UNICUIQUE SUUM

di Armando Polito

I giochi di parola, i titoli sparati, la solita donnina ammiccante: cosa non si fa per carpire  l’attenzione di chi ancora ha un po’ di tempo da dedicare alla lettura! Chi scrive (uso la terza persona per mantenere le distanze da me stesso…) ci è cascato, ci casca e certamente ci  cascherà fino alla fine dei suoi giorni, vittima predestinata della sana (lo dice lui…) curiosità che lo anima, non disgiunta, almeno lo spera, da una dose sufficiente di capacità critica (buona notte!…).

Così il titolo di oggi potrà essere scambiato da qualcuno per una nuova parolaccia, da un altro per una formula magica, da un altro ancora per un nesso inglese che fino ad ora non conosceva.

Se a queste tre possibilità si aggiungesse una quarta che vede nel titolo un nesso latino, avremmo un quesito perfetto per le prove INVALSI e sicuramente questa quarta opzione riscuoterebbe una percentuale irrisoria di suffragi (mai termine fu più adatto al test, fino alla noia da me definito, per via delle croci, cimitero della cultura).

Sono profondamente convinto che la crisi degli studi classici (e, oggi, dello studio in genere in Italia) sia stata provocata, oltre che da scelte politiche consapevolmente scellerate, dagli stessi operatori culturali (sta a insegnanti come operatori ecologici sta a spazzini, con la differenza che questi ultimi guadagnano di più…1) che non hanno tempestivamente adeguato il loro insegnamento proiettando la luce del passato sul presente e soprattutto sulle sue ombre e limitandosi, magari, ad uno studio prettamente grammaticale che, da sempre, è il miglior sistema per non appassionare dei giovani che fanno parte di un popolo che considera sempre, forse da sempre e non per sua, direi genetica, responsabilità,  la regola come la peggiore nemica; poi, quando per un degrado qualitativo della stessa formazione (da un docente inadeguato fatalmente verranno fuori pessimi allievi e il nesso esce dalla scuola di non avrà più alcun senso) lo stesso insegnamento prettamente o prevalentemente “grammaticale” vien meno, lascio intuire al lettore l’esiziale esito (a proposito, le due ultime voci hanno la stessa etimologia, dal latino exìre=uscire, solo che nella prima l’uscita è definitiva…) .

A questo punto sarà chiaro che il titolo è un nesso latino, ma, purtroppo, sarà altrettanto chiaro per il lettore masochista (mai vizio fu più sano, tanto da coincidere con la virtù!) che, per vedere dove voglio andare a parare, sarà costretto a seguirmi fino in fondo (sempre in terza persona mi dico illuso!).

Unicuique suum (a ciascuno il suo) è la riduzione o, se si preferisce, l’adattamento di suum cuique tribuere (attribuire ad ognuno il suo), principio del diritto romano (che brutta fine abbiamo fatto!…) risalente ad un frammento di Ulpiano (II-III secolo d. C.) citato nei Digesta di Giustiniano (533 d. C.).

Per riprendere a modo mio il che brutta fine abbiamo fatto!, che per pudicizia e non per esigenza di interpunzione ho messo tra parentesi, mi permetto di sciorinare una serie di mie interpretazioni del tema, indicando volta per volta l’oggetto oscuro (ma non tanto…) del desiderio.

OSSO

Al maniaco sessuale l’osso buco, alla cubista l’osso cuboide, al marinaio, a scelta, l’osso di seppia e l’osso scafoide, a Bossi l’osso duro,  al romantico, a scelta, l’osso tenero e l’osso lunato, al muratore e all’imbianchino l’osso parietale, al faraone l’osso piramidale, al prete l’osso sacro,  al mago Silvan l’osso sesamoide, all’ammalato di rogna l’osso squamoso,  al collezionista di orologi l’osso temporale, allo studioso di geometria, a scelta, l’osso trapezio  o l’osso trapezoide. E, infine, al tuo cane? Qualsiasi, ma sbrigati a darglielo perché, povera creatura, a sentirti leggere (il tuo cane, ricordalo, sente anche quando non parli…), gli è venuto un tale appetito che rischi di far scegliere a lui un osso a piacere fra le tue ossa…

PACE

Al guerrafondaio la pace armata, all’impotente la pace dei sensi, a chi ha uno scompenso cardiaco il pacemaker (a proposito di quest’ultimo qualcuno mi ha pietosamente avvertito  che pace corrisponde all’italiano passo, ma il cuore, è il caso di dire, non ce l’ha fatta ad eliminarlo).

PALAZZO

A chi soffre il caldo il palazzo del ghiaccio, a chi ama gli ambienti molto luminosi il palazzo di vetro, ai giudici, agli avvocati e agli imputati il palazzo di giustizia, ai politici il palazzo Madama (pare che stia perdendo rapidamente quotazione  da quando ogni tanto si sente dire: “Scappiamo, arriva la madama!”. Vuoi vedere che tra poco sarà il palazzo per i poliziotti?).

PASSO

Alla bella ma stupida il passo dell’oca (su altri suoi usi ancora più deleteri per l’umanità farò riferimento alla fine), all’ipocrita il passo doppio, al gestore di pompe funebri il passo estremo (degli altri…), a chi si butta, politicamente parlando, prima a sinistra e poi a destra e viceversa il passo alternato e a chi mente il passo falso.

PASTA

A chi soffre di reumatismi la pastasciutta, a chi soffre di prurito la pasta abrasiva, al vanitoso la pasta di vetro, a Bossi la pasta dura (essendo stato ultimamente sorpreso, sempre a sua insaputa!, con le mani in pasta, se si trova un avvocato all’altezza riuscirà a dimostrare la sua innocenza; così, male che vada, sarà accusato non più di appropriazione indebita o di truffa ai danni dello Stato, ma di autoerotismo, che, come pure il mio gatto sa, non ha rilevanza penale, nonostante lo stesso avvocato sia convinto che quest’ultima parola derivi da pene e non da pena, cosa che il mio gatto, insieme con me, non condivide); a chi soffre il caldo la pasta fresca, alla regina d’Inghilterra la pasta reale. E per l’autunno? La pasta sfoglia.

PATTO

Al locatario il patto in deroga, al metalmeccanico il patto d’acciaio, al vampiro il patto di sangue e al marinaio il Patto atlantico.

PENNA

Al matematico la penna a sfera, alla bella ma stupida, dopo il passo (e poi parlano di meritocrazia…2), la penna d’oca, al titolare di un negozio di occhiali la penna ottica.

PESCA

Al pescatore zozzone la pesca alla mosca, al pescatore appassionato pure d’alpinismo   la pesca d’altura, al Papa la pesca miracolosa.

PIANO

Al pilota d’aereo il piano di volo, allo studente universitario il piano di studi, allo speculatore edilizio ammanicato col politico il piano regolatore,  al cuoco il piano di cottura, al musicista astemio il piano a coda e a quello alcolizzato il piano bar.

SPORT

All’appassionato delle gare in piscina la pallanuoto, al cacciatore la palla a volo, al ghiottone di frittate la palla ovale, a chi pratica la masturbazione (maschile) la palla a mano.

PESCE

A Berlusconi che scalpita per replicare la stagione di Forza Italia! il pesce azzurro (solo per strappare voti a quei pezzenti dei comunisti, per il resto saraghi e aragoste di Portoselvaggio), a Bersani il pesciolino rosso (è o non è un proletario?) anche se mi ricorda  un pesce lesso (con tutto il rispetto per il pesce!) , ai Verdi (in attesa del ritorno in Parlamento) il pesce rampicante, al Papa il pesce San Pietro. E a noi comuni mortali che pesci restano? Il pesce d’aprile e il pesce sega.

L’ironia è sempre dissacrante ma, in modo solo apparentemente paradossale, riesce, purché si faccia capire, a dare a Cesare (per quanto dirò dopo il peggior Cesare, forse , della storia umana, appunto il Kaiser) quel che è di Cesare e a Dio (o a chi per Lui…, con risultati quanto meno discutibili) quel che è di Dio.

Per questo non mi sembra blasfemo (tutt’altro!) concludere, anche per dimostrare che una cultura classica “grammaticale” (come se la grammatica fosse sganciata dalla sua incarnazione, i testi) non serve a nulla, ricordando che il nesso del titolo è uno (quello a sinistra) dei due che compaiono nella testata dell’Osservatore romano [l’altro, a destra, è non praevalebunt=(le forze del male) non vinceranno] e che costituiscono quasi un inno alla meritocrazia. Purtroppo Jedem das Seine, traduzione letterale in tedesco di unicuique suum, campeggiava, atroce bestemmia, all’ingresso del campo di sterminio di Buchenwald…

Per un attimo mi illudo che solo un’adeguata riflessione sui contenuti concreti che ogni parola o insieme di parole hanno incarnato nella storia umana può presumere (bella consolazione!) di salvarci.

Poi, trascurando quelle fotocopia di questo o di quel rappresentante di questo o di quello schieramento politico, penso alle dichiarazioni di accorata partecipazione di Napolitano (nomina omina, lascio scegliere a voi l’anagramma più consono: pilota nano o Pilato nano) e di Benedetto (che, aggiunto ai titoli d’ufficio Santo Padre e Sua Santità, rappresenta il  concentrato più spinto dell’umiltà cristiana, anche se pure lui può dire che gli ultimi due  se li ritrova senza saperlo e che al momento di scegliere il nome pontificio non era del tutto sobrio…) XVI al dolore delle popolazioni colpite dall’ultimo terremoto e mi scende il latte alle ginocchia, anche se, posso esibire certificato medico…veritiero, sono di sesso maschile e le mie ghiandole mammarie sono, dalla nascita, atrofizzate.

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1 Può sembrare “razzista”, ma io seguo il principio, da me inventato, della interscambiabilità dei ruoli: è giusto che uno spazzino guadagni quanto un professore, se dopo un apprendistato di tre mesi riesce a svolgere dignitosamente il lavoro di quest’ultimo, … com’è giusto che un professore sia licenziato in tronco se dopo lo stesso periodo di apprendistato non sia in grado di assolvere decentemente alle funzioni di spazzino. Per quanto riguarda, poi, certi dirigenti  e consulenti (come se non bastassero i consiglieri…) di nomina politica, il colore è assolutamente irrilevante, lascio ai lettori liberi (sarò un illuso ma ho l’impressione che questo sito ne sia la culla) ogni ulteriore riflessione.

2 Il popolo ha icasticamente congelato questa antica piaga nel detto: A cci fatìà nna sarda, a cci no ffatìa una e mmenza (A chi lavora una sarda, a chi non lavora una e mezza).

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