrono uno dei rari spazi ombreggiati sotto il sole impietoso delle 12 di un torrido luglio. Mentre fumo una sigaretta in attesa di andarmene, da un edificio di servizio del cimitero esce un signore con in mano un pesante secchio rosso pieno di calcinacci e con dentro anche un pezzo di un sanitario rotto, mi passa davanti al cofano (al massimo due metri), mi guarda e con disinvolta nonchalance getta quei rifiuti, secchio compreso, nella parte più diroccata della casa, sale sull’auto con il suo collega e se ne va, sulla fiancata della Panda bianca spicca una scritta: “Comune di Alessano, Servizi sociali”. Ah, però, i servizi sociali.

Confesso il mio stupore, mi ha visto benissimo. Evidentemente è un comportamento ritenuto normale. Non avevo fotocamera quel giorno, però passando da Alessano vedo la vigilessa e le spiego il fatto. La risposta è stata puntuale e precisa “noi facciamo campagne contro questi comportamenti, telefono immediatamente e faccio rimuovere l’immondizia”. Il giorno seguente, verso le nove, ripasso da lì, controllo, ed il secchio è ancora lì con tutti i suoi detriti, questa volta la fotocamera è con me.

Tornando sconsolato verso il paese rivedo la Panda bianca, scendo e la fotografo. Qualcuno mi vede, la vigilessa anche. Due ore dopo dal luogo del delitto è sparito tutto quanto, tutto tranne quel pezzo di sanitario bianco che rimane desolatamente solo assieme a bottiglie di plastica e varie amenità. Non penso che i turisti siano bene impressionati dallo scempio, ho contato sei auto che si sono fermate per andare a rendere omaggio a Tonino Bello durante quella mia sosta. A proposito, se arrivate da fuori e volete portare un fiore sappiate che il lunedi ad Alessano non si può morire perché il cimitero è chiuso. Come i barbieri.

E dopo tutto quel caldo che fare? Si va in un posto meraviglioso a fare un bagno. A Marina Serra, in territorio di Tricase, ci sono stato alcune volte la scorsa settimana. C’è il luogo chiamato “la piscina”, è ricavata da vecchie cave con decine di bimbi di ogni età che sguazzano al sicuro, e c’è un mare meravigliosamente verde/blu per chi vuole nuotare all’aperto.  Di solito amo andarci alle nove di mattino, già moltissimi sono i genitori con bimbi, anche di pochi mesi, che approfittano del luogo e della possibilità di ombra e sole che offrono le cave, ideale veramente. Peccato però per la maledetta puzza di orina che aleggia e che con il caldo è ancora peggiore. “Vengono i ragazzi la notte qui e fanno quel che vogliono” mi si dice.

L’intelligenza dei ragazzi la si vede anche dalle bottigliette di birra sparse a pochi metri dal cestino per la raccolta rifiuti. “Non si tratta solo di incivili, questi sono proprio imbecilli”, penso. Quel mattino di giovedi però la situazione è decisamente peggiore, oltre la puzza di orina c’è anche un rifiuto solido che emana olezzo. Non si sono limitati questa notte. Mentre me ne vado schifato stanno scendendo mamme con bimbi in braccio e turisti che parlano francese o inglese. Mi chiedo se una visita dell’ASL permetterebbe loro di stare in quel luogo reso fetido dalla stupidità umana ed con tutta probabilità insalubre.

Ci sono sindaci che fanno ordinanze assurdamente inutili e bizzarre, quali vietare di mangiare un panino seduti su uno scalino (vedi Lecce), perché non farne una più intelligente perché qui veramente esiste un attacco alla salute pubblica?  E perché non farla rispettare mandando magari vigili in borghese la notte a controllare?  Certo, per il Comune è operazione costosa, ma potrebbe essere sanata forse mettendo sanzioni superiori ai 500 euro. In fondo gli imbecilli è giusto che paghino il frutto della loro inciviltà. Sarebbe ultima ratio chiudere con cancellate il luogo, perché mai privare le persone civili di uno spazio per colpa di 4 idioti?

8 Commenti a Ad Alessano, un giorno d’estate

  1. Da Consigliere Comunale di Alessano presenterò un’interrogazione al Sindaco Osvaldo Stendardo che da Alessanese si vergogna, ma da Sindaco di Alessano cosa farà???

  2. Perbacco quale onore, rispondono maggioranza ed opposizione. Che il Sig. Stendardo fosse Sindaco di Alessano l’abbiamo appreso dalla risposta della Sig. torsello, in realtà, ma questo è un problema tutto interno alla dialettica fra maggioranza ed opposizione (che poi a volte va a finire che si uniscono per sostenere un governo tecnico e diventano “maggioranze composite” ma questo è altro discorso) però approfitto della contemporanea presenza in queste pagine dei responsabili della cosa pubblica Alessanese per fare una modesta proposta: perché non si tiene aperto il cimitero anche il lunedi? Veramente sembra di arrivare dal barbiere e trovarlo chiuso. E poi, credetemi, non è bello vedere turisti andarsene sconsolati (mi è successo due volte proprio lì) perché hanno rinunciato al mare proprio quel giorno per un saluto ad un uomo che, certamente, è figlio di Alessano, ma è patrimonio dell’umanità.

    • Gentile sig. Ferraris, sono d’accordo con Lei sul fatto che questo blog non sia il luogo adatto ad ospitare una discussione tra maggioranza e opposizione alessanesi. Tuttavia la Sua denuncia è, a mio avviso (e credo anche agli occhi degli alessanesi), talmente grave che non potevo non replicare all’affermazione del Sindaco Stendardo che dice di provare vergogna come se l’accaduto da Lei descritto fosse quanto di più distante dalle sue responsabilità e dal suo modo di amministrare.
      Ritengo sia possibile trovare una formula che permetta di venire incontro alle esigenze dei pellegrini riguardo all’apertura del cimitero. Nel programma di Città Democratica, movimento civico-politico che rappresento in Consiglio Comunale, era prevista l’istituzione di un “Assessorato all’accoglienza” con l’obbiettivo specifico di offrire ai pellegrini una struttura organizzativa per recepire e soddisfare istanze del tipo di quella da Lei sollevata, oltre a una serie di altri servizi… Purtroppo questa idea non piace all’attuale maggioranza…
      Anche sul fronte della difesa e salvaguardia ambientale e paesaggistica il nostro impegno è massimo, pensi che uno dei nostri slogan elettorali era: “la cura del territorio crea sviluppo”. La difesa del paesaggio nei confronti di un’Amministrazione che vorrebbe “rendere più facile costruire in campagna” deregolamentando la materia è uno degli argomenti che oggi ci vede più impegnati come opposizione. Nei mesi scorsi abbiamo denunciato varie discariche illegali e addirittura una costruzione abusiva al confine col complesso di Santa Barbara (un ex convento con chiesetta rurale del XIV secolo che ospita degli inestimabili affreschi purtroppo in rovina come tutta la struttura). Colgo infine l’occasione di chiederLe la possibilità di invitarLa, in qualità di cronista del territorio ed esponente della Sua Fondazione, per dar vita a incontri-dibattiti tematici sulla valorizzazione e salvaguardia dei beni artistici, culturali e ambientali che il nostro movimento civico-politico ha intenzione di organizzare nei prossimi mesi.

  3. Stai tranquillo Signor Gianni ad Alessano non ci saranno inciuci, da quello che fai vedere e da quello che noi denunciamo oramai da un anno, ad Alessano c’è solo l’opposizione che poi doveva essere maggioranza se non ci fosse stato il tradimento e non lo è stata per soli 23 voti, ora dobbiamo registrare purtroppo per noi degrado civile, morale e ambientale, buona la proposta, ma bisogna vedere i regolamenti se lo permettono, bisognerebbe articolarla appunto per i pelligrini che vengono da fuori. Ecco cosa ci tocca far sapere che il sig. Stendardo è il sindaco di alessano e che prova vergogna… il Sindaco prova vergogna figurarsi i cittadini!!! Cmq il Sindaco agisce dopo una sconceria del genere.

  4. Annoto che la vicenda alessanese infiamma gli animi delle persone coinvolte. Ribadisco a Francesca Torsello che non entro nel merito della dialettica fra opposizioni e maggioranze di governo, intanto perché, come sottolinea la sig. Torsello, non è questo il luogo, soprattutto perché non ne conosco le dinamiche. Detto questo, da salentino solo di adozione e solo da poco tempo, mi pongo il problema di comprendere gli accadimenti. Un “banale” secchio gettato come fosse un gesto naturale la dice lunga sulla ovvietà di alcuni comportamenti. Questo vale anche per la seconda parte della mia cronachetta su due giorni nel capo. Gli imbecilli (come altro chiamarli?) che fanno i loro bisogni solidi e liquidi dove ogni giorno giocano bimbi e dove loro stessi probabilmente andranno la sera dopo a bivaccare sono emblematici della mancanza di civismo. Diventano problemi di ordine civico (appunto), etico e di salute pubblica, questi ultimi gravissimi. So le difficoltà di gestire ampi territori e di così imponente importanza paesaggistica, storica e artistica, ma penso che questo può e dovrebbe essere il vero valore aggiunto del Salento, l’industria principe, il modo di far entrare quattrini alle amministrazioni che, da quanto noto nella maggior parte dei casi, si limitano a fare cassa con strisce blu e multe. E’ di oggi il vanto del comune di Lecce che mette in bilancio preventivo 6,6 milioni di euro di multe. Cosa succede se gli automobilisti decidono per un mese di non violare il codice? Fallisce il Comune di Lecce? Sull’apertura del cimitero annoto esclusivamente quanto vedo ed ho visto, i regolamenti, consentitemi, non sono cose che conosco, né ho intenzione di approfondire, mi auguro che se ne prenda atto e si diano risposte adeguate a ci arriva fin lì solo per Tonino Bello. Non posso non notare tuttavia che è la prima volta che mi succede di incappare in una chiusura dei cimiteri. Non so se in Salento è regola, ma veramente sono rimasto basìto. Rimane comunque un problema di cui gli amministratori dovrebbero farsi carico: perché il turista non conosce Alessano? Nel centro storico ci sono palazzi stupendi, c’è la giudecca e ancora altro, a chi spetta far conoscere e portare lì le persone con un turismo non invasivo ma produttivo? Per moltissimi che arrivano a Lecce il Salento si riduce a Gallipoli, Otranto e poco più, se faccio il nome di Galatina, ALessano, Cutrufiano ecc. mi guardano con stupore e chiedono “cosa sono?”. Che so, un circuito fra i comuni “minori”, una mappa che li colleghi con servizi ad hoc, una spesa da suddividere fra i vari comuni per fare cultura e turismo intelligente. Ecc. si potrebbe pensare?
    Rispetto al secondo aspetto e alla richiesta so per certo che ci sono persone altamente qualificate fuori e dentro la Fondazione e conoscitrici di ogni anfratto e problematica relativa ai beni artistici, culturali e paesaggistici. Personalmente della fondazione faccio parte solo come “supporter”, quindi la domanda la girerei al direttivo della stessa, il mio modestissimo contributo lo darò se e quando richiesto, e compatibilmente con i tempi e le competenze personali. Ancora una parola sul complesso di Santa Barbara, il problema primo è liberarla dall’assedio delle discariche (non conosco il luogo quindi mi baso sulle sue parole), il secondo è sicuramente un restauro dovuto come in molte parti del Salento, ma il problema principale rimane poi il che farne. Assolutamente banale restaurare un bene e lasciarlo sconosciuto, occorre portare là i turisti e gli amanti dell’arte, se il Salento leccese non fa questo, rimarrà una periferia invece di essere una capitale. E in una periferia chi arriva con mascelle addestrate può mangiarsi quel che crede, magari anche costruire megavillaggi turistici nei luoghi di Renata Fonte senza che gli amministratori si pongano il problema del che fare per consentire ai privati il recupero dei centri storici, per far loro ottenere sovvenzioni e mutui per esempio, per detassare chi ristruttura rispettando l’ambiente e i prospetti e creando luoghi di accoglienza diffusi sul territoria, piuttosto che costruire parallelepipedi di cemento armato. Vedere alluminio anodizzato bianco nel centro storico di Gallipoli è come farsi cavare un dente senza anestesia.
    Diciamo che sono un curioso che quando può se ne va in giro per imparare la terra più bella del mondo.

  5. Con le sue idee potrebbe fare il consulente esterno alla ns amministrazione, sono perfettamente d’accordo su quanto affermi, credo e spero che si formi in tempi brevi una classe dirigente che porti avanti le tematihe di cui parli, agricoltura, turismo e rispetto dell’ambiente, insieme a un forte senso civico dovrebbero costituire la ns industria, come cittadino del sud dico: speriamo di farcela.

Lascia un commento

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!